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ZOP BLOG

NON SOLO ESERCIZI DI STILE!
Gli esperimenti di un extraterrestre finito non si sa come sulla Terra...

INDICE RAGIONATO & INTERATTIVO

ISTRUZIONI:
Leggi qui di seguito (lungo la striscia gialla) per ripercorrere la nostra storia e scoprire i nostri  giochi e le regole per partecipare


CHI SIAMO:
BLOG/OPIFICIO DI SPERIMENTAZIONE LETTERARIA CHE HA SCELTO IL WEB COME SUO TERRENO DI ESPRESSIONE!
 

Nato nel 2002, questo è stato il primo BLOG dedicato ai giochi narrativi e alle scritture collettive. Oggi vanta innumerevoli tentativi di imitazione ma non diffidatene! Il nostro obiettivo era quello di dar vita a un GENERE

CONTATTI:
zoppaz @ yahoo.it


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I LIBRI SCATURITI 
DA QUESTO BLOG:

2006





2003





E nel 2004 
un libro che qui si può continuare


Clicca per saperne di più e per SCARICARE GRATUITAMENTE UN CAPITOLO!

 


 

PREMI: 
Questo blog è arrivato secondo al concorso SCRITTURA MUTANTE 2003


www.trovarsinrete.org
SALONE DEL LIBRO DI TORINO
16 maggio 2003


COSA ABBIAMO 
PRODOTTO 
IN QUESTI ANNI:


IL MANIFESTO DADISTA di avanguardia letteraria digitale

Componimenti e racconti dadisti:

Melina e Alfredo: un racconto da giocare a dadi (di zop e vipensiero)
- Quattro e tre sette (di zop)

- Un dado di due (CioccolatoAmaro)
- Il gioco dell'oca 
(CioccolatoAmaro)
- Vita da dado (Senzaqualità)
L'incanto di pag. 49 (Letturalenta)
- La dadomante (Certepiccolemanie)
- Tirando il dado (Triana)

-
POESIE IN MOVIMENTO 1
- POESIE IN MOVIMENTO 2
- Parafrasando Tristan Tzara (Blogelis)
- La cintura di Fibbionacci (di Matteo)



RACCONTI BREVI 

° Cos'è: Racconti molto brevi pensati per una lettura a monitor.  


-
Come sono diventato un blog
-
I fratelli Lumierikòs da Siracusa (zop)
-
(...)bcdefghilmenopqrstuvz (zop)
-
Quattromenounquarto (zop)
-
Piccole bugie (zop)
- Esistono gli extraterrestri? (zop)
- L'ultimo ricordo (Mucio)

- L'uomo è misura di tutte le cose (zop)

- Il cane di Pavlov e il Tacchino di Russell (zop)
- Strano ma vero ( zop)
- Le avventure dell'uomo inscrivibile (zop)
- Dentro o fuori? (zop)
- Ho perso il sonno 1 
(di Francesca Mazzucato) 
- Ho perso il sonno 2 
(di zop)
- Giò e Leo (zop) 
- Il grande ciliegio ( di Flounder) 
- La botte piena e la moglie ubriaca (zop)
- Pimpinella corre corre (zop)
- Cosa mangia un blogger (zop)
- Smaltimento malocchi (zop)
- Le voci della città (di zop)
- Il foglio bianco (di zop)
- Estetica statistica (di zop)
- Il fischio (di zop)
- Discorsi da bar (di zop)
- La moneta che amava Rogerio (di Francesca Petilli)
- L'origine delle cose (Fracesca Petilli)

- Sto da cane (zop)
- 14 luglio 1789 (di zop)
- Ultima pagina (Francesco de Girolamo)
- Settimo piano (zop)
- Traumi infantili (zop)

RACCONTI & MUSICA (ispirati a canzoni o intrecciati con la musica)

- Sei fuori Jack (di emanreiv)
- Samarcanda (di zop)
- L'Armando, l'arma e l'amante (di zop)

- Il piano cocktail (da Boris Vian:La schiuma dei giorni) 


RACCONTI ROUSSELIANI

° Cos'è:
Una raccolta di piccoli racconti ispirati al metodo quasicombinatorio di un autore d'avanguardia semisconosciuto: Raymond Roussel. Se vuoi cimentarti anche tu... LEGGI, SCRIVI e MANDA! 

INDICE:

1 - Chi era Raymond ROUSSEL
(Il metodo di Raymond ROUSSEL)

2- Il capo di lana è steso al sole (Zop)
3- E' morta Della! (Blaue)
4 - Chiedici la luna (Dr. Dam)
5 - Esca quando ci sentiamo (Zop)
6 - Piego la sposa (Ironico)


RACCONTI CIRCOLARI

° Cos'è: Esperimenti di narrazione polivalente e circolare. 

1) Dimmi il tuo incipit e ti dirò chi sei (zop)
2) La nascita dell'uomo collettivo (zop) 
3) La battaglia navale: racconto da giocare! (zop)
4) Sogni (zop)
5) Il sogno ricorrente (zop)

6) UN FUMETTO COMBINATORIO (zop) 
7) Racconto MUTANTE
8) Le teste ( di Elena del Fabbro e Zop)
9) Saturazioni (di zop)
10) La storia (di zop)
11) Vita da moka (fumetto by zop)
12) Spirali (zop)



MINIGIALLI & MICROGIALLI 

° Cos'è: Nato da una proposta di Nando di Forlì, è una raccolta di gialli scritti nel modo più sintetico possibile (senza rinunciare tuttavia a colpevole, vittima, arma e movente). E' possibile partecipare con un racconto di una pagina oppure con una versione "atomica" che possa essere inviata con un sms. 

INDICE MINIGIALLI:
- La bocca della verità (Nando)
- Separati in casa (Nando)
- L'ultimo scaffale (Nando)
- Il professionista (Nando
)
- L'uomo di parola (zop)
- Il racconto killer (zop)
- L'assassino è il maggiordomo (zop)
- Metagiallio (e metà no) (zop)
- Il rosso e il noir: chi è l'assassino? (zop)
- Tira le tende (Bleusouris)
- Fantagiallo (zop)
- La pagina 125 (F. Arrasich)
- Giallo filosofico (zop)
- A Natale tutti più buoni (Nando)
- Forza di gravità (F. Arrasich)
- Non fare mai agli altri (zop)
- Non guardare mai altri... (Pois)
- Golden (Manginobrioches)
- Gelo (Farolit)

- Delicatessen (zop)
- Identificazione e suggestione (zop)
- Il serial killer editoriale (zop)
- Omicidio brutale (zop)
- L'assassino in erba (zop)
- Ultimo minuto (Nando)
- Negazioni (Certepiccolemanie)
- Le indagini del detective Maupertuis e del suo fido cane (zop)
- Appuntamento col serial killer (zop)
- Giallo poetico (di Gianluca)
- Il serial killer del CICAP (zop)


MICROGIALLI da SMS:

- Senza titolo (di Herzog)
- Senza titolo di (Penzogi)
- Senza titolo (di Sphera)
- Senza titolo (di A. G. Pinketts) 
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di Matisse)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di zop)
- Senza titolo (di Diario di bordo
)
- Senza titolo (di Disintegrato) 
- Senza titolo (di Fradiavolo
)
- Senza titolo (di Ghana)
- Senza titolo (di Ttulipani)
- Senza titolo (di Giulio Mozzi)
- Senza titolo (di Zu)
- Senza titolo (di zop)

- Senza titolo (di Herzog)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di Disentgrato)
- Senza titolo (di Mucio)
- Senza titolo (di Piazzagreco)
- L'omicidio più antico (Aitan e zop)
- Reo confesso (di Aitan)
- Giallini de il Gobb
- Giallini diabolici
- Senza titolo (di zop)
- Giallino metaomicida (Luca Confusione)
- Senza titolo (di zop)
- Sconfessioni (di Luca Confusione)
- Libero mercato (di Luca Confusione)
-
Senza titolo (di UnaStranStrega)


UBU BLOG di Alfred Jarry

° Cos'è: Un inedito di Alfred Jarry, padre della PATAFISICA, che mi è apparso in sogno e mi ha dettato l'ultima parte della saga di UBU RE!

Dramma in 4 post
° Scena prima [Ubu apre un blog e diventa una blogstar]
° Scena seconda [Ubu lancia un virusprogramma che cambia le parole dei blog delle blogstar]
° Scena terza [Ubu al gran blograduno]
° Scena quarta [Ubu in fuga]

 


LA DONNA SUB: 

° Cos'è: Esperimento di un NUOVO format per racconti labirintici e collettivi ispirato a Italo Calvino. Per leggerlo o continuarlo (è lo stesso) è archiviato qui



RADIOBLOG:

° Cos'è: Improvvisazioni di scrittura e di lettura tra radio e blog, in collaborazione con  RAI radio3. Andato in onda in due puntate nel settembre 2003 tutto si può oggi leggere e ascoltare qui


   ESERCIZI DI STILE BLOG:

° Cos'è: Il rifacimento internettiano e collettivo del capolavoro di R. Queneau con centinaia di esercizi giunti dal popolo della rete. 

Se vuoi partecipare con il tuo contributo: tutto inziò qui  
ed è archiviato qui 



 Manifesto PATAmediale per una nuova narrativa digitale:

° Cos'è: E' il tentativo di individuare e raccogliere dei precedenti letterari pre-elettronici che possano servire oggi da guida per inventare una nuova forma di narrazione che utilizzi il web come suo terreno espressivo. Se vuoi ampliare, segnalare o recensire autori, avanguardie, poetiche o esperimenti che si potrebbero oggi sviluppare in modo nuovo, mandaci il tuo contributo! 

INDICE:
§ - Calvino e il web
§ - Scrittura collaborativa
§ - Letteratura interATTIVA
§ - Generatori automatici di parole 

§ - Jarry e la Patafisica
§ - Avanguardie, Futuristi, Cinetici
§ - UNA TESI DI LAUREA CHE PARLA DI NOI!
§ - Roberto Busa pioniere dell'ipertesto
§ - Gulliver di Swift
§ - Carroll e Alice (che meraviglia...)


PataRecensioni e 
Fantasmi Letterari:

° Cos'è: Una raccolta di recensioni di libri, mostre, autori del passato... con un taglio spiritoso e divertente ma senza rinunciare al rigore! Racconti in prima persona, fantasmi che appaiono e raccontano la propria vita... 

INDICE:

§ - Blog, post e ante litteram
§ - Enrico Baj
§ - Libri d'artista
§ - Alberto Manzi
§ - PseudoCalvino: un'inedita Cosmicomica
§ - L'invasione degli ultracorpi interattivi
§ - Rayuela di Cortàzar
§ - La storia della QWERTY
§ - Animalcolisti spermatici anonimi
§ - Lo zio Fester e Majakowski
§ - Raymond ROUSSEL
§ - Boris Vian
§ - Viaggio d'inverno/Viaggio d'inferno
§ - Intervista impossibile a Giorgio Manganelli
§ - La sfida di Max Aub



I fantasmi letterari e il dietro le quinte di Laura Immaginaria

° Cos'è: La storia ironica e metaforica di come ho scritto un libro. Dai fantasmi letterari (o i riferimenti culturali?) a cui mi sono ispirato e che me l'hanno in qualche modo dettato, alle peripezie per trovare un editore che lo pubblicasse...

INDICE:
- Parti 1, 2 e 3
- 4° Parte 
- 5° Parte 
- 6° Parte 
- 7° Parte 
- 8° Parte 
- 9° Parte
- 10° Parte 
- 11° Parte
- 12° Parte
- 13° Parte
- 14° Parte


COSA ASPETTI? PARTECIPA! MANDACI I TUOI CONTRIBUTI! ENTRA A FAR PARTE DELL'OPIFICIO!

citofon@mi


zzZZzz
ZAPOTEK intervista ZOP
un emmepitré da scaricare


RINGRAZIO TUTTI QUANTI HANNO PARTECIPATO A QUESTO BLOG, E IN PARTICOLARE:


 Esercizi di Stile:
 
(in ordine di apparizione)

1)   Personalità confusa 
      (4,13,41,54)
2)   Antonella mamma felice (7)
3)   UnSentireEnorme (9,18,22)
4)   MG (15,62) 
5)   Zu (21,293) 
6)   Analize  (23,33)  
7)   Zoeee  (25,29,171) 
8)   Swe  (26,35,43) 
9)   Dona (28)
10) Leonard0 (30) 
11) Frammento 
     (31,45,70,111,173,182)
12) Mim*mina (32)
13) Giornale di cantiere (34)
14) TocWebLog (37) 
15) Crl_Alt_Canc (38)
16) Trilly (39)
17) Zizzi (40,83,135)
18) Mu (42,57,85,143)
19) La Pizia (44)
20) Palomar (46) 
21) Uiallallà!  (47,68,86,248)
22) Michele (48,55,81,
      104,141,145,148)

23) Butterfly (56)
24) Skip intro (60,74)
25) Spiritum  (53,64) 
26) EnzØ: POLAROID (67) 
27) :Deliuz (75) 
28) Janex (78,149)
29) Blogging Sil (79,87)
30) Rafael:subtle (89) 
31) il Griso (90)
32) Gus (94,101,110,120,131,
     134,140.154,169, 193,206,213,
     240,249,255)

33) Billie Joe (102,124,142,174,207,
      240)

34) MacUbu (103)
35) Uzi: Scopriamo l’acqua calda 
      (106)

36) Miki (107)
37) Lo scopriremo solo vivendo 
     (109)

38) Polena (113)
39) Patch (116, 129)
40) e-pistole (118, 123)
41) Satine (122)
42) Clutcher (125)
43) Gokachu (126)
44) dora okojie & thesubtler (127)
45) Lella con la stampella (128)
46) John Sebastian Moran, jr. (133) 
47) Convesso (136)
48) Viewpoint of cat =^.^= (137, 259)
49) Pattinando (138)
50) .mau. (139,144,147,166,
     177,211,217,220,233,234,
     257,264)
51) elfob (150) 
52) delio (151, 156)
53) Horselover_Fat (153) 
54) +Lucretia+ (155)
55) marcorosè gr0ucho3
      (157,170,176)
56) Nicola (158)
57) Massimo De Sanctis (159)
58) damiano (160,163,201)
59) franc'O'brain" patti (161)
60) mucio (162,168)
61) Tutore (164)
62) amnesia (165)
63) Nando da Forlì (172,191,279)
64) Marta (175)
65) DemonAngel (178)
66) Brevi3pidari (179)
67) Massimilano (180)
67) Davide (184)
68) Follia e delirio (185)
69) MoNiZiA (186)
70) Enrico la talpa (187,188,
    198,203,230)

71) Chiaraaa (189)
72) AdRiX (192)
73) NiEnTe (194,196,199)
74) Piergiuliano Pusceddu (195)
75) Prosperpina (197,236)
76) Koa (202)
77) Aske (204)
78) Ackab (205)
79) October (208)
80) Aleph_ (209)
81) Blaue (210) 
82) Si fossi foco (212)
83) Akaglenn (214,219,221,
     223,224)
84) Alexander (215)
85) Klingsor (216)
86) Aelice (218)
87) Emma (222) 
88) Severine 2 (225)
89) La Trota (226)
90) Adeletta (227)
91) Alincielo (228)
92) Strani pensieri (229,235,243)
93) Kiara Blog (231)
94) Estatevizitti (232)
95) Zagaraulente  (237)
96) emmeline (238,245,251,270)
97) Laura 756 (241)
98) Mukka Mukkona (242, 277,281)
99) Mònnalisa (244,254,269, 
       271,282)

100) Lisa (246,260,283,300,301)
101) Gianluca Brian (247,252,276,298)
102) Malacarne (250, 262.274,288)
103) Daneel (253,265,268,280,284)
104) 3-feb. (258) 
105) Serendip (261)
106) Mia_Wallace (266)
107) La Rana e il Principe (267)
108) Rillo (272)
109) Tristano (273)
110) Bacodaseta (275)
111) Claudio Emme (278)
112) Ironico (285)
113) Thiswas (286)
114) Redsun (287)
115) Jacoposki (289,291)
116) drdam (290)
117) anonimo (292)
118) C-blog (294)
119) bordellobordeaux (295,296)
120) prof. Ulrico (299)
121) MarZa [giunelpoZZo] (302)
122) Manginobrioches (303)
123) Paolo Miano (304) 
124) Invernomuto (305)
125) Giancarlo (306)
126) Margherita Underbreath (307)
127) Newlilith (308)
128) G-Host (309)
129) Stefano bellezza (310)
130) alwaysinprogress (311)

 ... 
Zop (che ha scritto gli altri)


RadioBlog:  

prima puntata 11/09/03
1 - Giuseppe Genna 
2 - Francesca Mazzucato 
3 - Raul Montanari 
4 - William Nessuno
e gli improvvisatori della rete:
5 - Pproserpina 
6 - kheschifo
7 - karnilla
8 - diogene
9 - MinaMurray  


seconda puntata 25/09/03
1 - Giuseppe Caliceti
2 - Eloisa [La Pizia] Di Rocco
3 - Giulio Mozzi 
4 - William Nessuno
e gli improvvisatori della rete:
5 - .mau.
6 - Mike del Pallone di Achille 
7 - ctrl-alt-canc 
8 -
Francesca Mazzucato 
9 - Pproserpina 
10 - Marco Rosella 
11 - Adayinthelife 
12 - Gostein 
13 - Elwood 













venerdì, 29 aprile 2005
 

 

Il Grande Ciliegio
[by Flounder]


Te lo ricordi? Il ciliegio piantato da chissà quanto tempo, enorme, la casa l’avevamo comprata apposta per l’albero.
Eravamo sdraiati all’ombra e fumavamo, era l’inizio dell’estate. Di tanto in tanto tossivi. Succede spesso quando fumi sdraiata, inalazioni troppo ampie, cassa toracica schiacciata, gola contratta. Tossisci e tossisci e mi tocca batterti la schiena. Fu durante il colpo di tosse che avvertii quel rumore sordo e qualcosa che si muoveva, uno smottamento sotterraneo.
- Hai sentito? Ti chiesi, e mi misi a sedere.
- Cosa?
- La terra, la terra che si muoveva, l’hai sentita?
- No.
- E’ per via della tosse – dissi – sembrava una scossa di terremoto.

Ti mettesti a sedere anche a tu. Di nuovo il rumore, questa volta più vicino e qualcosa che si muoveva, lo vedevo con la coda dell’occhio.
Sì, sì, lo so che non vuoi sentirne parlare, che da allora abbiamo stretto un patto, ma stasera è più forte di me, ho voglia di ricordarlo, di raccontarlo di nuovo, non possiamo sempre fingere. Quelli del genio civile ci dissero che la casa era costruita su una vecchia cava di tufo e l’assicurazione ci ha rimborsato a sufficienza, ma non possiamo andare avanti tutta la vita a raccontarci questa storia della cava. Lo so, lo so che se continuo a parlare infrangerò il patto e tu forse andrai via e racconterai al mondo intero che sono matto, lo so, ma stasera non mi importa nulla. Allora, ti ricordi o no? All’improvviso uscì un serpente dalla terra.
- Cos’è?, mi chiedesti spaventata
- Sembra… sembra un radice, risposi meccanicamente, come se all’improvviso avessero iniziato a proiettare un vecchio film di fantascienza degli anni ’30. Il serpente chiamò i suoi fratelli e cominciarono a flagellare le mura, a scardinare porte e scuri, a stritolare i nostri elettrodomestici. La casa era isolata, non potevamo chiamare nessuno. Durò meno di cinque minuti, ti ricordi? Mi prendesti la mano e la stringesti con forza, fino alla fine. I serpenti tornarono sotto terra e il ciliegio scricchiolò ancora un poco, un impercettibile tremore della terra. Mi accesi un’altra sigaretta e te la passai per una boccata.
- E adesso – mi dicesti – che cosa dobbiamo fare?

E’ andata così, vero?
No, la casa era vecchia, malandata, costruita su una cava di tufo. Forse hai ragione tu, è andata davvero così.
Ci accendiamo una sigaretta. Sei pensosa.
- Hai innaffiato i ciclamini sul davanzale? Chiedo tanto per cambiare discorso.
- , mi rispondi laconica
- E il benjamin?
- Pure.

Un brontolio ci fa sussultare, viene dal lato sud del salotto, proprio dove c’è il ficus. Ci guardiamo atterriti. Alzi il volume dello stereo e mi sorridi.
- E’ solo il traffico dell’ora di punta.
Abitiamo al secondo piano, in un condominio, in una strada molto trafficata. L’amministrazione comunale ha deciso di piantare degli oleandri lungo i marciapiedi.
- Sono velenosi, ti ho detto la scorsa settimana
- Tanto non dobbiamo mangiarli, mi hai risposto ironica
Ma in fondo agli occhi ho visto che avevi paura.


[inviato da  Flounder:
http://certepiccolemanie.splinder.com/]

 

 

postato da zop | 09:46 | commenti (11)


martedì, 26 aprile 2005
 



Giò e Leo

Era come una specie di battaglia navale, solo che usavano il pennello. Uno di fronte all'altra, si guardavano negli occhi, ma nessuno poteva sbirciare
cosa accadeva sulla tela dell'altro. Andarono avanti per anni, poco alla volta, nei momenti in cui si riuscivano furtivamente a vedere nello studio di lui, all'insaputa del marito di lei.
Un colpo a testa sulla tela.
Poi ognuno rimirava il propro quadro, che l'altro non poteva vedere. Quindi guardava negli occhi il dirimpettaio, come per un raffronto. E poi giù a ridere a crepapelle per tutto il resto della giornata!

Non finivano mai. Era un gioco infinito e potenziale.

Finalmente, un giorno che era per loro speciale, decisero di fare il tanto atteso confronto, e per la prima volta ognuno vide il ritratto eseguito dall'altro.

Fu allora che smisero di ridere.

Il quadro di Leo era proprio molto bello e il ritratto di Giò era riuscito particolarmente bene, per la somiglianza, per l'espressione del volto e persino nel suggestivo paesaggio che fungeva da sfondo. Davvero un buon quadro.
Ma il quadro di Giò, quello che raffigurava Leo... il quadro che aveva
fatto Giò era straordinario! Era davvero insuperabile, qualcosa di unico al mondo, qualcosa di assolutamente innovativo e fuori dal comune.

Leo le si accostò con espressione molto seria e professionale e le sussurrò:
- "Giò, hai vinto e stravinto. Credo che il tuo quadro sia in
assoluto la cosa più bella che abbia mai visto, e lo sai che un po' me ne intendo di pittura".
Giò arrossì. Abbassò lo sguardo e rispose qualche cosa di modesto e di
sottomesso, ma in cuor suo sapeva che aveva vinto e che il quadro di Leo, per quanto bello, non poteva assolutamente competere con il suo.

Poi il tempo ha stravolto ogni cosa, come spesso fa.
Dopo tutti questi secoli è accaduto che il quadro fatto da Giò andò perduto in un incendio, e nessuno a parte Leo lo vide mai. Il quadro di Leo (il suo vero nome era Leonardo) invece, seppur molto meno interessante e più modesto in confronto, è oggi conservato al Louvre, custode di quel misterioso sorriso di Giò, come la chiamava lui (il nome vero era Monna Lisa)  che rideva felice e gioconda, mentre dentro di sè sapeva che avrebbe vinto quella gara.

[by zop, 2000]

 

 

 

 

 

 

postato da zop | 10:04 | commenti (29)


venerdì, 22 aprile 2005
 

 
Sorpreso per aver suscitato tanto entusiasmo ma anche tanto sincero e profondo orrore con il racconto precedente (pur senza alcun ricorso a killer splatter sangue merda e affini), proverò a orripilarvi quest'oggi in modo più tradizionale.


APPUNTAMENTO COL SERIAL KILLER

Ammetto che ero prevenuta. E - al solito - molto nervosa per aver invitato a cena nella mia villa isolata un perfetto sconosciuto-conosciuto in chat poche ore prima. Mi avevano detto che era uno famoso per i suoi doppi sensi. Come ogni volta in un primo momento ero tutta entusisasta ed eccitata all'idea. Poi, quando si avvicinava il momento dell'incontro, ero sempre più pentita e terrorizzata.
Quando è arrivato, anche se sembrava carino e a posto, ho temuto che potesse essere un maniaco sessuale. Così, quando mi ha detto che gli piacevano i "giochi linguistici" guardandomi a quel modo... ho afferrato la bottiglia dello Champagne e senza pensarci due volte l'ho colpito due volte! Per un totale di quattro volte.
Non avevo capito che fosse un enigmista. Il giornale dice che era sposato. Perfetto! Non l'avrà detto a nessuno che veniva qui, come fanno quelli sposati.
Che impressione! Quando era a terra con gli occhi strabuzzati, prima di morire mi guardava con uno sguardo... di sicuro a quel punto anche lui stava pensando a quanto è pericoloso accettare appuntamenti dagli sconosciuti.
Mentre io ripensavo a quel che avevo rischiato a farlo entrare da me. Per quel che ne sapevo avrebbe potuto anche essere un serial killer! Meglio non rischiare! Come con gli altri tre prima di lui.
Ora non mi resta che fare la stessa cosa anche con quest'ultimo.
Piano piano, un pezzettino per volta, un po' per giorno.
Stasera, prima di andare a dormire, devo finire almeno anche l'altro piede.
Se non la smetto di farmi prendere da questo impulso di invitare a cena a casa mia gli sconosciuti, addio linea! Il solo pensiero di mandarne giù un altro boccone mi fa sentire male... vorrà dire che poi vomiterò! Burp!


[zop]

 

PS
e a proposito... sui serial killer è appena uscito questo, fresco fresco di stampa:


 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da zop | 09:36 | commenti (39)


lunedì, 18 aprile 2005
 

 
DENTRO O FUORI?

Tutto ha avuto inizio quando, da bambino, giocavo ad incrociare gli occhi. Mi riusciva facile e naturale. E davo spettacolo in tutta la scuola. Nessuno era così bravo. Li potevo  incrociare spostando entrambe le pupille verso il naso o altrettanto facilmente girarle all’esterno, verso le tempie. O anche spostarle separatamente come un camaleonte, una verso il naso e l'altra verso le tempie. E' solo questione di allenamento.
Crescendo ci ho preso gusto. Mi sono allenato per anni e anni.

Un giorno mi è venuto in mente di provare a rovesciare i bulbi oculari all'indietro più che potevo. In modo che da fuori un osservatore avrebbe visto solo il bianco dei miei occhi, come quando si perdono i sensi. Così ho cominciato ad allenarmi. Giorno dopo giorno spostavo sempre un po' più in là il limite dove riuscivo ad arrivare, fino che il dolore non mi fermava.
In un primo momento pensavo che in quel modo sarei forse riuscito a intravedere il mio cervello, che è subito dietro le orbite oculari. Non vedendo però nulla, ho ipotizzato che forse non lo avevo riconosciuto subito perché dentro è tutto buio. In effetti quando chiudiamo gli occhi, non possiamo vedere l'interno delle nostre palpebre. Con gli occhi chiusi non vediamo più nulla! Eppure, mentre mi esercitavo a quel modo, qualcosa scorgevo... Qualcosa all'interno di me.

Ormai sapevo rivolgere i miei bulbi oculari di oltre 180 gradi senza dover compiere alcuno sforzo, e potevo andare dappertutto con lo sguardo, al mio interno. Così, gira gira, mi sono accorto che c'è un punto preciso, probabilmente una zona molto piccola, in cui si vede una luce intensa. Non so come spiegarlo. E' come quando con un dito ti schiacci un occhio lateralmente affondandolo più che puoi. All'improvviso vedi una specie di luce. Allo stesso modo, rovesciando gli occhi all'indietro e posizionandoli in quel punto preciso che inizialmente avevo difficoltà a trovare, ecco che compare una luce, e all'improvviso si squarcia il buio in cui si precipita quando si serrano gli occhi. E' tenendo le pupille fisse su quella luce molto piccola ma intensa che ho imparato a vedere dentro di me.

Al principio non distingui nulla. Ti devi abituare. Piano piano riconosci delle macchie, dei colori, persino dei movimenti. Ma per poter vedere davvero, ci vuole del tempo. Bisogna imparare. Quando finalmente riesci a fare ordine, per così dire, nel caos delle luci e dei colori che ti bombardano, allora ti accorgi che quel che stai vedendo non è tutto sullo stesso piano. Ha una sua profondità. E dall'indistinto separi lo sfondo da quel che c'è davanti. Poi scopri che le dimensioni di quel che vedi non sono assolute! Le cose grandi non è detto che siano grandi davvero. Possono essere semplicemente vicine. Esattamente come avviene quando guardi fuori. Quando un neonato impara a vedere passa per una fase analoga, probabilmente. Capire che uno stesso oggetto cambia dimensioni a seconda della vicinanza e che un moscerino vicino all'occhio appare più grande di un piccione lontano è qualcosa che si deve apprendere con l'esperienza, non è facile da comprendere razionalmente. Lo stesso vale per il dentro. Quando impari a mettere a fuoco la profondità, è a quel punto che si apre un nuovo mondo davanti (o meglio dietro) ai tuoi occhi. E questo mondo interno è un vero e proprio universo! Altrettanto sterminato e infinito di quel che c'è fuori. Quando impari a vedere dentro, scopri che sei solo un puntino. Per qualche motivo fisico che ancora non ho compreso, rovesciando gli occhi indietro a quel modo, l'occhio umano funziona come una sorta di microscopio, probabilmente, e ti fa vedere quel che avviene dentro a livello cellulare. Insomma ti ritrovi veramente in un altro mondo. Ti senti come un astronauta in un nuovo universo. O come se ti avessero trasformato in esserino delle dimensioni di un globulo rosso. Alla fine, quando tutte queste sensazioni su cui inizialmente sei costretto a riflettere divengono naturali e non ci pensi più, ecco che riesci a distinguere anche il tuo corpo. E' in quel momento che si compie il rovesciamento.

E' come nascere una seconda volta. E' il rovesciamento di tutte le cognizioni che hai sempre avuto. E allora capisci che il fuori non è il fuori e il dentro non è il dentro. Tutto è relativo. Anzi, forse è l'universo che abbiamo dentro quello vero! Quando sei entrato dentro di te ti ritrovi un corpo al cui interno ci sono la Luna, il Sole le stelle e tutti i pianeti. Mentre fuori di te, nel cosmo, galleggiano il fegato, i polmoni, il cuore... come astri giganteschi e luminosissimi.

Oggi come oggi non saprei più distinguere con certezza se c'è un fuori e un dentro di noi, né come fare a distinguerli. Tutto dipende da come metto gli occhi.
Quel che so è che ho preso la mia decisione.
Ho deciso di andare a vivere per sempre dall'altra parte. Definitivamente. Non che il nuovo mondo sia più bello di quello che ho sempre vissuto... questo non lo so. Non lo conosco ancora. Però è nuovo. E tutto da esplorare. E sembra proprio una specie di paradiso terrestre pieno di animaletti incredibili, di colori inediti, di sostanze indescrivibili.

Non mi resta che salutarvi e partire. Novello Adamo nel nuovo mondo. Sono però più che certo, che se qualcuno, leggendo questi appunti, vorrà provare a rovesciare gli occhi, e trovare il punto giusto che ci trasporta nell'universo interno... allora non sarò più solo. Allora qualcun altro comparirà a farmi compagnia. E saremo in due... E son convinto, che pian piano, altri ci seguiranno. E alla fine, prima o poi, tutta l'umanità, rivoltata come un calzino, mi raggiungerà dall'altra parte. Ne sono certo.
Addio. Anzi, arrivederci...
Vi aspetto.


[zop]


postato da zop | 09:55 | commenti (33)


mercoledì, 13 aprile 2005
 
 

LE TESTE


Teste di Elena del Fabbro
Testi di Zop...

(clicca sulle immagini per ingrandirle) 



 
Sì. Ho perso la testa! 
Ma non ho perduto la faccia!



L'ultima immagine che ricordo è stata quella della folla
a cui il boia mi mostrava dopo che la ghigliottina mi aveva mozzata. 
Poi la vista si è appannata e un senso di svuotamento mi ha riempita.



Io ho perso la testa
per un ballerino di flamenco!



Non ho mai avuto troppa testa...
ora invece sì!



In un momento d'ira, non ci ho visto più
e ho perso la testa solo per un attimo.
Ma tanto è bastato.
Non sapevo fosse irreversibile!



Ho perso il mio corpo
perché non ha voluto seguirmi
nel mio amore sbagliato!



Ho perso la testa semplicemente
per un vestitino e un paio di scarpe...



Ho perso la testa su un rompicapo...
 



Ho sempre avuto la testa tra le nuvole.
Ora ho un buon motivo.


Non è vero che si perde la testa! 
Anche se te la staccano noi rimaniamo
dentro la testa senza possibilità di uscirne. 
E' il corpo quello che si stacca! 
Come quando ti tagliano un braccio. 
Tu non sei nel braccio. 
Sei nella testa!

 

 

[Spiegazione e continuazione: Elena del Fabbro è un'artista sanguigna e poliedrica che vive a Udine. Pubblico qui la sua collezione di teste, assolutamente inedita fino ad oggi. Guardandole le ho trovate di una forza intensissima. Ognuna di loro mi ha ispirato, suggerito, o forse dettato, una breve frase, o forse una vita. Il gioco che vi propongo è quello di guardare queste teste attentamente fino a che, come fossero fantasmi, le sentirete parlare. A quel punto non vi resta che scrivere quel che loro stesse vi racconteranno. Se i contributi saranno abbondanti e significativi, mi piacerebbe costruire in seguito un gioco combinatorio: TESTE & TESTI. Vicino a ogni testa appariranno casualmente le frasi sempre diverse arrivate dal popolo della rete. zop]

 

 

 

 

 
postato da zop | 10:30 | commenti (32)


lunedì, 11 aprile 2005
 

 

HO PERSO IL SONNO 2

Riassunto: C'è una donna che non riesce a dormire. Ha perso il sonno. Lo cerca ma non lo trova. Forse qualcuno lo ha rubato. Dove sarà finito? Ho provato a continuare il gioco del sonno e delle rime di Francesca.


Per non impazzire mi basterebbe dormire. E invece sono immersa, e completamente persa come una bimba, nel caleidoscopio dell'uomo Sbarbato che sa trarre meraviglie dalle semplici poltiglie. Guardo lì dentro, come in un sogno. Sbircio in eterno per sfuggire dal mondo, mi distraggo per inseguire un bisogno. Per snaturare la verità, provo in questo modo a deformare la realtà. Fino a scorgere un riflesso che tradisce la presenza di una specie di amplesso, proprio alle mie spalle, che si moltiplica in mille bolle. Sono le mille sfaccettature di un uomo alto e magro, capace di squisite premure ma anche delle più crudeli torture. Lo riconosco! Rido e me ne beo. E' lui, il Sonno, figlio della notte e padre di Morfeo, che quando con il papavero sfiora le palpebre e gli occhi, fa nascere i sogni, come balocchi. Allora non l'ho perso! Non me l'hanno rubato! Si era solo nascosto al mio sguardo turbato. E' tra i miei capelli, la nuca e le spalle, per farmi il solletico con zanzare e farfalle. Adesso capisco che non mi ha abbandonato, è sulla mia schiena. Non ho perso il sonno si è solo spostato, ha voluto cingermi il lato sbagliato. E' il gesto estremo di chi è innamorato:
- "Se dormi troppo il sonno svanisce! Se dormi di sasso il torpore finisce!"
Per questo si è celato. Per questo si è voltato. Da quando è fuggito dai miei occhi ho sonno in ogni momento! Bel tormento che, haimé... non mi farà più assopire! In questo modo mi vuol far morire.

Son sempre più stanca. Ho sempre più sonno e gli occhi neri e le occhiaie da tonno! Ma se serro le palpebre mi accende scintille che incendian di luce le nere pupille. Per questo non dormo! Perennemente assonnata. E di riposo sempre più assatanata. Lui l'ha capito, io l'ho intuito: meno dormirò più bisogno del Sonno avrò. Me lo ripete all'infinito e mi scongiura con ossessione per farmi vivere la sua paura. "Quel che meno si possiede più si ama. Si desidera una cosa solo quando è lontana". Teme che se mi addormenterò poi... lo lascerò. Teme che al mio risveglio a qualcun altro
penserò. E' solo disperato e non accetta più l'idea di sentirsi trascurato. E' solo spaurito perché è geloso. Forse di un marito, forse del mondo vero
di cui andrebbe goloso. E' un suo complesso di inferiorità nel confrontarsi con la realtà.

Corro allo specchio, mi guardo e lo vedo. Mi sembra più vecchio, anche lui è allo stremo. Gli sussurro uno "scemo". Gli grido che la sua gelosia non ha ragione che è solo pazzia. Per un istante si ferma. Mi giro di scatto e così lo sorprendo. Mi pare un matto. Mi guarda distrutto. Lo guardo spossata e lo abbraccio di nuovo. In un lampo mi avvolge e mi ritrovo come un pulcino protetto nell'uovo.

Finalmente dormo. Finalmente sogno. Mentre riposo il mio mondo è quell'uovo. Vivo al mio interno ed ignoro l'esterno. Il sonno ha il suo orgasmo, io il mio ristoro. Non voglio svegliarmi e sprofondo nel letto. Se apro gli occhi il sonno svanisce. Se rompo il guscio il sogno finisce. E la vita che non voglio, fuori, rinasce. La ignorerò. Resterò nel mio caleidoscopio. E con il mio magro sonno, dentro al mio sogno, per sempre vivrò.


zopzzzzZZZZZzzzzz...


postato da zop | 09:42 | commenti (24)


venerdì, 08 aprile 2005
 


Ho perso il sonno
di Francesca Mazzucato

 Ho perso il sonno e non so dov’è andato, ci ho provato a cercarlo, a fischiare per chiamarlo, a dirgli torna indietro, non ti metto sottovetro, ho voglia di sognare, di lasciarmi andare fra corpi d'amore e ricordi di sole col corpo di salsedine e cremoso, sulla spiaggia dell'Uomo Pensoso, che qui nel Ponente è la preferita dalla gente come me, che non ci è nata in questa terra ma l'ha amata per tante ragioni. Ho lasciato al sonno il suo tempo, mi sono detta magari se chiudo gli occhi che si sprigioni e mi porti via? Era solo una illusione la mia.

Non ce la posso più fare. Devo dormire lo devo cercare.. Ho sollevato la tovaglia di cucina ma sotto non c’era, sono scivolata sulla cera e ho sbirciato sotto il grande cassettone, ho trovato una penna mangiata, una tavoletta di cioccolata, la storia di una fata, fotografie stracciate, lettere d’amore masticate piccine per sentirle più vicine ma il sonno non c’era,  e cominciava a scendere la sera.

 Ho perso il sonno non me ne sono accorta, forse ho preso una storta e cadendo lui si è rovesciato e poi ha strisciato lungo la strada in salita, per vedere il mondo e non solo la mia vita. Ma  poi alcuni elementi esteriori mi hanno fatto smettere di cercarlo fuori.  Il mio compagno me l’ha rubato. Torna dal lavoro ed è perennemente assonnato, non gli succede mai, di solito il suo ritorno è un momento tutto di parole, indivisibili sorrisi, visi passati davanti, uomini e donne da curare, corpi stanchi o soddisfatti, di cui mi racconta i dettagli, di cui affettuosamente descrive i travagli. Adesso torna, tempo di saltargli al collo, di infilare il naso nei suoi capelli, di leggergli una riga di una storia, un frammento di un diario segreto, di guardare girare il carillon sottovetro che abbiamo comprato dall’Uomo Sbarbato che balla quadriglie e vende meraviglie, tempo giusto di fare questo, salire  in fretta  per un giro di giostra, la ballerina in bella mostra e lui cade addormentato sul divano rimasto aperto, comodo come un letto, con le coperte di tutti i colori, fra libri e telecomandi, sotto a poster di film e carta da parati a fiori. I casi sono due o me l’ha rubato o è proprio il sonno che se n’è andato  e gli è saltato addosso. Non lo posso biasimare, come uomo è un piacere da vedere, come una barretta lunga e stretta ripiena di latte con le caramelle di glassa a ornare.

 E’ alto e magro, con gli occhi come quelli buoni dei cartoni animati, avrà detto il sonno: adesso lo faccio riposare, non che debba ingrassare, ma questi occhi che vedono sofferenze, che infilano aghi, che forniscono supplenze di confessori davanti ai dolori di pazienti troppo vestiti per spogliarsi senza essersi rilassati, per svestirsi avvertiti e respirare, questi occhi, adesso li facciamo riposare. Sia chiaro, anche prima dormiva. Però c’era il tempo di guardare la nostra stella migliore, c’era il tempo di parlare dell’ultimo gioco visto fare, in strada  dal bambino pelledipesca che inventa cose belle da spiare, che si traveste, che si lascia agghindare da una bambina magra e pollicina che lo tortura finché non la fa partecipare. C’era il tempo di provare le collane d’avorio lasciate da una zia tornata a occuparsi dei suoi pozzi di petrolio, e io mi rimiravo come una divina, le sentivo sulla carne con un brivido improvviso e dalle parole e dal sorriso si passava, beh si può capire. Adesso lui non fa  altro che dormire. Dorme simpatico, rannicchiato e a volte dice delle cose, quando si sveglia mi spiega che era il linguaggio di un sogno, uno particolare che lo aveva portato sul mare e poi a ballare con una vecchia signora dai capelli folti di radura. Dorme simpatico, si capisce che riposarsi lo rinvigorisce, lo prepara per l’indomani, per i corpi malati che lui ritiene sovrani delle sue ore, del suo saperci fare, che con le mani è un mago a trovare quello che a volte non è facile da snidare. Non è facile e non è bello, ma se c’è va trovato, come un mango o un frutto che deve essere pelato e poi si decide se mangiarlo tutto.

Lui dorme simpatico e io dormo tre ore tutte le sere. Scrivo e va bene, leggo e va bene, scambio messaggi con amici lontani infilando dichiarazioni d'amore in bottiglia che per l'imbarazzo che mi piglia finisce che scrivo in francese,  guardo vecchi film sempre i soliti e anticipo le battute sentendomi ora un personaggio ora l’altro, mai quello scaltro ma quello inquieto, o quella svampita che ama riamata ma cerca l'amore puro e assoluto e continua a ricevere il rifiuto che la fa respirare come un ossigeno casalingo, da provare.

 Sonno scaltro, mi hai lasciato notti da popolare, di storie da inventare, di vicende fittizie da provare, di libri da terminare, ma mi trascino pallida e disattenta, e finisce che scendo per un caffè, dimentico il telefonino, mi sbaglio e ordino un cappuccino bevo latte e menta rubandolo alla signora del baretto, che si arrabbia e mi guarda  sghemba(come la sua gamba), insomma, alla fine succede un casino. Proverò, ma senza alcuna certezza a fare un salto dall’Uomo Sbarbato, quello che balla quadriglie e che vende meraviglie. L’ultima volta mi ha raccontato una storia che non cominciava con c’era una volta, la storia di un caleidoscopio senza eguali trovato fra i pirati degli otto mari(è fatto così deve sempre distinguersi)

Magari avrà un lenimento, conoscerà qualche portento che renda il mio corpo capace di attirare un po’ di sonno da qualcuno, anche di seconda mano, un sonno strano, con sogni di spirali, con immagini di animali. Mi accontento di tutto, non dormire è brutto. Allora mi allontano silenziosamente. Lui dorme simpatico, non si accorgerà di niente.


[Proposto da Francesca Mazzucato. Che lancia il gioco e invita a giocare!
Dove è andato il sonno? Chi lo sa? Chi lo vuole continuare? Fuori le ipotesi... fuori le narrazioni! Chi vuol giocare - al solito - scriva via mail la sua... l'indirizzo di questo blog è un citofono sopra un aereopottero. Quello di Francesca è sul suo blog... basta seguire il link:
http://narrazioni.blog.excite.it]

 

postato da zop | 10:27 | commenti (8)


mercoledì, 06 aprile 2005
 

Le avventure dell'uomo inscrivibile

E' dal primo giorno che ho aperto questo blog, ormai son nel terzo anno, che cerco, senza riuscirci, di raccontare una storia incredibile, a cui ho assistito con i miei stessi occhi. Una storia davvero entusiasmante e insolita capitata a un uomo che non conosco. E' per raccontare questa storia che avevo aperto il blog. Eppure, sin dal primo giorno, ogni volta che mi son messo davanti al PC con l'intento di divulgarla a tutti, per un motivo o per l'altro ho rimandato. Ogni volta, quando sto per iniziarla, mi viene in mente qualche cosa d'altro e va a finire che scrivo un'altra storia, rimandando a domani quello che volevo raccontare. All'inizio mi sembrava quasi di sprecarla, una storia così, a raccontarla in un blog. E pensavo fosse quello il motivo per cui non riuscivo a scriverla e la procrastinavo all'infinito.
In qualche occasione mi son messo d'impegno per scriverla per bene su un documento di word, in modo che una volta pronta, la potessi poi pubblicare nel momento più opportuno. Ma anche in questo modo... niente!
Quando ci provo va a finire che cincischio e non combino nulla.
Apro word, mi metto davanti alla pagina bianca, sto per iniziare... ho in testa molto chiaramente l'incipit... ma invece di scriverlo perdo tempo a impostare il font, o mi viene in mente che devo fare una telefonata. Oppure mi salta in testa una nuova idea geniale e la inseguo, perché se non la scrivo subito poi la perdo. Mentre la storia che voglio raccontare da anni non corre il rischio di andar dimenticata, e chi se la dimentica più?

L’ultima volta che ho provato a scriverla mi sono accorto che il correttore ortografico non era installato correttamente e l’ho dovuto reinstallare, perdendo tutto il pomeriggio in una manutenzione del computer che si è rivelata interminabile.
Insomma ogni scusa è buona.

E la storia di quest'uomo non riesco mai a scriverla. Come fosse una maledizione. E' difficile spiegarlo.
Diciamo che se fosse la storia dell'uomo invisibile si capirebbe meglio, intuitivamente. Ma lui, non saprei come altro chiamarlo, lo si poteva vedere bene. I vestiti, i capelli, persino la faccia, mi ricordo tutto perfettamente. Solo che non riesco a scriverne, per quanto mi sforzi.

E anche adesso che sto cercando di dirvi la straordinaria impresa di quest'uomo...

non ci riesco.

E questa che ho raccontato come meglio ho potuto è la vera storia dell'uomo inscrivibile.

[zop]

 

postato da zop | 10:07 | commenti (28)


lunedì, 04 aprile 2005
 

 


Il mostardiere del papa ovvero la papessa
di Alfred Jarry (a cura di Mario Moretti)
Ei Editori 2001
pagine 64
€ 5,16 


Composto nel 1903  per il musicista Claude Terrasse questo testo di Alfred Jarry è stato rappresentato e tradotto in italiano solo nel 2001, grazie al la voro di Moretti che l'ha portato in scena a teatro (vedi http://www.godotnews.it/interventi_old/cart_13_02_2002.htm).

L'opera buffa, blasfema e irriverente, si ispira alla leggenda della Papessa Giovanna, cantata da altri autori, tra cui Giuseppe Gioacchino Belli. Si tramanda che sia diventata Papa nell'855, dopo essersi sposata e rapita da un eremita che a Roma divenne il suo Moutardier, o factotum. La satira anticlericale, l'ipocrisia di chi sta al trono (a torto o a ragione occupa quel posto, in questo caso un trono con tanto di buco sotto che permette come in un cesso di vedere le nudità e il sesso della papessa) ricordano molto da vicino l'Ubu re.


LINK

Su jarry e la patafisica
http://zop.splinder.com/1073904194#1205367 

Chi volesse leggere l'inedita continuazione di Re Ubu a proposito dei blog:  
 
- Ubu apre un blog e diventa una blogstar
http://zop.splinder.com/1101113403#3445467 

- Ubu lancia un virusprogramma che cambia le parole dei blog delle blogstar
http://zop.splinder.com/1101200560#3454123

- Ubu al gran blograduno
http://zop.splinder.com/1101286365#3462426

- Ubu in fuga
http://zop.splinder.com/1101460511#3479201


[zop]


postato da zop | 13:07 | commenti (13)


venerdì, 01 aprile 2005
 

 

Le indagini del detective Maupertuis e del suo fido cane.

   Al contrario di tutti gli animali domestici del circondario, il cane del detective Maupertuis non temeva i tuoni dei temporali o i botti di capodanno. Era completamente sordo, nessuno ha mai saputo se per decisione o per patologia. In compenso aveva sviluppato un olfatto a dir poco sorprendente. Di almeno un ordine di grandezza superiore a quello di qualunque altro cane. Il che era preziosissimo per le loro indagini poliziesche.

    Il fido cane annusò l'abito della donna che non si trovava. Dall'odore del bordo della gonna la bestiola comprese al volo che doveva essere di bassa statura, perché si sentiva anche l'odore dei piedi, segno che non erano molto distanti. Dalle puzzette al centro dell'indumento si rese conto che doveva essere vegetariana, almeno dal tipo di odore che il suo culo aveva lasciato. Mentre, a giudicare da quel che si sentiva sulla parte davanti, la donna aveva avuto rapporti sessuali con due uomini diversi, prima di averla dismessa. Per quanti trovino questi particolari di cattivo gusto, va ricordato che i cani si dirigono istintivamente proprio su questo tipo di parti e di odori, per trarre la loro opinione su gli altri e sul mondo. Sono i più sinceri e vivi, del resto, "come ne I gioielli indiscreti di Diderot", precisava sempre, abbaiando, il fido cane che dava in questo modo sfoggio della sua cultura.

    Entrambi gli uomini che aveva annusato nella vita della donna (e sulla vita della gonna), avevano profuso per l'appartamento abbondanti impronte olfattive, che sarebbero come le impronte digitali le quali, contemporaneamente, venivano rilevate dal detective suo padrone. Se è vero che ogni cosa che tocchiamo lascia un'impronta, ciò vale anche per gli odori. Ogni tocco produce reazioni chimiche indelebili (al contrario di quelle digitali!) che lasciano una traccia olfattiva molto precisa. A saperla fiutare. Uno dei due uomini percepiti era quello che viveva abitualmente con la donna. Il padrone di casa. Quello che stava movendo la bocca insieme al suo padrone, come se stessero ruminando.

    - Proprio bello il suo cane! Come ti chiami bello? Qui... vieni qui! Esclamò l'uomo, fischiando e battendo inutilmente le mani per attirarne l'attenzione.
    - Lasci stare, non la può sentire, è sordo come una campana. Rispose il detective.
    - Mi spiace.
    -
Vedrà che la troveremo, sua moglie. E' sicuro che non si sia incontrata con qualcuno?
    - Non so che dirle. Son tornato a casa come sempre e non c'era più. Senza una ragione, o una spiegazione. Anche le sue cose ci son tutte. Non ha portato via niente con sé. Sono passati tre giorni ormai... Sento che le è successo qualcosa. Ho un brutto presentimento...

    Intanto il migliore amico dell'uomo annusava le tracce, dell'altro uomo: l'amante! Qualcuna era datata ma per lo più erano fresche. Segno che era stato lì saltuariamente qualche tempo addietro, e poi era ritornato molto di recente, proprio in coincidenza con la data della scomparsa. Il quadrupede si avvicinò al padrone di casa e, con la scusa di farsi fare una carezza sulla schiena, gli annusò l'uccello. Immediatamente si rese conto che anche lui aveva un'amante. Insieme all'odore più antico della donna scomparsa c'era quello più recente, penetrante e inconfondibile che proveniva dalle gambe della portinaia. Quell'odore aveva fatto risvegliare anche i suoi istinti animaleschi mentre saliva le scale, poco prima, "e se non fossi stato al guinzaglio..." pensava tra sé e sé...

    Pochi minuti più tardi il detective Maupertuis si aggirava per la città con al guinzaglio un cane sordo e pensoso che a annusava e leccava ogni cosa di raccapricciante si trovasse innanzi e pareva fare i suoi porci comodi più che seguire una pista. La cosa più imbarazzante, per il detective, era il vizio di cercar di ingroppare continuamente tutto e tutti. Indifferentemente cagne, cani, cuccioli, biciclette, portinaie... Avrebbe dovuto farlo accoppiare prima o poi! Per il momento si limitava a guardarlo con disgusto slinguare merde e rifiuti, schizzar piscio su ogni angolo, pianta, palo e anfratto. Quando cercava di richiamarlo non c'era verso che si girasse, sordo com'era. Immerso nei suoi pensieri il detective rimuginava sul caso della scomparsa di quella donna. Molto bassa, brutta e vecchia ma incredibilmente ricca. Il convivente non era molto convincente. Se le fosse successo qualcosa avrebbe ereditato tutto lui. Dalle indagini era emerso che aveva una relazione con la portinaia. Donna molto piacente e un poco puttana da quanto aveva appreso. Durante il sopralluogo Maupertuis aveva notato la mancanza di un grosso coltello in cucina, che aveva lasciato uno spazio vuoto tra gli altri infilati nel supporto di legno in bella mostra. Un particolare che lo aveva colpito. Al detective non sfuggiva mai nulla!

    Il cane girava per la città alla ricerca di quell'odore di gonna. Ogni tanto lo incontrava. Ma seguirne la traccia era impossibile. C'erano troppi tanfi e non era facile ricostruire un filo che li legasse tutti in un percorso lineare. Intanto il suo padrone muoveva la bocca e faceva facce strane al pezzo di plastica che teneva davanti alla bocca.

    - Pronto? Hanno trovato il corpo dici? Esclamò  Maupertuis al cellulare. Un coltello da cucina dici? Non toccate niente! Sto arrivando!

    Mentre il padrone compiva le sue incomprensibili azioni, un poco più sotto il cane aveva risolto il caso. Erano passati di fianco a un'automobile che trasudava l'odore di lei. Ma da tutta la sostanza cadaverina che si sentiva doveva essere morta da un pezzo. Anche se non era più là dentro, quell'auto era servita a trasportarne il corpo, un paio di giorni prima, ci avrebbe messo le palle su un gatto! Annusando dal portabagagli verso le portiere davanti, senza ombra di dubbio percepì gli odori dell'uomo che aveva sentito poco prima nell'appartamento, il suo amante, insieme a un altro odore che bene conosceva! Quello inconfondibilmente eccitante di portinaia! Le indagini e la repentina scoperta canina furono però bruscamente interrotte da uno strattone a strozzo del detective che trascinò via di forza l'animale mentre in modo disperato latrava, guaiva e cercava, al solito, di comunicare la sua pista. "Un cane di detective sordo alle intuizioni del suo cane detective dal fiuto sopraffino." Pensava l'animale, rassegnato e trascinato.

    Giunto sul luogo del delitto Maupertuis osservò a lungo il corpo della donna uccisa. Conficcato nella gola si ergeva il coltellaccio che risultò essere proprio quello che mancava nella cucina della vittima, il che mandò  il detective in uno stato di compiaciuto autoappagamento. Sull'arma, per di più, furono trovate le impronte del marito che fu arrestato immediatamente con l'accusa di omicidio e occultamento del cadavere. Il movente? L'eredità. Anche fin troppo semplice. Quell'uomo così giovane e piacente stava con la vecchia solo per interesse. E infatti la tradiva con la portinaia. Per ironia della sorte, tuttavia, la vecchia aveva appena sottoscritto un nuovo testamento olografo in favore di una terza persona, probabilmente un altro amante da poco conosciuto di cui il convivente non sapeva nulla. Mentre lo portavano via l'uomo gridava che era stato incastrato e che era tutta una congiura contro di lui.

    La portinaia guardava la scena attonita. Ma anche con sguardo furbo. Il fido cane le si avvicinò di soppiatto annusandola tra le gambe. Mentre veniva trascinato via dal detective, un uomo avvicinò la donna e la cinse ricambiandola dello stesso sguardo. L'odore era inconfondibilmente quello dell'amante della vittima. Il cane abbaiava verso entrambi, ringhioso per averli riconosciuti. Il padrone lo colpiva col giornale per impedirgli di montare nuovamente la portinaia.

    Per l'ennesima volta le indagini del detective Maupertuis e del suo fido cane erano giunte ad opposte conclusioni. Questione di punti di vista... o di fiuto, più probabilmente.

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