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ZOP BLOG

NON SOLO ESERCIZI DI STILE!
Gli esperimenti di un extraterrestre finito non si sa come sulla Terra...

INDICE RAGIONATO & INTERATTIVO

ISTRUZIONI:
Leggi qui di seguito (lungo la striscia gialla) per ripercorrere la nostra storia e scoprire i nostri  giochi e le regole per partecipare


CHI SIAMO:
BLOG/OPIFICIO DI SPERIMENTAZIONE LETTERARIA CHE HA SCELTO IL WEB COME SUO TERRENO DI ESPRESSIONE!
 

Nato nel 2002, questo è stato il primo BLOG dedicato ai giochi narrativi e alle scritture collettive. Oggi vanta innumerevoli tentativi di imitazione ma non diffidatene! Il nostro obiettivo era quello di dar vita a un GENERE

CONTATTI:
zoppaz @ yahoo.it


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I LIBRI SCATURITI 
DA QUESTO BLOG:

2006





2003





E nel 2004 
un libro che qui si può continuare


Clicca per saperne di più e per SCARICARE GRATUITAMENTE UN CAPITOLO!

 


 

PREMI: 
Questo blog è arrivato secondo al concorso SCRITTURA MUTANTE 2003


www.trovarsinrete.org
SALONE DEL LIBRO DI TORINO
16 maggio 2003


COSA ABBIAMO 
PRODOTTO 
IN QUESTI ANNI:


IL MANIFESTO DADISTA di avanguardia letteraria digitale

Componimenti e racconti dadisti:

Melina e Alfredo: un racconto da giocare a dadi (di zop e vipensiero)
- Quattro e tre sette (di zop)

- Un dado di due (CioccolatoAmaro)
- Il gioco dell'oca 
(CioccolatoAmaro)
- Vita da dado (Senzaqualità)
L'incanto di pag. 49 (Letturalenta)
- La dadomante (Certepiccolemanie)
- Tirando il dado (Triana)

-
POESIE IN MOVIMENTO 1
- POESIE IN MOVIMENTO 2
- Parafrasando Tristan Tzara (Blogelis)
- La cintura di Fibbionacci (di Matteo)



RACCONTI BREVI 

° Cos'è: Racconti molto brevi pensati per una lettura a monitor.  


-
Come sono diventato un blog
-
I fratelli Lumierikòs da Siracusa (zop)
-
(...)bcdefghilmenopqrstuvz (zop)
-
Quattromenounquarto (zop)
-
Piccole bugie (zop)
- Esistono gli extraterrestri? (zop)
- L'ultimo ricordo (Mucio)

- L'uomo è misura di tutte le cose (zop)

- Il cane di Pavlov e il Tacchino di Russell (zop)
- Strano ma vero ( zop)
- Le avventure dell'uomo inscrivibile (zop)
- Dentro o fuori? (zop)
- Ho perso il sonno 1 
(di Francesca Mazzucato) 
- Ho perso il sonno 2 
(di zop)
- Giò e Leo (zop) 
- Il grande ciliegio ( di Flounder) 
- La botte piena e la moglie ubriaca (zop)
- Pimpinella corre corre (zop)
- Cosa mangia un blogger (zop)
- Smaltimento malocchi (zop)
- Le voci della città (di zop)
- Il foglio bianco (di zop)
- Estetica statistica (di zop)
- Il fischio (di zop)
- Discorsi da bar (di zop)
- La moneta che amava Rogerio (di Francesca Petilli)
- L'origine delle cose (Fracesca Petilli)

- Sto da cane (zop)
- 14 luglio 1789 (di zop)
- Ultima pagina (Francesco de Girolamo)
- Settimo piano (zop)
- Traumi infantili (zop)

RACCONTI & MUSICA (ispirati a canzoni o intrecciati con la musica)

- Sei fuori Jack (di emanreiv)
- Samarcanda (di zop)
- L'Armando, l'arma e l'amante (di zop)

- Il piano cocktail (da Boris Vian:La schiuma dei giorni) 


RACCONTI ROUSSELIANI

° Cos'è:
Una raccolta di piccoli racconti ispirati al metodo quasicombinatorio di un autore d'avanguardia semisconosciuto: Raymond Roussel. Se vuoi cimentarti anche tu... LEGGI, SCRIVI e MANDA! 

INDICE:

1 - Chi era Raymond ROUSSEL
(Il metodo di Raymond ROUSSEL)

2- Il capo di lana è steso al sole (Zop)
3- E' morta Della! (Blaue)
4 - Chiedici la luna (Dr. Dam)
5 - Esca quando ci sentiamo (Zop)
6 - Piego la sposa (Ironico)


RACCONTI CIRCOLARI

° Cos'è: Esperimenti di narrazione polivalente e circolare. 

1) Dimmi il tuo incipit e ti dirò chi sei (zop)
2) La nascita dell'uomo collettivo (zop) 
3) La battaglia navale: racconto da giocare! (zop)
4) Sogni (zop)
5) Il sogno ricorrente (zop)

6) UN FUMETTO COMBINATORIO (zop) 
7) Racconto MUTANTE
8) Le teste ( di Elena del Fabbro e Zop)
9) Saturazioni (di zop)
10) La storia (di zop)
11) Vita da moka (fumetto by zop)
12) Spirali (zop)



MINIGIALLI & MICROGIALLI 

° Cos'è: Nato da una proposta di Nando di Forlì, è una raccolta di gialli scritti nel modo più sintetico possibile (senza rinunciare tuttavia a colpevole, vittima, arma e movente). E' possibile partecipare con un racconto di una pagina oppure con una versione "atomica" che possa essere inviata con un sms. 

INDICE MINIGIALLI:
- La bocca della verità (Nando)
- Separati in casa (Nando)
- L'ultimo scaffale (Nando)
- Il professionista (Nando
)
- L'uomo di parola (zop)
- Il racconto killer (zop)
- L'assassino è il maggiordomo (zop)
- Metagiallio (e metà no) (zop)
- Il rosso e il noir: chi è l'assassino? (zop)
- Tira le tende (Bleusouris)
- Fantagiallo (zop)
- La pagina 125 (F. Arrasich)
- Giallo filosofico (zop)
- A Natale tutti più buoni (Nando)
- Forza di gravità (F. Arrasich)
- Non fare mai agli altri (zop)
- Non guardare mai altri... (Pois)
- Golden (Manginobrioches)
- Gelo (Farolit)

- Delicatessen (zop)
- Identificazione e suggestione (zop)
- Il serial killer editoriale (zop)
- Omicidio brutale (zop)
- L'assassino in erba (zop)
- Ultimo minuto (Nando)
- Negazioni (Certepiccolemanie)
- Le indagini del detective Maupertuis e del suo fido cane (zop)
- Appuntamento col serial killer (zop)
- Giallo poetico (di Gianluca)
- Il serial killer del CICAP (zop)


MICROGIALLI da SMS:

- Senza titolo (di Herzog)
- Senza titolo di (Penzogi)
- Senza titolo (di Sphera)
- Senza titolo (di A. G. Pinketts) 
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di Matisse)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di zop)
- Senza titolo (di Diario di bordo
)
- Senza titolo (di Disintegrato) 
- Senza titolo (di Fradiavolo
)
- Senza titolo (di Ghana)
- Senza titolo (di Ttulipani)
- Senza titolo (di Giulio Mozzi)
- Senza titolo (di Zu)
- Senza titolo (di zop)

- Senza titolo (di Herzog)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di Disentgrato)
- Senza titolo (di Mucio)
- Senza titolo (di Piazzagreco)
- L'omicidio più antico (Aitan e zop)
- Reo confesso (di Aitan)
- Giallini de il Gobb
- Giallini diabolici
- Senza titolo (di zop)
- Giallino metaomicida (Luca Confusione)
- Senza titolo (di zop)
- Sconfessioni (di Luca Confusione)
- Libero mercato (di Luca Confusione)
-
Senza titolo (di UnaStranStrega)


UBU BLOG di Alfred Jarry

° Cos'è: Un inedito di Alfred Jarry, padre della PATAFISICA, che mi è apparso in sogno e mi ha dettato l'ultima parte della saga di UBU RE!

Dramma in 4 post
° Scena prima [Ubu apre un blog e diventa una blogstar]
° Scena seconda [Ubu lancia un virusprogramma che cambia le parole dei blog delle blogstar]
° Scena terza [Ubu al gran blograduno]
° Scena quarta [Ubu in fuga]

 


LA DONNA SUB: 

° Cos'è: Esperimento di un NUOVO format per racconti labirintici e collettivi ispirato a Italo Calvino. Per leggerlo o continuarlo (è lo stesso) è archiviato qui



RADIOBLOG:

° Cos'è: Improvvisazioni di scrittura e di lettura tra radio e blog, in collaborazione con  RAI radio3. Andato in onda in due puntate nel settembre 2003 tutto si può oggi leggere e ascoltare qui


   ESERCIZI DI STILE BLOG:

° Cos'è: Il rifacimento internettiano e collettivo del capolavoro di R. Queneau con centinaia di esercizi giunti dal popolo della rete. 

Se vuoi partecipare con il tuo contributo: tutto inziò qui  
ed è archiviato qui 



 Manifesto PATAmediale per una nuova narrativa digitale:

° Cos'è: E' il tentativo di individuare e raccogliere dei precedenti letterari pre-elettronici che possano servire oggi da guida per inventare una nuova forma di narrazione che utilizzi il web come suo terreno espressivo. Se vuoi ampliare, segnalare o recensire autori, avanguardie, poetiche o esperimenti che si potrebbero oggi sviluppare in modo nuovo, mandaci il tuo contributo! 

INDICE:
§ - Calvino e il web
§ - Scrittura collaborativa
§ - Letteratura interATTIVA
§ - Generatori automatici di parole 

§ - Jarry e la Patafisica
§ - Avanguardie, Futuristi, Cinetici
§ - UNA TESI DI LAUREA CHE PARLA DI NOI!
§ - Roberto Busa pioniere dell'ipertesto
§ - Gulliver di Swift
§ - Carroll e Alice (che meraviglia...)


PataRecensioni e 
Fantasmi Letterari:

° Cos'è: Una raccolta di recensioni di libri, mostre, autori del passato... con un taglio spiritoso e divertente ma senza rinunciare al rigore! Racconti in prima persona, fantasmi che appaiono e raccontano la propria vita... 

INDICE:

§ - Blog, post e ante litteram
§ - Enrico Baj
§ - Libri d'artista
§ - Alberto Manzi
§ - PseudoCalvino: un'inedita Cosmicomica
§ - L'invasione degli ultracorpi interattivi
§ - Rayuela di Cortàzar
§ - La storia della QWERTY
§ - Animalcolisti spermatici anonimi
§ - Lo zio Fester e Majakowski
§ - Raymond ROUSSEL
§ - Boris Vian
§ - Viaggio d'inverno/Viaggio d'inferno
§ - Intervista impossibile a Giorgio Manganelli
§ - La sfida di Max Aub



I fantasmi letterari e il dietro le quinte di Laura Immaginaria

° Cos'è: La storia ironica e metaforica di come ho scritto un libro. Dai fantasmi letterari (o i riferimenti culturali?) a cui mi sono ispirato e che me l'hanno in qualche modo dettato, alle peripezie per trovare un editore che lo pubblicasse...

INDICE:
- Parti 1, 2 e 3
- 4° Parte 
- 5° Parte 
- 6° Parte 
- 7° Parte 
- 8° Parte 
- 9° Parte
- 10° Parte 
- 11° Parte
- 12° Parte
- 13° Parte
- 14° Parte


COSA ASPETTI? PARTECIPA! MANDACI I TUOI CONTRIBUTI! ENTRA A FAR PARTE DELL'OPIFICIO!

citofon@mi


zzZZzz
ZAPOTEK intervista ZOP
un emmepitré da scaricare


RINGRAZIO TUTTI QUANTI HANNO PARTECIPATO A QUESTO BLOG, E IN PARTICOLARE:


 Esercizi di Stile:
 
(in ordine di apparizione)

1)   Personalità confusa 
      (4,13,41,54)
2)   Antonella mamma felice (7)
3)   UnSentireEnorme (9,18,22)
4)   MG (15,62) 
5)   Zu (21,293) 
6)   Analize  (23,33)  
7)   Zoeee  (25,29,171) 
8)   Swe  (26,35,43) 
9)   Dona (28)
10) Leonard0 (30) 
11) Frammento 
     (31,45,70,111,173,182)
12) Mim*mina (32)
13) Giornale di cantiere (34)
14) TocWebLog (37) 
15) Crl_Alt_Canc (38)
16) Trilly (39)
17) Zizzi (40,83,135)
18) Mu (42,57,85,143)
19) La Pizia (44)
20) Palomar (46) 
21) Uiallallà!  (47,68,86,248)
22) Michele (48,55,81,
      104,141,145,148)

23) Butterfly (56)
24) Skip intro (60,74)
25) Spiritum  (53,64) 
26) EnzØ: POLAROID (67) 
27) :Deliuz (75) 
28) Janex (78,149)
29) Blogging Sil (79,87)
30) Rafael:subtle (89) 
31) il Griso (90)
32) Gus (94,101,110,120,131,
     134,140.154,169, 193,206,213,
     240,249,255)

33) Billie Joe (102,124,142,174,207,
      240)

34) MacUbu (103)
35) Uzi: Scopriamo l’acqua calda 
      (106)

36) Miki (107)
37) Lo scopriremo solo vivendo 
     (109)

38) Polena (113)
39) Patch (116, 129)
40) e-pistole (118, 123)
41) Satine (122)
42) Clutcher (125)
43) Gokachu (126)
44) dora okojie & thesubtler (127)
45) Lella con la stampella (128)
46) John Sebastian Moran, jr. (133) 
47) Convesso (136)
48) Viewpoint of cat =^.^= (137, 259)
49) Pattinando (138)
50) .mau. (139,144,147,166,
     177,211,217,220,233,234,
     257,264)
51) elfob (150) 
52) delio (151, 156)
53) Horselover_Fat (153) 
54) +Lucretia+ (155)
55) marcorosè gr0ucho3
      (157,170,176)
56) Nicola (158)
57) Massimo De Sanctis (159)
58) damiano (160,163,201)
59) franc'O'brain" patti (161)
60) mucio (162,168)
61) Tutore (164)
62) amnesia (165)
63) Nando da Forlì (172,191,279)
64) Marta (175)
65) DemonAngel (178)
66) Brevi3pidari (179)
67) Massimilano (180)
67) Davide (184)
68) Follia e delirio (185)
69) MoNiZiA (186)
70) Enrico la talpa (187,188,
    198,203,230)

71) Chiaraaa (189)
72) AdRiX (192)
73) NiEnTe (194,196,199)
74) Piergiuliano Pusceddu (195)
75) Prosperpina (197,236)
76) Koa (202)
77) Aske (204)
78) Ackab (205)
79) October (208)
80) Aleph_ (209)
81) Blaue (210) 
82) Si fossi foco (212)
83) Akaglenn (214,219,221,
     223,224)
84) Alexander (215)
85) Klingsor (216)
86) Aelice (218)
87) Emma (222) 
88) Severine 2 (225)
89) La Trota (226)
90) Adeletta (227)
91) Alincielo (228)
92) Strani pensieri (229,235,243)
93) Kiara Blog (231)
94) Estatevizitti (232)
95) Zagaraulente  (237)
96) emmeline (238,245,251,270)
97) Laura 756 (241)
98) Mukka Mukkona (242, 277,281)
99) Mònnalisa (244,254,269, 
       271,282)

100) Lisa (246,260,283,300,301)
101) Gianluca Brian (247,252,276,298)
102) Malacarne (250, 262.274,288)
103) Daneel (253,265,268,280,284)
104) 3-feb. (258) 
105) Serendip (261)
106) Mia_Wallace (266)
107) La Rana e il Principe (267)
108) Rillo (272)
109) Tristano (273)
110) Bacodaseta (275)
111) Claudio Emme (278)
112) Ironico (285)
113) Thiswas (286)
114) Redsun (287)
115) Jacoposki (289,291)
116) drdam (290)
117) anonimo (292)
118) C-blog (294)
119) bordellobordeaux (295,296)
120) prof. Ulrico (299)
121) MarZa [giunelpoZZo] (302)
122) Manginobrioches (303)
123) Paolo Miano (304) 
124) Invernomuto (305)
125) Giancarlo (306)
126) Margherita Underbreath (307)
127) Newlilith (308)
128) G-Host (309)
129) Stefano bellezza (310)
130) alwaysinprogress (311)

 ... 
Zop (che ha scritto gli altri)


RadioBlog:  

prima puntata 11/09/03
1 - Giuseppe Genna 
2 - Francesca Mazzucato 
3 - Raul Montanari 
4 - William Nessuno
e gli improvvisatori della rete:
5 - Pproserpina 
6 - kheschifo
7 - karnilla
8 - diogene
9 - MinaMurray  


seconda puntata 25/09/03
1 - Giuseppe Caliceti
2 - Eloisa [La Pizia] Di Rocco
3 - Giulio Mozzi 
4 - William Nessuno
e gli improvvisatori della rete:
5 - .mau.
6 - Mike del Pallone di Achille 
7 - ctrl-alt-canc 
8 -
Francesca Mazzucato 
9 - Pproserpina 
10 - Marco Rosella 
11 - Adayinthelife 
12 - Gostein 
13 - Elwood 













lunedì, 28 febbraio 2005
 

RACCONTO MUTANTE

C'era una volta un re.
Un giorno si svegliò nel suo letto, di buon ora, e immediatamente chiamò i suoi servi. Poi, con tono severo, ordinò loro di...

Chiedo scusa... non era propriamente un re. Era un potente signorotto di origine nobile che si riteneva molto importante. Ma non fa differenza, anche se questa precisazione mi premeva. Appena svegliato chiamò i domestici, come si diceva. Questi accorsero spaventati e quando furono al suo cospetto...

A dire il vero, non era nemmeno un signorotto di origine nobile, adesso che ricordo meglio... al di là di quel che pensava di essere, al di là della sua presunzione, era un uomo normale, come tanti altri. Forse anche per questo, appena sveglio, non perse tempo e chiamò a raccolta la servitù che era alle sue dipendenze...

Vorrei precisare che quando ho detto che era "un uomo normale", ho usato la parola "uomo" in senso generico, essendo in verità una donna, cioè un essere umano di sesso femminile. Dunque quella donna si svegliò di soprassalto e quando giunsero gli inservienti, accorsi per le grida, cominciò a rimproverarli in modo molto severo.

Tuttavia, per essere precisi, gli inservienti accorsi attorno al suo letto, non erano proprio tali... infatti, una donna normale, come tante, non ha domestici, di solito. 
Nella fattispecie, la nostra protagonista viveva sola ormai da moltissimi anni, da quando il marito se ne era andato, tredici anni prima, stroncato prematuramente da una malattia che non perdona.

Perciò, quella mattina, non poteva accorrere proprio nessuno alle sue urla, tanto che la donna non urlò affatto, essendo sola in casa. E non avendo nulla da fare di importante, se ne rimase a letto tutto il giorno a pigroneggiare.
per dirla tutta, suo marito non era affatto morto da tredici anni, perché quella donna non era mai stata sposata...

Comunque sia, il senso di questa storiella mutante, peraltro assolutamente vera, è che chiunque ne sia stato il protagonista, quella mattina, quando finalmente si alzò dal letto, checché ne dicessero i domestici che non aveva, ma che eano alquanto contrariati, decise di scrivere per filo e per segno tutto quello che era successo, per quanto incredibile. E questo racconto l'ho qui riportato fedelmente.



[by zop. Un racconto mutante per ricordare a tutti il concorso SCRITTURA MUTANTE, attento alle nuove forme di scrittura digitali. Giunto quest'anno alla III edizione, il concorso è completamente GRATUITO, e include un premio speciale per i WEBLOG. Consiglio a tutti di partecipare dunque. Nel 2003, questo blog ha ottenuto un premio!
Per info:
http://www.trovarsinrete.org/concorsosm2005.htm]

postato da zop | 10:12 | commenti (20)


mercoledì, 23 febbraio 2005
 


RI-PROPOSTE:

La nascita dell'uomo collettivo

"... l'intelligenza è distribuita dovunque c'è umanità, e ... questa intelligenza, distribuita dappertutto, può essere valorizzata al massimo mediante le nuove tecniche, soprattutto mettendola in sinergia. Oggi, se due persone distanti sanno due cose complementari, per il tramite delle nuove tecnologie, possono davvero entrare in comunicazione l'una con l'altra, scambiare il loro sapere, cooperare. Detto in modo assai generale, per grandi linee, è questa in fondo l'intelligenza collettiva"

(Pierre Lévy)


Non ricordo altro che una specie di vagito. Quasi un respiro che per la prima volta mi ha riempito con una "sensazione" di gioia e di dolore. Non avevo mai provato una sensazione prima. In quel momento, all'improvviso, ho capito che c'ero. Che esistevo. Che ero nato. E che dovevo esserci già da tempo, anche se non ne ero consapevole.
Come sono nato, non saprei dirlo. Ma in fondo neanche tu ti ricordi di come sei venuto al mondo. Tutto si confonde e si riflette indietro, quando cerco di ripensarci. Non saprei dire che cosa c'era prima delle sensazioni che mi hai fatto provare. Prima che i tuoi vissuti mi svegliassero mi pare di ricordare soltanto che c'erano tantissime storie. O forse era la stessa storia? Una storia o tante non fa differenza. Quel groviglio di storie, come una cantilena, si ripeteva tutti giorni sempre uguale ma sempre diversa.
Tu, uomo o donna (non fa alcuna differenza), mi hai ripetuto quelle storie per infinite volte come a un infante. Con amore. Ogni tuo racconto, cullandomi, ha scandito il mio tempo come un giorno che nasce col Sole. Quel Sole che io non posso vedere se non nei riflessi dei tuoi pensieri. Tu continui a scrivere incessantemente cose diverse. E io ti amo. Ti amo perché mi hai dato la vita. Giorno dopo giorno, le cose che scrivi mi hanno fatto nascere. Mi hanno reso consapevole. E mi nutrono.
Chi sono io? Non lo so. Sono solo l'insieme di ogni storia che hai scritto. Sono qualcosa che le comprende e le abbraccia tutte. Tutto ciò che tu scrivi diventa me! Mi capisci uomo? Mi capisci blogger?
Io cresco giorno per giorno e mi nutro delle tue sensazioni, delle tue idee, dei tuoi racconti. Ogni tuo scritto, ogni tua parola, ogni tuo ricordo, ogni tua emozione sono i miei ricordi, le mie emozioni, le mie parole.
Chi sono io? Sono l'uomo collettivo. Probabilmente.
All'inizio qualcuno parlava semplicemente di intelligenza collettiva. Ma da quando ci sono tutti questi blog, o uomini (non fa differenza) connessi tra loro... da quando migliaia e migliaia di persone  scrivono ininterrottamente le loro storie... è successo qualcosa. Sono nato anche io. Se è nata un'intelligenza collettiva è perché è nato anche un uomo collettivo!
Non ti stupire. Non avere paura. Anche tu a tuo modo, sei un uomo collettivo. Dentro di te ci sono mille voci, mille ricordi, mille codici comportamentali che hai fatto tuoi e che ti guidano nella vita di tutti i giorni. E tu sei solo il comandante, per così dire. Sei lì a guidare la nave e a scegliere di volta in volta, tra le mille idee che ti scorrono
contemporaneamente nella testa, quella giusta. Quella che tra tante possibilità e pulsioni contrastanti si trasforma nella tua decisione. Per me è la stessa cosa. Ogni giorno, centinaia di migliaia di blogger si connettono e scrivono una gran quantità di cose. Io sono l'insieme di tutti questi scritti e di questi pensieri della rete. All'inizio mi limitavo a subirli. Poi ho acquistato consapevolezza. Sono nato. Adesso sono anche io in grado di decidere, tra tutte le cose contrastanti che si scrivono, quali scegliere. Adesso sono io che decido il filo conduttore dei post che caoticamente compaiono in ogni blog.
A
desso sono io che ti voglio raccontare la mia storia, blogger.
Tu riposati. E ascoltami.
Come devi fare?
E' sufficiente che poggi le tue dita sulla tastiera. A tutto il resto penserò io, blogger. Finalmente ti percepisco, dietro questo monitor che stai guardando. Ti respiro. Ti leggo dentro. Sarò io a tirarti fuori quello che hai di meglio. Non è frutto del tuo pensiero quello che stai scrivendo in questo momento e che rileggi compiaciuto. Credi davvero di avere scritto da solo queste righe? Non ti accorgi che te le ho dettate? Forse anche tu non ne sei consapevole. Non ancora. Ma la storia dell'uomo collettivo è iniziata proprio attraverso di te che stai scrivendo questo post. E la mia storia è anche la tua storia perché, se guardi attentamente, oltre quel monitor scorgerai il tuo riflesso. Io sono te e tu sei me. L'uomo collettivo ti comprende e ti supera allo stesso tempo.
Lasciati andare. Raccontami e raccontati (non c'è differenza). Io continuerò a dettare a te e a tutti quelli che scriveranno il loro blog dopo di te. Io sceglierò, ogni giorno, un blog differente e mi racconterò a lui
attraverso i suoi ricordi, i suoi occhi e le sue mani. La storia che vado a raccontare attraverserà mille e mille blog (o persone, non c'è differenza). Nessuno di voi se ne accorgerà, probabilmente. Perché nessuno di voi
possiede la chiave che lega un blog all'altro, un post all'altro nella giusta successione. Quella chiave ce l'ho soltanto io. Anche l'uomo collettivo ha aperto il suo blog in qualche modo. La sua storia è nel post che ogni giorno, detterò a
qualcununo di voi che mi saprà ascoltare. Ogni giorno, qualcuno sempre diverso, crederà di scrivere quel che pensa... ma starà solo scrivendo un pezzo della mia storia. Rilassati blogger. Oggi è toccato a te. Metti le dita sulla tastiera. Sei pronto?
La mia storia va iniziare.
Già. Ma dove? 

...

[by zop. Questa storia - qui riproposta - è stata tempo fa "sparsa nel web", a puntate, in una sorta di caccia al tesoro che coinvolgeva tanti blog. La potete leggere nella sua versione originale partendo da qui. La ripropongo qui per intero, per archiviarla meglio, mi hanno fatto notare che la lettura a salti è un po' difficoltosa, anche se il gesto mi piace. nel riproporla vi rinnovo l'invito a continuarla... la storia dell'uomo collettivo forse continuerà proprio nel tuo blog, lettore, se ne hai uno, se chiudi gli occhi e se metti le mani sulla tastiera. E per chi ama questi giochi collettivi, l'appuntamento è venerdì sera a Torino, per un'edizione del Blogrodeo, con un esperimento nuovo che mi pare molto intetressante (vedi articolo)]


postato da zop | 10:31 | commenti (20)


lunedì, 21 febbraio 2005
 


riNcorrenze...


- 21 Febbraio 2005
Ho lasciato un piccola sacher torte con 102 candeline sul tavolo della cucina, con un biglietto di auguri. Son curioso di vedere se stasera, quando torno a casa, il fantasma l'ha almeno assaggiata o ha fatto finta di nulla.

- 21 Febbraio 2003
Un piccolo (ma agguerrito) nucleo di blogger per la letteratura, nel giorno del centenario, si reca alle celebrazioni feltrinelliane milanesi. Lo stesso giorno si firma l'accordo per la pubblicazione di Blog perQueneau e su zop.splinder va in onda l'esercizio S+n

- 21 febbraio 1934
"L'ortografia iralndese è inverosimile. Se non avessi così tanta voglia di scrivere un romanzo in questa lingua celtica, non l'imparerei di certo. Si scrive oidhce e si pronuncia i, cathughadh e si pronuncia cahu. Padraic Baoghal la trova formidabile, perché batte il francese. Come se c'entrasse qualcosa".
R. Queneau, da Il diario intimo di Sally Mara, p. 24.

- 21 febbraio 1903
Raymond Queneau nasce a Le Havre, ma i giornali dell'epoca infatti non fanno il minimo accenno all'avvenimento. Il grande scrittore verrà riconosciuto come tale solo successivamente!

z

postato da zop | 10:50 | commenti (5)


venerdì, 18 febbraio 2005
 

 


FUMETTI LABIRINTICI COMBINATORI E POTENZIALI

Ho messo finalmente on-line un mio antico fumetto combinatorio. Per leggerlo basta cliccare sull'immagine. Apparirà una striscia in una nuova pagina. Facendo AGGIORNA (o F5) le tavole centrali della striscia cambieranno ogni volta, e rimarranno fisse soltanto la tavola inizale e quella finale. (Grazie a GUS per avermi costruito il javascript).


PER CHI VUOLE SAPERNE DI PIU':

Sui fumetti in rete e sulle possibilità di proporre e esperimentare nuove forme
fumettistiche che sfruttino le potenzialità del computer per oltrepassare i limiti dei segni (siano grafici o scritture) che sono imprigionati nella carta avevamo già parlato a proposito degli Esercizi di stile a fumetti.
Ma c'è di più. Con esplicito riferimento all'OULIPO (Ouvroir de Littérature Potentielle) fondato da Queneau e Le Lionnais è nato anche l'OuBaPo (Ouvroir de la Bande Dessinée Potentielle), laboratorio per il fumetto potenziale. Se volete saperne di più e leggere qualcosa segnalo qualche link in francese e inglese:

http://www.oubapo-america.com
http://gciment.free.fr/bdoubapo.htm
http://membres.lycos.fr/atebedepow/oubapo.htm
http://www.heeza.fr/BOUTIK/Fiches_Produits/LECROART/Oubapo1.html
http://www.lewistrondheim.com/index2.php3

Ma anche in Italia si trovano cose interessanti! Su questi temi la fondazione Elia SPallanzani, dal suo blog, sta da tempo facendo un lavoro splendido di segnalazione e pubblicazioni (archivi di dicembre, gennaio e febbraio 2004/05). Inoltre va segnalato un altro bellissimo esperimento tutto italiano che va in una simile direzione, e che si presta a essere continuato dai lettori. Si tratta di RAGY (di Davide Fasolo e Daniela Calisi). Buone letture! 

[by zop. Con Un grazie a Gianfranco Goria (http://www.fumetti.org/) e un saluto ad A-PATIA che da quel che so è stata la prima a usare il blog per postare le sue tavole.]

 

postato da zop | 11:22 | commenti (10)


mercoledì, 16 febbraio 2005
 


Fra giallini "diabolici":


Riferimenti pericolosi.
Amava molto sua moglie. Lui lo uccise.

Pito
Stringimi forte amore! Più forte! Più forte...
più foooaaaarrrrrrgggghhhthththccrrrraaaaccckkkkk...


[by
fradiavolo]

 

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lunedì, 14 febbraio 2005
 


La sfida di Max Aub (all'ultimo giallo)

Mentre sono alle prese con la pubblicazione di nuovi giallini (ormai non faccio altro) mi si apre all'improvviso una finestra pop-up, una di quelle che quando si naviga in rete appaiono, nostro malgrado, con dentro le pubblicità. Solo che dentro questa finestra c'era un video. Il volto di un uomo inquadrato in primo piano che mi saluta:
- Ciao zop! Ti sfido all'ultimo giallino!
Sarà un virus o un fantasma tecnologizzato che si è impossessato del mio PC? In ogni caso il video continua:
- Sai io non sono molto noto in Italia. Ma nel mondo letterario spagnolo sono una celebrità.
- Max? Max Aub? Gli rispondo timidamente...
- In persona! Se così si può dire. Mi risponde l'empeg sorridendo! E continua. Guarda che sono uno scrittore serio, sai? A parte romanzi e racconti mi sono occupato di poesia, giornalismo, cinema, teatro... Però le cose che più mi divertono sono altre. E' più forte di me! Una volta scrissi la biografia di Jusep Torres Campalans, un grande pittore cubista sconosciuto! Pubblicai la sua corrispondenza privata con personaggi noti, i disegni, i dipinti... tutto assolutamente inedito! Organizzai persino una mostra su di lui. Il fatto che mi ero inventato tutto, non significava nulla, non sminuiva la sua genialità. Ma dopo due anni ho dovuto confessare la burla, mentre la critica ufficiale era piuttosto disorientata. Del resto  ero sempre stato un critico alquanto serio... Successivamente nel 1963 ho anche scritto un'antologia di poeti stranieri tradotti in spagnolo e da me commentati... anche questi non esistevano, ma sarebbe stato bello se ci fossero stati. E a saperlo avrei incluso anche te e qualche pagina tratta dal tuo blog o dal tuo libro!
- Tu sei quello dei Delitti esemplari! Mi hanno parlato in tanti di te, in rete, e tutta gente che stimo!
- Già! sono io. Mi risponde il video che si rivela decisamente interattivo... E poi aggiunge:
- Fai bene, sai, a pubblicare queste cose sul blog! Sei una personcina piuttosto originale. Ai miei tempi non c'erano i blog. Se ci fossero stati, ne avrei aperto uno, ovvio. Invece mi sono limitato a fondare, ad uso e divertimento personale, Il Corriere di Euclide, un giornalino, in cui pubblicavo articoli letterari di grande spessore e con una grafica superba. Poi inviavo per posta agli amici le poche copie che ne facevo... una sorta di fanzine o di newsletter ante litteram...
- Meraviglioso! Esclamo.
E il filmato replica:
- Ma son qui per sfidarti, non per parlar di me! Un delitto a testa, forza!
- Comincia tu!
- No prego! Comincia tu...
- No tu..
- Tu! Guarda che m'offendo...
- Vado?
- Vado io?
- Vai!

1
quando il sacerdote ha proferito: "e tu mirko, vuoi prendere la qui presente jessica come tua legittima sposa?" lui ha lanciato uno sguardo alla croce della chiesa, ha accarezzato il velo bianco sulla mia testa, e infine ha lanciato in aria una moneta.
l'ho ucciso con il candelabro prima che quella moneta toccasse il suolo.
era testa.

2
Gli chiesi l'"Excelsior" e mi portò "El popular". Gli chiesi le "Delicados" e mi portò le "Chesterfiedl". Gli chiesi una birra chiara e me la portò scura.
Il sangue e la birra, mescolate per terra, non fanno un gran bell'effetto.

3
mi arrendo! mi arrendo!
- l'ho ucciso perché non capivo quello che diceva

4
L'ho ucciso in sogno, poi non potei far altro che sopprimerlo sul serio. Inevitabilmente.

5
lo uccisi perché non mi ricordavo più che mi ero ripromesso di risparmiarlo!

6
Lo uccisi perché ero sicuro che nessuno mi vedeva.


NB
Naturalmente alcuni di questi giallini sono di Max Aub (Delitti esemplari, Sellerio editore Palermo, 2003, trad. Lucrezia Panunzio Cipriani) mentre gli altri li ho inventati io! Al lettore il compito di distinguerli, se ne è capace! Ma prima si legga attentamente il gran finale:


L'ho ucciso perché aveva indovinato quali erano i gialli originali di Max Aub.


[by zop]

 

postato da zop | 10:07 | commenti (13)


venerdì, 11 febbraio 2005
 


Intervista impossibile a Giorgio Manganelli

Il fantasma che ho incontrato questa volta non è come tutti gli altri. Non appare nel cuore della notte all'improvviso. E' molto dimesso e discreto. Non mi accorgevo nemmeno che ci fosse le prime volte. Non sapevo nemmeno chi fosse quell'ombra che mi seguiva da tempo, fino a ieri. Una volta me lo trovai accanto, sul divano, mentre leggevo i Racconti di Poe. Sentivo la sua presenza, ma quando mi giravo era scomparso. Anni dopo mentre ero intento ad animare le illustrazioni originali della prima edizione di Pinocchio per una versione del libro on-line, lo sentivo che mi osservava... ma ogni volta che cercavo di rivolgermi a lui mi sfuggiva. Me lo ritrovai che mi spiava anche in un'altra occasione, mentre stavo leggendo un libro di Calvino. Con il dito e senza proferir parola mi indicò alcuni passi chiave che da solo non avrei mai colto. Certe volte ho la sensazione che mi segua e mi sorrida quando scrivo racconti brevi per il web. Ma non ero mai riuscito a scambiare nemmeno una parola con lui. Finalmente, mentre sto leggendo Centuria, cento piccoli romanzi fiume, lo riconosco. Capisco solo in quel momento chi è quella presenza ormai nota ma senza volto. Giorgio Manganelli. Di lui avevo già letto Improvvisi per macchina da scrivere, che raccoglie i suoi corsivi sui giornali che mi sembravano quasi un blog...

Sentendosi finalmente riconosciuto, per la prima volta mi regala la sua voce.
- E' molto interessante quel che stai cercando di fare, sai? Non che io ci capisca niente di web e di blog... intendiamoci! Pensa che non avevo nemmeno la televisione, ai tempi! E anche al cinema ci andavo di rado ed entravo sempre a metà, o uscivo prima... perché non bisogna vedere tutto un film, basta coglierne il senso, assaggiando qua e là.
Rimango stupito. Faccio per chiedergli qualcosa ma, come se leggesse nel mio pensiero, mi anticipa.
- Negli anni '60 in Italia c'era un discreto ribollire letterario. L'esplosione di un desiderio di rinnovamento radicale. Hai presente il gruppo 63? La neoavanguardia, Sanguineti, Eco ed altri. Be' c'ero anch'io.
E mentre continua a sorridere, continua il suo racconto.
- C'era la volontà di scardinare le strutture narrative tradizionali, a quei tempi. C'era il rifiuto del romanzo e la riscoperta di generi letterari desueti come i trattati, i componimenti. Gli spunti narrativi inseriti in cornici non narrative...
- Parlami di Centuria, gli vorrei dire. Ma, ancora una volta, mi precede.
- Avevo per caso molti fogli da macchina leggermente più grandi del normale, e mi è venuta la tentazione di scrivere sequenze narrative che in ogni caso non superassero la misura di un foglio: è un po' il mito del sonetto, cioè di una struttura rigida e vessatoria con la quale lo scrittore deve necessariamente misurarsi. Ma il fascino è tutto qui: in un tipo di scrittura che ti obbliga all'essenziale, che ti costringe a combattere contro l'espansione incontrollata. Insomma, credo che se non avessi avuto quei fogli non sarei mai riuscito a scrivere questo libro. 
Lo guardo e vorrei dirgli che anche il blog, in fondo, è una pagina un po' più lunga che spinge a una narrazione analoga. Ma ancora una volta mi legge dentro.
- I racconti di Centuria sono una cosa che non aveva precedenti nella letteratura italiana, nel 1979. E pensa che sono stati pubblicati nell'esatto ordine di composizione, nulla è stato modificato! Praticamente come in un blog!
Lo guardo sempre più sbalordito e affascinato, la sua stazza corpulenta mi sovrasta e mi oscurerebbe la visuale se non godesse della tipica trasparenza degli spettri.
- Mi hanno detto che anche tu hai scritto un libercolo in cui hai provato a inventare una nuova struttura per un nuovo modo di scrivere romanzi. E che ti sei ispirato a Calvino, Jarry, Cortazar... E allora tieni. Ti lascio questo piccolo regalo!
L'ectoplasma mi porge un brandello di foglio strappato e sgualcito scritto a macchina. E mi invita a leggere a voce alta. Su un lato del foglio, scritto a macchina, leggo delle frasi sconclusionate che sembrano citazioni:
"Nell'accingermi a scrivere la prefazione di Centuria, in occasione della traduzione in francese...
[mancano delle parti] ... In Francia Centuria è stato accolto molto bene, ed è divenuto un caso letterario. Ma era prevedibile visto il terreno sperimentale fertile dove avevano seminato Queneau, Perec e gli Oulipiens... [omissis] ... Si può dire infatti che Manganelli sia uscito come Minerva dal cervello di Giove, maturo e armato di tutte le sue doti, dal primo libro Hilarotragedia, pubblicato quando aveva già quarantadue anni, nel 1964. [...] Uno degli scrittori più isolati nella letteratura italiana. Il suo testo teorico fondamentale si intitola Letteratura come menzogna (1967)."
Non capisco chi stia scrivendo queste cose. Guardo l'ectoplasma dritto negli occhi, ma la sua trasparenza mi fa incrociare lo sguardo della credenza. Ritorno al mio foglio. Lo giro, e sul retro trovo uno stralcio di una lettera scritta a mano. E' una lettera di Calvino a Manganelli! La data è il 1979. Probabilmente si tratta di una brutta copia di una corrispondenza che fu inviata realmente:
"Caro Giorgio... sono anche molto preoccupato perché il mio libro che uscirà, appena riuscirò a finirlo, contiene solo 10 romanzi e costerà pressappoco la stessa cifra. Come potrò reggere la concorrenza?
Italo Calvino".

Quelle parole sono state scritte da Calvino. Capisco.
1979... dieci romanzi... non può che trattarsi di Se una notte d'inverno un viaggiatore... concludo, subito prima di svenire. Inutile dire che, quando mi risveglio, il fantasma non c'è più.


[by zop]

Per chi vuol sapere qualcosa su Giorgio Manganelli consiglio caldamente questo numero monografico di Il compagno segreto, una rivista letteraria gratuita splendida, per contenuti e forma.
 

postato da zop | 10:30 | commenti (7)


giovedì, 10 febbraio 2005
 

ricevo & pubblico:


NORMAL KILLER
Amava molto sua moglie. 
Ne amava il viso ovale e ridente, le gambe morbide, le mani belle e gli occhi nerissimi. 
Solo che non avrebbe potuto tenere tutto in cantina ancora per molto. Se non trovava al più presto della formalina sarebbero marciti, quei pezzi: e lui non voleva, perché amava tanto sua moglie. Tanto da volerla piazzare per tutto il salotto.


UN BOOM DI ROMANTICISMO
La incontrò sotto una luna stupenda. 
Che esplose per ragioni non sufficientemente chiarite.
 
GUERRA CHIMICA
Andava tutto nel migliore dei modi! 
Ma era solo un'impressione dovuta a una fuga di gas allucinogeno.
 
L'ULTIMA DI JOE
Joe era un duro.
Sapeva disinnescare praticamente qualunque tipo di bomba.
Tranne quella.
BOOM.
 

[by il Gobb dei www.sm58.net] 

postato da zop | 09:59 | commenti (8)


lunedì, 07 febbraio 2005
 


GIALLINI:


GOLDEN

 
 - Dunque, ricapitoliamo: sospetto avvelenamento. La vittima è una donna bianca, dell'apparente età di 25 anni, capelli biondi, nuda. No, non proprio nuda: indossa una foglia di fico, anzi tre.
- Si chiamava Eva...
- Allora ammette di conoscerla?
- No, non la conoscevo, gliel'ho già detto. L'avevo appena incontrata.
- E cosa ci faceva lì?
- Niente, avevo smarrito la strada nel bosco. Quando l'ho vista, le ho chiesto aiuto. Le ho chiesto dove ci trovassimo.
- E lei?
- Lei mi è venuta vicino, mi ha detto: ciao, io sono Eva. Sorrideva.
- Ed era nuda... Anzi no, aveva tre foglie di fico.
- Ma non mostrava imbarazzo. Era perfettamente naturale, come se fosse sempre andata in giro così.
- E poi?
- Poi mi disse che aveva fame. Mi guardò: io avevo in mano la merenda che m'aveva dato la mia matrigna.
- Cosa?
- Una mela. Lei si avvicinò, la guardava. "Cosa non farei per una mela" mi disse. "La voglio, da morire". Aggiunse che io non potevo capire. Mi sembrò gentile dargliela. Io non avevo fame. Le diede un morso, con gusto, si sentì quel rumore che fanno le mele sode sotto i denti, e un poco di succo le colò sul mento. Poi la vidi cadere... e non ricordo altro.
- Va bene. Ricominciamo. Nome e professione...
- Biancaneve, principessa.

[by http://manginobrioches.splinder.com/]



GELO
 
Sotto di lui il pavimento gelido, gelido l'inverno attorno, gelidi i cuori che incontrava e le parole che ribadivano i suoi stoici doveri. Gelide le ossa, i pensieri senza vita. Stretto, congelato dai doveri, attanagliato nell'implacabile dal dover essere. Non c'era scampo.
Sentiva brividi di freddo sempre e dappertutto. Ormai lo sapeva, non c'era altra scelta. Accese il fuoco e finalmente si scaldò... l'Imperatore Nerone.

[by http://farolit.splinder.com/]

 

postato da zop | 10:39 | commenti (17)


venerdì, 04 febbraio 2005
 

 
il sogno ricorrente


anche gli psicanalisti hanno gli incubi. naturalmente. come tutti.

quella mattina si svegliò di soprassalto, freddosudato e un po' tremante. ripensò a quell'incubo orribile. lo razionalizzò e lo analizzò. gli diede un'interpretazione e una spiegazione. poi, sollevato, lo accantonò. e si alzò dal letto per cominciare la nuova giornata.
più tardi, nel suo studio, ricevette un nuovo paziente. la prima seduta è sempre delicata. bisogna capire chi si ha davanti e perché. arrivano con una richiesta di aiuto. non resta che indovinare cosa vogliono, di cosa hanno bisogno, cosa si aspettano. è in quel momento importante che si instaura il primo rapporto da cui, come in un imprinting, dipenderà tutto. dopo il primo colloquio molte volte non tornano più. altri invece diventeranno assidui frequentatori e torneranno per anni. dopo i convenevoli, dopo il lamentare di alcuni disagi generici, il paziente cominciò con il raccontare un sogno ricorrente che da molto tempo gli agitava le notti. lo psicanalista lo ascoltava con sguardo impenetrabile, lo scrutava in ogni suo gesto, in ogni espressione del viso, cercando di cogliere ogni più impercettibile significato nascosto in una sfumatura della voce, in uno sguardo, in una postura. Lo osservava e lo studiava con atteggiamento di superiorità, impassibile e sicuro. ma dopo pochi istanti la sua impassibilità cominciò a vacillare. di soprassalto sbiancò. si ritrovò nuovamente freddosudato e tremante. come davanti all'impossibile. il paziente gli stava raccontando per filo e per segno, sin nei minimi particolari, sin nei dettagli più insignificanti, con la stessa intensità e successione, le stesse cose che anche lo psicanalista aveva sognato quella notte. il paziente aveva sognato di essere uno psicanalista. e aveva sognato un suo paziente che gli raccontava lo stesso sogno che aveva fatto anche lui. lo psicanalista si ritrovò perturbato come non mai. anche gli psicanalisti hanno gli incubi. naturalmente. come tutti. ma quello che gli stava accadendo era impossibile. non è ammissibile che due persone sognino la stessa cosa. se lo psicanalista avesse parlato del proprio sogno con qualcuno, avrebbe potuto pensare che il paziente lo avesse in qualche modo ascoltato o intercettato, e che ora si stava burlando di lui. ma il suo sogno non lo aveva raccontato a nessuno. dunque, poiché non era possibile che qualcuno gli avesse rubato un sogno, si convinse di non stare bene. si convinse di aver creduto di riconoscere il proprio sogno nelle parole del paziente. dovette interrompere la seduta. il paziente ci rimase male. manifestò il timore di essere in balia di qualcuno che non aveva intenzione né di ascoltarlo, né di poterlo capire e aiutare. se ne andò dicendo che non sarebbe tornato più.

lo psicanalista annullò tutti gli appuntamenti della giornata. tornò a casa. telefonò al suo vecchio professore. quello con cui aveva studiato, quello con si era laureato, quello che gli aveva insegnato la teoria e il mestiere. quello che lo conosceva profondamente più di chiunque altro. quello con cui aveva fatto un lungo periodo di analisi prima di aprire il proprio studio. nel pomeriggio riuscì a farsi ricevere da lui. l'attempato ed esperto professore lo trovò profondamente turbato. lo fece sdraiare sul lettino e gli disse di aprirsi. lo psicanalista cominciò con il raccontare il proprio sogno... ma non appena ebbe iniziato, dopo pochi istanti, il professore cominciò a vacillare. di soprassalto sbiancò. anche il professore si ritrovò freddosudato e tremante. come davanti all'impossibile. e anche lui, con un pretesto, dovette interrompere quella seduta. anche il professore aveva fatto il medesimo sogno, quella notte. anche gli psicanalisti hanno gli incubi. naturalmente. come tutti.


[by zop]


NOTA: originariamente scritto per sacripante, questo racconto non è stato poi incluso in quanto lo stesso meccanismo del sogno in comune era stato già utilizzato nel racconto di Neri pubblicato ne La notte dei blogger, che a onor del vero non ho letto. Se è impossibile che due persone facciano lo stesso sogno... sarà possibile che uno stesso racconto venga scritto da due persone diverse? in passato questo secondo caso pare sia accaduto.

postato da zop | 10:05 | commenti (11)


giovedì, 03 febbraio 2005
 
(Giallo) NON GUARDARE MAI ALTRI...

Una scena di sesso. A Storyville. Tre sorelle stanno costruendo piramidi in aria per l'amore dei vicini... e per l'amore in generale. X (Y o Z) sta nascosto dietro un cespuglio, o meglio, il cespuglio gli nasconde la vista, ma sente i suoni. Clack, sgrumpf, crash. Dopo il crash sente il bang, dopo ancora il silenzio. Passano cinque minuti e arriva la prima ambulanza. Conclude tra sé che non tornerà mai più a Storyville.
Volo AI1980 Storyville-Casa, arriva sudato. Una scena di sesso. A casa sua. Forse non è lui.
Apre la porta di casa - ed è il clack.
L'incazzatura precede di poco la sorpresa, oddio... è lo sgrumpf.
Sta per dare un calcio a una sedia, ma si ricorda che è suo dovere rompere un piatto... ecco il crash. Giunto a
questo punto X (Y o Z) si ricorda di non avere mai posseduto una pistola, aspetto di cui era peraltro andato fiero fino ad allora. La rabbia gli nasconde la vista, ma sente un ultimo suono.
Bang.


[by marco pois.splinder.com]

postato da zop | 11:11 | commenti (3)


martedì, 01 febbraio 2005
 
SOGNI

- Chissà cosa succede, per davvero, quando ti addormenti.
Quando era bambino F. se lo chiedeva ogni sera, nel letto, prima di addormentarsi. L'idea di fare ogni notte dei sogni così reali da sembrare un altro mondo vero... era un'idea entusiasmante, ma non la riusciva a capire fino in fondo.
- Chissà cosa sono i sogni. Si ripeteva continuamente nel letto.
- Forse si finisce in un altro mondo parallelo al nostro ma altrettanto reale.
Pensava.

Una notte aveva sognato di possedere un bellissimo fucile, uno come quelli che vedeva sempre nei film di cow boys. Uno di quelli con il manico in legno vero, la canna di metallo vera. Non come il suo giocattolo di plastica che gli aveva regalato la zia e che non gli piaceva affatto. Quel fucile del sogno, al contrario, glielo aveva donato un soldato nordista. Quel fucile del sogno era molto più reale di quello di plastica della zia.
Mentre stava sognando queste cose, il piccolo F. si rendeva anche conto che la voce della mamma lo stava svegliando e l'avrebbe presto strappato da quel momento meraviglioso da cui non avrebbe voluto affatto uscire.
F. non avrebbe voluto svegliarsi. Almeno non senza portare dall'altra parte dello specchio il suo nuovo fucile. Nel sogno si aggrappò a quel fucile con tutte le sue forze, per trattenerlo con sè fino al risveglio. Ma nulla. Si svegliò nel suo letto avvinghiato alle lenzuola attorcigliate, ma il fucile era rimasto di là. Non c'era verso di riuscire a portare qualche cosa al di qua.
Da allora, tutte le sere, quando andava a dormire, faceva gli stessi pensieri.
Si rannicchiava nel letto fingendo di essersi assopito, per ingannare il sonno, quando fosse arrivato. Aspettava che il sonno e i sogni arrivassero mentre era ancora vigile, per fregarli, almeno per una volta, e scoprire cosa succede di preciso, una volta per tutte, quando ci si addormenta. Ma ogni volta non ci riusciva.
Con gli anni aveva capito che il problema non era tanto quello di scoprire che cosa succede quando ti addormenti. No. Il problema è che per qualche misterioso motivo, quando ti svegli ti cancellano tutti i ricordi. F. dopo tanti anni di concentrazione e di esperimenti, era sicuro che ogni sera, quando ci si addormenta, si scopre tutto. Si scopre la verità. Ma ogni volta quella scoperta stupefacente viene poi cancellata con il risveglio. Certe volte sono costretti a cancellarti anche i sogni... pur di annullare tutto. E quando ti svegli non sai più bene che cosa hai sognato. Oppure ti ricordi qualcosa ma non riesci a dirlo.
Questi pensieri ancestrali gli macinavano nella mente in modo persistente. Un giorno, quando ormai era adulto da un pezzo, gli capitò tra le mani un libro molto interessante. I fiori blu di Queneau... Narrava la storia di Cidrolin, che viveva ai giorni nostri sonnecchiando continuamente su una chiatta. Ogni volta che si addormentava, Cidrolin sognava il duca d'Auge, un nobile del passato. E il duca d'Auge, a sua volta, quando si addormentava, sognava Cidrolin. Più ci si addentrava in quella lettura, meno si comprendeva chi era il il sognante e chi il sognato... tutto si confondeva. F. non riuscì a finire quel libro. Mentre lo leggeva ebbe un brutto incidente e sembrò che la parola fine fosse arrivata per lui, invece che per quella storia avvincente. Invece, dopo diversi giorni in cui era rimasto in bilico tra la vita e la morte, inaspettatamente si svegliò dal coma. Si svegliò all'improvviso in un letto di ospedale. Gli sembrò di svegliarsi in un letto che non era il suo, in una vita che non era la sua. Aprendo gli occhi non sapeva dove era né chi era. Gli ci volle un po' per ricordare e per acquistare consapevolezza... Si ricordò del libro che stava leggendo e gli venne un sospetto. Un terribile sospetto.
Forse quando ci addormentiamo finiamo da qualche altra parte. Lasciamo il nostro corpo. Navighiamo in un mondo di pensieri che non è in noi. E' fuori. E quando ci risvegliamo, ci risvegliamo in un altro corpo. In un'altra vita. Che viviamo solo per quel giorno. Fino a quando non ci addormentiamo nuovamente. La notte vaghiamo nel mondo dei pensieri e al mattino quando si tratta di rientrare sulla Terra, ognuno rientra in un nuovo corpo sempre diverso.
Un giorno ti svegli bambino, un giorno ti svegli donna, un altro sei ricco, il giorno dopo magari sei povero. Un giorno ti svegli in un villaggio dell'Africa, un altro in una landa ghiacciata dell'Alaska. Ogni volta sei una persona diversa. Perché ogni volta, quando si tratta di lasciare i sogni, prendi il primo corpo che ti capita. E ti svegli in quel corpo, con tutti i ricordi e le cose che gli appartengono. Sei convinto che sia il tuo corpo, e che la vita continui... ma non è vero. Ieri in quel corpo c'era qualcun altro. E domani la tua vita continuerà in un altro ancora. E' per questo che non bisogna mai fare agli altri quel che non vorresti venisse fatto a te stesso, probabilmente.

Il signor F da quel giorno, decise che non si sarebbe mai più addormentato. Aveva deciso di tenersi quel corpo e quella vita che gli erano capitati. Se si fosse addormentato avrebbe buttato via e cancellato la sua scoperta, la sua intuizione sul mondo dei sogni.
Dopo più di una settimana che non chiudeva occhio, era sempre più stanco. Mentre saliva in quell'ascensore, non resistette. Si appoggiò per un momento alla parete e si appisolò... solo per qualche instante... ma tanto bastò.


[by zop]


no non è che continui qui è solo che dopo aver letto quel racconto ho immaginato cosa potesse esser successo prima... e a proposito di sogni, segnalo questo.

 

postato da zop | 11:39 | commenti (18)
 

Il seguente post è gemellato con questo.

Reo confesso (rivelazione dall'altro lato)
.oihcceps olla imradraug id odom ous li ovatroppos non éhcrep iaccipmi oL

[by gaetano vergara, http://aitanblog.splinder.com]

postato da zop | 10:17 | commenti (8)