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ZOP BLOG

NON SOLO ESERCIZI DI STILE!
Gli esperimenti di un extraterrestre finito non si sa come sulla Terra...

INDICE RAGIONATO & INTERATTIVO

ISTRUZIONI:
Leggi qui di seguito (lungo la striscia gialla) per ripercorrere la nostra storia e scoprire i nostri  giochi e le regole per partecipare


CHI SIAMO:
BLOG/OPIFICIO DI SPERIMENTAZIONE LETTERARIA CHE HA SCELTO IL WEB COME SUO TERRENO DI ESPRESSIONE!
 

Nato nel 2002, questo è stato il primo BLOG dedicato ai giochi narrativi e alle scritture collettive. Oggi vanta innumerevoli tentativi di imitazione ma non diffidatene! Il nostro obiettivo era quello di dar vita a un GENERE

CONTATTI:
zoppaz @ yahoo.it


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I LIBRI SCATURITI 
DA QUESTO BLOG:

2006





2003





E nel 2004 
un libro che qui si può continuare


Clicca per saperne di più e per SCARICARE GRATUITAMENTE UN CAPITOLO!

 


 

PREMI: 
Questo blog è arrivato secondo al concorso SCRITTURA MUTANTE 2003


www.trovarsinrete.org
SALONE DEL LIBRO DI TORINO
16 maggio 2003


COSA ABBIAMO 
PRODOTTO 
IN QUESTI ANNI:


IL MANIFESTO DADISTA di avanguardia letteraria digitale

Componimenti e racconti dadisti:

Melina e Alfredo: un racconto da giocare a dadi (di zop e vipensiero)
- Quattro e tre sette (di zop)

- Un dado di due (CioccolatoAmaro)
- Il gioco dell'oca 
(CioccolatoAmaro)
- Vita da dado (Senzaqualità)
L'incanto di pag. 49 (Letturalenta)
- La dadomante (Certepiccolemanie)
- Tirando il dado (Triana)

-
POESIE IN MOVIMENTO 1
- POESIE IN MOVIMENTO 2
- Parafrasando Tristan Tzara (Blogelis)
- La cintura di Fibbionacci (di Matteo)



RACCONTI BREVI 

° Cos'è: Racconti molto brevi pensati per una lettura a monitor.  


-
Come sono diventato un blog
-
I fratelli Lumierikòs da Siracusa (zop)
-
(...)bcdefghilmenopqrstuvz (zop)
-
Quattromenounquarto (zop)
-
Piccole bugie (zop)
- Esistono gli extraterrestri? (zop)
- L'ultimo ricordo (Mucio)

- L'uomo è misura di tutte le cose (zop)

- Il cane di Pavlov e il Tacchino di Russell (zop)
- Strano ma vero ( zop)
- Le avventure dell'uomo inscrivibile (zop)
- Dentro o fuori? (zop)
- Ho perso il sonno 1 
(di Francesca Mazzucato) 
- Ho perso il sonno 2 
(di zop)
- Giò e Leo (zop) 
- Il grande ciliegio ( di Flounder) 
- La botte piena e la moglie ubriaca (zop)
- Pimpinella corre corre (zop)
- Cosa mangia un blogger (zop)
- Smaltimento malocchi (zop)
- Le voci della città (di zop)
- Il foglio bianco (di zop)
- Estetica statistica (di zop)
- Il fischio (di zop)
- Discorsi da bar (di zop)
- La moneta che amava Rogerio (di Francesca Petilli)
- L'origine delle cose (Fracesca Petilli)

- Sto da cane (zop)
- 14 luglio 1789 (di zop)
- Ultima pagina (Francesco de Girolamo)
- Settimo piano (zop)
- Traumi infantili (zop)

RACCONTI & MUSICA (ispirati a canzoni o intrecciati con la musica)

- Sei fuori Jack (di emanreiv)
- Samarcanda (di zop)
- L'Armando, l'arma e l'amante (di zop)

- Il piano cocktail (da Boris Vian:La schiuma dei giorni) 


RACCONTI ROUSSELIANI

° Cos'è:
Una raccolta di piccoli racconti ispirati al metodo quasicombinatorio di un autore d'avanguardia semisconosciuto: Raymond Roussel. Se vuoi cimentarti anche tu... LEGGI, SCRIVI e MANDA! 

INDICE:

1 - Chi era Raymond ROUSSEL
(Il metodo di Raymond ROUSSEL)

2- Il capo di lana è steso al sole (Zop)
3- E' morta Della! (Blaue)
4 - Chiedici la luna (Dr. Dam)
5 - Esca quando ci sentiamo (Zop)
6 - Piego la sposa (Ironico)


RACCONTI CIRCOLARI

° Cos'è: Esperimenti di narrazione polivalente e circolare. 

1) Dimmi il tuo incipit e ti dirò chi sei (zop)
2) La nascita dell'uomo collettivo (zop) 
3) La battaglia navale: racconto da giocare! (zop)
4) Sogni (zop)
5) Il sogno ricorrente (zop)

6) UN FUMETTO COMBINATORIO (zop) 
7) Racconto MUTANTE
8) Le teste ( di Elena del Fabbro e Zop)
9) Saturazioni (di zop)
10) La storia (di zop)
11) Vita da moka (fumetto by zop)
12) Spirali (zop)



MINIGIALLI & MICROGIALLI 

° Cos'è: Nato da una proposta di Nando di Forlì, è una raccolta di gialli scritti nel modo più sintetico possibile (senza rinunciare tuttavia a colpevole, vittima, arma e movente). E' possibile partecipare con un racconto di una pagina oppure con una versione "atomica" che possa essere inviata con un sms. 

INDICE MINIGIALLI:
- La bocca della verità (Nando)
- Separati in casa (Nando)
- L'ultimo scaffale (Nando)
- Il professionista (Nando
)
- L'uomo di parola (zop)
- Il racconto killer (zop)
- L'assassino è il maggiordomo (zop)
- Metagiallio (e metà no) (zop)
- Il rosso e il noir: chi è l'assassino? (zop)
- Tira le tende (Bleusouris)
- Fantagiallo (zop)
- La pagina 125 (F. Arrasich)
- Giallo filosofico (zop)
- A Natale tutti più buoni (Nando)
- Forza di gravità (F. Arrasich)
- Non fare mai agli altri (zop)
- Non guardare mai altri... (Pois)
- Golden (Manginobrioches)
- Gelo (Farolit)

- Delicatessen (zop)
- Identificazione e suggestione (zop)
- Il serial killer editoriale (zop)
- Omicidio brutale (zop)
- L'assassino in erba (zop)
- Ultimo minuto (Nando)
- Negazioni (Certepiccolemanie)
- Le indagini del detective Maupertuis e del suo fido cane (zop)
- Appuntamento col serial killer (zop)
- Giallo poetico (di Gianluca)
- Il serial killer del CICAP (zop)


MICROGIALLI da SMS:

- Senza titolo (di Herzog)
- Senza titolo di (Penzogi)
- Senza titolo (di Sphera)
- Senza titolo (di A. G. Pinketts) 
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di Matisse)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di zop)
- Senza titolo (di Diario di bordo
)
- Senza titolo (di Disintegrato) 
- Senza titolo (di Fradiavolo
)
- Senza titolo (di Ghana)
- Senza titolo (di Ttulipani)
- Senza titolo (di Giulio Mozzi)
- Senza titolo (di Zu)
- Senza titolo (di zop)

- Senza titolo (di Herzog)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di Disentgrato)
- Senza titolo (di Mucio)
- Senza titolo (di Piazzagreco)
- L'omicidio più antico (Aitan e zop)
- Reo confesso (di Aitan)
- Giallini de il Gobb
- Giallini diabolici
- Senza titolo (di zop)
- Giallino metaomicida (Luca Confusione)
- Senza titolo (di zop)
- Sconfessioni (di Luca Confusione)
- Libero mercato (di Luca Confusione)
-
Senza titolo (di UnaStranStrega)


UBU BLOG di Alfred Jarry

° Cos'è: Un inedito di Alfred Jarry, padre della PATAFISICA, che mi è apparso in sogno e mi ha dettato l'ultima parte della saga di UBU RE!

Dramma in 4 post
° Scena prima [Ubu apre un blog e diventa una blogstar]
° Scena seconda [Ubu lancia un virusprogramma che cambia le parole dei blog delle blogstar]
° Scena terza [Ubu al gran blograduno]
° Scena quarta [Ubu in fuga]

 


LA DONNA SUB: 

° Cos'è: Esperimento di un NUOVO format per racconti labirintici e collettivi ispirato a Italo Calvino. Per leggerlo o continuarlo (è lo stesso) è archiviato qui



RADIOBLOG:

° Cos'è: Improvvisazioni di scrittura e di lettura tra radio e blog, in collaborazione con  RAI radio3. Andato in onda in due puntate nel settembre 2003 tutto si può oggi leggere e ascoltare qui


   ESERCIZI DI STILE BLOG:

° Cos'è: Il rifacimento internettiano e collettivo del capolavoro di R. Queneau con centinaia di esercizi giunti dal popolo della rete. 

Se vuoi partecipare con il tuo contributo: tutto inziò qui  
ed è archiviato qui 



 Manifesto PATAmediale per una nuova narrativa digitale:

° Cos'è: E' il tentativo di individuare e raccogliere dei precedenti letterari pre-elettronici che possano servire oggi da guida per inventare una nuova forma di narrazione che utilizzi il web come suo terreno espressivo. Se vuoi ampliare, segnalare o recensire autori, avanguardie, poetiche o esperimenti che si potrebbero oggi sviluppare in modo nuovo, mandaci il tuo contributo! 

INDICE:
§ - Calvino e il web
§ - Scrittura collaborativa
§ - Letteratura interATTIVA
§ - Generatori automatici di parole 

§ - Jarry e la Patafisica
§ - Avanguardie, Futuristi, Cinetici
§ - UNA TESI DI LAUREA CHE PARLA DI NOI!
§ - Roberto Busa pioniere dell'ipertesto
§ - Gulliver di Swift
§ - Carroll e Alice (che meraviglia...)


PataRecensioni e 
Fantasmi Letterari:

° Cos'è: Una raccolta di recensioni di libri, mostre, autori del passato... con un taglio spiritoso e divertente ma senza rinunciare al rigore! Racconti in prima persona, fantasmi che appaiono e raccontano la propria vita... 

INDICE:

§ - Blog, post e ante litteram
§ - Enrico Baj
§ - Libri d'artista
§ - Alberto Manzi
§ - PseudoCalvino: un'inedita Cosmicomica
§ - L'invasione degli ultracorpi interattivi
§ - Rayuela di Cortàzar
§ - La storia della QWERTY
§ - Animalcolisti spermatici anonimi
§ - Lo zio Fester e Majakowski
§ - Raymond ROUSSEL
§ - Boris Vian
§ - Viaggio d'inverno/Viaggio d'inferno
§ - Intervista impossibile a Giorgio Manganelli
§ - La sfida di Max Aub



I fantasmi letterari e il dietro le quinte di Laura Immaginaria

° Cos'è: La storia ironica e metaforica di come ho scritto un libro. Dai fantasmi letterari (o i riferimenti culturali?) a cui mi sono ispirato e che me l'hanno in qualche modo dettato, alle peripezie per trovare un editore che lo pubblicasse...

INDICE:
- Parti 1, 2 e 3
- 4° Parte 
- 5° Parte 
- 6° Parte 
- 7° Parte 
- 8° Parte 
- 9° Parte
- 10° Parte 
- 11° Parte
- 12° Parte
- 13° Parte
- 14° Parte


COSA ASPETTI? PARTECIPA! MANDACI I TUOI CONTRIBUTI! ENTRA A FAR PARTE DELL'OPIFICIO!

citofon@mi


zzZZzz
ZAPOTEK intervista ZOP
un emmepitré da scaricare


RINGRAZIO TUTTI QUANTI HANNO PARTECIPATO A QUESTO BLOG, E IN PARTICOLARE:


 Esercizi di Stile:
 
(in ordine di apparizione)

1)   Personalità confusa 
      (4,13,41,54)
2)   Antonella mamma felice (7)
3)   UnSentireEnorme (9,18,22)
4)   MG (15,62) 
5)   Zu (21,293) 
6)   Analize  (23,33)  
7)   Zoeee  (25,29,171) 
8)   Swe  (26,35,43) 
9)   Dona (28)
10) Leonard0 (30) 
11) Frammento 
     (31,45,70,111,173,182)
12) Mim*mina (32)
13) Giornale di cantiere (34)
14) TocWebLog (37) 
15) Crl_Alt_Canc (38)
16) Trilly (39)
17) Zizzi (40,83,135)
18) Mu (42,57,85,143)
19) La Pizia (44)
20) Palomar (46) 
21) Uiallallà!  (47,68,86,248)
22) Michele (48,55,81,
      104,141,145,148)

23) Butterfly (56)
24) Skip intro (60,74)
25) Spiritum  (53,64) 
26) EnzØ: POLAROID (67) 
27) :Deliuz (75) 
28) Janex (78,149)
29) Blogging Sil (79,87)
30) Rafael:subtle (89) 
31) il Griso (90)
32) Gus (94,101,110,120,131,
     134,140.154,169, 193,206,213,
     240,249,255)

33) Billie Joe (102,124,142,174,207,
      240)

34) MacUbu (103)
35) Uzi: Scopriamo l’acqua calda 
      (106)

36) Miki (107)
37) Lo scopriremo solo vivendo 
     (109)

38) Polena (113)
39) Patch (116, 129)
40) e-pistole (118, 123)
41) Satine (122)
42) Clutcher (125)
43) Gokachu (126)
44) dora okojie & thesubtler (127)
45) Lella con la stampella (128)
46) John Sebastian Moran, jr. (133) 
47) Convesso (136)
48) Viewpoint of cat =^.^= (137, 259)
49) Pattinando (138)
50) .mau. (139,144,147,166,
     177,211,217,220,233,234,
     257,264)
51) elfob (150) 
52) delio (151, 156)
53) Horselover_Fat (153) 
54) +Lucretia+ (155)
55) marcorosè gr0ucho3
      (157,170,176)
56) Nicola (158)
57) Massimo De Sanctis (159)
58) damiano (160,163,201)
59) franc'O'brain" patti (161)
60) mucio (162,168)
61) Tutore (164)
62) amnesia (165)
63) Nando da Forlì (172,191,279)
64) Marta (175)
65) DemonAngel (178)
66) Brevi3pidari (179)
67) Massimilano (180)
67) Davide (184)
68) Follia e delirio (185)
69) MoNiZiA (186)
70) Enrico la talpa (187,188,
    198,203,230)

71) Chiaraaa (189)
72) AdRiX (192)
73) NiEnTe (194,196,199)
74) Piergiuliano Pusceddu (195)
75) Prosperpina (197,236)
76) Koa (202)
77) Aske (204)
78) Ackab (205)
79) October (208)
80) Aleph_ (209)
81) Blaue (210) 
82) Si fossi foco (212)
83) Akaglenn (214,219,221,
     223,224)
84) Alexander (215)
85) Klingsor (216)
86) Aelice (218)
87) Emma (222) 
88) Severine 2 (225)
89) La Trota (226)
90) Adeletta (227)
91) Alincielo (228)
92) Strani pensieri (229,235,243)
93) Kiara Blog (231)
94) Estatevizitti (232)
95) Zagaraulente  (237)
96) emmeline (238,245,251,270)
97) Laura 756 (241)
98) Mukka Mukkona (242, 277,281)
99) Mònnalisa (244,254,269, 
       271,282)

100) Lisa (246,260,283,300,301)
101) Gianluca Brian (247,252,276,298)
102) Malacarne (250, 262.274,288)
103) Daneel (253,265,268,280,284)
104) 3-feb. (258) 
105) Serendip (261)
106) Mia_Wallace (266)
107) La Rana e il Principe (267)
108) Rillo (272)
109) Tristano (273)
110) Bacodaseta (275)
111) Claudio Emme (278)
112) Ironico (285)
113) Thiswas (286)
114) Redsun (287)
115) Jacoposki (289,291)
116) drdam (290)
117) anonimo (292)
118) C-blog (294)
119) bordellobordeaux (295,296)
120) prof. Ulrico (299)
121) MarZa [giunelpoZZo] (302)
122) Manginobrioches (303)
123) Paolo Miano (304) 
124) Invernomuto (305)
125) Giancarlo (306)
126) Margherita Underbreath (307)
127) Newlilith (308)
128) G-Host (309)
129) Stefano bellezza (310)
130) alwaysinprogress (311)

 ... 
Zop (che ha scritto gli altri)


RadioBlog:  

prima puntata 11/09/03
1 - Giuseppe Genna 
2 - Francesca Mazzucato 
3 - Raul Montanari 
4 - William Nessuno
e gli improvvisatori della rete:
5 - Pproserpina 
6 - kheschifo
7 - karnilla
8 - diogene
9 - MinaMurray  


seconda puntata 25/09/03
1 - Giuseppe Caliceti
2 - Eloisa [La Pizia] Di Rocco
3 - Giulio Mozzi 
4 - William Nessuno
e gli improvvisatori della rete:
5 - .mau.
6 - Mike del Pallone di Achille 
7 - ctrl-alt-canc 
8 -
Francesca Mazzucato 
9 - Pproserpina 
10 - Marco Rosella 
11 - Adayinthelife 
12 - Gostein 
13 - Elwood 













lunedì, 29 gennaio 2007
 

IL LUOGO DEL RACCONTO
[di zop]

Non appena il lettore s'imbatté nei protagonisti di questo racconto, istintivamente, se li figurò in testa dando loro consistenza. Princh e la bella Sweendy si trovarono così seduti su una sporgenza spugnosa molto soffice intenti nella contemplazione di quel luogo meraviglioso. Il loro sguardo si perse nella profondità infinita dell'orizzonte.
“Affascinante, non trova?” Sospirò Sweendy.
“Già. Fa un certo effetto. Mi viene in mente il giudizio estetico di Kant, il sentimento suscitato nell’animo umano dal cielo stellato, ha presente?”
“Mmm... ricordo vagamente qualcosa del genere al liceo... ma capisco perfettamente quello che intende. Sono cose che si sentono ma non si riescono a descrivere, se non le provi.”

La ragazza si alzò e fece qualche passo su quel pavimento soffice respirando a pieni polmoni il sapore dell'aria. Princh la imitò in silenzio. Dalla corteccia scendevano piccole gocce, come bruma, che si raccoglievano schiumose e viscide nelle cavità naturali delle pareti spugnose formando tante piccole pozze verdi e luminose.
“Dice che resteremo a lungo in questo paradiso?” Domandò la donna arricciando una ciocca di capelli tra le dita.
“Dipende da Lui.” Rispose l’uomo alzando lo sguardo vero l'alto e facendo un ampio gesto con la mano.
La volta cervicale, bianchiccia e porosa, era un cielo puntellato di nuvole che rifletteva un chiarore azzurrognolo. I capillari frastagliati si irroravano di sangue a intermittenza. Si arrossavano come fulmini, poi emanavano bagliori rubicondi e intensi prima di scomparire fino alla diastole successiva.
Dall’alto, sotto la duramadre, i due protagonisti potevano ammirare tutta la scatola cranica. La dominavano come dalla cima di una montagna.
“Dunque è Lui che ci ha creati?” Si interrogò la ragazza.
“Ne dubita, forse?”
“Non lo so se ci credo veramente.” Replicò sedendosi su una bolla verde e vischiosa che sotto il suo peso si allargò assottigliandosi ai bordi fin quasi a scoppiare.
“Eppure siam qui. Imprigionati nella scatola cranica del nostro Lettore, fin tanto che ci leggerà.” Continuò Princh.
“E quando avrà finito di leggere, che ne sarà di noi?”
“Questo nessuno lo può sapere. Ma un giorno tutti lo scopriremo, inevitabilmente.”
“Lei crede a un'altra vita, dopo?”
“Ne son convinto. Nella testa di qualche altro lettore e nella storia che ci contiene e che è già stata scritta.” 

Princh e Sweendy, mano nella mano s'incamminarono lungo il pendio che conduceva nella voragine del buco nero dell’inconscio. Il forte vento che agita quel delimitare gonfiava i loro vestiti come vele.
Quando questo racconto terminò i due si rifugiarono tra le fitte ramificazioni della memoria. Robuste come alberi. Rimasero lì, nella testa del loro Lettore, frugando e curiosando tra i suoi ricordi e pensieri.
In quel luogo indefinito dove rimarranno almeno fino a quando tu, Lettore, presto o tardi, non ti dimenticherai di questa storia che hai letto.

 

Scritto per il concorso "Descrizione di un luogo" di viadellaviola 
[Illustrazione: particolare di Le formiche mentali, di Dino Buzzati] 
 

 

postato da zop | 10:16 | commenti (49)


lunedì, 22 gennaio 2007
 

Ricerche e pappagalli

[di zop]

Era il gennaio del 1906 quando Marcel si rifugiò in un appartamento in boulevard Hausmann, a Parigi. Fece ricoprire le pareti di sughero per isolarsi da ogni rumore dell’esterno e iniziò in questo modo la sua vita claustrale, rinchiuso nella sua torre d’avorio in solitudine, senza contatti con il mondo. Tra le pochissime persone che in quel periodo frequentò, all’insaputa di tutti, c’erano i suoi bizzarri vicini di casa. Gilbert Swann e Marie Kossicheff.
La loro abitazione era stipata di voliere e di uccelli parlanti. Allevavano pappagalli e merli indiani. Ne possedevano almeno trecento esemplari. Erano dappertutto quelle bestiacce. Si trattava di pennuti in grado di ripetere e imitare suoni, parole e persino frasi intere che sentivano dagli uomini. Una particolarità che ne faceva una merce esotica quanto preziosa. Una volta svezzati li vendevano come animali prodigiosi. Dovevano fare ben attenzione a non insegnare loro nulla, perché la loro memoria è limitata. Era necessario conservarli il più possibile vergini, per così dire, affinché l’acquirente potesse insegnar loro le proprie parole. Ma non era facile. Gilbert e Marie si lamentavano continuamente perché gli uccelli riuscivano ugualmente a carpire le loro conversazioni e a ripeterle. E questo argomento dava spesso loro motivo di lite.

Il primo aprile del 1906 la frequentazione dei tre si interruppe bruscamente. Marie fu trovata uccisa e Gilbert fu arrestato, benché si proclamasse innocente. Marcel, anche se quelle bestie gli suscitavano un forte ribrezzo, decise di occuparsi di loro, visto che nessuno l’avrebbe potuto più fare. Ogni giorno rinnovava becchime e acqua. Ma il compito più oneroso era la pulizia delle gabbie che emanavano un forte olezzo. Fu in quel daffare sordido e ingrato che nella mente di Marcel scoppiò il lampo di genio che gli avrebbe cambiato per sempre l’esistenza. I volatili parlanti avevano assistito all’omicidio. Tra tutte le frasi e parole che ripetevano, forse, si celava un indizio che avrebbe fatto luce sulle dinamiche o le motivazioni dell’assassinio. Gli uccelli non erano mai usciti da quell’appartamento dove erano nati, del resto. Non avevano mai potuto udire che quel che avevano sentito da Gilbert e Marie. E non avrebbero potuto ripetere altro che non fosse venuto da quel luogo del delitto.

Marcel si convinse che valeva la pena di tentare. Si improvvisò investigatore e ornitologo. Senza mai proferir parola, per non influenzare i pennuti, con metodo minuzioso e scientifico, passò in rassegna ogni uccello e da ognuno, con tempo e pazienza infiniti, cercò di cavar fuori tutte le parole che sapesse. Ogni frase veniva annotata su un quaderno con rigore e precisione. Passarono dei mesi prima di riuscire a registrarle tutte. Ognuno dei trecento animali sapeva ripetere dalle 3 alle 8 frasi intere e dalle 5 alle 20 parole scompagnate. Ci vollero anni per ricombinarle in tutti i modi alla ricerca di un senso. Marcel cominciò col raggruppare quel che poteva essere pertinente all’omicidio. Poi scartò quel che sembrava estraneo. Ma era complicatissimo trovare la giusta chiave e il giusto ordine. E ricostruire un prima, un poi, una sequenzialità e un perché, ammesso che fosse possibile. Marcel dovette intervenire mille volte con mille supposizioni e integrazioni per intrecciare tra loro quegli spezzoni slegati in ogni modo. Un lavoro di ricombinazione e scrittura molto sofferto. Un puzzle gigantesco e folle.

Nel 1911 si diede definitivamente per vinto. Tutte quelle pagine, quaderni, prove, variazioni e accostamenti tenuti insieme da ipotesi non avevano prodotto nulla che facesse luce sul delitto.
Rileggendo per l’ennesima volta i suoi scritti l’uomo dovette ammettere a se stesso che come investigatore aveva fallito. Quelle ricerche, tuttavia, avrebbero potuto costituire qualcosa di interessante, innovativo e pregevole da un punto di vista letterario.
Marcel si convinse a proporre il malloppo a qualche editore. Ma non ne trovò nessuno che volesse saperne di stampargli un libro. Quando la lista delle case editrici finì, non gli restò altro che pubblicare tutto a sue spese da Colin. Poi, non ancora soddisfatto, si ostinò a continuare quel lavoro in una nuova prospettiva. Tornò tra i pennuti e stilò nuovi quaderni inserendo anche le frasi che in un primo tempo aveva scartato. Se non si erano dimostrate rilevanti per le indagini erano però ugualmente interessanti da inserire nelle nuove ricerche letterarie.

Anni dopo, dalla ricombinazione del verbo dei pappagalli aveva ricavato altri tre volumi della sua monumentale opera. Questa volta, tra il 1919 e il 1922, il lavoro fu pubblicato dalla Gallimard. Alla ricerca del tempo perduto, di Marcel Proust, dopo  questa genesi travagliata e misconosciuta, vide così finalmente la luce.

 

NOTE:
A proposito di Proust, segnalo il sito e il blog di Gabriella Alù [ma va detto che sulla vicenda dei pappagalli e dei vicini di casa non si trova traccia alcuna tra gli studi ortodossi]. Nell'immagine: il pappagallo Pedro. 

 

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lunedì, 15 gennaio 2007
 


Le tre facce della [strana] medaglia

[di zop]

Sandra, tanta gioia di vivere e poca voglia di studiare, era seduta nel tavolo centrale della biblioteca. Dopo qualche riga e infiniti cincischiamenti, si distrasse nell’osservare i due lettori al suo tavolo. Erano due uomini seri, incravattati e arcigni. Assorti e concentrati nei loro libri, non l’avevano degnata di uno sguardo.
Dieci minuti dopo, corrispondenti alla lettura di cinque o sei righe siennò, Sandra sentì l’impulso di una pausa caffè e si diresse verso la macchinetta, nel corridoio. Poco dopo tornò al suo tavolo con un bicchierino di carta fumante. Stava per pregustarne il primo sorso quando il cellulare le vibrò nella tasca dei jeans procurandole solletico e imbarazzo. Corse fuori e si soffermò nella sua telefonata senza alcuna fretta. Quando ebbe finito tornò al suo posto, ma il caffè non c’era più.
Sandra si guardò attorno e si accorse che il bicchiere vuoto giaceva riverso nel cestino delle cartacce. Incredula scrutò i due uomini seriosi che continuavano imperterriti la loro lettura severa. Non c’erano che loro, lì. Uno dei due se lo doveva essere fregato. Concluse scoppiando in una fragorosa risata. Quelli la guardarono con rimprovero. Eppure uno di quei due damerini le aveva bevuto il caffè! Forse erano d’accordo. Concluse. Chiunque fosse stato doveva per forza essere stato visto dall’altro, anche se facevano tutti e due finta di nulla. Dal loro volto non traspariva né un abbozzo di sorriso, né uno sguardo di intesa o di complicità. Che strano...

Il professor Bogo era un luminare delle malattie strane. Da tempo stava lavorando a un morbo rarissimo quanto letale, l’RC9. Erano noti soltanto sette casi in tutto il mondo, negli ultimi trent’anni. Il professore aveva scoperto il vaccino già da un lustro. L’unico problema era testarlo su un paziente vero che non si riusciva a trovare proprio a causa della rarità della malattia. Dalla capitale era corso fino in quel paesino del Salento con impazienza non appena lo avevano avvisato che lì un uomo aveva contratto l’RC9. Lo avrebbe visto alle tre. Che fortuna trovarlo proprio in Italia! Si compiacque. Bogo era l’unico scienziato al mondo a conoscere il farmaco per curarlo. Eppure, nonostante il suo ruolo strategico nel panorama medico internazionale, sotto la maschera dell’autorevolezza si celava un animo buontempone. Nella vita privata era un tipo insopportabile. Dispettoso come un moccioso, l’idea della burla gli scattò non appena vide la procace ragazzetta che si allontanava.
Per un momento temette che il suo dirimpettaio avesse avuto la stessa idea e lo stesse precedendo. L’uomo si era infatti avvicinato furtivamente alla postazione della fanciulla oscurandogli in questo modo la visuale per qualche istante. Doveva forse aver spiato la lettura della studentessa perché quando tornò al suo posto il caffè era ancora lì intatto. Il professor Bogo non perse tempo. Si alzò e con un ghigno divertito se lo scolò tutto d’un fiato mentre il dirimpettaio, in ossequio al divieto di non parlare, si sbracciava silenzioso facendogli segno inutilmente di non berlo. Non aveva un buon sapore quel caffè pensò il professore tornando al suo posto come nulla fosse accaduto. Che strano...

Clint non aveva mai sbagliato un piano prima. Ma da qualche giorno gli andava tutto storto. Un guasto all’automobile lo aveva costretto a interrompere il viaggio. Poi i giramenti di testa, le macchie sulle braccia e la nausea. Lo avevano portato al pronto soccorso e si era dovuto fermare anche il giorno successivo in quel paesello in culo al mondo. Dulcis in fundo la storia del caffè.
Quell’idiota grande e grosso aveva mandato all’aria tutto. Nessuno avrebbe potuto prevedere una cosa simile... Si giustificò. I suoi piani erano sempre stati così precisi, del resto. La ragazza in Friuli spinta giù dal burrone. Quella di Parma soffocata con un sacchetto della spesa. Quella di Genova sgozzata col coltello. Le due sorelline francesi fatte fuori con la pistola.
Lo stratagemma di Clint era di usare ogni volta una modalità differente e di colpire sempre in luoghi diversi e distanti. In questo modo ogni delitto risultava a sé stante. Non si poteva collegare agli altri. Apparivano tutti come episodi slegati e nessuno sospettava che dietro si celasse la mano di uno stesso serial killer.
Ma ora, invece di avvelenare una giovane e sensuale adolescente, aveva avvelenato un omaccione. La cosa gli faceva ribrezzo come l’idea di un rapporto sessuale omosessuale.
La ragazzina, intanto, se ne andò come se avesse studiato a sufficienza per quel giorno. Clint si rese conto che aveva ancora dieci minuti per squagliarsela prima che il suo dirimpettaio stramazzasse morto a terra. Guardò l’orologio e pianificò la fuga. Sarebbe uscito di lì a poco. Sarebbe passato dall’ospedale e se la sarebbe filata da quel paese al più presto. Il tempo di una rapida visita con il luminare con cui aveva appuntamento alle tre che arrivava appositamente da Roma per salvargli la vita. Il tempo di un’iniezione per bloccare questo RC9 che si era beccato. Un morbo rarissimo che non si sa nemmeno come si prende. Che strano...

 

Avete letto un racconto a pagamento. Come è noto non si paga per leggerlo bensì perché io lo scriva. Questo racconto è stato commissionato da Sandra, ed è ispirato a una sua storia vera.

zop: racconti su misura a partire da 30 €

 

 

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lunedì, 08 gennaio 2007
 

Plagio e ignoranza
[di zop]


Parigi 1937
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"Mi vuole prendere in giro, forse? Se ne vada immediatamente e non si faccia più vedere!" Così sbraitando, il funzionario della Gallimard  scagliò il manoscritto contro l'autrice che gli stava di fronte con gli occhi sgranati. "Non c'è bisogno che mi tratti così. Se non le piace non ha che da dirlo. Proverò a rivolgermi altrove."
"Se ne vada le ho detto. E si vergogni! Riscrivere il Don Chisciotte praticamente tale e quale, in forma molto più rozza, e spacciarlo per suo. Pensa di avere a che fare con degli imbecilli?"

Doris Zian se ne uscì da quell'ufficio mogia e avvilita e si infilò nel primo caffè che trovò. Ma non era caffè quel che si fece portare. Era qualcosa di ben più alcolico. Mentre l'intruglio scendeva per il gargarozzo bruciando e anestetizzando le pareti dell'esofago, poco più su, nella scatola cranica, ribollivano mille pensieri. "Non è possibile che sia successo un'altra volta." Si ripeté incredula.

Doris Zian era un donna atipica e anomala. Una folle letteraria sui generis. Proveniva da una famiglia contadina povera e senza istruzione. Non aveva letto che pochissimi libri. Eppure si era messa in testa di diventare una scrittrice. Dopo un anno di intense fatiche aveva composto il suo primo libro. Avevo ottenuto un appuntamento con un importante editore e lì aveva appreso che quel che aveva abbozzato era stato già scritto da qualcun altro, molti anni prima. Tale e quale. Un certo Gustave Flaubert aveva già partorito Madame Bovary anche se Doris, a causa della sua ignoranza, non ne aveva mai sentito parlare.

Senza darsi per vinta ci aveva riprovato. Si era chiusa nel suo studio e dopo quasi due anni di lavoro forsennato aveva terminato un lungo e pregevole romanzo che aveva deciso di intitolare Guerra e pace. Ancora una volta, una volta dall'editore era venuta a scoprire che un certo Lev Tolstoj l'aveva preceduta. E così ci aveva provato per la terza volta. Ma evidentemente per la terza volta era arrivata tardi con il suo Don Chisciotte.

In quel bar, finalmente, Doris Zian si decise a leggere e studiare prima di scrivere qualunque altra cosa. Per più di cinque anni divorò libri e libri. Lesse tutti i classici della biblioteca del suo piccolo paesello alle porte della capitale. Mano a mano che leggeva i capolavori della letteratura mondiale, ci ritrovava molte delle sue vecchie idee e trame che aveva immaginato per conto suo. Pensieri e ispirazioni che aveva concepito anch'ella, in modo indipendente, e completamente da sola. Per fortuna erano intuizioni che non aveva sviluppato in maniera approfondita. La cultura le impedì in questo modo di compiere numerosi altri plagi involontari. Come nel caso della storia di quei due ragazzi il cui matrimonio era stato ostacolato da un prepotente che aveva minacciato il curato del paese affinché non lo celebrasse. O come alcuni racconti del terrore tra cui Il pozzo e il pendolo e I delitti della via Morgue... "Meno male che alla fine non li ho mai scritti!" Sospirò Doris scoprendo che Poe l'aveva preceduta.

Quando Doris Zian ebbe finito i suoi studi, si convinse che non correva più il rischio di incorrere in altri plagi. Finalmente si mise al lavoro per scrivere qualcosa di inedito, una buona volta. Quando ebbe fatto riuscì a farsi ricevere da uno dei pochi piccoli editori a cui non era ancora giunta la voce delle sue proposte che le avevano procurato una reputazione da truffatrice.
L'editore la ricevette con gentilezza, ma in un primo tempo non volle pubblicarle il lavoro.
"Non si offenda, ma senza mezzi termini le dirò che il suo scritto mi sembra una gran cagata." Disse testualmente. "Troppo commerciale per la nostra linea editoriale."
Zian riuscì alla fine a convincere quell'uomo che la sua opera avrebbe potuto ugualmente essere un successo editoriale. E alla fine i due si accordarono per farne una piccola tiratura e provare a vedere la reazione del mercato.

Qualche tempo dopo Doris Zian aveva in mano una copia del suo primo libro: Harry Potter. Lo sfogliava felice e rideva sguaiatamente ad alta voce. "Questa volta saranno cazzi dell'autrice quando, tra una cinquantina d'anni, si vedrà respingere il manoscritto perché non inedito." Si gongolò con sarcasmo.

Purtroppo Harry Potter si rivelò subito un fiasco colossale. Vendette poco meno di trenta copie in tutta Parigi e fu presto ritirato dal mercato e mandato al macero. Quel libro e quella trama furono così completamente dimenticati e se ne perse ogni traccia, nella storia.
Almeno sino ai giorni nostri.


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martedì, 02 gennaio 2007
 

Il trapianto [tra pianto e rimpianto]
di zop

“Allora siamo sicuri-sicuri? Guardi che è irreversibile, come le spiegavo.”
“Assolutamente sì. Ho sempre desiderato avere un cervello come si deve e una buona cultura.”

Ops era un giovane rampollo di ottima famiglia. Un ragazzone ben piazzato, bello, muscoloso e in salute, ma la testa... non aveva mai avuto troppo cervello. Non era mai riuscito a spingersi più in là di una terza pagina, quando aveva provato a prender in mano un libro. Pigrizia mentale, incapacità di concentrazione. A scuola era sempre stato un disastro. Se non l’avevano bocciato che tre o quattro volte era perché il padre interveniva elargendo di straforo preziosissimi regali ai professori e alle commissioni esaminatrici per indurli all’indulgenza.
Ops era nato e cresciuto nella bambagia. Mai avuto alcun tipo di problema economico né amoroso. Ricco e adone com’era poteva far cadere ai suoi piedi la maggior parte delle ragazze che frequentava. Quando il professore gli propose di innestargli un nuovo cervello, come una carampana dal chirurgo plastico si convinse che con quell’intervento avrebbe potuto raggiungere la completezza e la perfezione.

“Firmi qui, è un contratto con liberatoria. Nero su bianco: 800.000 anticipati e l’autorizzazione a procedere con l’operazione. Se mi stacca l’assegno sono pronto a cominciare anche subito.” Gli sorrise il professore.
Ops fece per leggere le clausole di quel foglio, ma erano fitte e scritte in un burocratichese noioso quanto incomprensibile. Alla fine si limitò ad apporre gli autografi in calce al contratto e in calce all’assegno.

“Si sdrai sul lettino.” Lo incoraggiò il professore intascando e dandosi daffare sugli strumenti con le mani tremule ma esperte. “Questo giorno verrà scritto negli annali! Il primo trapianto di cervello nella storia dell’uomo!” Esclamò solennemente. “Vedrà che popò di cervello le innesto!” Lo rassicurò mentre regolava le manopole. “Tenga presente che so suonare il pianoforte a menadito, sono laureato in filosofia con 110 e lode, ho scritto tre libri, sono campione di scacchi, ho letto almeno 5.000 libri di quelli buoni e sono l’inventore di questa macchina per il trapianto di cervelli. Quella che si ritroverà nella testa sarà una delle migliori menti della nostra epoca. Vedrà!”

Ops sorrise e si distese. Il professore gli infilò su per il naso un cavo laplink e lo spinse fino in fondo facendolo penetrare nella scatola cranica. Poi introdusse il capo opposto nella propria cavità nasale fino a che non percepì la connessione con la materia grigia. A quel punto si sdraiò sul lettino accanto e avviò la procedura per il trasferimento dei dati.
La tecnica del trapianto non era chirurgica. Sarebbe stata una strada troppo complicata, dolorosa e pericolosa, quella. L’intuizione del professore fu quella che i cervelli non sono altro che dei contenitori tutti uguali che assumono la propria forma e la propria funzionalità a seconda di come le esperienze li riempiono e li costruiscono. Per il trapianto è sufficiente trasportare le strutture neuroniche da un cervello a un altro. In poche parole una specie di trasferimento dei dati, non della materia grigia. Senza bisturi né spargimento di sangue.

Pochi minuti dopo, il cervello del professore si era ricostruito tale e quale dentro la scatola cranica di Ops e tutto era finito.
Il giovane si alzò e si ammirò sorpreso. Si guardò i bicipiti e gli addominali. Sentiva scorrere nel suo corpo la forza della verde età. Scoppiò in una fragorosa risata di benessere. Si volse verso il professore, vecchio e privo di forze. Lì dentro adesso ci doveva essere il cervello di Ops.
Il professore si alzò con aria ebete e per prima cosa afferrò un libro per vedere se lo capiva. Dopo poche righe rinunciò. Si sentiva stupido quanto prima e, piangendo, protestò: “Non mi sembra che il mio cervello sia migliorato! In compenso mi ritrovo in un corpo vecchio, debole e malandato... Questo è un trapianto di corpo, non di cervello!”

Ops rideva.
”Lei voleva il mio cervello, no? L’ho trapiantato nella sua testa come specificato nel contratto. L’ho accontentata. Se avesse avuto un po’ più di sale in zucca avrebbe capito immediatamente che noi risediamo nel nostro cervello, non nel nostro corpo, e lo seguiamo dovunque vada. Ora non ci posso fare più niente, l’avevo avvertita che era irreversibile.”

Il professore si allontanò saltellando sul suo nuovo fisico e nella sua nuova identità. Oltre a rimanere incredibilmente intelligente, si ritrovò così anche giovane, bello e vergognosamente ricco.

 

postato da zop | 10:29 | commenti (93)