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ZOP BLOG
NON SOLO ESERCIZI DI
STILE!
Gli esperimenti di un extraterrestre finito non si sa come sulla Terra...
INDICE RAGIONATO & INTERATTIVO
ISTRUZIONI:
Leggi
qui di seguito (lungo la striscia gialla) per ripercorrere la nostra
storia e scoprire i nostri giochi e le regole per partecipare
CHI
SIAMO:
BLOG/OPIFICIO DI SPERIMENTAZIONE
LETTERARIA CHE HA SCELTO IL WEB COME SUO TERRENO DI ESPRESSIONE!
Nato nel 2002, questo è stato il primo BLOG dedicato ai giochi
narrativi e alle scritture collettive. Oggi vanta innumerevoli tentativi
di imitazione ma non diffidatene! Il nostro obiettivo era quello di dar
vita a un GENERE!
CONTATTI:
zoppaz @ yahoo.it
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COMMENTI RECENTI
cptuncino in 7 è bellouno?... MrsGodoor in La daltonia dei sap... Jonecy in Ti odiamerò f... ElisinoB in PERDUTI NEI LIBRIdi ... ElisinoB in 7 è bellouno?... bortula in Ti odiamerò f... DimensioneX in 7 è bellouno?... Bierreuno in 7 è bellouno?... utente anonimo in 7 è bellouno?... veneredischiena in 7 è bellouno?...
I
LIBRI SCATURITI
DA QUESTO BLOG:
2006

2003
E
nel 2004
un libro che qui si può continuare
Clicca per saperne di più e per SCARICARE
GRATUITAMENTE UN CAPITOLO!
PREMI:
Questo blog è arrivato secondo al concorso
SCRITTURA MUTANTE
2003

www.trovarsinrete.org
SALONE DEL LIBRO DI TORINO
16 maggio 2003
COSA ABBIAMO
PRODOTTO
IN QUESTI ANNI:
IL
MANIFESTO DADISTA di avanguardia letteraria digitale
Componimenti e racconti
dadisti:
- Melina e
Alfredo: un racconto da giocare a dadi (di zop e vipensiero)
- Quattro
e tre sette (di zop)
-
Un
dado di due (CioccolatoAmaro)
- Il
gioco dell'oca (CioccolatoAmaro)
- Vita
da dado (Senzaqualità)
- L'incanto
di pag. 49 (Letturalenta)
- La
dadomante (Certepiccolemanie)
- Tirando
il dado (Triana)
- POESIE IN
MOVIMENTO 1
- POESIE
IN MOVIMENTO 2
- Parafrasando
Tristan Tzara (Blogelis)
- La
cintura di Fibbionacci (di Matteo)
RACCONTI BREVI
° Cos'è:
Racconti molto brevi pensati per
una lettura a monitor.
- Come sono
diventato un blog
- I
fratelli Lumierikòs da Siracusa (zop)
- (...)bcdefghilmenopqrstuvz
(zop)
- Quattromenounquarto
(zop)
- Piccole
bugie (zop)
- Esistono
gli extraterrestri? (zop)
- L'ultimo
ricordo (Mucio)
- L'uomo
è misura di tutte le cose (zop)
- Il cane di
Pavlov e il Tacchino di Russell (zop)
-
Strano ma vero ( zop)
-
Le avventure dell'uomo inscrivibile (zop)
- Dentro o
fuori? (zop)
-
Ho perso il sonno 1
(di
Francesca Mazzucato)
- Ho perso il sonno 2
(di zop)
- Giò
e Leo (zop)
- Il grande
ciliegio ( di Flounder)
-
La botte piena e la moglie ubriaca (zop)
-
Pimpinella
corre corre (zop)
- Cosa
mangia un blogger (zop)
- Smaltimento
malocchi (zop)
- Le
voci della città (di zop)
- Il
foglio bianco (di zop)
- Estetica
statistica (di zop)
- Il
fischio (di zop)
- Discorsi
da bar (di zop)
- La
moneta che amava Rogerio (di Francesca Petilli)
- L'origine delle cose (Fracesca Petilli)
- Sto
da
cane (zop)
- 14
luglio 1789 (di zop)
- Ultima
pagina (Francesco de Girolamo)
- Settimo
piano (zop)
- Traumi
infantili (zop)
RACCONTI & MUSICA (ispirati
a canzoni o intrecciati con la musica)
- Sei
fuori Jack (di emanreiv)
- Samarcanda
(di zop)
- L'Armando,
l'arma e l'amante (di zop)
- Il
piano cocktail (da Boris Vian:La schiuma
dei giorni)
RACCONTI ROUSSELIANI
° Cos'è: Una
raccolta di piccoli racconti ispirati al metodo quasicombinatorio di un
autore d'avanguardia semisconosciuto: Raymond Roussel. Se vuoi
cimentarti anche tu... LEGGI, SCRIVI e MANDA!
INDICE:
1 - Chi era
Raymond ROUSSEL
(Il
metodo di Raymond
ROUSSEL)
2- Il capo
di lana è steso al sole (Zop)
3- E' morta
Della! (Blaue)
4 - Chiedici
la luna (Dr. Dam)
5 - Esca
quando ci sentiamo (Zop)
6 - Piego la
sposa (Ironico)
RACCONTI
CIRCOLARI
° Cos'è: Esperimenti
di narrazione polivalente e circolare.
1) Dimmi
il tuo incipit e ti dirò chi sei (zop)
2) La
nascita dell'uomo collettivo (zop)
3) La battaglia navale:
racconto da giocare! (zop)
4) Sogni (zop)
5) Il
sogno ricorrente (zop)
6) UN
FUMETTO COMBINATORIO (zop)
7) Racconto
MUTANTE
8) Le teste
( di Elena del Fabbro e Zop)
9) Saturazioni
(di zop)
10)
La storia (di zop)
11) Vita
da moka (fumetto by zop)
12) Spirali
(zop)
MINIGIALLI
& MICROGIALLI
° Cos'è: Nato
da una proposta di Nando di Forlì, è una raccolta
di gialli scritti nel
modo più sintetico possibile (senza rinunciare tuttavia a
colpevole,
vittima, arma e movente). E' possibile partecipare con un racconto di
una pagina oppure con una versione "atomica" che possa essere inviata
con un sms.
INDICE MINIGIALLI:
- La
bocca della verità (Nando)
-
Separati in casa (Nando)
- L'ultimo
scaffale (Nando)
- Il professionista (Nando)
-
L'uomo di parola (zop)
- Il
racconto killer (zop)
- L'assassino
è il maggiordomo (zop)
- Metagiallio
(e metà no) (zop)
- Il rosso e il noir: chi è l'assassino? (zop)
-
Tira le tende (Bleusouris)
- Fantagiallo
(zop)
- La
pagina 125 (F. Arrasich)
- Giallo
filosofico (zop)
- A Natale
tutti più buoni (Nando)
- Forza di
gravità (F. Arrasich)
- Non fare
mai agli altri (zop)
- Non
guardare mai altri... (Pois)
-
Golden (Manginobrioches)
- Gelo (Farolit)
- Delicatessen
(zop)
- Identificazione
e suggestione (zop)
- Il
serial killer editoriale (zop)
- Omicidio
brutale (zop)
- L'assassino
in erba (zop)
- Ultimo
minuto (Nando)
- Negazioni
(Certepiccolemanie)
-
Le indagini del detective Maupertuis e del suo fido cane (zop)
-
Appuntamento col serial killer (zop)
- Giallo
poetico (di Gianluca)
- Il
serial killer del CICAP (zop)
MICROGIALLI da
SMS:
- Senza
titolo (di Herzog)
- Senza
titolo di (Penzogi)
- Senza
titolo (di Sphera)
-
Senza titolo (di A. G. Pinketts)
- Senza titolo (di Salto del canale)
-
Senza titolo (di Matisse)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di zop)
- Senza titolo (di Diario di bordo)
-
Senza titolo (di Disintegrato)
- Senza titolo (di Fradiavolo)
- Senza titolo (di Ghana)
- Senza titolo (di Ttulipani)
-
Senza titolo (di Giulio Mozzi)
- Senza titolo (di Zu)
- Senza titolo (di zop)
- Senza titolo (di Herzog)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di Disentgrato)
- Senza titolo (di Mucio)
- Senza titolo (di Piazzagreco)
- L'omicidio
più antico (Aitan e zop)
- Reo
confesso (di Aitan)
- Giallini
de il Gobb
-
Giallini diabolici
- Senza
titolo (di zop)
- Giallino
metaomicida (Luca Confusione)
- Senza
titolo (di zop)
- Sconfessioni
(di Luca Confusione)
- Libero
mercato (di Luca Confusione)
-
Senza
titolo (di UnaStranStrega)
UBU
BLOG di Alfred Jarry
° Cos'è:
Un inedito di Alfred Jarry, padre della PATAFISICA, che mi è apparso in sogno e mi ha dettato
l'ultima parte della saga di UBU RE!
Dramma
in 4 post
° Scena prima [Ubu apre un blog e diventa una
blogstar]
° Scena
seconda [Ubu lancia un virusprogramma che cambia le parole
dei blog delle blogstar]
° Scena
terza [Ubu al gran blograduno]
° Scena
quarta [Ubu in fuga]
LA DONNA SUB:
°
Cos'è: Esperimento di un NUOVO format
per racconti
labirintici e collettivi ispirato a Italo Calvino. Per leggerlo o continuarlo (è lo
stesso) è archiviato qui.

RADIOBLOG:
°
Cos'è: Improvvisazioni di
scrittura e di lettura tra radio e
blog, in collaborazione con
RAI radio3. Andato in onda in due puntate nel
settembre 2003 tutto si può oggi leggere e
ascoltare qui
ESERCIZI DI STILE BLOG:
° Cos'è: Il rifacimento internettiano e
collettivo del capolavoro di R. Queneau con centinaia di esercizi
giunti dal popolo della rete.
Se vuoi partecipare con il tuo contributo: tutto
inziò qui
ed è archiviato qui
Manifesto
PATAmediale per una nuova narrativa digitale:
° Cos'è: E' il
tentativo di individuare e raccogliere dei precedenti letterari
pre-elettronici che possano servire oggi da guida per inventare una
nuova forma di narrazione che utilizzi il web come suo terreno
espressivo. Se vuoi ampliare, segnalare o recensire autori,
avanguardie, poetiche o esperimenti che si potrebbero oggi sviluppare
in modo nuovo, mandaci il tuo contributo!
INDICE:
§ - Calvino e
il web
§ - Scrittura
collaborativa
§ - Letteratura
interATTIVA
§ - Generatori
automatici di parole
§ - Jarry e la
Patafisica
§ - Avanguardie,
Futuristi, Cinetici
§ - UNA
TESI DI LAUREA CHE PARLA DI NOI!
§ -
Roberto Busa pioniere dell'ipertesto
§ -
Gulliver di Swift
§ - Carroll
e Alice (che meraviglia...)
PataRecensioni
e
Fantasmi Letterari:
°
Cos'è: Una
raccolta di recensioni di libri, mostre, autori del passato... con un
taglio spiritoso e divertente ma senza rinunciare al rigore! Racconti
in prima persona, fantasmi che appaiono e raccontano la propria
vita...
INDICE:
§ - Blog,
post e ante litteram
§ - Enrico Baj
§ - Libri
d'artista
§ - Alberto
Manzi
§ - PseudoCalvino:
un'inedita Cosmicomica
§ - L'invasione
degli ultracorpi interattivi
§ - Rayuela
di Cortàzar
§ - La
storia della QWERTY
§ - Animalcolisti
spermatici anonimi
§ - Lo zio
Fester e Majakowski
§ - Raymond
ROUSSEL
§ - Boris
Vian
§ - Viaggio
d'inverno/Viaggio d'inferno
§ - Intervista impossibile a
Giorgio Manganelli
§
- La sfida di Max Aub
I
fantasmi letterari e il dietro le quinte di Laura Immaginaria
°
Cos'è:
La storia ironica e metaforica di come ho
scritto un libro. Dai fantasmi letterari (o i riferimenti culturali?) a
cui mi sono ispirato e che me l'hanno in qualche modo dettato, alle
peripezie per trovare un editore che lo pubblicasse...
INDICE:
- Parti 1, 2
e 3
- 4°
Parte
- 5°
Parte
- 6°
Parte
- 7°
Parte
- 8°
Parte
- 9°
Parte
- 10°
Parte
- 11°
Parte
- 12°
Parte
- 13°
Parte
- 14°
Parte
COSA
ASPETTI? PARTECIPA! MANDACI I TUOI CONTRIBUTI!
ENTRA A FAR PARTE DELL'OPIFICIO!
citofon@mi
zzZZzz
ZAPOTEK
intervista ZOP
un
emmepitré da scaricare
RINGRAZIO TUTTI QUANTI HANNO PARTECIPATO A
QUESTO BLOG, E IN PARTICOLARE:
Esercizi di Stile:
(in ordine di apparizione)
1) Personalità
confusa
(4,13,41,54)
2) Antonella
mamma felice (7)
3) UnSentireEnorme (9,18,22)
4) MG (15,62)
5) Zu (21,293)
6) Analize (23,33)
7) Zoeee (25,29,171)
8) Swe (26,35,43)
9) Dona (28)
10) Leonard0
(30)
11) Frammento
(31,45,70,111,173,182)
12) Mim*mina (32)
13) Giornale di cantiere (34)
14) TocWebLog
(37)
15) Crl_Alt_Canc (38)
16) Trilly (39)
17) Zizzi
(40,83,135)
18) Mu
(42,57,85,143)
19) La
Pizia (44)
20) Palomar
(46)
21) Uiallallà!
(47,68,86,248)
22) Michele (48,55,81,
104,141,145,148)
23) Butterfly
(56)
24) Skip
intro (60,74)
25) Spiritum
(53,64)
26) EnzØ:
POLAROID (67)
27) :Deliuz (75)
28) Janex
(78,149)
29) Blogging Sil (79,87)
30) Rafael:subtle
(89)
31) il
Griso (90)
32) Gus
(94,101,110,120,131,
134,140.154,169, 193,206,213,
240,249,255)
33) Billie
Joe (102,124,142,174,207,
240)
34) MacUbu (103)
35) Uzi:
Scopriamo l’acqua calda
(106)
36) Miki (107)
37) Lo scopriremo solo vivendo
(109)
38) Polena
(113)
39) Patch (116, 129)
40) e-pistole (118, 123)
41) Satine (122)
42) Clutcher (125)
43) Gokachu (126)
44) dora okojie & thesubtler (127)
45) Lella con la stampella (128)
46) John
Sebastian Moran, jr. (133)
47) Convesso
(136)
48) Viewpoint of cat =^.^= (137, 259)
49) Pattinando (138)
50) .mau. (139,144,147,166,
177,211,217,220,233,234,
257,264)
51) elfob (150)
52) delio (151, 156)
53) Horselover_Fat (153)
54) +Lucretia+
(155)
55) marcorosè
gr0ucho3
(157,170,176)
56) Nicola (158)
57) Massimo De
Sanctis (159)
58) damiano
(160,163,201)
59) franc'O'brain" patti (161)
60) mucio (162,168)
61) Tutore (164)
62) amnesia (165)
63) Nando da
Forlì (172,191,279)
64) Marta (175)
65) DemonAngel
(178)
66) Brevi3pidari (179)
67) Massimilano (180)
67) Davide (184)
68) Follia e delirio (185)
69) MoNiZiA (186)
70) Enrico
la talpa (187,188,
198,203,230)
71) Chiaraaa (189)
72) AdRiX (192)
73) NiEnTe (194,196,199)
74) Piergiuliano
Pusceddu (195)
75) Prosperpina
(197,236)
76) Koa (202)
77) Aske (204)
78) Ackab (205)
79) October
(208)
80) Aleph_ (209)
81) Blaue
(210)
82) Si fossi foco (212)
83)
Akaglenn (214,219,221,
223,224)
84) Alexander (215)
85) Klingsor (216)
86) Aelice
(218)
87) Emma (222)
88) Severine
2 (225)
89) La Trota (226)
90) Adeletta
(227)
91) Alincielo (228)
92) Strani pensieri (229,235,243)
93) Kiara Blog (231)
94) Estatevizitti (232)
95) Zagaraulente
(237)
96) emmeline (238,245,251,270)
97) Laura 756 (241)
98) Mukka
Mukkona (242, 277,281)
99) Mònnalisa
(244,254,269,
271,282)
100) Lisa
(246,260,283,300,301)
101) Gianluca Brian (247,252,276,298)
102) Malacarne (250, 262.274,288)
103) Daneel (253,265,268,280,284)
104) 3-feb. (258)
105) Serendip
(261)
106) Mia_Wallace (266)
107) La Rana e il
Principe (267)
108) Rillo
(272)
109) Tristano (273)
110) Bacodaseta (275)
111) Claudio Emme (278)
112) Ironico (285)
113) Thiswas (286)
114) Redsun (287)
115) Jacoposki
(289,291)
116) drdam (290)
117) anonimo (292)
118) C-blog
(294)
119) bordellobordeaux (295,296)
120) prof.
Ulrico (299)
121) MarZa [giunelpoZZo] (302)
122) Manginobrioches
(303)
123) Paolo Miano (304)
124) Invernomuto
(305)
125) Giancarlo
(306)
126) Margherita
Underbreath (307)
127) Newlilith
(308)
128) G-Host
(309)
129) Stefano
bellezza (310)
130) alwaysinprogress
(311)
... Zop (che ha scritto gli altri)
RadioBlog:
prima
puntata 11/09/03
1
-
Giuseppe Genna
2 - Francesca
Mazzucato
3 - Raul
Montanari
4 - William
Nessuno
e gli improvvisatori della
rete:
5 - Pproserpina
6 - kheschifo
7 - karnilla
8 - diogene
9 - MinaMurray
seconda puntata 25/09/03
1 - Giuseppe
Caliceti
2 - Eloisa
[La Pizia] Di Rocco
3 - Giulio
Mozzi
4 - William
Nessuno
e gli
improvvisatori della rete:
5 - .mau.
6 - Mike
del Pallone di Achille
7 - ctrl-alt-canc
8 -
Francesca Mazzucato
9 - Pproserpina
10 - Marco
Rosella
11 - Adayinthelife
12 - Gostein
13 - Elwood


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lunedì, 19 dicembre 2005
APPUNTAMENTO A GENOVA
Un mese fa, il 22 novembre 2005, in modo faceto, pubblicavo il MANIFESTO DADISTA.

A un mese di distanza i componimenti di autori della rete che si definiscono DADISTI e che si ricollegano o ispirano a questo movimento sono decine.
L'appuntamento, questa volta serio, è a GENOVA,
dal 2 al 5 febbraio 2006,
presso IN EDITA per il
PRIMO FESTIVAL DADISTA A LIVELLO NAZIONALE!
Chi volesse partecipare può spedire le proprie opere a zoppaz@yahoo.it specificando chiaramente l'oggetto, il proprio nome ed eventuali link
Durante la manifestazione genovese, inoltre, saranno allestite alcune postazioni ludiche dove poter GIOCARE [o LEGGERE è lo stesso!] componimenti DADISTI come la BATTAGLIA NAVALE, il MELINA E ALFREDO (il racconto da giocare a dadi) e tante altre sorpese.
* Questo post è stato realizzato con la collaborazione di:


e
** Il logo ufficiale del manifesto DADISTA è stato disegnato da Cristina: http://fruscii.splinder.com/
Tutti gli artisti DADISTI sono invitati a partecipare FISICAMENTE o virtualmente per discutere la filosofia del movimento, per confrontarsi e per creare.
Nell'occasione, tutti i pomeriggi:
- Gli allievi della scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova DECLAMERANNO il manifesto DADISTA e leggeranno pubblicamente, tra tutti i componimenti pervenuti, quelli a nostro avviso più in tema con lo spirito del manifesto.
A questo proposito è stata allestita la pagine dei componimenti che si confrontano che verrà aggiornata mano a mano che perverranno altre opere dal popolo della rete: http://www.inedita.org/blogarea/dadismo.htm
giovedì, 15 dicembre 2005
I fratelli Lumierikòs da Siracusa
I fratelli Lumierikòs erano i più bravi vasai di tutta la Magna Grecia. Non i più rinomati, certo. Anche perché non si erano mai spostati da Siracusa, che era un po’ in provincia. Eppure erano i più bravi. La loro specialità era quella di raffigurare le scene omeriche.
Il primogenito si sedeva al tornio, e pedalava. Faceva girare la creta. Quella massa informe si plasmava sotto le sue mani... che era una gioia guardarlo. All'improvviso apparivano dei vasi dalle curve di donna. Come per magia.
Quando un vaso era pronto, veniva messo in forno. E allora veniva il turno del più piccolo. Il pittore. I suoi neri erano così veri... così scuri e lucenti come se ne trovavano difficilmente. Una tecnica tramandata da generazioni unita all’abilità di un artista geniale. Ne uscivano sempre dei capolavori con due, tre e anche fino a quattro figure nella parte centrale. Figure disegnate in posizioni pensate per donare all’osservatore l’idea del movimento. Ornati, ai bordi, da decorazioni miniate perfettamente.
La loro bottega era appena fuori dall’agorà. Un posto ideale e ambito da qualsiasi commerciante. Era poco più di un antro buio perché i prezzi dei locali lì in centro erano alle stelle e più grande non se lo sarebbero potuti permettere. I vasi erano accatastati in poco spazio. Divisi per temi. Un po' troppo addossati, forse. E infatti il vaso con il guerriero in corsa, un giorno era stato urtato, si era rovesciato e si era spezzato in due cocci.
Il fratello più grande lo aveva incollato. Lo aveva appoggiato sul suo tornio e gli aveva passato intorno un mastice di sua invenzione. Poi, senza pensarci, per abitudine, aveva preso a pedalare. E il vaso aveva cominciato a roteare, mentre i bambini si erano radunati attorno schiamazzanti. Su quel vaso che girava così veloce si poteva vedere un guerriero che correva. Per qualche strano effetto ottico. I bambini ne andarono pazzi.
Presto la voce si era sparsa in tutta la città. Frotte di bimbi si radunavano e chiedevano di far girare il vaso. Guardavano il guerriero correre e applaudivano. Il loro entusiasmo faceva confluire tutti i passanti, ad ammirare quello spettacolo.
In questo modo, per caso, i due fratelli avevano capito come fare. Avevano preso a costruire vasi appositamente concepiti per quel gioco. Il gioco del Kinema. Lo chiamavano i bambini. Ma anche gli adulti ne andavano pazzi.
In pochi mesi i due fratelli avevano ormai allestito una vasoteca sempre più fornita. La folla si accalcava davanti alle loro rappresentazioni. A turno cantavano le gesta dell’astuto Odìsseo, come avevano fatto i loro avi, mentre i loro vasi giravano e ne raffiguravano le scene in movimento. A ogni cambio di scena sostituivano il vaso. Come fossero a teatro. Tutta Siracusa si radunava a vedere il Kinema. I più generosi lasciavano qualche soldo per pagare quello spettacolo senza precedenti.
Le rappresentazioni andarono avanti per più di un mese. Continuarono persino durante l’assedio della città da parte dei legionari di Marcello. Il bisogno di evasione dei siracusani anzi, durante l’assedio delle truppe romane sembrava aumentato. La gente voleva dimenticare ed esorcizzare la paura attraverso le gesta mitiche e ataviche degli aedi messe in scena con quel nuovo sistema.
Poi, un giorno la città capitolò. Era esattamente il 212. Ma nessuno ne aveva idea, in quel momento. Cristo sarebbe nato duecentododici anni più tardi.
L’esercitò romano penetrò per i vicoli in un'esplosione di razzie, stupri e omicidi. I due fratelli si erano asserragliati nella loro bottega, e nella via sentivano le strida dei legionari sempre più vicini. Pregavano che gli invasori comprendessero la loro arte innovativa e geniale. E che risparmiassero la loro collezione di vasi, almeno, se non le loro vite.
I soldati si avvicinavano sempre più. Sfondavano in modo sistematico ogni porta che trovavano sul loro passaggio. Tra grida orrende, rumore di botte e fuochi appiccati.
Nella casa a fianco ai Lumerikòs viveva un inventore molto in vista. Un guerriero oltre che uno scienziato. Il suo nome era Archimede. L'eroe che aveva salvato la città in più di un'occasione grazie ai suoi specchi che bruciavano le navi a distanza. Ma che non erano serviti, questa volta.
”Noli tangere” furono le sue ultime parole, urlate in latino al soldato che distruggeva le carte con i suoi teoremi.
Subito dopo anche la porta dei Lumierikòs fu abbattuta. Quattro militari fecero irruzione armati. Li trascinarono in strada. Qualche istante dopo i loro corpi erano riversati a terra accanto a quello di Archimede, mentre il fuoco annientava per sempre la loro bottega e la loro invenzione.
[zop]
Noi vogliamo introdurre il nella scrittura! [Dal manifesto DADIsta]
lunedì, 12 dicembre 2005
ANNUNCIO DI SERVIZIO: oggi dalle 15,30 alle 16,00 su RADIO 2 RAI, alla trasmissione GLI SPOSATATI si parla di MOSTRI e interverrò anche io [se a qualcuno interessa]. Ciò detto, riprendo le trasmissioni sui DADI con:
Variazioni sul DADO [di triana]
dado dado dado dado dado dado dado dado dado dado/d dado dado dado dado dado/da dado dado dado dado dado/dad dado dado dado dado dado/dado dado dado dado dado dado!dado dado dado dado dado dado!dado dado dado dado dado dado!dado dado dado dado dado dado!dado dado dado dado dado dado!dad/ dado dado dado dado dado!da/ dado dado dado dado dado!d/ dado dado dado dado dado!/
TIRANDO IL DADO (Manuale del viandante)
Da dove chi si perda dovrebbe ritornare? Vada dovunque, merda! Dolce sarà l’andare.
E strada dopo strada, dovendo camminare, tiri il dado e che cada dove vuol capitare.
Da dossi e da dorsali discenda dopo l’alba: vada dove c’è l’ombra se il solleone accalda;
dolcemente si stenda d’olmo all’ombra o di pino e una pausa si prenda dotandosi di vino.
Poi tiri il dado e chieda doman qual è il percorso ché l’alea non ti dà dolore né rimorso.
Nel ciel che pria fu tenda dorata il rosso grida d’obliqua luce e benda
d’oblio chi gli si affida.
Domani ancor si vada D’oriente verso il giorno D’adolescente guarda: Dolce sarà il ritorno.
[NB: triana è membra del belblog oulipiano http://fanfanlatoulip.splinder.com/]
venerdì, 09 dicembre 2005
IL DADISMO E' ESPLOSO! Ricevo, pubblico e segnalo:
LA DADOMANTE [di Flounder]
Aveva sparpagliato annunci su tutti i giornali, dalle riviste specializzate e fino a quegli opuscoletti di inserzioni di compravendita che distribuiscono nelle grandi città. A.A.A. Dadomante offre servizio di divinazione accurato a prezzi modici. Astenersi perditempo, Chiamare ore serali al 3476735***. Il primo cliente non attese nemmeno ventiquattr’ore. Lei gli riconobbe al telefono al voce dell’angustia amorosa, ma non di chi sia stato abbandonato dalla consorte. Un’angustia diversa. Come una costrizione, una mancanza di libertà espressiva. Un difetto di erezione, per dirla tutta. Gli dette appuntamento per la mattina seguente, nello studio che aveva allestito all’uopo, in via Quattro Giornate, al numero 57. Per un momento si chiese se una Dadomante dovesse essere abbigliata in modo particolare, forse un drappo sulla testa e orecchini da zingara. Poi si disse che no, che la Dadomanzia era arte divinatoria più raffinata e seria, che non necessitava tali orpelli e fumo negli occhi. Sicché sgomberò la scrivania e vi stese un tovagliato di velluto rosso. E su un lato dispose varie scatole di dadi diverse misure e pesi, ivi incluso un dado rotondo che serviva per certe divinazioni particolari. Quando il cliente arrivò lo accolse con aria severa e a un tempo incoraggiante. Non mi dica. Non mi dica, gli disse, lasci che sia io a indovinare. Lei sente la sua virilità che va perdendosi. Non è così? Il cliente arrossì. Un po’ si vergognava, ma al tempo stesso l’idea che la dadomante avesse già centrato il punto lo rincuorava. Un’ottima premessa per la risoluzione del problema, così pensava. La donna gli passò un grosso dado in avorio. Ogni faccia misurava almeno cinque centimetri per cinque ed i pallini, a guardarli bene da vicino, meglio ancora con una lente d’ingrandimento, rivelavano ognuno una coppia ben intorcinata nell’atto di riprodurre una posizione dl kamasutra o altro testo di erotica istigazione. Lo tiri, lo tiri. Ma prima rievochi con la memoria una situazione che le ha creato disagi e difficoltà. Il cliente si concentrò e tirò il dado. Usci un sei. Arrossì di nuovo, come al timore che la dadomante gli leggesse direttamente nei pensieri. Be’, caro signore, lei è certamente un tipo ambizioso, non v’è dubbio alcuno. Ed è giusto che sia così. L’unica cosa che posso consigliarle è di ridurre le sue pretese e l’ossessione per la quantità. Si lasci andare, si lasci fluire, si scomponga in numeri primi e vedrà, tutto ritornerà a posto. Il cliente non era persuaso. Cioè sì, la dadomante aveva ragione, ma ultimamente il pensiero che lo turbava era un altro. Non sapeva come dirlo. E tra l’altro nell’ansia di addivenire a una soluzione non aveva neppure chiesto la tariffa del consulto e se questo prevedesse uno o più lanci. Ma la dadomante gli venne incontro: non abbia timore a chiedere. Il consulto dura un’ora e costa 300 euro, inclusi di IVA e con regolare fattura. In quest’ora lei potrà porre tutte le domande che vuole ed effettuare il numero di lanci necessari con i dadi che di volta in volta io riterrò più utili al problema esposto. Il cliente si sentì risollevato, si accomodò meglio sulla poltroncina e tirò un respiro che gli raddrizzò tutta la schiena. Voleva chiedere se… se, ecco, se il problema per il quale era qui a consulto fosse qualcosa di transitorio, di breve durata o se invece… E qui la voce gli si ruppe in gola. La dadomante gli porse una coppia di dadi diversi. Erano piuttosto piccoli, con facce di tre centimetri per tre, in ebano. E i pallini di un rosso intenso. Ad annusarli ricordavano l’odore del sangue vivo, ma forse era solo una suggestione. Il cliente si concentrò e li tirò. Uscirono un quattro e un due. Sei, disse la dadomante. Sei cosa? chiese il cliente. Giorni, mesi, settimane?, e intanto fremeva nell’attesa della risposta. No, rispose la dadomante, non è una definizione temporale, è un numero simbolico. Si riferisce a qualcosa che lei deve fare sei volte, per poter risolvere il problema. Potrebbero essere piccoli riti o qualcosa che conosce lei soltanto. Sì, ma cosa, cosa? chiese il cliente. Mi spiace, rispose la dadomante, l’ora è terminata. Sono trecento euro. Può chiamarmi tra una settimana, per darmi notizie e chiedermi un nuovo consulto. Le riassumo in breve: non esageri, non pensi troppo in grande, si lasci fluire. Per il sei ci pensi da solo, so che troverà la soluzione. Non si scoraggi: sei, six, sex. Pensi a questo, è un numero evocativo. Il cliente uscì dallo studio con un misto di contentezza e sconcerto. La dadomante andò a prendersi un bicchiere d’acqua prima di ricevere il cliente successivo. Nel corridoio gettò casualmente lo sguardo sul diploma di laurea in psicologia ben incorniciato, sui diplomi di specializzazione in sessuologia. Che s’adda fa’ per campa’, si disse tra sé.
[di http://certepiccolemanie.splinder.com]
PS Segnalo oltre ai post dadisti ricevuti e qui pubblicati sin'ora, che in giro per la rete ho scovato numerosi scritti che si sono definiti spontanemante DADISTI!
Qui pubblicati: - Lettura lenta - Senzaqualità - Cioccolato Amaro 1 e 2
Altri: - Il giocatore e maestro - Dust e i suoi anagrammi - Blulu - Mucca Pazza
E infine: segnalo una proposta di continuazione di Laura immaginaria (Libro DADIsta) di Chiara Marra e ringrazio Lizaveta per la sua documentata costruzione del dadoracconto
[zop]
lunedì, 05 dicembre 2005

ATTENZIONE!
A tutti gli entusiastici autori di componimenti DADIsti: sono commosso da cotanta partecipazione. Si è creata una certa lista d'attesa... abbiate pazienza, pubblicherò tutto, con calma, dopo il solito vaglio... GRAZIE! e NON FERMATEVI, continuate a cimentarvi!!!
Quello di oggi, è uno dei componimenti più alti, tra quelli pervenuti, perché contiene una regola di composizione, combinatoria e aleatoria, che (come il metodo S+n inventato da Queneau) si può emulare e continuare.
L’incanto di pagina 49
di Luca Tassinari [http://letturalenta.net/]
Non potrebbe la vita essere tutta un sogno? In termini più precisi: c’è un criterio sicuro per distinguere il sogno dalla realtà, il fantasma dall’oggetto reale? [A.Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, pag. 49]
Ordunque lei mi chiede, egregio professor Schopenhauer, se non sia possibile che la vita tutta sia sogno. Se cioè l’uomo sia in grado di distinguere ciò che egli rappresenta alla propria coscienza in istato di veglia da ciò che gli appare quasi fantasmaticamente durante il riposo notturno. La domanda non è banale e richiede una risposta articolata e fondata su documenti di sicuro prestigio e autorità. Noto innanzitutto che lei mi pone la domanda a pagina 49 del suo libro. Questo è un indizio non trascurabile, una traccia notevole, una pista che va seguita senza esitazioni. Comincerei senz’altro da un illustre esperto di confini fra sogno e realtà, forse il maggiore di tutti i tempi. Vediamo:
Poteva esser l’alba quando Don Chisciotte uscì dalla locanda così contento, così ringalluzzito e inebriato di vedersi ormai armato cavaliere, che l’allegria gli scoppiava fuori fin dalle cinghie del cavallo. [Miguel de Cervantes, Don Chisciotte, pag. 49]
Don Chisciotte esce da una locanda. È ragionevole supporre che sia sveglio, sebbene sia ancora mattina presto. La notte e il sogno sono alle sue spalle, eppure noti, professore, noti attentamente a cosa pensa Don Chisciotte: pensa di essere ormai cavaliere, pronto ad avventurarsi nel mondo per proteggere gli oppressi con la sua destra. Non era questo il suo sogno? Non è egli vissuto fin qui in ragione del sogno di essere cavaliere? E adesso che lo è diventato, cosa sarà la sua da qui in avanti, vita o sogno? Esce dalla locanda Don Chisciotte, balza in sella a Ronzinante e cavalca nella luce del primo mattino, finché di lontano gli appare una città.
In questa città affluiscono oggi popolazioni del contado, tribù, giocatori, circhi, animali variopinti, contafavole, giullari, preti di tre religioni, giovani sposi, vecchi libertini, fanciulli alla loro prima visita nel recinto del vizio, mercanti esotici, ubriaconi, drogati, musici e guaritori. [Giorgio Manganelli, Agli dèi ulteriori, pag. 49]
Che parapiglia, che confusione! È tutto un accalcarsi di uomini e animali, canti, racconti, urla, musiche, litanie e giaculatorie. Converrà, professore, che tutto ciò è decisamente realtà: tutto è cosi vivo, pulsante, vociante, colorato da non poter essere un sogno. Questa è vita da vivere all’impiedi, con aria vispa e gioiosa disposizione d’animo. Eppure senta un po’ cos’è successo:
Nonostante questo trambusto K. rimase a letto per l’intera giornata e per l’intera notte. [Franz Kafka, Il castello, pag. 49]
Da non crederci, vero? Due persone ragionevoli come lei e me sarebbero uscite a godersi la festa, in perfetto stato di veglia, ma questo signor K. si mette a letto a pagina 49 e ci resta tutto il giorno e tutta la notte, passando verosimilmente con una certa frequenza dalla veglia al sonno e viceversa, e sognando molto negli interludi. E cosa avrà sognato il signor K.? Difficile scoprirlo, mi creda: è passato così tanto tempo. Tuttavia egli ci ha lasciato un indizio: restò a letto per l’intera giornata e per l’intera notte. Dunque possiamo dare per certo che dopo la partenza all’alba di Don Chisciotte, la giornata di fiera e il riposo prolungato del signor K. sia sopraggiunta la notte. E di notte si dorme, caro Schopenhauer, si dorme e si sogna, mentre di giorno si vive in stato di veglia. Sì, questo è quello che succede di norma, ma a noi qui interessano anche le eccezioni, e abbiamo notizia sicura che almeno una volta capitò questo:
Nelle vicinanze della nostra vigna sorgeva una pianta di pere carica di frutti d’aspetto e sapore per nulla allettanti. In piena notte, dopo aver protratto i nostri giochi sulle piazze, come usavamo fare pestiferamente, ce ne andammo, giovinetti depravatissimi quali eravamo, a scuotere la pianta, di cui poi asportammo i frutti. [Agostino, Confessioni, pag. 49]
Agostino quella notte a pagina 49 era sveglio. Si era trattenuto con i suoi compagni sulla piazza quando la fiera era ormai finita, gli animali variopinti rinchiusi nei serragli, i musici e i mercanti confusi con gli ubriaconi nella locanda, forse la medesima locanda da cui era uscito Don Chisciotte. Era sveglio e agiva coscientemente, noi supponiamo, ma sarà poi vero? La scena di lui che entra nella vigna paterna col favore delle tenebre e assieme ai suoi sodali scuote una pianta per coglierne frutti quasi repellenti non è più simile a un sogno che a un ricordo? Non ci sono troppi simboli – la vigna, il padre, l’albero del peccato – per essere realmente accaduto? Eh, Arthur, l’ho detto fin dal principio che la sua domanda non è banale. Consideri che siamo stati in cerca per un giorno intero, dall’alba a notte fatta, e ancora non abbiamo trovato la risposta, e onestamente dubito che potremo mai trovarla. Non potrebbe la vita essere tutta un sogno? Sì, potrebbe, o forse no. C’è un criterio sicuro per distinguere il sogno dalla realtà, il fantasma dall’oggetto reale? Chissà, potrebbe esserci. Quel che è certo è che non l’abbiamo ancora trovato. Ma guarda là, amico mio, guarda: la notte sta finendo. Siamo ormai usciti dalla città, dal trambusto, dal frastuono. Ecco, guarda, il sole sta spuntando e illumina questo sentiero in mezzo ai campi. E laggiù, a poche miglia da qui, c’è un piccolo villaggio, lo vedi? Su, Arthur, proseguiamo il cammino!
Saremo soli, del tutto soli in quel villaggio in mezzo alla campagna (intorno a noi il silenzio); perché sei triste? Io ho il presentimento di una giornata di felicità. [Gustave Flaubert, Lettere a Louise Colet, pag. 49]
Questo è un racconto DADIsta basato sulle seguenti regole:
- Tirare un DADO per un numero a piacere di volte e sommare i punteggi ottenuti
- Aprire un numero a piacere di libri alla pagina corrispondente al punteggio totale
- Leggere attentamente le pagine e annotare da ciascuna la frase più sentita
- Collegare le frasi risultanti con scrittura propria
Luca Tassinari [http://letturalenta.net/]
PS: l'opera d'arte SPRUZZI DADISTI è una realizzazione di zop su idea di http://bluele.splinder.com/
sabato, 03 dicembre 2005
...ricevo&publico un DodoDado... DA...
Dodo ciondolava allegramente dal braccino di Clara. Giuliva, la mamma, non perdeva d‘occhio quel piccolo oggetto prezioso racchiuso in un dado di plastica, sorpresa dell’uovo di Pasqua vinto al Supermercato. Sembrava di oro, forse placcato, certamente di metallo povero, ma il suo effetto di appartenenza a Dodi di rango, rendevano orgogliosa la giovane mamma che non aveva mai posseduto un Dodo in vita sua. Ricordava le compagne del liceo: al braccio di ciascuna un ciondolo di oro, spesso il dado da gioco intarsiato da numeri in rubini, rubinetti forse per via del fatto che erano piuttosto piccoli o brillantini per tenere i capelli lucidi; smeraldini pochi chè li aveva presi tutti quel signore lì della Costa sarda per farla diventare più verde. Appena vide da lontano la signora Creanza, Giuliva la chiamò facendo agitare la manina alla sua bimba affinché la signora vedesse il gioiello al polso della sua figlioletta. Creanza però che aveva studiato il Bon Ton, non si scompose e Giuliva rimase delusa. Passarono, mamma e figlia, davanti a tutte le casse in cerca di visibilità al povero Dodo, ed ogni volta la bimba agitava il braccino e i metal-detector suonavano e la gente si affollava intorno alle due fortunate. Finchè una vile guardia giurata le disse: “Si accomodi all’uscita Signora, il suo Dodo è assolutamente falso!” Fu allora che Giuliva strappò il dodo dal braccino della piccola, lo ripose nel dado di plastica e lo vendette ad un’impiegata del supermercato in cambio di un vero Dado per brodo.
[testo di http://dellemeraviglie.blogspot.com/]
***l'mmagine è stata gentilmente fornita da http://blulu.splinder.com/
venerdì, 02 dicembre 2005
E' tutto un pullular di dadi!
Sommerso dagli inviii di opere dadiste da tutta la rete... ripubblico, qui nella Repubblica del DADO, un contributo senzaqualità accompagnato da DADI DIDAscalici di Matisse.

vite da dado
(di senzaqualità)
era un tipo angoloso, Dado, ombroso e voltafaccia - spesso s’accompagnava a un bullo di periferia rozzo e dal corpo grippato, un bullone duro e maschio, con una gran bella testa ma del tutto incapace di tenere insieme un rapporto - un tipo che s’adombrava con facilità e andava in ruggine per un nonnulla - insomma, un caratteraccio! non si sa come, ma i due erano entrati in simbiosi perfetta, e s’integravano: chiatto e schiacciato dal senso d'inutilità, Dado tendeva ad essere spanato - solitario per costituzione, s’era consumato a forza di girare a vuoto - l’altro era un dritto dall'anima perforante e un po’ contorta che pareva forgiata in ferro: quando scoprì d’avere un solidissimo punto di contatto con Dado, da buon opportunista non lo mollò più - i due, sodali ed appaiati da un legame che s'intricava a spirale, finirono per cadere nell’ingranaggio della rivalità - accadde che, avendo preso entrambi una strambata per una mezza svitata che, filettando e sfarfallando dall’uno all’altro, aveva scavato tra loro un abisso di contrarietà, l'amicizia s’infranse - Dado, geloso della sgallettata, sotto pressione, con una chiave inglese agganciò il bulletto in una morsa d'acciaio, gli assestò un colpo secco che lo spiattellò tutto, riducendolo ad un ammasso informe - il bullo, persa ormai la testa, si tranciò - da questo tristo fattaccio, Dado si riprese a fatica - gli ci volle un litro buono di crc
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ATTENZIONE!
Il DADIsmo può causare effetti collaterali sulla psiche.
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