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ZOP BLOG
NON SOLO ESERCIZI DI
STILE!
Gli esperimenti di un extraterrestre finito non si sa come sulla Terra...
INDICE RAGIONATO & INTERATTIVO
ISTRUZIONI:
Leggi
qui di seguito (lungo la striscia gialla) per ripercorrere la nostra
storia e scoprire i nostri giochi e le regole per partecipare
CHI
SIAMO:
BLOG/OPIFICIO DI SPERIMENTAZIONE
LETTERARIA CHE HA SCELTO IL WEB COME SUO TERRENO DI ESPRESSIONE!
Nato nel 2002, questo è stato il primo BLOG dedicato ai giochi
narrativi e alle scritture collettive. Oggi vanta innumerevoli tentativi
di imitazione ma non diffidatene! Il nostro obiettivo era quello di dar
vita a un GENERE!
CONTATTI:
zoppaz @ yahoo.it
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COMMENTI RECENTI
cptuncino in 7 è bellouno?... MrsGodoor in La daltonia dei sap... Jonecy in Ti odiamerò f... ElisinoB in PERDUTI NEI LIBRIdi ... ElisinoB in 7 è bellouno?... bortula in Ti odiamerò f... DimensioneX in 7 è bellouno?... Bierreuno in 7 è bellouno?... utente anonimo in 7 è bellouno?... veneredischiena in 7 è bellouno?...
I
LIBRI SCATURITI
DA QUESTO BLOG:
2006

2003
E
nel 2004
un libro che qui si può continuare
Clicca per saperne di più e per SCARICARE
GRATUITAMENTE UN CAPITOLO!
PREMI:
Questo blog è arrivato secondo al concorso
SCRITTURA MUTANTE
2003

www.trovarsinrete.org
SALONE DEL LIBRO DI TORINO
16 maggio 2003
COSA ABBIAMO
PRODOTTO
IN QUESTI ANNI:
IL
MANIFESTO DADISTA di avanguardia letteraria digitale
Componimenti e racconti
dadisti:
- Melina e
Alfredo: un racconto da giocare a dadi (di zop e vipensiero)
- Quattro
e tre sette (di zop)
-
Un
dado di due (CioccolatoAmaro)
- Il
gioco dell'oca (CioccolatoAmaro)
- Vita
da dado (Senzaqualità)
- L'incanto
di pag. 49 (Letturalenta)
- La
dadomante (Certepiccolemanie)
- Tirando
il dado (Triana)
- POESIE IN
MOVIMENTO 1
- POESIE
IN MOVIMENTO 2
- Parafrasando
Tristan Tzara (Blogelis)
- La
cintura di Fibbionacci (di Matteo)
RACCONTI BREVI
° Cos'è:
Racconti molto brevi pensati per
una lettura a monitor.
- Come sono
diventato un blog
- I
fratelli Lumierikòs da Siracusa (zop)
- (...)bcdefghilmenopqrstuvz
(zop)
- Quattromenounquarto
(zop)
- Piccole
bugie (zop)
- Esistono
gli extraterrestri? (zop)
- L'ultimo
ricordo (Mucio)
- L'uomo
è misura di tutte le cose (zop)
- Il cane di
Pavlov e il Tacchino di Russell (zop)
-
Strano ma vero ( zop)
-
Le avventure dell'uomo inscrivibile (zop)
- Dentro o
fuori? (zop)
-
Ho perso il sonno 1
(di
Francesca Mazzucato)
- Ho perso il sonno 2
(di zop)
- Giò
e Leo (zop)
- Il grande
ciliegio ( di Flounder)
-
La botte piena e la moglie ubriaca (zop)
-
Pimpinella
corre corre (zop)
- Cosa
mangia un blogger (zop)
- Smaltimento
malocchi (zop)
- Le
voci della città (di zop)
- Il
foglio bianco (di zop)
- Estetica
statistica (di zop)
- Il
fischio (di zop)
- Discorsi
da bar (di zop)
- La
moneta che amava Rogerio (di Francesca Petilli)
- L'origine delle cose (Fracesca Petilli)
- Sto
da
cane (zop)
- 14
luglio 1789 (di zop)
- Ultima
pagina (Francesco de Girolamo)
- Settimo
piano (zop)
- Traumi
infantili (zop)
RACCONTI & MUSICA (ispirati
a canzoni o intrecciati con la musica)
- Sei
fuori Jack (di emanreiv)
- Samarcanda
(di zop)
- L'Armando,
l'arma e l'amante (di zop)
- Il
piano cocktail (da Boris Vian:La schiuma
dei giorni)
RACCONTI ROUSSELIANI
° Cos'è: Una
raccolta di piccoli racconti ispirati al metodo quasicombinatorio di un
autore d'avanguardia semisconosciuto: Raymond Roussel. Se vuoi
cimentarti anche tu... LEGGI, SCRIVI e MANDA!
INDICE:
1 - Chi era
Raymond ROUSSEL
(Il
metodo di Raymond
ROUSSEL)
2- Il capo
di lana è steso al sole (Zop)
3- E' morta
Della! (Blaue)
4 - Chiedici
la luna (Dr. Dam)
5 - Esca
quando ci sentiamo (Zop)
6 - Piego la
sposa (Ironico)
RACCONTI
CIRCOLARI
° Cos'è: Esperimenti
di narrazione polivalente e circolare.
1) Dimmi
il tuo incipit e ti dirò chi sei (zop)
2) La
nascita dell'uomo collettivo (zop)
3) La battaglia navale:
racconto da giocare! (zop)
4) Sogni (zop)
5) Il
sogno ricorrente (zop)
6) UN
FUMETTO COMBINATORIO (zop)
7) Racconto
MUTANTE
8) Le teste
( di Elena del Fabbro e Zop)
9) Saturazioni
(di zop)
10)
La storia (di zop)
11) Vita
da moka (fumetto by zop)
12) Spirali
(zop)
MINIGIALLI
& MICROGIALLI
° Cos'è: Nato
da una proposta di Nando di Forlì, è una raccolta
di gialli scritti nel
modo più sintetico possibile (senza rinunciare tuttavia a
colpevole,
vittima, arma e movente). E' possibile partecipare con un racconto di
una pagina oppure con una versione "atomica" che possa essere inviata
con un sms.
INDICE MINIGIALLI:
- La
bocca della verità (Nando)
-
Separati in casa (Nando)
- L'ultimo
scaffale (Nando)
- Il professionista (Nando)
-
L'uomo di parola (zop)
- Il
racconto killer (zop)
- L'assassino
è il maggiordomo (zop)
- Metagiallio
(e metà no) (zop)
- Il rosso e il noir: chi è l'assassino? (zop)
-
Tira le tende (Bleusouris)
- Fantagiallo
(zop)
- La
pagina 125 (F. Arrasich)
- Giallo
filosofico (zop)
- A Natale
tutti più buoni (Nando)
- Forza di
gravità (F. Arrasich)
- Non fare
mai agli altri (zop)
- Non
guardare mai altri... (Pois)
-
Golden (Manginobrioches)
- Gelo (Farolit)
- Delicatessen
(zop)
- Identificazione
e suggestione (zop)
- Il
serial killer editoriale (zop)
- Omicidio
brutale (zop)
- L'assassino
in erba (zop)
- Ultimo
minuto (Nando)
- Negazioni
(Certepiccolemanie)
-
Le indagini del detective Maupertuis e del suo fido cane (zop)
-
Appuntamento col serial killer (zop)
- Giallo
poetico (di Gianluca)
- Il
serial killer del CICAP (zop)
MICROGIALLI da
SMS:
- Senza
titolo (di Herzog)
- Senza
titolo di (Penzogi)
- Senza
titolo (di Sphera)
-
Senza titolo (di A. G. Pinketts)
- Senza titolo (di Salto del canale)
-
Senza titolo (di Matisse)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di zop)
- Senza titolo (di Diario di bordo)
-
Senza titolo (di Disintegrato)
- Senza titolo (di Fradiavolo)
- Senza titolo (di Ghana)
- Senza titolo (di Ttulipani)
-
Senza titolo (di Giulio Mozzi)
- Senza titolo (di Zu)
- Senza titolo (di zop)
- Senza titolo (di Herzog)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di Disentgrato)
- Senza titolo (di Mucio)
- Senza titolo (di Piazzagreco)
- L'omicidio
più antico (Aitan e zop)
- Reo
confesso (di Aitan)
- Giallini
de il Gobb
-
Giallini diabolici
- Senza
titolo (di zop)
- Giallino
metaomicida (Luca Confusione)
- Senza
titolo (di zop)
- Sconfessioni
(di Luca Confusione)
- Libero
mercato (di Luca Confusione)
-
Senza
titolo (di UnaStranStrega)
UBU
BLOG di Alfred Jarry
° Cos'è:
Un inedito di Alfred Jarry, padre della PATAFISICA, che mi è apparso in sogno e mi ha dettato
l'ultima parte della saga di UBU RE!
Dramma
in 4 post
° Scena prima [Ubu apre un blog e diventa una
blogstar]
° Scena
seconda [Ubu lancia un virusprogramma che cambia le parole
dei blog delle blogstar]
° Scena
terza [Ubu al gran blograduno]
° Scena
quarta [Ubu in fuga]
LA DONNA SUB:
°
Cos'è: Esperimento di un NUOVO format
per racconti
labirintici e collettivi ispirato a Italo Calvino. Per leggerlo o continuarlo (è lo
stesso) è archiviato qui.

RADIOBLOG:
°
Cos'è: Improvvisazioni di
scrittura e di lettura tra radio e
blog, in collaborazione con
RAI radio3. Andato in onda in due puntate nel
settembre 2003 tutto si può oggi leggere e
ascoltare qui
ESERCIZI DI STILE BLOG:
° Cos'è: Il rifacimento internettiano e
collettivo del capolavoro di R. Queneau con centinaia di esercizi
giunti dal popolo della rete.
Se vuoi partecipare con il tuo contributo: tutto
inziò qui
ed è archiviato qui
Manifesto
PATAmediale per una nuova narrativa digitale:
° Cos'è: E' il
tentativo di individuare e raccogliere dei precedenti letterari
pre-elettronici che possano servire oggi da guida per inventare una
nuova forma di narrazione che utilizzi il web come suo terreno
espressivo. Se vuoi ampliare, segnalare o recensire autori,
avanguardie, poetiche o esperimenti che si potrebbero oggi sviluppare
in modo nuovo, mandaci il tuo contributo!
INDICE:
§ - Calvino e
il web
§ - Scrittura
collaborativa
§ - Letteratura
interATTIVA
§ - Generatori
automatici di parole
§ - Jarry e la
Patafisica
§ - Avanguardie,
Futuristi, Cinetici
§ - UNA
TESI DI LAUREA CHE PARLA DI NOI!
§ -
Roberto Busa pioniere dell'ipertesto
§ -
Gulliver di Swift
§ - Carroll
e Alice (che meraviglia...)
PataRecensioni
e
Fantasmi Letterari:
°
Cos'è: Una
raccolta di recensioni di libri, mostre, autori del passato... con un
taglio spiritoso e divertente ma senza rinunciare al rigore! Racconti
in prima persona, fantasmi che appaiono e raccontano la propria
vita...
INDICE:
§ - Blog,
post e ante litteram
§ - Enrico Baj
§ - Libri
d'artista
§ - Alberto
Manzi
§ - PseudoCalvino:
un'inedita Cosmicomica
§ - L'invasione
degli ultracorpi interattivi
§ - Rayuela
di Cortàzar
§ - La
storia della QWERTY
§ - Animalcolisti
spermatici anonimi
§ - Lo zio
Fester e Majakowski
§ - Raymond
ROUSSEL
§ - Boris
Vian
§ - Viaggio
d'inverno/Viaggio d'inferno
§ - Intervista impossibile a
Giorgio Manganelli
§
- La sfida di Max Aub
I
fantasmi letterari e il dietro le quinte di Laura Immaginaria
°
Cos'è:
La storia ironica e metaforica di come ho
scritto un libro. Dai fantasmi letterari (o i riferimenti culturali?) a
cui mi sono ispirato e che me l'hanno in qualche modo dettato, alle
peripezie per trovare un editore che lo pubblicasse...
INDICE:
- Parti 1, 2
e 3
- 4°
Parte
- 5°
Parte
- 6°
Parte
- 7°
Parte
- 8°
Parte
- 9°
Parte
- 10°
Parte
- 11°
Parte
- 12°
Parte
- 13°
Parte
- 14°
Parte
COSA
ASPETTI? PARTECIPA! MANDACI I TUOI CONTRIBUTI!
ENTRA A FAR PARTE DELL'OPIFICIO!
citofon@mi
zzZZzz
ZAPOTEK
intervista ZOP
un
emmepitré da scaricare
RINGRAZIO TUTTI QUANTI HANNO PARTECIPATO A
QUESTO BLOG, E IN PARTICOLARE:
Esercizi di Stile:
(in ordine di apparizione)
1) Personalità
confusa
(4,13,41,54)
2) Antonella
mamma felice (7)
3) UnSentireEnorme (9,18,22)
4) MG (15,62)
5) Zu (21,293)
6) Analize (23,33)
7) Zoeee (25,29,171)
8) Swe (26,35,43)
9) Dona (28)
10) Leonard0
(30)
11) Frammento
(31,45,70,111,173,182)
12) Mim*mina (32)
13) Giornale di cantiere (34)
14) TocWebLog
(37)
15) Crl_Alt_Canc (38)
16) Trilly (39)
17) Zizzi
(40,83,135)
18) Mu
(42,57,85,143)
19) La
Pizia (44)
20) Palomar
(46)
21) Uiallallà!
(47,68,86,248)
22) Michele (48,55,81,
104,141,145,148)
23) Butterfly
(56)
24) Skip
intro (60,74)
25) Spiritum
(53,64)
26) EnzØ:
POLAROID (67)
27) :Deliuz (75)
28) Janex
(78,149)
29) Blogging Sil (79,87)
30) Rafael:subtle
(89)
31) il
Griso (90)
32) Gus
(94,101,110,120,131,
134,140.154,169, 193,206,213,
240,249,255)
33) Billie
Joe (102,124,142,174,207,
240)
34) MacUbu (103)
35) Uzi:
Scopriamo l’acqua calda
(106)
36) Miki (107)
37) Lo scopriremo solo vivendo
(109)
38) Polena
(113)
39) Patch (116, 129)
40) e-pistole (118, 123)
41) Satine (122)
42) Clutcher (125)
43) Gokachu (126)
44) dora okojie & thesubtler (127)
45) Lella con la stampella (128)
46) John
Sebastian Moran, jr. (133)
47) Convesso
(136)
48) Viewpoint of cat =^.^= (137, 259)
49) Pattinando (138)
50) .mau. (139,144,147,166,
177,211,217,220,233,234,
257,264)
51) elfob (150)
52) delio (151, 156)
53) Horselover_Fat (153)
54) +Lucretia+
(155)
55) marcorosè
gr0ucho3
(157,170,176)
56) Nicola (158)
57) Massimo De
Sanctis (159)
58) damiano
(160,163,201)
59) franc'O'brain" patti (161)
60) mucio (162,168)
61) Tutore (164)
62) amnesia (165)
63) Nando da
Forlì (172,191,279)
64) Marta (175)
65) DemonAngel
(178)
66) Brevi3pidari (179)
67) Massimilano (180)
67) Davide (184)
68) Follia e delirio (185)
69) MoNiZiA (186)
70) Enrico
la talpa (187,188,
198,203,230)
71) Chiaraaa (189)
72) AdRiX (192)
73) NiEnTe (194,196,199)
74) Piergiuliano
Pusceddu (195)
75) Prosperpina
(197,236)
76) Koa (202)
77) Aske (204)
78) Ackab (205)
79) October
(208)
80) Aleph_ (209)
81) Blaue
(210)
82) Si fossi foco (212)
83)
Akaglenn (214,219,221,
223,224)
84) Alexander (215)
85) Klingsor (216)
86) Aelice
(218)
87) Emma (222)
88) Severine
2 (225)
89) La Trota (226)
90) Adeletta
(227)
91) Alincielo (228)
92) Strani pensieri (229,235,243)
93) Kiara Blog (231)
94) Estatevizitti (232)
95) Zagaraulente
(237)
96) emmeline (238,245,251,270)
97) Laura 756 (241)
98) Mukka
Mukkona (242, 277,281)
99) Mònnalisa
(244,254,269,
271,282)
100) Lisa
(246,260,283,300,301)
101) Gianluca Brian (247,252,276,298)
102) Malacarne (250, 262.274,288)
103) Daneel (253,265,268,280,284)
104) 3-feb. (258)
105) Serendip
(261)
106) Mia_Wallace (266)
107) La Rana e il
Principe (267)
108) Rillo
(272)
109) Tristano (273)
110) Bacodaseta (275)
111) Claudio Emme (278)
112) Ironico (285)
113) Thiswas (286)
114) Redsun (287)
115) Jacoposki
(289,291)
116) drdam (290)
117) anonimo (292)
118) C-blog
(294)
119) bordellobordeaux (295,296)
120) prof.
Ulrico (299)
121) MarZa [giunelpoZZo] (302)
122) Manginobrioches
(303)
123) Paolo Miano (304)
124) Invernomuto
(305)
125) Giancarlo
(306)
126) Margherita
Underbreath (307)
127) Newlilith
(308)
128) G-Host
(309)
129) Stefano
bellezza (310)
130) alwaysinprogress
(311)
... Zop (che ha scritto gli altri)
RadioBlog:
prima
puntata 11/09/03
1
-
Giuseppe Genna
2 - Francesca
Mazzucato
3 - Raul
Montanari
4 - William
Nessuno
e gli improvvisatori della
rete:
5 - Pproserpina
6 - kheschifo
7 - karnilla
8 - diogene
9 - MinaMurray
seconda puntata 25/09/03
1 - Giuseppe
Caliceti
2 - Eloisa
[La Pizia] Di Rocco
3 - Giulio
Mozzi
4 - William
Nessuno
e gli
improvvisatori della rete:
5 - .mau.
6 - Mike
del Pallone di Achille
7 - ctrl-alt-canc
8 -
Francesca Mazzucato
9 - Pproserpina
10 - Marco
Rosella
11 - Adayinthelife
12 - Gostein
13 - Elwood


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lunedì, 30 ottobre 2006
PERDUTI NEI LIBRI
di zop
“Mi dia La Venere Fisica, di Maupertuis, edizione antica del 1767, traduzione di Dionato Anniani.” Proferì secco e stridulo un giovincello dalla barba rada. La bibliotecaria lo guardò storto e gli rispose gentile: “Ora glielo vado a prendere.”
Tornò con un volume vergognosamente impolverato. “Non ci sono molte persone a voler libri come questo...” Si giustificò porgendoglielo. “Capace che non l’ha mai letto nessuno da oltre un secolo.” Aggiunse tossendo.
Il giovane annuì e, fiero di essere uno dei pochi ad interessarsi di cotanta noia, sentenziò: ”Sto facendo una tesi sui precursori dell’evoluzionismo nella Francia del XVIII secolo. In Italia siamo una decina al massimo a occuparci di queste cose. A un certo livello, è ovvio...” Si affrettò a precisare. Quindi si sedette e prese a scartabellare il volume con fare da gran intellettuale.
Tra le pagine, e precisamente tra la 123 e la 124, con grande sorpresa spuntò un antico manoscritto. Una pergamena ingiallita dal tempo che sembrava una lettera. Lo studentello si gettò con avidità su quella sbiadita calligrafia tutta curve d’altri tempi:
”Mio amato, il nostro stratagemma sembra funzionare in modo egregio. Le missive celate tra le pagine dei libri di questa biblioteca volano senza che alcuno possa sospettare della nostra relazione. Ho quasi terminato la nuova lirica. Spero che sia di vostro gradimento come le altre. Ho bisogno di riguardarla ancora. Lo farò questa notte. Ve la recapiterò domani, se riesco, nel libro di Needham: Nouvelles Observations microscopique, Amsterdam, 1750 alla solita pagina. Vi bacio, luce dei miei pensieri.”
Sbalordito, il giovane si convinse che quella lettera anonima doveva essere stata dimenticata tra quelle pagine da almeno due secoli. La intascò in fretta e in fretta giustificò se stesso. Non era un furto, perché quello scritto non faceva parte del libro di proprietà della biblioteca. Così meditando, corse a richiedere il volume del Needham. Pregava che ci fosse e, soprattutto, che contenesse la continuazione di quella storia, per quanto lo ritenesse estremamente improbabile. Con grande sorpresa, invece, aperto il tomo a pagina 123 trovò un nuovo manoscrittto:
“Non sono riuscita a terminare quel che mi ero prefissata, vi chiedo di pazientare ancora per questa mia ultima poesia. Lo so che dovete dar tutto alle stampe a giorni. Ma non temete manca poco. Per l’intanto vi prego di apportare le correzioni qui di seguito alla lirica che vi ho consegnato l’ultima volta.
Lo so, mio amato, che fate tutto ciò per dovere e controvoglia. Sono io che ve lo ho imposto. Perdonatemi se potete. Ma è stata l’unica condizione che vi ho posto nel concedermi a voi. Siamo entrambi consapevoli che solo a questo modo, in questa società di uomini, i miei componimenti potranno trovare diffusione invece che rimanere chiusi nei miei cassetti. Anche se il prezzo è che siano firmati col vostro nome di uomo anziché il mio. Se non fossi donna sarei riuscita a impormi agli editori. Eppure sono contenta di esserlo perché a questo modo vi posso amare.
CORREZIONI:
prima riga: cambiare ‘rammenti’ con ‘rimembri’
quinta riga: ho pensato di rimettere “lieta e pensosa” come avevo scritto in un primo momento.
Quanto alla lirica di ‘sabato’ e al vostro suggerimento di sostituire ‘lo zappatore’ con ‘il zappatore’, ve lo concederò. Anche se non mi convince del tutto, convengo che quest’ammiccare all’onomatopea funzioni meglio.
A domani in: Opere medico-chirurgiche del Signor Francesco Mauriceau, Venezia 1740, Vol I.”
Poco dopo, dalla pagina 123 del primo tomo impolverato del Mauriceau, si dischiuse il terzo manoscritto:
”Mio amato, non trovo le vostre risposte. A questo punto temo che le mie precedenti non vi siano giunte o che non le abbiate trovate. Mi è impossibile verificare se sia così in questo momento: mio marito mi ha fatta seguire e sono controllata. Per disperazione lascerò questa ultima nella vana speranza che vi possa giungere. In ogni caso mi farò trovare domenica alla Santa Messa e spero di incontrarvi con il trucco del confessionale come le altre volte. L’ultima poesia ve la consegnerò lì di persona. E’ più prudente. S’intitola L’infinito. Vi lascio solo l’incipit:
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte esclude.”
“E’ pazzesco!” Trasalì il giovane. “Dunque Leopardi era un ghost writer e tutte le sue liriche sono state scritte da una donna!” Concluse. “Grazie alla mia scoperta si dovranno riscrivere tutte le antologie!” Proferendo queste parole e agitandosi come un forsennato uscì dalla sala.
La bibliotecaria lo osservò con un sogghigno. Poi aprì un cassetto e ne estrasse un foglio ingiallito. Mentre la sua testa concepiva nei dettagli l’ucronia che Napoleone non fosse mai esistito e fosse bensì un complotto mediatico degli storici di primo Ottocento al soldo dei regnanti d’Austria, intinse una penna d’oca in una boccetta di inchiostro sbiadito e, con grafia sinuosa, incipiò una nuova puntata di una nuova caccia al tesoro da occultare in un nuovo libro antico.
[zop]
Nell’immagine: manoscritto di Leopardi con A Silvia.
Link correlati:
Per le ucronìe, vedi Cronomoto. Per le bibliotecarie vedi Elena.
lunedì, 23 ottobre 2006
Sarò mica schizofrenico?
Sono in un internet point, un po’ ansimante. In questo momento mi trovo davanti al computer e sto rileggendo questo racconto che ho appena scritto. Questo che stai leggendo anche tu. L’ho buttato giù un po’ troppo di getto, forse, essendo così agitato.
Il fatto è che mentre sto leggendo: “queste precise parole” mi scatta un tarlo improvviso. Un sospetto terribile e devastante mescolato a un déjà vu. Senza un perché mi ritrovo in preda all’angoscia di essere diventato schizofrenico. Decido di consultare un’enciclopedia medica per controllare i sintomi della schizofrenia. Lo sdoppiamento della personalità. Ma invece di aprire Google, come avevo deciso, mi alzo in piedi e vado verso il bagno. Senza rendermene conto mi ritrovo davanti allo specchio di quel bagno pubblico.
Cosa ci sono venuto a fare in bagno? Dovevo consultare il web.
Meglio che mi rinfreschi un poco.
Mi sciacquo.
Decido di ritornare al computer e mi dirigo verso la finestra.
Perché sto guardando fuori dalla finestra? Avrei dovuto essere dalla parte opposta del locale, davanti al pc. Mentre mi rimprovero e non mi capacito torno verso il bagno e mi siedo sulla tazza. Lì rifletto. Vorrei essere di là. Eppure mi ritrovo qua.
Il velo del dubbio si squarcia. Capisco, con orrore, che non controllo più il mio corpo. Fa quello che vuole lui. Non lo guido più. Sono suo prigioniero.
Mi metto il cappello. Cioè il mio corpo si mette il cappello ed esce lesto dal negozio senza pagare.
- Ma sei matto? Mi dico. Ma dove vado... cioè dove vai? Dove mi stai portando? Torna indietro. Pagali almeno prima che ci rincorrano!
- Sì sono matto, mi rispondo io, o meglio lui... il mio corpo a me, insomma. E continua:
- Se non fossi matto non parlerei da solo.
E per sottolineare il concetto si mette a correre come un matto.
- Dove mi stai portando? Gli grido.
Il mio corpo corre senza rispondermi.
Voltato l’angolo entra in un altro internet point. Si fa dare un computer, si accomoda e scrive questo racconto che hai letto, uguale identico, parola per parola. Quando ha finito lo rilegge. Arrivato a “queste precise parole” gli scatta un tarlo improvviso...
Ad libitum sfumando
[zop]
Nel'immagine: Giano bifronte
venerdì, 20 ottobre 2006
FALSI INCIPT e STUPRI LETTERARI [8]
CONFESSIONI DI UN MAGNACCIA DI MEZZA ETA'
ricevuto da Zaritmac
Quando vi entrai, avevo quindici anni, la sensazione di star varcando la porta dell’inferno e un’eccitazione tra le cosce tanto poderosa da ostacolarmi il passo mentre, sporgendomi sulla ringhiera e salendo le scale di traverso, risentivo risuonare nelle orecchie il monito di mio padre:
“Attento, figliolo! Le femmine le ha partorite il culo del diavolo. Lascia che ti avvolgano intorno le spire e sarai perduto per l’eternità!”, e lo diceva mentre continuava a schiacciare il tallone sul petto di mia madre, riversa al suolo con la bocca ancora socchiusa e la testa fracassata: una mela spaccata con le labbra aperte, tese verso i rami per chiedere ragione della prematura caduta.
Lo lasciai così; con la mano sinistra arsa dal bordo di una lettera infuocata. Sul margine la firma di mia madre, nell’incipit un nome d’uomo che nella mia famiglia nessuno portava.
Dopo avere sbrigato le formalità del pagamento anticipato, affondai il turgore acerbo dei miei 15 anni tra le cosce affusolate di Lilith. La folta peluria mi ingoiò come una foresta senza uscita.
Fu così che, ahimè, lasciai cuore, gioventù, senno e memoria a Mazatlán, al secondo piano di Calle dell’Eden, nel Camino de nuestra vida, un nome, a voler essere moderati, quanto meno eccentrico, per un bordello di infima qualità.
Fu proprio mentre la giustizia assicurava al vecchio padre un posto in prima fila dietro un canneto di sbarre, che io persi la voglia di tornare per quella od altre sere sulla dritta via. E ancora oggi, mentre svolazzo con elegante fare d’avvoltoio tra lucciole e falò, mi strugge, a volte, una verginale nostalgia di quella ardente notte in cui nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura.
[Continua in: Dante Alighieri, Divina Commedia]
* Nella foto: Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901): Donna che mette le calze
NB: Le istruzioni per il gioco dei falsi incipit sono sempre qui.
lunedì, 16 ottobre 2006
La bevitrice di assenzio
Il Bluenight era un locale di classe sul lungomare un po' in periferia. Andrea scrutava la lista degli alcolici non meno della donna seduta al tavolino accanto al suo. Era stranamente sola e, quando il cameriere le era passato accanto, aveva ordinato dell'assenzio.
Andrea ordinò la stessa cosa. La donna gli sorrise. Da caderci dentro in quello sguardo. Eppure era un sorriso che celava tristezza, a osservarlo meglio. I due si guardavano senza parlare. Qualcosa di familiare si rispecchiava nei loro occhi. Non dissero una parola sino a che il cameriere non arrivò con il vassoio. Dispose i bicchieri sui rispettivi tavoli accanto a due brocchette con l'acqua. Versò il liquore che sgorgava verde come benzina da una bottiglia con la fata sull'etichetta. Poi dispose le zollette di zucchero sui cucchiaini, li inzuppò e li incendiò. Quando lo zucchero si caramellò sfrigolando, fece precipitare ad arte i cucchiai nei bicchieri in una fiammata coreografica che esalava odore d'anice, mescolò e si allontanò discreto.
Andrea e la donna, Gledis si chiamava, allungarono con un po' d'acqua e bevvero all'unisono, come se brindassero. Anche se ognuno era rimasto al proprio tavolino.
Tre ore dopo erano nello stesso letto. In un motel vista mare che doveva essere incantevole con la bella stagione. Abbracciati senza fretta. Come due amanti di vecchia data più che come due sconosciuti alla ricerca di una nuova passione. Andrea guardava Gledis con occhi che sprizzavano l'incapacità di trattenere oltre la propria confessione. Finalmente si decise a svelarle la verità, come fosse il più bello dei segreti. Andrea non era un uomo. Sotto i suoi abiti maschili si nascondeva un corpo di donna.
Nella stanza si sentì un rumore secco. La sintonia era andata in frantumi come un cristallo.
Gledis si paralizzò. Se avesse incontrato Andrea sei mesi prima avrebbero di sicuro potuto vivere una grande storia d'amore, quei due. Ma ora era tardi.
Tempo addietro, quando si era trovata a desiderare altre donne, Gledis si riteneva felicemente sposata. Furono quelle inaspettate pulsioni lesbiche a farle concludere di non essere felice. Per questo aveva lasciato il marito, benché lo amasse. Per abbandonarsi a una storia saffica che si era presto rivelata sbagliata. Con quell’esperienza aveva capito che era di un uomo che aveva bisogno. E che l'attrazione per le donne era solo una fantasia che si era sgretolata nel momento in cui aveva tentato di realizzarla. Questo era per lei un punto fermo e irreversibile ormai. Mai più con una donna. Si era ripromessa. Per questo se ne andò in lacrime da quella stanza d'albergo. Anche se Andrea la attirava in modo prepotente. O forse proprio per questo.
Andrea piangeva e singhiozzava. Come donna poteva farlo senza vergogna. Sino a pochi mesi prima piangere era un gesto incomprensibile a cui non si abbandonava mai. Nemmeno quando era stato lasciato dalla moglie lo aveva fatto. E non perché non la amasse, tutt'altro. Per riconquistarla, era arrivato al punto di fare l'operazione. Anche se si sentiva un uomo, si era convinto di non avere altra strada, per non perderla, se non quella di trasformarsi. Ma non aveva funzionato. Gledis se ne era andata per la seconda volta. E ciò che gli procurava più dolore era che non lo avesse neppure riconosciuto, dopo gli interventi di chirurgia plastica.
[zop]
Nella foto: Pablo Picasso, La bevitrice di assenzio, 1901
Avete letto un RACCONTO A PAGAMENTO. Non si paga per leggerlo, tranquilli. Si paga per scriverlo. Questo racconto è stato offerto da Gledis.
E tu? Vuoi un racconto d’autore da dedicare a qualcuno o appositamente scritto per te? Hai bisogno di un nasuto Cirano per far colpo su una lei con una prosa che colpisce? Vuoi vedere sbeffeggiato il tuo peggior nemico in una pièce su questo blog? Desideri una storia che abbia come protagonista te, il tuo partner o il tuo cagnolino? Contattami. Racconti d’autore su misura a partire da 30 €!
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venerdì, 13 ottobre 2006
FALSI INCIPT e STUPRI LETTERARI [7]
IDENTITA'
ricevuto da Manginobrioches
Io non avevo in mente tutto questo, lo giuro. Non m'importava dei diritti civili, della politica, dell'opposizione. Non sapevo nemmeno cosa fossero. E – lo giuro sulla Dea – non avevo mai incontrato nessuno dei ribelli.
D'altronde, lassù ai Nidi Rosa non arrivavano molti giornali – per lo più roba di moda, pettegolezzi e morfo-ricamo - e all'olo-tv davano solo sceneggiati interattivi e programmi di cucina. Noi ragazze non dovevamo sapere altro, per diventare brave mogli e madri di soldati.
L'addestramento, poi, cominciava così presto – con le pratiche d'allattamento, poco dopo l'alba – e finiva talmente tardi – con la sfilata dei modelli in policarbonato che cucivamo noi stesse, o le sedute di trucco – ch'eravamo sempre stanche.
Crollavamo sfinite nei nostri letti dalle cortine rosa, senza nemmeno la forza di toglierci il rimmel, o indossare un babydoll. Qualche volta stavamo a parlare tra noi, prima che spegnessero le luci, e fantasticavamo del marito che avremmo avuto, degli elettrodomestici, delle aiuole. E dei bambini. Tutt’un lavorìo d'ovaie e d'immaginazione che si doveva percepire da molto lontano.
Ma io non ero contenta.
Non sapevo dire cosa fosse, allora. Era un'inquietudine sottile, un turbamento che mi prendeva. A volte restavo così, imbambolata a guardare la mia faccia nello specchio, il rossetto in mano. Mi vedevo, come dire, sbagliata.
Cominciò quando mi tagliai i capelli, e li tinsi di nero: non so spiegarvi, ma non ne potevo più di quei riccioli biondi. Presi tre mesi di punizione, che dovetti scontare con cento lezioni supplementari di profumazione del water, tutti i turni di notte alla nursery e una prova di soufflé alla settimana. Però lo specchio ora mi disorientava di meno: mi somigliavo di più. Specie senza tutta quella cipria.
Subito dopo mi capitò con gli abiti: scoprii che amavo molto di più le severe tute dei corsi di paracadutismo affettivo degli abitini di chiffon con le balze. Presi a girare vestita da parà, fino a che la Direttrice in persona non chiamò i responsabili del mio alveare, e mi annullò le vacanze di Natale.
Dentro di me covava qualcosa – per gli Dei Dimorfici! - e sentivo che quel luogo, quel volto, quel corpo non m'appartenevano più. E men che meno quel destino.
Fu un caso, incontrare i ribelli. Non ci avevo mai pensato, lo giuro. Non sapevo nemmeno chi fossero, o cosa volessero. Ero cresciuta come si deve: abituata a chiamare femminilità la pochezza, e amore la passività.
Ma loro era come se sapessero già quello che provavo. Mi aiutarono a capire, mi mostrarono altre come me.
Mi affidai a loro.
Ora sono una persona profondamente diversa. Guardatemi: il mio volto ora - coi suoi spigoli decisi - m'assomiglia davvero. Il mio corpo non è più avvolto da patetici veli rosa. Il mio destino ha un suono di battaglie lontane, e di battaglie che si svolgono già dentro di me, dove le Y carcerate nelle cellule si espandono ogni giorno, e formano ogni giorno un nuovo pezzetto di me. Ora so chi sono.
E voi, voi – vi prego - non chiamatemi più Julia.
Chiamatemi Ismaele...
[continua in Herman Melville, Moby Dick (1851) – Garzanti Libri, 2002]
L'immagine: Tamara de Lempicka - The Beautiful Rafaela, 1927. Oil on canvas. Paris, private collection
NB: Le istruzioni per il gioco dei falsi incipit sono sempre qui.
lunedì, 09 ottobre 2006
Segna l’azione:
venerdì 13 ottobre
h. 21.00
presso il
GRUPPO LETTURA LUOGO COMUNE
a Vignate, Milano
via Fermi 68
[per info: 0295360186 - 3387664873]
si farà bis boccia parlando di blog!
E perQueneau?
Ti aspetto numeroso!
AVVERTENZE: NON LEGGERE QUESTO RACCONTO!
- Ho bisogno che mi dica esattamente come è accaduto.
- Come le dicevo, dottore, stavo leggendo un racconto sullo zopblog. All’inizio non ho notato nulla di insolito. A parte il fatto che quei racconti sono tutti insoliti, di solito. Poi ho cominciato a notare dei re fusi. E più mi addentravo in quella lettura più divenivano frè quenti. Così misò no accorto che il senso della storia si capiva ù gualmente. Il suono di quel che si leggeva era il medé simo, ma gli spazi tràle parole erano come impazziti. Poi misò naccòr to cheà nche tutte le altre pagine del web erano scombi nate a quel modo. E ho pensà toà un virus sulpiccì, inùn pri mo mo mento. Ma quando hofà toperlè ggerìl giornà le...
- Tèmodi avérca pìto. Tutto quèlche legge lovéde scòmbi nato a quel modo, giù sto?
- Libri, ri vìste, sottotì tòlidel televì deo... non c’ètè sto chenònvè dascòm binàto, anchesé pergliàl trié scrì tto nòrmal ménte.
- Come sos pettàvo. Dislessì aspaziàle diorì gineviràle. Nonè ilprì mocàso. Scommé ttoché stavaleggé ndo “Avvertèn ze:nòn léggereq uéstoraccò nto”.
- Comefà a sa pérlo?
- Sitrà ttadì ùnra ccònto checè laùn vì russe màntico che siattì va allasò lalettù ra. O peradì quelterrorì stalessicà ledel l'autòre. Chiù nquelolègge sinoallafì nerimà neìn fètto.
[z op]
PS: la saga dei FALSI INCIPIT ha ricevuto TRE nuove contributi:
FRANCESCO,
ARIMANEBIS &
ICE KENT
lunedì, 02 ottobre 2006
Hey tu... ridacci Clip!
Drumond e Chico attendevano seduti. Sopra la loro testa scrutavano i lettori che si affacciavano sulla loro storia in attesa di quello buono.
- "Ci vuole pazienza." Sbuffò Chico.
- "Arriverà." Gli fece eco Drumond.
Mentre si incoraggiavano l'un l'altro a quel modo, si accorsero che non era un lettore qualsiasi quello che aveva appena cominciato a leggerli.
- "Eccoti finalmente!" Sorrise Drumond agitando le braccia come si saluta un elicottero dal basso.
- "Forza Clip, buttati che ti prendiamo!" Urlò Chico.
Il lettore di questa storia li leggeva perplesso.
- "Lo sapevo. Non ci ha riconosciuto!" Scosse la testa uno dei due. Il lettore non capì quale.
- "Era prevedibile che non si ricordasse di nulla. L'amnesia è una forma di difesa naturale in casi come questi." Rispose l'altro.
- "Tu cerca di spiegargli cosa è successo. Io intanto avvio le procedure per farlo rientrare. Non abbiamo molto tempo." Concluse Drumond mentre calcolava le coordinate di link per l'hypertrasporto.
L'amico si rivolse a lettore di questo racconto nel modo più convincente di cui era capace:
- "Ciao Clip!" Disse. Il lettore, intanto, lo leggeva con sospetto sempre maggiore, non riconoscendosi affatto in Clip.
- "Lo so che non ti ricordi nulla, Clip. Lo so che credi di essere un lettore come tutti gli altri. Ma non è così. In ogni caso non aver paura! Continua a leggere e vedrai che non ti succederà niente. Ancora pochi istanti e capirai tutto. Sono Chico, mi riconosci? Sono uno dei protagonisti della storia che stai leggendo: un avvincente racconto di fantascienza. Vengo al sodo e te la faccio breve. Quando siamo stati attaccati dai Verghinz che volevano rapire Clip, il nostro eroe, non abbiamo avuto altra scelta. L'abbiamo hypertrasportato. Se non avessimo fatto così sarebbe morto. Come era scritto nella trama di questo racconto che l'autore aveva disegnato. Il solo modo per sfuggire a questo destino era quello di servirsi del lettore. E così Clip è stato smaterializzato e nascosto tra i pensieri più remoti del primo lettore che ci è capitato sottomano. Tu. Ora Clip è nelle pieghe del tuo inconscio. In questo modo il racconto pensato dall'autore, ha assunto un altro significato, non previsto. Una specie di fraintendimento, diciamo. E in questo modo Clip non è stato ucciso. Ora che i Verghinz se ne sono finalmente andati non ci resta che riprenderci Clip e continuare a vivere la nostra storia liberamente."
Il lettore, davanti a tali farneticazioni, stava quasi per interrompere la lettura, ma, intanto, sotto di lui Drumond aveva finito le sue manovre. Dagli occhi e dalla bocca del lettore schizzarono fuori delle luci colorate che si proiettarono sul monitor. Tutto avvenne così velocemente che non poté accorgersi di nulla. Subito dopo, tuttavia, oltre a Chico e a Drumond, un altro protagonista aveva fatto irruzione in questa storia.
- "Eccoti Clip." Esclamò Drumond.
- "Tutto a posto?" Si preoccupò Chico.
- "Tutto a posto! Ora ricordo tutto perfettamente! Tagliamo la corda al più presto!" Propose Clip, entrato nuovamente nella sua parte di eroe.
I tre si diressero di gran corsa verso l'aeropottero. Prima di mettere in moto Clip si voltò per l'ultima volta in alto e diede un'ultima occhiata al lettore, cioè a te, come per salutarti.
- "Non era mica male stare là dentro!" Disse agli altri due strizzando l'occhiolino e lasciando intendere che si doveva essere divertito parecchio a condividerne pensieri, ricordi, desideri e chissà quant'altro.
Gli altri sghignazzarono e si diedero di gomito.
- "Dite che ricorderà qualcosa di quello che gli è successo?" Si sincerò Clip.
- "No. Di questo puoi star tranquillo." Lo rassicurò Drumond. "Tutto è stato programmato a livello subconscionirico."
- "Già." Aggiunse Chico mentre l'astronave decollava e si spingeva rapidamente fuori dalla portata di questo racconto. "E' convinto semplicemente di aver letto uno dei soliti, strampalati racconti di questo blog."
[zop]
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