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ZOP BLOG

NON SOLO ESERCIZI DI STILE!
Gli esperimenti di un extraterrestre finito non si sa come sulla Terra...

INDICE RAGIONATO & INTERATTIVO

ISTRUZIONI:
Leggi qui di seguito (lungo la striscia gialla) per ripercorrere la nostra storia e scoprire i nostri  giochi e le regole per partecipare


CHI SIAMO:
BLOG/OPIFICIO DI SPERIMENTAZIONE LETTERARIA CHE HA SCELTO IL WEB COME SUO TERRENO DI ESPRESSIONE!
 

Nato nel 2002, questo è stato il primo BLOG dedicato ai giochi narrativi e alle scritture collettive. Oggi vanta innumerevoli tentativi di imitazione ma non diffidatene! Il nostro obiettivo era quello di dar vita a un GENERE

CONTATTI:
zoppaz @ yahoo.it


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I LIBRI SCATURITI 
DA QUESTO BLOG:

2006





2003





E nel 2004 
un libro che qui si può continuare


Clicca per saperne di più e per SCARICARE GRATUITAMENTE UN CAPITOLO!

 


 

PREMI: 
Questo blog è arrivato secondo al concorso SCRITTURA MUTANTE 2003


www.trovarsinrete.org
SALONE DEL LIBRO DI TORINO
16 maggio 2003


COSA ABBIAMO 
PRODOTTO 
IN QUESTI ANNI:


IL MANIFESTO DADISTA di avanguardia letteraria digitale

Componimenti e racconti dadisti:

Melina e Alfredo: un racconto da giocare a dadi (di zop e vipensiero)
- Quattro e tre sette (di zop)

- Un dado di due (CioccolatoAmaro)
- Il gioco dell'oca 
(CioccolatoAmaro)
- Vita da dado (Senzaqualità)
L'incanto di pag. 49 (Letturalenta)
- La dadomante (Certepiccolemanie)
- Tirando il dado (Triana)

-
POESIE IN MOVIMENTO 1
- POESIE IN MOVIMENTO 2
- Parafrasando Tristan Tzara (Blogelis)
- La cintura di Fibbionacci (di Matteo)



RACCONTI BREVI 

° Cos'è: Racconti molto brevi pensati per una lettura a monitor.  


-
Come sono diventato un blog
-
I fratelli Lumierikòs da Siracusa (zop)
-
(...)bcdefghilmenopqrstuvz (zop)
-
Quattromenounquarto (zop)
-
Piccole bugie (zop)
- Esistono gli extraterrestri? (zop)
- L'ultimo ricordo (Mucio)

- L'uomo è misura di tutte le cose (zop)

- Il cane di Pavlov e il Tacchino di Russell (zop)
- Strano ma vero ( zop)
- Le avventure dell'uomo inscrivibile (zop)
- Dentro o fuori? (zop)
- Ho perso il sonno 1 
(di Francesca Mazzucato) 
- Ho perso il sonno 2 
(di zop)
- Giò e Leo (zop) 
- Il grande ciliegio ( di Flounder) 
- La botte piena e la moglie ubriaca (zop)
- Pimpinella corre corre (zop)
- Cosa mangia un blogger (zop)
- Smaltimento malocchi (zop)
- Le voci della città (di zop)
- Il foglio bianco (di zop)
- Estetica statistica (di zop)
- Il fischio (di zop)
- Discorsi da bar (di zop)
- La moneta che amava Rogerio (di Francesca Petilli)
- L'origine delle cose (Fracesca Petilli)

- Sto da cane (zop)
- 14 luglio 1789 (di zop)
- Ultima pagina (Francesco de Girolamo)
- Settimo piano (zop)
- Traumi infantili (zop)

RACCONTI & MUSICA (ispirati a canzoni o intrecciati con la musica)

- Sei fuori Jack (di emanreiv)
- Samarcanda (di zop)
- L'Armando, l'arma e l'amante (di zop)

- Il piano cocktail (da Boris Vian:La schiuma dei giorni) 


RACCONTI ROUSSELIANI

° Cos'è:
Una raccolta di piccoli racconti ispirati al metodo quasicombinatorio di un autore d'avanguardia semisconosciuto: Raymond Roussel. Se vuoi cimentarti anche tu... LEGGI, SCRIVI e MANDA! 

INDICE:

1 - Chi era Raymond ROUSSEL
(Il metodo di Raymond ROUSSEL)

2- Il capo di lana è steso al sole (Zop)
3- E' morta Della! (Blaue)
4 - Chiedici la luna (Dr. Dam)
5 - Esca quando ci sentiamo (Zop)
6 - Piego la sposa (Ironico)


RACCONTI CIRCOLARI

° Cos'è: Esperimenti di narrazione polivalente e circolare. 

1) Dimmi il tuo incipit e ti dirò chi sei (zop)
2) La nascita dell'uomo collettivo (zop) 
3) La battaglia navale: racconto da giocare! (zop)
4) Sogni (zop)
5) Il sogno ricorrente (zop)

6) UN FUMETTO COMBINATORIO (zop) 
7) Racconto MUTANTE
8) Le teste ( di Elena del Fabbro e Zop)
9) Saturazioni (di zop)
10) La storia (di zop)
11) Vita da moka (fumetto by zop)
12) Spirali (zop)



MINIGIALLI & MICROGIALLI 

° Cos'è: Nato da una proposta di Nando di Forlì, è una raccolta di gialli scritti nel modo più sintetico possibile (senza rinunciare tuttavia a colpevole, vittima, arma e movente). E' possibile partecipare con un racconto di una pagina oppure con una versione "atomica" che possa essere inviata con un sms. 

INDICE MINIGIALLI:
- La bocca della verità (Nando)
- Separati in casa (Nando)
- L'ultimo scaffale (Nando)
- Il professionista (Nando
)
- L'uomo di parola (zop)
- Il racconto killer (zop)
- L'assassino è il maggiordomo (zop)
- Metagiallio (e metà no) (zop)
- Il rosso e il noir: chi è l'assassino? (zop)
- Tira le tende (Bleusouris)
- Fantagiallo (zop)
- La pagina 125 (F. Arrasich)
- Giallo filosofico (zop)
- A Natale tutti più buoni (Nando)
- Forza di gravità (F. Arrasich)
- Non fare mai agli altri (zop)
- Non guardare mai altri... (Pois)
- Golden (Manginobrioches)
- Gelo (Farolit)

- Delicatessen (zop)
- Identificazione e suggestione (zop)
- Il serial killer editoriale (zop)
- Omicidio brutale (zop)
- L'assassino in erba (zop)
- Ultimo minuto (Nando)
- Negazioni (Certepiccolemanie)
- Le indagini del detective Maupertuis e del suo fido cane (zop)
- Appuntamento col serial killer (zop)
- Giallo poetico (di Gianluca)
- Il serial killer del CICAP (zop)


MICROGIALLI da SMS:

- Senza titolo (di Herzog)
- Senza titolo di (Penzogi)
- Senza titolo (di Sphera)
- Senza titolo (di A. G. Pinketts) 
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di Matisse)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di zop)
- Senza titolo (di Diario di bordo
)
- Senza titolo (di Disintegrato) 
- Senza titolo (di Fradiavolo
)
- Senza titolo (di Ghana)
- Senza titolo (di Ttulipani)
- Senza titolo (di Giulio Mozzi)
- Senza titolo (di Zu)
- Senza titolo (di zop)

- Senza titolo (di Herzog)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di Disentgrato)
- Senza titolo (di Mucio)
- Senza titolo (di Piazzagreco)
- L'omicidio più antico (Aitan e zop)
- Reo confesso (di Aitan)
- Giallini de il Gobb
- Giallini diabolici
- Senza titolo (di zop)
- Giallino metaomicida (Luca Confusione)
- Senza titolo (di zop)
- Sconfessioni (di Luca Confusione)
- Libero mercato (di Luca Confusione)
-
Senza titolo (di UnaStranStrega)


UBU BLOG di Alfred Jarry

° Cos'è: Un inedito di Alfred Jarry, padre della PATAFISICA, che mi è apparso in sogno e mi ha dettato l'ultima parte della saga di UBU RE!

Dramma in 4 post
° Scena prima [Ubu apre un blog e diventa una blogstar]
° Scena seconda [Ubu lancia un virusprogramma che cambia le parole dei blog delle blogstar]
° Scena terza [Ubu al gran blograduno]
° Scena quarta [Ubu in fuga]

 


LA DONNA SUB: 

° Cos'è: Esperimento di un NUOVO format per racconti labirintici e collettivi ispirato a Italo Calvino. Per leggerlo o continuarlo (è lo stesso) è archiviato qui



RADIOBLOG:

° Cos'è: Improvvisazioni di scrittura e di lettura tra radio e blog, in collaborazione con  RAI radio3. Andato in onda in due puntate nel settembre 2003 tutto si può oggi leggere e ascoltare qui


   ESERCIZI DI STILE BLOG:

° Cos'è: Il rifacimento internettiano e collettivo del capolavoro di R. Queneau con centinaia di esercizi giunti dal popolo della rete. 

Se vuoi partecipare con il tuo contributo: tutto inziò qui  
ed è archiviato qui 



 Manifesto PATAmediale per una nuova narrativa digitale:

° Cos'è: E' il tentativo di individuare e raccogliere dei precedenti letterari pre-elettronici che possano servire oggi da guida per inventare una nuova forma di narrazione che utilizzi il web come suo terreno espressivo. Se vuoi ampliare, segnalare o recensire autori, avanguardie, poetiche o esperimenti che si potrebbero oggi sviluppare in modo nuovo, mandaci il tuo contributo! 

INDICE:
§ - Calvino e il web
§ - Scrittura collaborativa
§ - Letteratura interATTIVA
§ - Generatori automatici di parole 

§ - Jarry e la Patafisica
§ - Avanguardie, Futuristi, Cinetici
§ - UNA TESI DI LAUREA CHE PARLA DI NOI!
§ - Roberto Busa pioniere dell'ipertesto
§ - Gulliver di Swift
§ - Carroll e Alice (che meraviglia...)


PataRecensioni e 
Fantasmi Letterari:

° Cos'è: Una raccolta di recensioni di libri, mostre, autori del passato... con un taglio spiritoso e divertente ma senza rinunciare al rigore! Racconti in prima persona, fantasmi che appaiono e raccontano la propria vita... 

INDICE:

§ - Blog, post e ante litteram
§ - Enrico Baj
§ - Libri d'artista
§ - Alberto Manzi
§ - PseudoCalvino: un'inedita Cosmicomica
§ - L'invasione degli ultracorpi interattivi
§ - Rayuela di Cortàzar
§ - La storia della QWERTY
§ - Animalcolisti spermatici anonimi
§ - Lo zio Fester e Majakowski
§ - Raymond ROUSSEL
§ - Boris Vian
§ - Viaggio d'inverno/Viaggio d'inferno
§ - Intervista impossibile a Giorgio Manganelli
§ - La sfida di Max Aub



I fantasmi letterari e il dietro le quinte di Laura Immaginaria

° Cos'è: La storia ironica e metaforica di come ho scritto un libro. Dai fantasmi letterari (o i riferimenti culturali?) a cui mi sono ispirato e che me l'hanno in qualche modo dettato, alle peripezie per trovare un editore che lo pubblicasse...

INDICE:
- Parti 1, 2 e 3
- 4° Parte 
- 5° Parte 
- 6° Parte 
- 7° Parte 
- 8° Parte 
- 9° Parte
- 10° Parte 
- 11° Parte
- 12° Parte
- 13° Parte
- 14° Parte


COSA ASPETTI? PARTECIPA! MANDACI I TUOI CONTRIBUTI! ENTRA A FAR PARTE DELL'OPIFICIO!

citofon@mi


zzZZzz
ZAPOTEK intervista ZOP
un emmepitré da scaricare


RINGRAZIO TUTTI QUANTI HANNO PARTECIPATO A QUESTO BLOG, E IN PARTICOLARE:


 Esercizi di Stile:
 
(in ordine di apparizione)

1)   Personalità confusa 
      (4,13,41,54)
2)   Antonella mamma felice (7)
3)   UnSentireEnorme (9,18,22)
4)   MG (15,62) 
5)   Zu (21,293) 
6)   Analize  (23,33)  
7)   Zoeee  (25,29,171) 
8)   Swe  (26,35,43) 
9)   Dona (28)
10) Leonard0 (30) 
11) Frammento 
     (31,45,70,111,173,182)
12) Mim*mina (32)
13) Giornale di cantiere (34)
14) TocWebLog (37) 
15) Crl_Alt_Canc (38)
16) Trilly (39)
17) Zizzi (40,83,135)
18) Mu (42,57,85,143)
19) La Pizia (44)
20) Palomar (46) 
21) Uiallallà!  (47,68,86,248)
22) Michele (48,55,81,
      104,141,145,148)

23) Butterfly (56)
24) Skip intro (60,74)
25) Spiritum  (53,64) 
26) EnzØ: POLAROID (67) 
27) :Deliuz (75) 
28) Janex (78,149)
29) Blogging Sil (79,87)
30) Rafael:subtle (89) 
31) il Griso (90)
32) Gus (94,101,110,120,131,
     134,140.154,169, 193,206,213,
     240,249,255)

33) Billie Joe (102,124,142,174,207,
      240)

34) MacUbu (103)
35) Uzi: Scopriamo l’acqua calda 
      (106)

36) Miki (107)
37) Lo scopriremo solo vivendo 
     (109)

38) Polena (113)
39) Patch (116, 129)
40) e-pistole (118, 123)
41) Satine (122)
42) Clutcher (125)
43) Gokachu (126)
44) dora okojie & thesubtler (127)
45) Lella con la stampella (128)
46) John Sebastian Moran, jr. (133) 
47) Convesso (136)
48) Viewpoint of cat =^.^= (137, 259)
49) Pattinando (138)
50) .mau. (139,144,147,166,
     177,211,217,220,233,234,
     257,264)
51) elfob (150) 
52) delio (151, 156)
53) Horselover_Fat (153) 
54) +Lucretia+ (155)
55) marcorosè gr0ucho3
      (157,170,176)
56) Nicola (158)
57) Massimo De Sanctis (159)
58) damiano (160,163,201)
59) franc'O'brain" patti (161)
60) mucio (162,168)
61) Tutore (164)
62) amnesia (165)
63) Nando da Forlì (172,191,279)
64) Marta (175)
65) DemonAngel (178)
66) Brevi3pidari (179)
67) Massimilano (180)
67) Davide (184)
68) Follia e delirio (185)
69) MoNiZiA (186)
70) Enrico la talpa (187,188,
    198,203,230)

71) Chiaraaa (189)
72) AdRiX (192)
73) NiEnTe (194,196,199)
74) Piergiuliano Pusceddu (195)
75) Prosperpina (197,236)
76) Koa (202)
77) Aske (204)
78) Ackab (205)
79) October (208)
80) Aleph_ (209)
81) Blaue (210) 
82) Si fossi foco (212)
83) Akaglenn (214,219,221,
     223,224)
84) Alexander (215)
85) Klingsor (216)
86) Aelice (218)
87) Emma (222) 
88) Severine 2 (225)
89) La Trota (226)
90) Adeletta (227)
91) Alincielo (228)
92) Strani pensieri (229,235,243)
93) Kiara Blog (231)
94) Estatevizitti (232)
95) Zagaraulente  (237)
96) emmeline (238,245,251,270)
97) Laura 756 (241)
98) Mukka Mukkona (242, 277,281)
99) Mònnalisa (244,254,269, 
       271,282)

100) Lisa (246,260,283,300,301)
101) Gianluca Brian (247,252,276,298)
102) Malacarne (250, 262.274,288)
103) Daneel (253,265,268,280,284)
104) 3-feb. (258) 
105) Serendip (261)
106) Mia_Wallace (266)
107) La Rana e il Principe (267)
108) Rillo (272)
109) Tristano (273)
110) Bacodaseta (275)
111) Claudio Emme (278)
112) Ironico (285)
113) Thiswas (286)
114) Redsun (287)
115) Jacoposki (289,291)
116) drdam (290)
117) anonimo (292)
118) C-blog (294)
119) bordellobordeaux (295,296)
120) prof. Ulrico (299)
121) MarZa [giunelpoZZo] (302)
122) Manginobrioches (303)
123) Paolo Miano (304) 
124) Invernomuto (305)
125) Giancarlo (306)
126) Margherita Underbreath (307)
127) Newlilith (308)
128) G-Host (309)
129) Stefano bellezza (310)
130) alwaysinprogress (311)

 ... 
Zop (che ha scritto gli altri)


RadioBlog:  

prima puntata 11/09/03
1 - Giuseppe Genna 
2 - Francesca Mazzucato 
3 - Raul Montanari 
4 - William Nessuno
e gli improvvisatori della rete:
5 - Pproserpina 
6 - kheschifo
7 - karnilla
8 - diogene
9 - MinaMurray  


seconda puntata 25/09/03
1 - Giuseppe Caliceti
2 - Eloisa [La Pizia] Di Rocco
3 - Giulio Mozzi 
4 - William Nessuno
e gli improvvisatori della rete:
5 - .mau.
6 - Mike del Pallone di Achille 
7 - ctrl-alt-canc 
8 -
Francesca Mazzucato 
9 - Pproserpina 
10 - Marco Rosella 
11 - Adayinthelife 
12 - Gostein 
13 - Elwood 













giovedì, 30 marzo 2006
 

E.T. MOLOGIE

Cocò era uno sciupaffemmine. Tante erano cadute nei suoi occhi neri come pozzi.
Ma Cicì, fisico marmoreo tuttosorriso  non era da meno.
Quando se ne andavano a passeggio, le sere d'estate, sul lungo mare del paesello tutte le ragazze li ammiravano. Scuri e abbronzati nella camicia bianca. La giacca sulla spalla. I lineamenti scolpiti e il profilo un po' adunco sotto la coppola calcata bassa. Come civette civettavano con tutte le femmine più giovani e belle. Ma anche qualche ammogliata li incontrava furtivamente, talvolta. Quante donne avevano fatto innamorare. E con altrettante avevano amoreggiato in incontri clandestini e occasionali.

Cocò e Cicì non erano soltanto amici. Avevano condiviso molte donne. E questo dava loro un sentimento di complicità e di intesa molto profondo.

Tutti e due avevano messo gli occhi su Maluzza, lunghi capelli, bella e mora. Che sembrava tanto riservata e compita a vederla, ma se la penetravi negli occhi guizzanti vedevi che dentro le ribolliva il desiderio e l'inquietudine irrefrenabile della giovane età.

Anche l'arabo aveva messo gli occhi addosso a Maluzza e alle sue grazie. Al Barabbà si chiamava. Alto corvino e adunco. Fascino straniero del marinaio. Naso becco e fiero. Anche lui civettava quella sera. Con la velocità e la determinazione del seduttore che si ferma solo pochi giorni prima di ripartire. E non ha molto tempo a disposizione per metter a segno le sue conquiste.
Quella sera di un'estate lontana Cocò e Cicì scommettevano di avere Maluzza quella notte stessa. Per non lasciarla all'arabo di passaggio.

Sotto la casa dove Maluzza viveva, dopo la mezzanotte, mentre i genitori s'erano ritirati a dormire, non era una l'ombra che si intrufolava senza fare rumore oltre il cancello che la ragazza aveva lasciato appositamente socchiuso. 
- Che ci fai qui tu, Cocò?
- Vattene Cicì! Questo appuntamento l'ha dato a me!

Tutte e due avevano creduto di averla spuntata. Invece quella femmina aveva promesso ad entrambi il medesimo appuntamento d'amore.
Occhi di pozzo e tuttosorriso, neri come la notte, naso becco come civette, entrarono assieme in quella casa. E insieme, divertiti, percorsero le scale che conducevano alla camera da letto di Maluzza.
Ma trovarono anche l'arabo, in quella stanza. Al Barabà li aveva preceduti.

Forse perché era estate. Forse perché non si poteva far rumore né questioni, in quella casa dove erano entrati tutti e tre come ladri. Forse perché Maluzza, illuminata dalla luna, se ne stava bella e senza veli accanto alla finestra, poggiata al comò, con lo sguardo della lupa. La sorpresa dei tre uomini svanì in un attimo. In un'orgia di lussuria la ragazza si fece prendere da tutti e tre, in modo osceno, su quel mobile di legno.
Ma la notte nera d'estate, accarezzata dai grilli, portò i loro sospiri per tutta la via.
Il padre di Maluzza era una persona nota a tutti. Da più di trent'anni era il dottore in quel paese. Li conosceva uno a uno i suoi paesani. Li aveva visitati tutti in un tempo o in un altro. Il padre di Maluzza aprì quella porta all'improvviso. Con la candela che tremava illuminò i sorrisi dei tre giovani, neri come civette, che amoreggiavano con sua figlia.
Li aveva fatti nascere Cicì e Cocò. Al Barabbà lo aveva visitato il giorno prima, invece, perché come tutti i marinai aveva la sifilide.

Nessuno l'ha mai più visto da quella sera. Nessuno sa dove sia finito il dottore. Probabilmente non si riprese più. Gli ultimi che lo videro, pochi giorni dopo, aggirarsi per la spiaggia con le onde alte, furono dei bambini che litigavano per chi doveva star sotto a nascondino. Il dottore li aveva visti bisticciare. Si era avvicinato. Sembrava malato. Nessuno sa di preciso cosa abbia loro detto. Ma quando se ne andò i bambini avevano raggiunto un accordo. E da allora si ripetono l'un l'altro, quando giocano, la stessa cantilena.

Al Barabbà, Cicì e Cocò.
Tre civette sul comò.
Che facevano l'amore con la figlia del dottore.
Il dottore si ammalò...

[zop]


Quale altra etimologia potrebbe avere, del resto, questa strana conta?


postato da zop | 11:02 | commenti (48)


lunedì, 27 marzo 2006
 

Bitibibipà-bitibibipà

Bitibibipà-bitibibipà.
- Un messaggino! E' il tuo?
- No credevo fosse il tuo.
- Accidenti è il suo! Ha dimenticato a casa il cellulare! Forse faccio in tempo a chiamarlo dalla finestra: tesorooo!
Tesorooo! Il cellulare! Hai lasciato il cell...
- Troppo tardi. Se n'è andato, non ti sente.
- Oh be', peggio per lui. Se ne accorgerà e tornerà indietro a prenderselo.
Disse la donna all'amica continuando a conversare davanti a una tazza di caffé e biscotti al cioccolato.

Bitibibipà-bitibibipà.
- Un altro sms!
- Già.
- Non sei curiosa? Io al tuo posto guarderei chi glieli manda.
- Ma dai...

Bitibibipà-bitibibipà.
- Ancora? Come è ricercato il tuo lui, oggi.
L'altra non disse nulla e continuò imperterrita il suo blabla. Ma al successivo Bitibibipà-bitibibipà, pochi istanti dopo, il
suo sorriso si fece forzato.
Bitibibipà-bitibibipà.
- Però... Non è strano che gli arrivino tutti questi messaggini? Rigirò il dito nella piaga l'amica.
- Boh... proferì l'altra. Forse...
Ma un nuovo Bitibibipà-bitibibipà la interruppe.
- Io se fossi al tuo posto, darei una sbirciatina a quel telefonino.
- No, senti, io queste cose non le faccio. E poi tra noi c'è fiducia. Se lo facessi...
Bitibibipà-bitibibipà.
L'amica si limitò a sorridere senza aggiunger verbo.
- Non mi guardare a quel modo.
- Ma scusa in fondo lo conosci da poco... Magari scopri che...
Bitibibipà-bitibibipà.
- Magari, Magari... Non lo sai che una gran quantità di matrimoni finiscono a causa dgli sms?
- Ma non è strano che ne arrivino così tanti? La donna fu interrotta da un nuovo Bitibibipà-bitibibipà.
- OK mi hai convinta. Leggiamo questi messaggini...
Disse. Poi allungò la mano verso il cellulare fece per afferrarlo ma questo vibrò per l'ennesima volta: Bitibibipà-bitibibipà. Entrambe 
si lanciarono avide su quei messaggini in preda a al sospetto, alla curiosità e alla gelosia (quest'ultimo sentimento riguardava solo una delle due):


[Mitt. Triana]: Giunto nello studio televisivo l'ispettore si grattò la testa: tra tanti morti di noia, quel morto dalle risate non poteva che essere un depistaggio.

[Mitt. Triana]: Aprì il portello e rabbrividì. Lo spettacolo era agghiacciante: pezzi di corpi lividi mezzi sepolti dalla neve. Era proprio ora di sbrinare.

[Mitt. Triana]: Uxoricidio per l'anniversario. Voleva la festa e lui gliel'aveva fatta.

[Mitt. Triana]:
Omicidio in diretta (monovocalico)
- Tup tup!
- ......
- Bum Bum BUM!
- Cu fu?
- Cucù !!!
- Tu?
- Pum pum!
- Ugh, urc..Uh ! Tum.
- Brum brum.brum brum....Vuum Vuum Vuuuum!!

[Mitt. Namasté]: Uccise l'uomo ombra e l'assolsero per non aver commesso il fatto.

[Mitt. Namasté]:
Aveva uno sguardo acuto e penetrante: lanciò un'occhiata a sua moglie e la poveretta morì sul colpo.

[Mitt. Namasté]: La Storia non stava in piedi: per forza, la Geografia le aveva mollato un colpo basso.


[Mitt: akio]: L'amante della moglie del barbiere venne sgozzato con un rasoio. Tutti, in paese, si fecero crescere la barba. 

[Mitt: akio]: Il goloso annegò il pasticcere nel barile del rhum perché aveva aumentato il prezzo dei babà.

[Mitt: akio]: Lo uccisero spingendolo nella buca del suggeritore perché da loro pretendeva più realismo. Adesso sì che erano sei personaggi in cerca d'autore. 

[Mitt: akio]: Cadde sotto i colpi avvelenati sparati con la cerbottana dall'amico d'infanzia. Dopo quarant'anni rivoleva le sue bilie colorate. 
 
[Mitt: akio]: L'edicolante finì nei necrologi travolto dalla catasta di allegati invenduti dei quotidiani.

[Mitt: akio]: La macchina del videonoleggio lo inghiottì perché aveva riconsegnato il DVD con un giorno di ritardo.

[Mitt: akio]: Il tuffatore non vinceva mai. Spinse l'allenatore dalla piattaforma nella piscina vuota. Una fine dura; come gli inutili allenamenti che gli faceva fare.

[Mitt: akio]: La modella uccise il pittore conficcandogli il suo pennello preferito in gola. Non l'avrebbe più ritratta di schiena.
[Mitt: akio]:
L'allenatore tirò il collo al proprio portiere dopo l'ennesima papera. Credeva avesse preso l'influenza aviaria.

[Mitt: akio]:
L'orchestra non lo seguiva e il direttore la fece sparire con un colpo di bacchetta. Nel tempo libero s'interessava di magia.

[Mitt: akio]: 
I tarli di un vecchio armadio divorarono il restauratore. Anche loro possedevano l'istinto di conservazione.



Fu a quel punto che, all'improvviso, il proprietario di quel cellulare irruppe nella stanza e trovò le due donne intente a spiare i suoi sms. Non poté fare altro che ucciderle, naturalmente.




PS
Ancora grazie a tutti i prolifici generatori di gialli da sms (max 160 caratteri)


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lunedì, 20 marzo 2006
 

L'autore e la lettrice


L'autore penetrò nella casa furtivo come un killer. Percorse silenzioso il lungo corridoio che conduceva alla camera dove dormiva la lettrice ignara. Si fermò dinnanzi al letto. Senza svegliarla. Mentre la guardava estrasse la pistola e la armò.
Il clic svegliò la lettrice all'improvviso. La sagoma dell'autore le apparve nella luce della luna che filtrava dalla finestra. Con il cuore in gola la donna lesse le prime tre righe di questo racconto. Poche righe che lasciavano presagire inequivocabilmente come sarebbe finito. Da esperta lettrice comprese al volo che l'unico modo di salvarsi sarebbe stato quello di interpretare la storia in modo differente da come quell'autore la stava scrivendo. Ogni lettore legge una stessa storia in modo differente. Ogni lettore legge la sua storia. Questo lo sapevano entrambi. Come se si trattasse di un refuso, la lettrice, arrivata alla quarta riga lesse amò, invece che aRmò.

L'autore si ritrovò a letto con lei, aggrappato al suo corpo in un amplesso. Cercò di svincolarsi ma la lettrice si era avvinghiata a lui con tutte le sue forze. L'autore non riuscì a trattenere un grido di rabbia. Per l'ennesima volta quello che scriveva veniva interpretato dal lettore, in questo caso lettrice, in modo diverso dai suoi intenti. Si trovava davanti all'ennesima lettrice che avrebbe stravolto il senso delle sue parole. Per questo voleva ucciderla, del resto. Per il senso. Ma la lettrice non mollava. Con astuzia lesse seSso invece che seNso. L'autore si trovò a desiderare di ucciderla per il sesso. E ora il gioco lo conduceva lei. Guardandolo con perfidia la donna allungò la mano sul suo sesso e lo afferrò. Poi, come fosse dislessica, lesse sAsso invece di sEsso. L'autore si ritirasse mentre lei lanciava quella pietra con tutte le sue forze contro la sua testa. Lo mancò di un soffio. Il sasso mandò in frantumi il vetro della finestra. Senza perdersi d'animo la lettrice lesse festa al posto di testa. E quel sasso cadde nella piazza là fuori, nel bel mezzo della festa del paese. Colpì in pieno il direttore della banda. Ferendolo.
La musica si stoppò. I balli si interruppero e tutti si accalcarono sotto quella finestra. Una folla inferocita si radunò su per l'androne del palazzo e salì lungo le scale. In pochi istanti sarebbero arrivati lassù.
La donna rideva. L'autore, vedendo che non controllava più la situazione del proprio scritto si diede alla fuga. Ma la donna lesse figa.
E lui si trovò di nuovo a letto con lei, compiaciuta di quella situazione e di questa storia, ora che la aveva un po' aggiustata.
Fuori bussavano alla porta. La lettrice in estasi guardava l'autore negli occhi mentre sentiva bussare. Lesse russare. E l'autore si ritrovò accanto a lei profondamente addormentato, dopo aver fatto l'amore.
Lei si precipitò alla porta ancora svestita. La aprì e disse di essere stata violentata.
Lo strepitio della folla che avrebbe voluto linciarlo svegliò l'autore appena in tempo. Aprì gli occhi di soprassalto e si appigliò a un finale, banale e scontato. Era stato tutto un sogno. L'autore si ritrovò nel letto di casa sua. Salvo per un pelo.
Ancora una volta la sua storia era stata stravolta dalla lettrice.
Ma con la prossima storia, la prossima volta, l'avrebbe finalmente uccisa!

[zop]

QUADRO: Federico Faruffini (Sesto San Giovanni, Milano, 1833 - Perugia, 1869) La lettrice, 1864-65 ca Olio su tela, 40,5x59 cm Milano, Civica Galleria D'Arte Moderna, inv. 211

 

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lunedì, 13 marzo 2006
 

Il cane verde
(foto "trovata in giro" da Emmeline)

- "Un cane verde?"
La voce del veterinario tremulò incredula e sbalordita davanti a quella strana bestia accucciata nella sala d'aspetto del suo studio.
- "In tanti anni di professione, non avevo mai visto nulla di simile! Come è possibile?" Bofonchiò l'uomo in camice.
Subito dopo si guardò intorno. Non c'era nessuno.
- "Di chi è questo cane?" Gridò ad alta voce rigirandosi nel vuoto.
- "Sono venuto da solo." Gli rispose il cane in modo educato.
- "Santo cielo!" Furono le uniche parole che il veterinario riuscì a proferire prima di sprofondare pallido su una sedia.
- "E come mai sei verde? Di che razza sei?"
Provò a domandare quando la voce gli ritornò.
- "Lasci perdere le questioni cromatiche, per cortesia, sono qui perché ho un insopportabile mal di gola. E' molto rossa!"
Il veterinario prese a squadrarlo.
- "Non capisco di che razza sei... sembreresti un incrocio tra un golden retriever e un lupo, se non fosse per le orecchie da dobermann, il pelo da barboncino, l'espressione da pitbull e... quel verde rammarro! E' uno scherzo vero? Qualcuno mi sta facendo uno scherzo!"
- "Ho poca voglia di scherzare, mi creda. E la mia genealogia è poco importante, so bene di non essere un cane col pedegree!"
Precisò la bestiola con voce rauca e affaticata.
- "E poi è una storia lunga. Ma il punto urgente, adesso, è che ho un bruciore alla gola persistente e faccio molta fatica a parlare! Ho bisogno di qualcosa per lenire questa raucedine."
- "Sei una caso unico al mondo te ne rendi conto? E' impossibile che ci sia una cane verde. Nessun mammifero, non si sa bene perché, sfoggia una livrea verde, te ne rendi conto?"
- "Capisco. E non vorrei sembrarle eccessivamente insistente. Però io son qui per altri problemi, come le dicevo."
- "Ma questa è una scoperta strepitosa! Ti devo fare tutte le analisi del caso... pubblicherò una pubblicazione in proposito!"
- "Senta, la ringrazio, ma non sono interessato a finire né in un laboratorio di sperimentazione veterinaria né in qualche baraccone da circo. Tenga. Qui ci sono 100 euro. Mi visiti e mi dia qualcosa per il mal di gola."
- "Ma tu non capisci! Non ti stai rendendo conto della situazione. Sei un esemplare unico al mondo! Una scoperta inedita che rivoluzionerà tutte le attuali conoscenze canine e biologiche!"
- "Io l'ho pagata in anticipo! E ho diritto a essere visitato e avere la mia cura. Non mi interessano le sue scoperte. Sto molto male... e non vorrei vedermi costretto a morderla!"
- "Non muoverti! Torno subito! Il tempo di prendere la macchina fotografica e di scattarti qualche foto. Altrimenti non crederanno mai alla storia di un cane verde..."
- "Fanculo!" Disse il cane.
Quelle furono le ultime parole che proferì.

Quando il veterinario tornò il cane verde era scomparso. Fuori pioveva e tirava un vento tagliente. L'animale rasentava i muri delle case tossendo sotto l'acqua scrosciante. La tintura che ricopriva il suo pelo colava al suolo strisce intense di verdognolo. Quando fu a casa aveva ormai riacquistato il suo colore vero. Marroncino cane. Il mal di gola, invece, si era aggravato. La malattia gli compromise irrimediabilmente l'uso delle corde vocali.
Da quel giorno il povero cane rimase muto. Per sempre.
E da quel giorno quel cane di veterinario si aggira per la città senza darsi pace, sperando invano di ritrovare il suo cane verde.  


PS
Il cane muto, che oggi si cura con l'omeopatia, da qualche anno redige un blog di successo, sotto un noto pseudonimo, che non ci è dato di rivelare.


[zop]

postato da zop | 10:21 | commenti (50)


venerdì, 10 marzo 2006
 

 

 

postato da zop | 13:52 | commenti (29)


lunedì, 06 marzo 2006
 


- fingi di niente...
- che c’è?
- ti ho detto di fingere di niente!
- (fingendo di niente) che c’è?
- qualcuno ha appena cominciato a leggerci!
- ora?
-  sì ora! si è appena connesso allo zopblog e sta leggendo questo post!
- ne sei sicuro?
- sì, ti dico.
- come lo sai?
- sto tenendo d’occhio il contatore degli accessi.
- e allora che facciamo adesso?
- raccontiamogli qualcosa! prima che se ne vada!
- accidenti... ce ne stavamo così bene a chiacchierare dei fatti nostri! che cosa gli raccontiamo adesso?
- sta calmo! dobbiamo fingere di nulla e continuare tranquillamente come se niente fosse! il lettore che è arrivato a leggere sino a qui si aspetta che questo dialogo continui, a questo punto.
- sì ma adesso che sappiamo di essere letti non siamo più naturali! ma poi come lo sai che è un lettore, scusa? magari è una lettrice.
- il lettore in senso lato, cretino!
- il contatore degli accessi non ti sa dire il sesso?
- no. almeno nella versione gratuita.
- sì ma se fosse una lettrice, per esempio, potremmo calibrare la storia in modo differente non credi?
- senti continuiamo con qualcosa che vada bene per tutti.
- sei il solito generalista! a voler piacere a tutti si finisce per non piacere a nessuno!
- come vuoi! allora facciamo così: tu lo intrattieni e io faccio una capatina nel sistema di statistiche per vedere se è arrivato deliberatamente o se si è aggrappato a un link in giro per la rete. contento? e se è arrivato con google ti posso dire persino la parole chiave che l’ha spinto sin qui e a quel punto è facile intrattenerlo!
- nonnò! sei scemo? dove vai? mi vuoi lasciare qui da solo? che gli dico?
- fa un monologo, vedi tu. io arrivo subito.
- non lo so il monologo! non lo so il monologo! era un dialogo questo! non fare lo stronzo! non andare...

se n’è andato. che faccio adesso?
sudo.
sto sudando...
devo essere professionale.
adesso ne invento una delle mie e mi esibisco in un monologo di quelli che quando lo stronzo torna si mangia le unghie per non esserci stato!
vediamo...
potrei raccontare...
non mi viene in mente niente. oddio! il lettore mi sta leggendo e io son qui come un baccalà e non faccio nulla! che figura di merda!
scommetto che adesso se ne va. se non se n’è già andato.
già me lo vedo, lo stronzo, tornare con i suoi dati e la sua storia ad hoc: “è arrivato da un link dadista!” oppure: “è arrivato cercando la stringa ‘alfred + jarry + patafisica’ vai con l’ubu blog, presto!”  e invece io... intanto l’ho fatto andare via!
così ci toccherà star qui fino a chissà quando. aspettando il prossimo!
per ricominciare daccapo con questa figura di merda! questo non lo posso sopportare, nonnò.
e poi io non ce la faccio più con questa vita. sono un tipo riservato, io. non ce la faccio a stare sempre sotto i riflettori. mi dà fastidio che il lettore curiosi nella mie cose e frughi nella mia vita. sono stufo di fingere e di recitare...
io lo mando via questo lettore.
quando lo stronzo torna gli dico che ci ha messo troppo tempo. gli invento che nel frattempo ho fatto l’amleto, che il lettore si è divertito, ha ringraziato e se n’è andato contento. e la finiamo qua.
sissì, farò così! e potremo continuare a parlare dei fatti nostri in pace, lo stronzo e io.
va via lettore!
via!
sciò!

...senti, mi spiace davvero che sei venuto fino a qui per niente... ti chiedo scusa se hai letto sino a qui e non avevo nulla da dirti...
ma mi devi capire. mettiti nei miei panni! vorrei vedere te...
vero che mi capisci lettore?
via!
sciò!

FINE

PS
ma eri un lettore o una lettrice poi?

[zop]

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giovedì, 02 marzo 2006
 

IL DIZIONARIO FELLINIANO

 
Premessa
E' possibile misurare l'importanza di un artista dalle tracce che ha lasciato di sé nella lingua e nel dizionario? Non sto parlando dei tormentoni televisivi che poi vengono ripetuti e imitati da tutti nel tam tam orale della vita quotidiana... dalle battute di Zelig a quelle delle pubblicità più in voga. Sto parlando della lingua italiana, della lingua scritta, dei dizionari.
Ho provato ad applicare questo insolito approccio a un personaggio come Federico Fellini (1920-1993).
Avendo la fortuna di lavorare sulla scrittura e sulla lingua italiana utilizzando strumenti informatici, che se si sanno usare con astuzia e consapevolezza consentono analisi linguistiche potentissime, ho provato a cercare "
fellini" nel Devoto Oli in versione elettronica [il primo completo dizionario della lingua italiana in cd-rom messo sul mercato, realizzato nel 1993 e da me curato].
In un dizionario cartaceo non troveremmo mai "fellini", visto che non è un lemma. Grazie al computer, invece, attraversando in modo trasversale un dizionario virtuale - slegato dalla materia - e cercando la parola anche all'interno delle definizioni, escono magicamente 6 parole la cui etimologia o il cui uso deriva dall'opera del grande maestro del cinema. A questo punto non resta che misurarne le occorrenze all'interno di banche dati giornalistiche quali quelle dell'ANSA, per verificare che effettivamente vengano impiegate con una certa frequenza. Il risultato è molto interessante: senza gli strumenti digitali un pezzo come questo sarebbe potuto uscire soltanto dalla testa di un rinomato linguista o di un esperto cinematografico di alto livello. Invece, grazie alla tecnologia, l'estrazione e la reperibilità delle informazioni è sistematica e accessibile a tutti.
E questa considerazione è molto più importante dei risultati che di seguito riporto, credo.

Felliniano, è già un aggettivo indicativo. Ma questo termine non si trova soltanto nell'accezione, banale, di seguace o ammiratore di Fellini. Felliniano indica un preciso e inconfondibile stile, un modo di dipingere e di caricaturare delle persone. Felliniana è l'atmosfera che caratterizza la poetica peculiare del regista, che si respira in tutti i suoi film e che si può adoperare per descrivere una scena assurda, esagerata o finta, come una situazione fellinana o una festa felliniana, per esempio. Oppure un personaggio felliniano, con le sue precise connotazioni caricaturali o ridicole; o ancora una donna dalle rotondità felliniane, espressione che evoca immediatamente le forme di Anita Ekberg in La dolce vita o ne "Le tentazioni del dottor Antonio", o ancora quelle ancor più esagerate della tabaccaia di Amarcord

Amarcord, girato da Fellini nel 1973, è una sentita rievocazione dei ricordi della propria infanzia a Rimini. Ed ecco un’altra parola che è entrata nella lingua italiana in seguito al successo di un film. Amarcord è una voce dialettale romagnola che letteralmente significa "mi ricordo". In seguito al grande successo della pellicola, questo termine è uscito poco a poco dal suo contesto regionale. Così "amarcord" è diventato sinonimo di ricordo carico di nostalgia, di rievocazione nostalgica del passato, di riflessione su "come eravamo".

Una sorte analoga aveva avuto anche il termine vitellone che non è stato di certo coniato da Fellini, ma proprio grazie al successo della pellicola I vitelloni (1953) è divenuto popolare e si è diffuso per indicare il personaggio del giovane provinciale, incapace di emergere come vorrebbe dalla propria mediocrità e, proprio per questo, ozioso e pigro, come appunto i giovani sfaccendati descritti nel film.

E, a proposito di modi di vivere, anche la locuzione dolce vita, è entrata nella lingua italiana, spesso associata a comportamenti licenziosi e corrotti, con il significato suggerito dall’omonimo film del 1959, nel quale il regista descrive la vita vuota e finta di una élite di personaggi che per sfuggire alla mancanza di scopi e di valori insegue una serie di forti emozioni.

Ma non tutti sanno che da questo film nasce anche la parola dolcevita. Molti dei personaggi, infatti, indossavano il caratteristico maglione a collo alto e aderente che può essere rovesciato. Così, nel linguaggio della moda, dolcevita (o dolce vita) è diventato il termine per indicare questo tipo di indumento.

Infine, un altro neologismo che con fortuna è uscito da questo film per entrare a far parte dei vocaboli della lingua italiana è il termine paparazzo. Originariamente era il nome di un personaggio de La dolce vita (interpretato da Walter Santesso) di professione fotografo scandalistico. Questo nome, che risuona risibile e spregevole nello stesso tempo e che non sappiamo se sia scaturito dalla fantasia di Fellini o semplicemente sia una distorsione di qualche voce preesistente, per antonomasia è entrato nella lingua italiana usato per lo più per designare un fotografo indiscreto e senza scrupoli, che si apposta furbescamente nella speranza di strappare a un vip qualche foto compromettente. Negli articoli di cronaca si ritrova di frequente. 


[zop]



postato da zop | 15:36 | commenti (20)