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ZOP BLOG

NON SOLO ESERCIZI DI STILE!
Gli esperimenti di un extraterrestre finito non si sa come sulla Terra...

INDICE RAGIONATO & INTERATTIVO

ISTRUZIONI:
Leggi qui di seguito (lungo la striscia gialla) per ripercorrere la nostra storia e scoprire i nostri  giochi e le regole per partecipare


CHI SIAMO:
BLOG/OPIFICIO DI SPERIMENTAZIONE LETTERARIA CHE HA SCELTO IL WEB COME SUO TERRENO DI ESPRESSIONE!
 

Nato nel 2002, questo è stato il primo BLOG dedicato ai giochi narrativi e alle scritture collettive. Oggi vanta innumerevoli tentativi di imitazione ma non diffidatene! Il nostro obiettivo era quello di dar vita a un GENERE

CONTATTI:
zoppaz @ yahoo.it


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I LIBRI SCATURITI 
DA QUESTO BLOG:

2006





2003





E nel 2004 
un libro che qui si può continuare


Clicca per saperne di più e per SCARICARE GRATUITAMENTE UN CAPITOLO!

 


 

PREMI: 
Questo blog è arrivato secondo al concorso SCRITTURA MUTANTE 2003


www.trovarsinrete.org
SALONE DEL LIBRO DI TORINO
16 maggio 2003


COSA ABBIAMO 
PRODOTTO 
IN QUESTI ANNI:


IL MANIFESTO DADISTA di avanguardia letteraria digitale

Componimenti e racconti dadisti:

Melina e Alfredo: un racconto da giocare a dadi (di zop e vipensiero)
- Quattro e tre sette (di zop)

- Un dado di due (CioccolatoAmaro)
- Il gioco dell'oca 
(CioccolatoAmaro)
- Vita da dado (Senzaqualità)
L'incanto di pag. 49 (Letturalenta)
- La dadomante (Certepiccolemanie)
- Tirando il dado (Triana)

-
POESIE IN MOVIMENTO 1
- POESIE IN MOVIMENTO 2
- Parafrasando Tristan Tzara (Blogelis)
- La cintura di Fibbionacci (di Matteo)



RACCONTI BREVI 

° Cos'è: Racconti molto brevi pensati per una lettura a monitor.  


-
Come sono diventato un blog
-
I fratelli Lumierikòs da Siracusa (zop)
-
(...)bcdefghilmenopqrstuvz (zop)
-
Quattromenounquarto (zop)
-
Piccole bugie (zop)
- Esistono gli extraterrestri? (zop)
- L'ultimo ricordo (Mucio)

- L'uomo è misura di tutte le cose (zop)

- Il cane di Pavlov e il Tacchino di Russell (zop)
- Strano ma vero ( zop)
- Le avventure dell'uomo inscrivibile (zop)
- Dentro o fuori? (zop)
- Ho perso il sonno 1 
(di Francesca Mazzucato) 
- Ho perso il sonno 2 
(di zop)
- Giò e Leo (zop) 
- Il grande ciliegio ( di Flounder) 
- La botte piena e la moglie ubriaca (zop)
- Pimpinella corre corre (zop)
- Cosa mangia un blogger (zop)
- Smaltimento malocchi (zop)
- Le voci della città (di zop)
- Il foglio bianco (di zop)
- Estetica statistica (di zop)
- Il fischio (di zop)
- Discorsi da bar (di zop)
- La moneta che amava Rogerio (di Francesca Petilli)
- L'origine delle cose (Fracesca Petilli)

- Sto da cane (zop)
- 14 luglio 1789 (di zop)
- Ultima pagina (Francesco de Girolamo)
- Settimo piano (zop)
- Traumi infantili (zop)

RACCONTI & MUSICA (ispirati a canzoni o intrecciati con la musica)

- Sei fuori Jack (di emanreiv)
- Samarcanda (di zop)
- L'Armando, l'arma e l'amante (di zop)

- Il piano cocktail (da Boris Vian:La schiuma dei giorni) 


RACCONTI ROUSSELIANI

° Cos'è:
Una raccolta di piccoli racconti ispirati al metodo quasicombinatorio di un autore d'avanguardia semisconosciuto: Raymond Roussel. Se vuoi cimentarti anche tu... LEGGI, SCRIVI e MANDA! 

INDICE:

1 - Chi era Raymond ROUSSEL
(Il metodo di Raymond ROUSSEL)

2- Il capo di lana è steso al sole (Zop)
3- E' morta Della! (Blaue)
4 - Chiedici la luna (Dr. Dam)
5 - Esca quando ci sentiamo (Zop)
6 - Piego la sposa (Ironico)


RACCONTI CIRCOLARI

° Cos'è: Esperimenti di narrazione polivalente e circolare. 

1) Dimmi il tuo incipit e ti dirò chi sei (zop)
2) La nascita dell'uomo collettivo (zop) 
3) La battaglia navale: racconto da giocare! (zop)
4) Sogni (zop)
5) Il sogno ricorrente (zop)

6) UN FUMETTO COMBINATORIO (zop) 
7) Racconto MUTANTE
8) Le teste ( di Elena del Fabbro e Zop)
9) Saturazioni (di zop)
10) La storia (di zop)
11) Vita da moka (fumetto by zop)
12) Spirali (zop)



MINIGIALLI & MICROGIALLI 

° Cos'è: Nato da una proposta di Nando di Forlì, è una raccolta di gialli scritti nel modo più sintetico possibile (senza rinunciare tuttavia a colpevole, vittima, arma e movente). E' possibile partecipare con un racconto di una pagina oppure con una versione "atomica" che possa essere inviata con un sms. 

INDICE MINIGIALLI:
- La bocca della verità (Nando)
- Separati in casa (Nando)
- L'ultimo scaffale (Nando)
- Il professionista (Nando
)
- L'uomo di parola (zop)
- Il racconto killer (zop)
- L'assassino è il maggiordomo (zop)
- Metagiallio (e metà no) (zop)
- Il rosso e il noir: chi è l'assassino? (zop)
- Tira le tende (Bleusouris)
- Fantagiallo (zop)
- La pagina 125 (F. Arrasich)
- Giallo filosofico (zop)
- A Natale tutti più buoni (Nando)
- Forza di gravità (F. Arrasich)
- Non fare mai agli altri (zop)
- Non guardare mai altri... (Pois)
- Golden (Manginobrioches)
- Gelo (Farolit)

- Delicatessen (zop)
- Identificazione e suggestione (zop)
- Il serial killer editoriale (zop)
- Omicidio brutale (zop)
- L'assassino in erba (zop)
- Ultimo minuto (Nando)
- Negazioni (Certepiccolemanie)
- Le indagini del detective Maupertuis e del suo fido cane (zop)
- Appuntamento col serial killer (zop)
- Giallo poetico (di Gianluca)
- Il serial killer del CICAP (zop)


MICROGIALLI da SMS:

- Senza titolo (di Herzog)
- Senza titolo di (Penzogi)
- Senza titolo (di Sphera)
- Senza titolo (di A. G. Pinketts) 
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di Matisse)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di zop)
- Senza titolo (di Diario di bordo
)
- Senza titolo (di Disintegrato) 
- Senza titolo (di Fradiavolo
)
- Senza titolo (di Ghana)
- Senza titolo (di Ttulipani)
- Senza titolo (di Giulio Mozzi)
- Senza titolo (di Zu)
- Senza titolo (di zop)

- Senza titolo (di Herzog)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di Disentgrato)
- Senza titolo (di Mucio)
- Senza titolo (di Piazzagreco)
- L'omicidio più antico (Aitan e zop)
- Reo confesso (di Aitan)
- Giallini de il Gobb
- Giallini diabolici
- Senza titolo (di zop)
- Giallino metaomicida (Luca Confusione)
- Senza titolo (di zop)
- Sconfessioni (di Luca Confusione)
- Libero mercato (di Luca Confusione)
-
Senza titolo (di UnaStranStrega)


UBU BLOG di Alfred Jarry

° Cos'è: Un inedito di Alfred Jarry, padre della PATAFISICA, che mi è apparso in sogno e mi ha dettato l'ultima parte della saga di UBU RE!

Dramma in 4 post
° Scena prima [Ubu apre un blog e diventa una blogstar]
° Scena seconda [Ubu lancia un virusprogramma che cambia le parole dei blog delle blogstar]
° Scena terza [Ubu al gran blograduno]
° Scena quarta [Ubu in fuga]

 


LA DONNA SUB: 

° Cos'è: Esperimento di un NUOVO format per racconti labirintici e collettivi ispirato a Italo Calvino. Per leggerlo o continuarlo (è lo stesso) è archiviato qui



RADIOBLOG:

° Cos'è: Improvvisazioni di scrittura e di lettura tra radio e blog, in collaborazione con  RAI radio3. Andato in onda in due puntate nel settembre 2003 tutto si può oggi leggere e ascoltare qui


   ESERCIZI DI STILE BLOG:

° Cos'è: Il rifacimento internettiano e collettivo del capolavoro di R. Queneau con centinaia di esercizi giunti dal popolo della rete. 

Se vuoi partecipare con il tuo contributo: tutto inziò qui  
ed è archiviato qui 



 Manifesto PATAmediale per una nuova narrativa digitale:

° Cos'è: E' il tentativo di individuare e raccogliere dei precedenti letterari pre-elettronici che possano servire oggi da guida per inventare una nuova forma di narrazione che utilizzi il web come suo terreno espressivo. Se vuoi ampliare, segnalare o recensire autori, avanguardie, poetiche o esperimenti che si potrebbero oggi sviluppare in modo nuovo, mandaci il tuo contributo! 

INDICE:
§ - Calvino e il web
§ - Scrittura collaborativa
§ - Letteratura interATTIVA
§ - Generatori automatici di parole 

§ - Jarry e la Patafisica
§ - Avanguardie, Futuristi, Cinetici
§ - UNA TESI DI LAUREA CHE PARLA DI NOI!
§ - Roberto Busa pioniere dell'ipertesto
§ - Gulliver di Swift
§ - Carroll e Alice (che meraviglia...)


PataRecensioni e 
Fantasmi Letterari:

° Cos'è: Una raccolta di recensioni di libri, mostre, autori del passato... con un taglio spiritoso e divertente ma senza rinunciare al rigore! Racconti in prima persona, fantasmi che appaiono e raccontano la propria vita... 

INDICE:

§ - Blog, post e ante litteram
§ - Enrico Baj
§ - Libri d'artista
§ - Alberto Manzi
§ - PseudoCalvino: un'inedita Cosmicomica
§ - L'invasione degli ultracorpi interattivi
§ - Rayuela di Cortàzar
§ - La storia della QWERTY
§ - Animalcolisti spermatici anonimi
§ - Lo zio Fester e Majakowski
§ - Raymond ROUSSEL
§ - Boris Vian
§ - Viaggio d'inverno/Viaggio d'inferno
§ - Intervista impossibile a Giorgio Manganelli
§ - La sfida di Max Aub



I fantasmi letterari e il dietro le quinte di Laura Immaginaria

° Cos'è: La storia ironica e metaforica di come ho scritto un libro. Dai fantasmi letterari (o i riferimenti culturali?) a cui mi sono ispirato e che me l'hanno in qualche modo dettato, alle peripezie per trovare un editore che lo pubblicasse...

INDICE:
- Parti 1, 2 e 3
- 4° Parte 
- 5° Parte 
- 6° Parte 
- 7° Parte 
- 8° Parte 
- 9° Parte
- 10° Parte 
- 11° Parte
- 12° Parte
- 13° Parte
- 14° Parte


COSA ASPETTI? PARTECIPA! MANDACI I TUOI CONTRIBUTI! ENTRA A FAR PARTE DELL'OPIFICIO!

citofon@mi


zzZZzz
ZAPOTEK intervista ZOP
un emmepitré da scaricare


RINGRAZIO TUTTI QUANTI HANNO PARTECIPATO A QUESTO BLOG, E IN PARTICOLARE:


 Esercizi di Stile:
 
(in ordine di apparizione)

1)   Personalità confusa 
      (4,13,41,54)
2)   Antonella mamma felice (7)
3)   UnSentireEnorme (9,18,22)
4)   MG (15,62) 
5)   Zu (21,293) 
6)   Analize  (23,33)  
7)   Zoeee  (25,29,171) 
8)   Swe  (26,35,43) 
9)   Dona (28)
10) Leonard0 (30) 
11) Frammento 
     (31,45,70,111,173,182)
12) Mim*mina (32)
13) Giornale di cantiere (34)
14) TocWebLog (37) 
15) Crl_Alt_Canc (38)
16) Trilly (39)
17) Zizzi (40,83,135)
18) Mu (42,57,85,143)
19) La Pizia (44)
20) Palomar (46) 
21) Uiallallà!  (47,68,86,248)
22) Michele (48,55,81,
      104,141,145,148)

23) Butterfly (56)
24) Skip intro (60,74)
25) Spiritum  (53,64) 
26) EnzØ: POLAROID (67) 
27) :Deliuz (75) 
28) Janex (78,149)
29) Blogging Sil (79,87)
30) Rafael:subtle (89) 
31) il Griso (90)
32) Gus (94,101,110,120,131,
     134,140.154,169, 193,206,213,
     240,249,255)

33) Billie Joe (102,124,142,174,207,
      240)

34) MacUbu (103)
35) Uzi: Scopriamo l’acqua calda 
      (106)

36) Miki (107)
37) Lo scopriremo solo vivendo 
     (109)

38) Polena (113)
39) Patch (116, 129)
40) e-pistole (118, 123)
41) Satine (122)
42) Clutcher (125)
43) Gokachu (126)
44) dora okojie & thesubtler (127)
45) Lella con la stampella (128)
46) John Sebastian Moran, jr. (133) 
47) Convesso (136)
48) Viewpoint of cat =^.^= (137, 259)
49) Pattinando (138)
50) .mau. (139,144,147,166,
     177,211,217,220,233,234,
     257,264)
51) elfob (150) 
52) delio (151, 156)
53) Horselover_Fat (153) 
54) +Lucretia+ (155)
55) marcorosè gr0ucho3
      (157,170,176)
56) Nicola (158)
57) Massimo De Sanctis (159)
58) damiano (160,163,201)
59) franc'O'brain" patti (161)
60) mucio (162,168)
61) Tutore (164)
62) amnesia (165)
63) Nando da Forlì (172,191,279)
64) Marta (175)
65) DemonAngel (178)
66) Brevi3pidari (179)
67) Massimilano (180)
67) Davide (184)
68) Follia e delirio (185)
69) MoNiZiA (186)
70) Enrico la talpa (187,188,
    198,203,230)

71) Chiaraaa (189)
72) AdRiX (192)
73) NiEnTe (194,196,199)
74) Piergiuliano Pusceddu (195)
75) Prosperpina (197,236)
76) Koa (202)
77) Aske (204)
78) Ackab (205)
79) October (208)
80) Aleph_ (209)
81) Blaue (210) 
82) Si fossi foco (212)
83) Akaglenn (214,219,221,
     223,224)
84) Alexander (215)
85) Klingsor (216)
86) Aelice (218)
87) Emma (222) 
88) Severine 2 (225)
89) La Trota (226)
90) Adeletta (227)
91) Alincielo (228)
92) Strani pensieri (229,235,243)
93) Kiara Blog (231)
94) Estatevizitti (232)
95) Zagaraulente  (237)
96) emmeline (238,245,251,270)
97) Laura 756 (241)
98) Mukka Mukkona (242, 277,281)
99) Mònnalisa (244,254,269, 
       271,282)

100) Lisa (246,260,283,300,301)
101) Gianluca Brian (247,252,276,298)
102) Malacarne (250, 262.274,288)
103) Daneel (253,265,268,280,284)
104) 3-feb. (258) 
105) Serendip (261)
106) Mia_Wallace (266)
107) La Rana e il Principe (267)
108) Rillo (272)
109) Tristano (273)
110) Bacodaseta (275)
111) Claudio Emme (278)
112) Ironico (285)
113) Thiswas (286)
114) Redsun (287)
115) Jacoposki (289,291)
116) drdam (290)
117) anonimo (292)
118) C-blog (294)
119) bordellobordeaux (295,296)
120) prof. Ulrico (299)
121) MarZa [giunelpoZZo] (302)
122) Manginobrioches (303)
123) Paolo Miano (304) 
124) Invernomuto (305)
125) Giancarlo (306)
126) Margherita Underbreath (307)
127) Newlilith (308)
128) G-Host (309)
129) Stefano bellezza (310)
130) alwaysinprogress (311)

 ... 
Zop (che ha scritto gli altri)


RadioBlog:  

prima puntata 11/09/03
1 - Giuseppe Genna 
2 - Francesca Mazzucato 
3 - Raul Montanari 
4 - William Nessuno
e gli improvvisatori della rete:
5 - Pproserpina 
6 - kheschifo
7 - karnilla
8 - diogene
9 - MinaMurray  


seconda puntata 25/09/03
1 - Giuseppe Caliceti
2 - Eloisa [La Pizia] Di Rocco
3 - Giulio Mozzi 
4 - William Nessuno
e gli improvvisatori della rete:
5 - .mau.
6 - Mike del Pallone di Achille 
7 - ctrl-alt-canc 
8 -
Francesca Mazzucato 
9 - Pproserpina 
10 - Marco Rosella 
11 - Adayinthelife 
12 - Gostein 
13 - Elwood 













giovedì, 29 settembre 2005
 

esistono gli extraterrestri?

sì.
esistono.
e sono sbarcati sulla terra molti anni fa.
sono in due.
zypto e smek.

sono enormi.
molto più grandi di quello che ci possiamo immaginare. tipo l’himalaya.

ma soprattutto sono lenti.
molto più lenti di quello che ci possiamo immaginare.

un loro semplice batter d’occhio è così lento che sulla terra trascorrono intanto circa cento anni. il che rende impossibile qualsiasi forma di comunicazione tra loro e noi.

eppure ci scrutano.

erano partiti per osservare una forma di vita microscopica su un pianetino microscopico, che li incuriosiva alquanto: i dinosauri.
quando sbarcarono, tuttavia, questi si erano estinti da un pezzo e ormai era tutto un pullular di mammiferini.
- già che siamo venuti sino a qui, tanto vale studiare queste nuove forme di vita, anche se sono ancora più piccole delle altre!
disse smek.
zypto ci pensò un po’ su. poi esclamò:
- credo che tu abbia ragione. prendiamo gli strumenti!
ma nel frattempo in ogni dove brulicavano le scimmie.

i due si consultarono nuovamente e optarono per studiare la vita di quel pianeta qualunque forma avesse deciso di assumere.
detto fatto, puntarono il loro calindecorponomartoscopio, avviarono il software, attivarono le procedure, misero a fuoco... ed ecco che era comparso l’uomo, intanto.

in un primo tempo lo osservarono con circospezione.
come scienziati che cercano di rilevare la posizione degli elettroni in un atomo.

l’uomo si spostava con rapidità.
aumentava volume a dismisura.
e anche di densità.

in breve tutto si illuminò per la scoperta del fuoco. poi si aggregò in masse concentrate. mesopotamia, egitto...
- guarda come aumentano e come si ammazzano tra di loro!
rise zypto indicando le guerre puniche.
- io non riderei così tanto - rispose l’arguto smek -. questa crescita a ritmo esponenziale non mi piace affatto!

poco dopo, infatti, gli uomini avevano scoperto la polvere da sparo e tutto si stava agitando in modo eccessivo per i due lentissimi mastogigadonti spaziali.
zypto guardò il monitor visibilmente preoccupato.
il suo sorriso in un primo tempo si irrigidì, poi si incurvò in una smorfia di paura.
gli uomini dovevano aver scoperto l’elettricità. e ci stavano dando dentro un po’ troppo.
i due fecero appena in tempo a mettere in moto la loro astronave mentre gli uomini avevano già modificato tutta l’atmosfera con nuovi gas ricavati dalla combustione del petrolio e varie altre schifezze. avevano ricoperto il pianeta di scorie pericolosissime.
l’astronave si allontanava veloce mentre gli uomini si apprestavano a sperimentare le prime bombe atomiche e la concentrazione dell’umanità raddoppiava a ritmi vertiginosi.

l’astronave accelerò ai limiti del ponderabile. anche se viaggiava soltanto a trenta chilometri al mese, secondo i nostri canoni.
le vibrazioni erano insopportabili ma i loro schermi antisensazione reggevano.
nessuno li poteva vedere, dalla terra, nonostante le loro gigadimensioni.

intorno al ventunesimo secolo, proprio un attimo prima dell’estinzione dell’uomo, l’astronave era finalmente in sicurezza. fuori per un soffio dalla portata della fine della terra.


[zop]


 

postato da zop | 18:27 | commenti (25)


lunedì, 26 settembre 2005
 


Ricevo & pubblico:


L'ultimo ricordo


L'ultimo ricordo della mia vita passata è lo schianto dell'aereo. Poi è stata una questione di un attimo e ho visto una luce, una luce che mi sembrava di non aver mai visto, una luce che mi era familiare e allo stesso tempo nuova. C'era una forza che mi spingeva verso di lei e un peso in fondo allo stomaco che mi chiedeva di rimanere lì dov'ero, la paura, la fottuta paura di quello che sarebbe accaduto dopo.

Tutto improvvisamente si è fatto più stretto, la luce è quasi sparita, ero schiacciato da quello che mi era intorno e non riuscivo più nemmeno a respirare. Sentivo dei suoni ottusi nelle miei orecchie e poi acuti come non li avevo mai ascoltati; le mie braccia e le mie gambe erano come intorpidite, come se i miei muscoli fossero flaccidi, privi di forza e di consistenza; sentivo i miei occhi schiudersi lenti e la mia bocca gridare sorda. Ancora quella strana forza mi prendeva dal basso e mi sollevava, il mio unico pensiero è stato: "basta, facciamola finita, se doveva andare così va bene, basta che finisca in fretta".

Ad un certo punto c'è stata la calma e ho sentito il mio cuore battere forte e lento, non avevo più forza, forse era davvero tutto finito, forse avrei potuto finalmente riposare per un po' tre o quattromila anni. Di nuovo allora è apparsa la luce e la paura nel mio stomaco, credevo che la luce significasse pace, ma quella non era la mia pace, il buio, il sonno era quella la mia pace, quello che volevo.
Ancora, ancora e ancora, quel qualcosa luminoso mi tirava verso di lei ed era orribile, dolorosamente orribile e giù, giù e ancora più giù, sapevo che lì sarebbe stato ancora peggio, in quella luce abbagliante che non riuscivo a guardare, in quel rumore assordante pieno di grida e di lamenti, un urlo di fuoco terribile a cui sarei stato condannato per sempre.

Di nuovo.

Poi sono nato.


[inviato da:
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giovedì, 22 settembre 2005
 

Ricevo & pubblico:

Le café du coin d’en bas du bout d’en face
(di Claudia Vaghi)


Bretagna, agosto 2005.
Antonio alloggiava presso l’Hotel Chateaubriand, situato nella piazza centrale della Cité intra muros di Saint Malo, superba cittadina eretta sulla costa e lambita dalle mutevoli acque di marea della Manica.
Quella sera – quella fatidica, ineluttabile sera –,  volendo eludere la pomposità forzata che aleggiava nel locale ristorante del suo lussuoso hotel, prese la decisione di consumare la cena presso una delle numerose ed incantevoli brasseries che lì si potevano trovare. 
Prese posto presso il “Lion D’Or” ed ordinò un enorme piatto di ostriche, il fiore all’occhiello della cucina locale.  Era da tempo che Antonio anelava assaporare il gusto autentico di veri molluschi bretoni, lambiti da un sublime Bourgogne blanc 1999. E per dessert una vera gourmandise: mousse  au chocolat! Pagò e cullandosi sulla quiete dei suoi passi, oscillò fino al centro della città vecchia, ove le giostre sonore di un organetto e di una fisarmonica si rincorrevano nell’aria. In questo peregrinare caracollante, Antonio avvertì montare dentro di sé una sensazione del tutto inconsueta. Come se i suoi sensi, in risposta ad un richiamo del tutto intangibile ed inspiegabile, andassero a convergere in  un unico punto nevralgico. E questo punto si concretizzò nell’insegna fumosa e palpitante del “Café du coin d’en bas du bout d’en face” con tutte le sue sfumature di calda dissoluzione. Dall’esterno, le vibrazioni remote di un lume di candela, acceso sul bancone, si dipanavano nell’inchiostro del buio circostante. Non una presenza animava il locale deserto, fatta eccezione per la sinuosa figura femminile che si stagliava al di là del bancone. Ella era tutto un avvitarsi di curve sensuali, drappeggiate in un carismatico abito di velluto nero ed attillato. Incarnato di un candore abbacinante, unito a due pesanti cortine di capelli se possibile più neri dell’abito stesso. – Antonio” –  fece la sua voce in un sussurro voluttuoso – ti stavo aspettando!
Egli, senza indugio alcuno, mosse alcuni passi dapprima incerti, poi animati da una volontà sempre maggiore.
Ah Morticia! – sibilò passionalmente Antonio. Le si avvicinò, stampandole con veemenza un bacio sulle labbra turgide. I loro corpi sembravano fusi in un’intesa da tempo sopita ed ora inspiegabilmente ravvivata, due tessere di un mosaico di perfezione. Un mosaico che poi si sgretolò ben due ore dopo, al termine delle quali Morticia fece scivolare nelle mani di Antonio un piccolo biglietto. “A demain, à la même heure“, recava la scritta, confusamente impressa sulla carta.
Antonio, saltellante d’ebbrezza, raggiunse il suo hotel, chiedendo le chiavi della propria stanza a Michel, il portiere di notte, dai capelli biondi, appena brizzolati.

La sera successiva si prospettava frizzantemente esuberante. Per evitare il senso di pesantezza lasciatogli dalle ostriche abbinate al dessert della sera prima, optò per una semplice entrecôte grillé avec salade, rinunciando al dolce. Dopodiché, si avviò con entusiasmo al Café ove Morticia l’avrebbe aspettato. Giunto sul luogo, si arrestò repentinamente. Si guardò intorno, con stupore smarrito ed attonito, quasi non avesse più la facoltà di discernere le coordinate spazio-temporali.

Ci deve essere un errore – rifletté. Di fatto il Café era tutto un brulicare di gioventù turbolenta e chiassosa e al bancone trafficavano con frenesia alcuni ragazzi in abbigliamento perfettamente in linea coi loro anni. Antonio, in preda ad uno stato di timore confusionale, estrasse dalla tasca il biglietto consegnatogli da Morticia la sera prima, per sincerarsi ed avere un appiglio di concretezza nelle sabbie mobili di quanto appariva alla stregua di un sogno. E con suo sommo sgomento, si ritrovò tra le mani lo squallido scontrino fiscale della brasserie, dove aveva cenato.
Arresosi, prese la decisione di coricarsi. Raggiunto l’albergo, domandò con esausta rassegnazione le chiavi della propria stanza a colui che avrebbe dovuto essere Michel.
Tuttavia, l’individuo che si voltò per porgergli le chiavi, era una figura  maschile bruna e impomatata, di un’avvenenza costretta dal suo abito scuro e gessato, dall’aplomb impeccabile.
– "Monsieur Antonio, Gomez le consiglia caldamente di non assumere più ostriche per cena...  Les huîtres  oui…un alimento tanto superbamente sublime, quanto rovinosamente afrodisiaco…

Voilà la clé, Monsieur et bonne nuit!"


C’EST LA FIN!

[Claudia Vaghi ha appena compiuto 17 anni, ma di sicuro è la reincarnazione di un qualche scrittore dell'ottocento. Da pochi giorni è uscito il suo primo libro di poesie: Dispersione, Ass. Culturale il Foglio].

 

 

 

postato da zop | 10:22 | commenti (13)


lunedì, 19 settembre 2005
 

L'uomo è misura di tutte le cose

Il cervello di Cidrolin era imprigionato in un'antinomia della ragione da cui non riusciva più a uscire. Se ne stava seduto su un prato, di primo mattino, e osservava il mondo circostante. Pensava che ogni cosa, davanti ai suoi occhi, era composta da cose più piccole e semplici, che a loro volta erano formate da altre più piccole, e così via. Forse all'infinito.
Oppure procedendo nella scomposizione si sarebbe arrivati a una soglia oltre la quale non è più possibile scomporre nulla?
Immerso nella sua meditazione senza soluzione, fu distratto da una formica che si aggirava tra i fili d'erba un po' disorientata. Per lei costituivano dei valichi enormi e degli ostacoli faticosi. Cidrolin appoggiò un dito al suolo e la fece salire sul suo polpastrello deciso ad aiutarla a raggiungere la sua meta. La formica si fermò sulla punta della sua unghia e movendo le antennine lo fissò dritto negli occhi con un certo stupore.
- Grazie! Disse. Mi ero persa. Mi poseresti un po' più in là, tra gli aghi di pino?
- Ti porto dove vuoi se mi aiuti a fare un esperimento. Rispose Cidrolin.
- Mi piacciono gli esperimenti! Di che cosa si tratta?
- Tu che sei così piccina, potresti dirmi se dalla tua posizione riesci a vedere qualcosa di così piccolo che proprio non si può dividere in nient'altro?
- Mi dispiace ma temo di essere troppo grande per questo. Tutte le cose che vedo io sono formate da altre più piccole. Però adesso che ci penso, potrei chiederlo a un acaro, lui è molto più piccolo di me.
- Ottima idea! Te ne sarei grato. Ma dove lo trovi un acaro a cui chiederlo?
La formica sorrise, anche se Cidrolin non riusciva a scorgere i suoi dentini. E replicò.
- Anche se tu non li puoi vedere, è pieno di acari. Sono dappertutto. Ce ne hai uno proprio sulla manica. Mettimi lì!
Disse indicando con le antenne una zona precisa.
L'uomo posò la formica sul suo braccio. Lei si arrampicò sino al punto dove doveva esserci l'acaro, fece segno a Cidrolin di aspettare un momento, confabulò per qualche secondo e poi spiegò:
- L'acaro dice che è troppo grosso per vedere qualcosa di indivisibile. Però è andato a chiederlo a una diatomea che è incastrata tra le fibre del tessuto del tuo vestito. E' la cosa più piccola che riesce a vedere.
Poco dopo arrivò la risposta della diatomea che, non sapendo che dire, era andata a chiederlo a un globulo rosso  che scorreva nelle vene di Cidrolin. Il globulo rosso, non sapendo che rispondere, si rivolse a un batterio, molto più piccolo di lui, il quale, non sapendo che dire, provò a interpellare un minuscolo virus. Ma anche il virus, dal suo punto di vista non sapeva rispondere. Così domandò a un filamento di DNA, che a sua volta chiese consiglio a una micromolecola di acqua, così piccola che era formata soltanto da tre atomi, due di idrogeno e uno di ossigeno.
Ognuno dei minuscoli interpellati riferiva al livello sopra di lui quel che gli veniva detto dal livello sotto, come in una sorta di telefono senza fili. Più ci si addentrava verso l'infinitamente piccolo, più le risposte arrivavano a Cidrolin con un certo ritardo perché la catena si allungava e ogni volta lì sotto, qualcuno doveva spiegare di nuovo tutto quel ragionamento a qualcuno molto più piccolo di lui. Di certo gli atomi, si rivolsero a elettroni, protoni e neutroni, i quali chiesero ai mesoni e barioni che a loro volta domandarono ai leptoni e ai quark. Più si scendeva in basso, più le notizie arrivavano rade e confuse perché era facile che nel passaparola qualcosa si perdesse o si distorcesse.

Sul prato dove Cidrolin attendeva impaziente una risposta definitiva si era fatta ormai notte. Il cielo stellato era illuminato da una luna piena molto suggestiva. L'uomo era molto stanco, ma non avrebbe mai rinunciato alla sua risposta. E attendeva da ormai molte ore insieme alla formica che attendeva con l'acaro, che aspettava con la diatomea e via dicendo.
All'improvviso l'uomo sentì una voce che lo chiamava.
- Hey tu!
Si voltò ma non c'era nessuno.
- Son quassù non mi vedi?
Alzò gli occhi al cielo e vide che la Luna lo guardava.
- Scusa se ti disturbo. Disse la Luna. Me lo faresti un favore?
- Ma certo!
- Tu che sei così minuscolo, potresti dirmi se dalla tua posizione riesci a vedere qualcosa di così piccolo che proprio non si può dividere in nient'altro?
Cidrolin rimase molto turbato da questa richiesta. Ci pensò un po' su e poi rispose:
- Ti dirò qual è la cosa più piccola solo se tu mi dirai qual è la cosa più grande.
La Luna acconsentì ma aggiunse che, essendo troppo piccola per rispondere, l'avrebbe chiesto al sistema solare. Questi, a sua volta, chiese alla galassia, che domandò a un superammasso di galassie, che interpellò l'universo che si informò presso l'insieme degli universi e così via.
Il giorno dopo, all'alba, Cidrolin sonnecchiava infreddolito aspettando la risposta della Luna che nel frattempo era svanita. Fu allora che una vocina lo svegliò. Era la formica.
- Tieniti forte. Esclamò. Mi riferisce l'acaro che, finalmente, laggiù qualcuno è arrivato in fondo.
- Alla buon'ora! E qual è la cosa più piccola, dunque?
- Non ce lo vuole dire. Ha detto che prima di rispondere vuole sapere quale sia la cosa più grande...


[zop]



[sitografia di rieferimento:
http://www.linguaggioglobale.it/micmac/default.htm]




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giovedì, 15 settembre 2005
 


ricevo e pubblico:
un com po' nimento
un po'etico
e un po' fotograFICO
da anonimo che si firma Laura Immagin'aria





 

Laura

immagina

in aria

di léggere

l'aura

di immagini

leggére

e di volare

con

Laura immaginaria


 

 

 

 

 


ricevuto oggi


40 settembre 2005

 

 

 

postato da zop | 10:23 | commenti (24)


lunedì, 12 settembre 2005
 


SegnalaZione:

Un editore esordiente che offre opportunità agli scrittori esordienti


Per un autore esordiente o un aspirante scrittore non è facile imbattersi in un editore disposto a pubblicare il suo lavoro. E' già difficilissimo trovare qualcuno disposto a leggere e a valutare un dattiloscritto, anche solo per rifiutarlo. Gli italiani, del resto, popolo di navigatori (ormai per lo più sul web) ma anche di scrittori, custodisconoun gran numero di romanzi biografici nei loro cassetti. E così una casa editrice riceve un gran numero di proposte assurde, improbabili o sconclusionate, e valutare queste cose costituisce un lavoro pesante e spesso ingrato.
Le grandi case editrici sono piuttosto inavvicinabili per chi non è già affermato. Quelle piccole, che in teoria dovrebbero essere attente ai nuovi autori, sono un universo molto complesso. Spesso i piccoli editori chiedono un contributo spese agli autori, o comunque - ma non è molto diverso - un impegno ad acquistare un certo numero di copie con cui si ripagano, in parte o totalmente, dei costi che devono affrontare. In alcuni casi, però, questo diventa il vero business di un piccolo editore. E a volte qualcuno specula sulle aspirazioni degli esordienti che vengono lusingati e illusi per poi essere spennati.
Anche il mondo delle agenzie letterarie, che valutano i manoscritti e in teoria dovrebbero fare da tramite con gli editori e indirizzare gli autori a trovare il giusto editore, hanno dei costi e richiedono dei soldi.
Insomma, scrivere libri è un lavoro sostanzialmente in perdita per un autore, a parte i pochi casi di scrittori affermati. Questo è risaputo, ed è bene che chiunque voglia pubblicare il suo libro lo sappia. Però è auspicabile riuscire per lo meno a non dovere sborsare dei soldi.

Vorrei perciò segnalare un editore esordiente che mi sembra in grado di offrire opportunità interessanti a chi voglia provare a pubblicare un libro. Si tratta di Neftasia Editore srl, nata a Pesaro questa primavera da un’idea di Stefania Campanelli con l’obiettivo di investire sul talento degli autori e sulle opere degli esordienti che rientrano nel suo progetto editoriale.
"Il fenomeno dell'editoria a pagamento è un fenomeno anomalo e molto diffuso" - spiega Stefania  Campanelli - "Si è sviluppato a causa del desiderio di molti esordienti che pur di pubblicare ad ogni costo la loro opera, si rivolgono a questo tipo di editoria. E’ una realtà spiacevole che nella maggioranza dei casi si rivela inutile e dispendiosa. Il mio progetto è quello di una nuova casa editrice che, non disponendo di un paniere dove attingere le opere da pubblicare, promuove i necessari contatti per informare gli autori, italiani ed esteri, che la Neftasia è disponibile a valutare la pubblicazione di una loro opera".
La nuova casa editrice si rivolge dunque agli esordienti con lo scopo di offrire loro un’opportunità, e si assume il rischio dell’opera prima nella speranza di azzeccare un “caso letterario”. Il catalogo in preparazione è aperto alle opere sia di saggistica che di narrativa e, in prima battuta dovrebbero sorgere tre collane: una dedicata al giallo (horror, thriller, suspense e mystery), un’altra ai sentimenti, e un’altra ancora ai libri per ragazzi. Ma a parte queste linee guida - continua l'ideatrice - non esistono "dei modelli rigidi ai quali gli aspiranti autori si debbano ispirare ed è preferibile lasciare più libertà possibile agli autori di giocare con la fantasia e con la ricerca di nuovi stili e tematiche".
L'obiettivo a breve è quello di dar vita a un catalogo di una ventina di libri da immettere sul mercato nel giugno del 2006. "La distribuzione è estesa a livello nazionale - precisa Stefania Campanella -. Quella regionale viene usata unicamente per testare le opere degli esordienti. L’autore che intende pubblicare con noi deve inviarci in visione, su supporto cartaceo, il suo lavoro e, se l’Opera rientrerà nel nostro progetto, stipuleremo con lui un contratto editoriale. Qualora fosse necessario, provvederemo a sottoporre l’opera ad editing senza costi per l’autore. Il libro riporterà sempre il codice ISBN ed il bollino SIAE. Per l’esordiente la Neftasia Editore testerà prima il mercato con la stampa digitale (bassa tiratura) per procedere poi alla riedizione, se la risposta di mercato lo giustificherà, con la stampa tradizionale. La presentazione e diffusione delle opere avviene anche attraverso l’utilizzo di vetrine book shop e quella del nostro sito web. Per quanto riguarda la promozione esordiente faremo molte cose proprio perché ci interessa che il libro sia conosciuto ed acquistato. Cominceremo con la presentazione nazionale nella città dell’autore invitando critici e stampa per poi organizzare incontri nelle librerie, biblioteche e gruppi di lettura che supportano l’attività della Neftasia Editore".

Se qualcuno fosse interessato a contatti o a ulteriori informazioni:

Neftasia Editore s.r.l.
via degli Abeti 346
61100 Pesaro (PU) Italy
telefono +39.0721.259111
fax +39.0721.25508
mail
info@neftasia.com
http://www.neftasia.com


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giovedì, 08 settembre 2005
 


Fiabe: terribili e meravigliose

Nei commenti al post qui sotto si è sviluppata una conversazione interessante che vorrei riprendere, seriamente, visto che ha suscitato stupore.
La favola di Cappuccetto Rosso che conosciamo noi è abbastanza distante dall'originale. Furono i fratelli Grimm a riscriverla, tra il 1812 e il 1815, introducendo il lieto fine catartico e a introdurre la figura del cacciatore, probablmente rifacendosi a una tradizione orale che si era sviluppata autonomamente. I Grimm aggiunsero anche una continuazione: "Raccontano pure che..." successivamente Cappuccetto Rosso incontrò un nuovo lupo, ma questa vota corse subito dalla nonna e quando il lupo si presentò, finì affogato, e rimase così a bocca asciutta, se mi si consente il gioco di parole (J. e W. Grimm, Le fiabe del focolare, L'Unità/Einaudi 1992, pp. 28-32).
Ma questa, e altre fiabe classiche, nacquero alla corte del Re Sole tra il 1695 e il 1703 e fu Charles Perrault a scriverle, con lo pseudonimo del figlio. Nella versione di Perrault, alquanto moralista, Cappuccetto Rosso va a letto con il lupo e finisce mangiata senza speranze (le citazioni sono tratte da I racconti di mamma oca, 1697, nella versione l'Unità/Einaudi - 1992 -  tradotta da Collodi):
"...il lupo, vistala entrare, le disse, nascondendosi sotto le coperte: <<Posa la stiacciata e il vasetto di burro sulla madia e vieni a letto con me">>. Capuccetto Rosso si spogliò ed entrò nel letto, dove ebbe una gran sorpresa nel vedere com'era fatta la sua nonna, quando era tutta spogliata. E cominciò a dire: <<O nonna mia, che braccia grandi che avete!"...>> (p. 92).
[...] E nel finale:
"La storia di Cappuccetto Rosso fa vedere ai giovinetti e alle giovinette, e segnatamente alle giovinette, che non bisogna mai fermarsi a discorrere per la strada con gente che non si conosce: perché di lupi ce n'è dappertutto e di diverse specie, e i più pericolosi sono appunto quelli che hanno faccia di persone garbate pieni di complimenti e di belle maniere" (p. 93).

La traduzione, molto libera, fu fatta nel 1875, e in quell'occasione Carlo Lorenzini utilizzò lo pseudonimo di Collodi. Fu proprio il successo di questo libro che lo porterà a scrivere per l'infanzia e a pubblicare  Le avventure di Pinocchio, uscito a puntate a partire dal 7 luglio del 1881 sul Giornale dei bambini. Il moralismo bacchettone di Collodi e di Perrault avevano molto in comune. Basti pensare al grillo parlante, alla morale del bambino cattivo che mette nei guai il babbo, che diventa asino e addirittura fa morire di crepacuore la fatina dai capelli turchini, personaggio alquanto mutante nel libro, a volte mamma a volte sorella. Ma questa è un'altra storia, e se qualcuno volesse vedere le animazioni che ho fatto a partire dai disegni originali di Mazzanti lo può fare
qua.

[zop]


 

postato da zop | 17:42 | commenti (23)


lunedì, 05 settembre 2005
 



Traumi infantili
 
- Allora comincerei dalla mia infanzia dottore, se per lei va bene.
- L'infanzia va benissimo. Mi dica la prima cosa che le viene in mente.
- Ho il ricordo di mia madre in cucina che prepara quel cesto. Con le stiacciate e tutto il resto.
Non sono felice. Non ricevo mai attenzioni. Lei non mi ascolta. E' fredda. Non sento che mi ama. Non mi ricordo dei momenti di gioia, dei sorrisi, delle coccole. Mi ricordo solo dei rimproveri. Mi costringe a fare un mucchio di cose che non vorrei fare. Cose che non spetterebbe fare a me.

Mia nonna era malata. Viveva a un paio di chilometri da noi, in una casupola in piena campagna. Da sola. Non era completamente autosufficiente. Mia madre non se ne preoccupava più di tanto. Fingeva che andasse tutto bene. Perché le faceva comodo. Mia madre ama solo se stessa probabilmente.
Io ero piccola. Cinque sei anni. La mamma mi incaricava di portarle le provviste. Una cosa che avrebbe dovuto sbrigare lei, non crede?
Era una strada lunghissima per me. Con quel cesto pesantissimo. Ricordo la mamma che si raccomandava di seguire la strada maestra e di non tagliare per il bosco perché era pericoloso. Ma si rende conto dottore? Sua madre stava male. Ma lei, invece di accudirla, delegava la figlia di cinque anni.
Tutta quella strada! Se avessi avuto dei figli non li avrei mai trattati a quel modo. Li avrei amati. Altrimenti è meglio non averne.
Se una bambina così piccola decide di passare per il bosco e di inseguire le farfalle e i fiorellini, cosa c'è di male? E' normale. Ci sarebbe da aspettarselo da parte di un genitore coscienzioso.

Mi sono portata dentro questo senso di colpa per tutti questi anni. Perché avevo disobbedito. Perché ero stata cattiva. Era per colpa mia se la nonna e io siamo incappate in quella disavventura. Capisce dottore? Non per colpa di una madre snaturata a cui avrebbero dovuto togliere l'affidamento... Lei lo sapeva!
Lo sapeva che era pericoloso. E mi ha mandata lo stesso. La prova è che si era tanto raccomandata. Così aveva la coscienza a posto.
Quando mi hanno liberata, quando sono uscita fuori da lì, tutta sporca, bagnata e imbrattata... tremante, ferita... mezza asfissiata... tossivo. E rantolavo. Me lo ricorderò sempre. Ero terrorizzata. Terrore puro. Ho vissuto la morte in quei minuti.

Dopo quel trauma, invece di trovare affetto e comprensione, ho trovato il rimprovero perché avevo disubbidito. La morale del “te l’avevo detto io” e del “ti servirà di lezione”! Avevo messo in pericolo la mia vita e quella di mia nonna. Quando è morta, qualche anno più tardi, ho pensato che fosse per colpa mia.
Ma queste cose le ho elaborate solo oggi che sono adulta, dottore. Adesso ho capito che la colpa non era mia. Era di mia madre. Ma continuo ugualmente a star male!

- Adesso si calmi. Respiri. Pianga pure se le fa bene. Si sfoghi.
- Mi sta passando, grazie. Però vorrei interrompere per oggi. Se non le dispiace.
- Come preferisce. Per una prima seduta conoscitiva può bastare. La prossima volta andremo un pochino più a fondo.

La donna uscì dallo studio. Nella sala d'aspetto il paziente dell'ora successiva la guardava con gli occhi sgranati.
- Visto che ha già finito, le dispiace se entro anche se sono un po' in anticipo? Chiese impacciato e con voce grugnante.
- Ma certo. Gli disse. E aggiunse:
- Lei è quello della casa di paglia?
- Già, il più piccolo dei tre. Rispose abbassando gli occhi con vergogna.
- Ci avrei giurato! Replicò la donna sorridendo al porcellino. Poi sfilò il suo manto con cappuccio rosso dall'attaccapanni, lo indossò e si diresse verso il bosco saltellando immersa nei suoi pensieri. La prossima volta avrebbe raccontato tutto del lupo... ma soprattutto del cacciatore che l'aveva tratta in salvo!


[zop]

 

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giovedì, 01 settembre 2005
 



Il settimo piano
 
Nell'atrio di un hotel lussuoso ma freddo, due sconosciuti – una donna e un uomo – attendono impazienti l'arrivo dell'ascensore.
Entrambi indossano pantaloni rossi.
Lei ha una camicetta bianca, un po' sbottonata. Dalla scollatura aperta, tra i seni, spicca una collanina con un ciondolo che raffigura due pesciolini. Il suo segno zodiacale.
Lui è vestito sportivo ed esibisce una t-shirt stropicciata con stampato sul petto il logo del WWF.
Mentre la pulsantiera scandisce con le sue luci colorate l'appropinquarsi dell'ascensore i due, in un primo tempo un po' imbarazzati come avviene in queste circostanze, si squadrano fugacemente e infine si scambiano un sorriso.
- Buongiorno. Esordisce a quel punto lui con tono educato e gentile.
- Ciao! Sottolinea lei, facendogli in questo modo intendere che non è proprio il caso di darsi del lei.
Lui percepisce all'istante questo messaggio subliminale e le rinnova un sorriso questa volta sincero, invece che formale. In questo modo svanisce come d'incanto il tipico imbarazzo che, come una sindrome, colpisce gli sconosciuti che si trovano in ascensore.
L'ascensore arriva. Le porte si aprono. Lui le fa cenno di entrare per prima e galante le chiede:
- A che piano vai?
- Settimo!
- Anche io! Risponde lui, mentre il suo sorriso si allarga in modo sempre più radioso, rispecchiandosi in quello di lei.
Quando le porte automatiche si richiudono, lei, con tono spontaneo esclama:
- E' proprio pazzesco!
- Stavo per dire la stessa cosa. Risponde lui.
I due si guardano negli occhi. Poi lui, fissando il ciondolo nella scollatura, aggiunge:
- E' incredibile quante cose abbiamo in comune! I pantaloni rossi... il settimo piano... e poi ti confesserò che ho un feeling tutto particolare con i nati sotto il segno dei pesci!
Lei ride giuliva e ribatte:
- E io ho un debole per gli amanti degli animali, anche io sono iscritta al WWF! 

Mentre l'ascensore ha ormai raggiunto il primo piano, lui continua:
- Sai... oltre a tutti questi interessi in comune... ti trovo attraente anche da un punto di vista fisico! 
- Anche io! Risponde lei avvicinandosi.

Quando l'ascensore tocca il secondo piano i due sono abbracciati e si baciano voluttuosamente sulla bocca. Rimangono avvinghiati a quel modo sino al terzo piano. E’ lì che capiscono di amarsi. E che quello non è uno dei soliti  flirt passeggeri.
Mentre l'ascensore continua a salire lui si fruga nella tasca ed estrae un anellino. Attende qualche istante e, quando l’indicatore segnala il quarto piano, finalmente glielo porge e le sussurra:
- Tieni amore, è per te. Esattamente un piano fa ci siamo messi assieme! Vorrei che lo considerassi una specie di regalo per questa ricorrenza!
Lei, felice, lo ringrazia:
- E' vero che stiamo insieme solo da un piano, però ci baciamo già da due! E ci conosciamo ormai da ben quattro piani, in tutto! Senza contare il nostro primo incontro, nell'atrio... Ti ricordi? Gli stessi pantaloni... la sintonia zodiacale, il WWF... il settimo piano... tutte le coincidenze che ci hanno fatto innamorare!

Ma intanto l'ascensore si appresta a raggiungere il quinto piano e lì un momento di silenzio raggela gli animi di entrambi.
Lui arrossisce e il suo sguardo si fa assente mentre un sospiro triste lo tradisce.
Lei capisce che sta pensando a qualcuno che alloggia lì e si inquieta. Sicuramente si tratta di un'altra donna.
Lui le chiede perdono. Sembra pentito. Mentre l'ascensore è ormai al quinto piano le giura e le spergiura di amarla ancora e che si è trattato solo di un momento di sbandamento, forse di stanchezza. Una cosa senza alcuna importanza.
Lei sembra credergli e, nel perdonarlo, gli propone di fare un figlio al più presto.
Davanti a questa richiesta lui si schermisce. Dice che non si sente pronto.
La ragazza insiste. Per lei è importante, ma su questo argomento la loro intesa sembra improvvisamente svanire.

Tra il quinto e il sesto piano lui è insofferente. Lei è delusa. Gli rinfaccia di non essere più sicura di voler arrivare con lui sino al settimo piano. Preferirebbe scendere al sesto e vorrebbe starsene per un po' da sola a riflettere.
Lui la prega e la scongiura di non lasciarlo, e temporeggia fino a quando il sesto piano è superato. Solo allora si rendono conto entrambi di essere in gabbia. Ma ormai è troppo tardi per scendere.

L'ascensore si ferma al settimo piano. Le porte si aprono. I due escono senza più guardarsi.
Si allontanano verso direzioni opposte del corridoio. Senza voltarsi, ognuno dei due infila la chiave nella toppa della propria camera. Si odono due serrature che scattano all'unisono.
Poi due porte che sbattono.
Per il corridoio riecheggia come uno strappo il presentimento che non si rivedranno più.


[zop]


 

 

postato da zop | 09:47 | commenti (30)