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ZOP BLOG
NON SOLO ESERCIZI DI
STILE!
Gli esperimenti di un extraterrestre finito non si sa come sulla Terra...
INDICE RAGIONATO & INTERATTIVO
ISTRUZIONI:
Leggi
qui di seguito (lungo la striscia gialla) per ripercorrere la nostra
storia e scoprire i nostri giochi e le regole per partecipare
CHI
SIAMO:
BLOG/OPIFICIO DI SPERIMENTAZIONE
LETTERARIA CHE HA SCELTO IL WEB COME SUO TERRENO DI ESPRESSIONE!
Nato nel 2002, questo è stato il primo BLOG dedicato ai giochi
narrativi e alle scritture collettive. Oggi vanta innumerevoli tentativi
di imitazione ma non diffidatene! Il nostro obiettivo era quello di dar
vita a un GENERE!
CONTATTI:
zoppaz @ yahoo.it
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COMMENTI RECENTI
cptuncino in 7 è bellouno?... MrsGodoor in La daltonia dei sap... Jonecy in Ti odiamerò f... ElisinoB in PERDUTI NEI LIBRIdi ... ElisinoB in 7 è bellouno?... bortula in Ti odiamerò f... DimensioneX in 7 è bellouno?... Bierreuno in 7 è bellouno?... utente anonimo in 7 è bellouno?... veneredischiena in 7 è bellouno?...
I
LIBRI SCATURITI
DA QUESTO BLOG:
2006

2003
E
nel 2004
un libro che qui si può continuare
Clicca per saperne di più e per SCARICARE
GRATUITAMENTE UN CAPITOLO!
PREMI:
Questo blog è arrivato secondo al concorso
SCRITTURA MUTANTE
2003

www.trovarsinrete.org
SALONE DEL LIBRO DI TORINO
16 maggio 2003
COSA ABBIAMO
PRODOTTO
IN QUESTI ANNI:
IL
MANIFESTO DADISTA di avanguardia letteraria digitale
Componimenti e racconti
dadisti:
- Melina e
Alfredo: un racconto da giocare a dadi (di zop e vipensiero)
- Quattro
e tre sette (di zop)
-
Un
dado di due (CioccolatoAmaro)
- Il
gioco dell'oca (CioccolatoAmaro)
- Vita
da dado (Senzaqualità)
- L'incanto
di pag. 49 (Letturalenta)
- La
dadomante (Certepiccolemanie)
- Tirando
il dado (Triana)
- POESIE IN
MOVIMENTO 1
- POESIE
IN MOVIMENTO 2
- Parafrasando
Tristan Tzara (Blogelis)
- La
cintura di Fibbionacci (di Matteo)
RACCONTI BREVI
° Cos'è:
Racconti molto brevi pensati per
una lettura a monitor.
- Come sono
diventato un blog
- I
fratelli Lumierikòs da Siracusa (zop)
- (...)bcdefghilmenopqrstuvz
(zop)
- Quattromenounquarto
(zop)
- Piccole
bugie (zop)
- Esistono
gli extraterrestri? (zop)
- L'ultimo
ricordo (Mucio)
- L'uomo
è misura di tutte le cose (zop)
- Il cane di
Pavlov e il Tacchino di Russell (zop)
-
Strano ma vero ( zop)
-
Le avventure dell'uomo inscrivibile (zop)
- Dentro o
fuori? (zop)
-
Ho perso il sonno 1
(di
Francesca Mazzucato)
- Ho perso il sonno 2
(di zop)
- Giò
e Leo (zop)
- Il grande
ciliegio ( di Flounder)
-
La botte piena e la moglie ubriaca (zop)
-
Pimpinella
corre corre (zop)
- Cosa
mangia un blogger (zop)
- Smaltimento
malocchi (zop)
- Le
voci della città (di zop)
- Il
foglio bianco (di zop)
- Estetica
statistica (di zop)
- Il
fischio (di zop)
- Discorsi
da bar (di zop)
- La
moneta che amava Rogerio (di Francesca Petilli)
- L'origine delle cose (Fracesca Petilli)
- Sto
da
cane (zop)
- 14
luglio 1789 (di zop)
- Ultima
pagina (Francesco de Girolamo)
- Settimo
piano (zop)
- Traumi
infantili (zop)
RACCONTI & MUSICA (ispirati
a canzoni o intrecciati con la musica)
- Sei
fuori Jack (di emanreiv)
- Samarcanda
(di zop)
- L'Armando,
l'arma e l'amante (di zop)
- Il
piano cocktail (da Boris Vian:La schiuma
dei giorni)
RACCONTI ROUSSELIANI
° Cos'è: Una
raccolta di piccoli racconti ispirati al metodo quasicombinatorio di un
autore d'avanguardia semisconosciuto: Raymond Roussel. Se vuoi
cimentarti anche tu... LEGGI, SCRIVI e MANDA!
INDICE:
1 - Chi era
Raymond ROUSSEL
(Il
metodo di Raymond
ROUSSEL)
2- Il capo
di lana è steso al sole (Zop)
3- E' morta
Della! (Blaue)
4 - Chiedici
la luna (Dr. Dam)
5 - Esca
quando ci sentiamo (Zop)
6 - Piego la
sposa (Ironico)
RACCONTI
CIRCOLARI
° Cos'è: Esperimenti
di narrazione polivalente e circolare.
1) Dimmi
il tuo incipit e ti dirò chi sei (zop)
2) La
nascita dell'uomo collettivo (zop)
3) La battaglia navale:
racconto da giocare! (zop)
4) Sogni (zop)
5) Il
sogno ricorrente (zop)
6) UN
FUMETTO COMBINATORIO (zop)
7) Racconto
MUTANTE
8) Le teste
( di Elena del Fabbro e Zop)
9) Saturazioni
(di zop)
10)
La storia (di zop)
11) Vita
da moka (fumetto by zop)
12) Spirali
(zop)
MINIGIALLI
& MICROGIALLI
° Cos'è: Nato
da una proposta di Nando di Forlì, è una raccolta
di gialli scritti nel
modo più sintetico possibile (senza rinunciare tuttavia a
colpevole,
vittima, arma e movente). E' possibile partecipare con un racconto di
una pagina oppure con una versione "atomica" che possa essere inviata
con un sms.
INDICE MINIGIALLI:
- La
bocca della verità (Nando)
-
Separati in casa (Nando)
- L'ultimo
scaffale (Nando)
- Il professionista (Nando)
-
L'uomo di parola (zop)
- Il
racconto killer (zop)
- L'assassino
è il maggiordomo (zop)
- Metagiallio
(e metà no) (zop)
- Il rosso e il noir: chi è l'assassino? (zop)
-
Tira le tende (Bleusouris)
- Fantagiallo
(zop)
- La
pagina 125 (F. Arrasich)
- Giallo
filosofico (zop)
- A Natale
tutti più buoni (Nando)
- Forza di
gravità (F. Arrasich)
- Non fare
mai agli altri (zop)
- Non
guardare mai altri... (Pois)
-
Golden (Manginobrioches)
- Gelo (Farolit)
- Delicatessen
(zop)
- Identificazione
e suggestione (zop)
- Il
serial killer editoriale (zop)
- Omicidio
brutale (zop)
- L'assassino
in erba (zop)
- Ultimo
minuto (Nando)
- Negazioni
(Certepiccolemanie)
-
Le indagini del detective Maupertuis e del suo fido cane (zop)
-
Appuntamento col serial killer (zop)
- Giallo
poetico (di Gianluca)
- Il
serial killer del CICAP (zop)
MICROGIALLI da
SMS:
- Senza
titolo (di Herzog)
- Senza
titolo di (Penzogi)
- Senza
titolo (di Sphera)
-
Senza titolo (di A. G. Pinketts)
- Senza titolo (di Salto del canale)
-
Senza titolo (di Matisse)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di zop)
- Senza titolo (di Diario di bordo)
-
Senza titolo (di Disintegrato)
- Senza titolo (di Fradiavolo)
- Senza titolo (di Ghana)
- Senza titolo (di Ttulipani)
-
Senza titolo (di Giulio Mozzi)
- Senza titolo (di Zu)
- Senza titolo (di zop)
- Senza titolo (di Herzog)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di Disentgrato)
- Senza titolo (di Mucio)
- Senza titolo (di Piazzagreco)
- L'omicidio
più antico (Aitan e zop)
- Reo
confesso (di Aitan)
- Giallini
de il Gobb
-
Giallini diabolici
- Senza
titolo (di zop)
- Giallino
metaomicida (Luca Confusione)
- Senza
titolo (di zop)
- Sconfessioni
(di Luca Confusione)
- Libero
mercato (di Luca Confusione)
-
Senza
titolo (di UnaStranStrega)
UBU
BLOG di Alfred Jarry
° Cos'è:
Un inedito di Alfred Jarry, padre della PATAFISICA, che mi è apparso in sogno e mi ha dettato
l'ultima parte della saga di UBU RE!
Dramma
in 4 post
° Scena prima [Ubu apre un blog e diventa una
blogstar]
° Scena
seconda [Ubu lancia un virusprogramma che cambia le parole
dei blog delle blogstar]
° Scena
terza [Ubu al gran blograduno]
° Scena
quarta [Ubu in fuga]
LA DONNA SUB:
°
Cos'è: Esperimento di un NUOVO format
per racconti
labirintici e collettivi ispirato a Italo Calvino. Per leggerlo o continuarlo (è lo
stesso) è archiviato qui.

RADIOBLOG:
°
Cos'è: Improvvisazioni di
scrittura e di lettura tra radio e
blog, in collaborazione con
RAI radio3. Andato in onda in due puntate nel
settembre 2003 tutto si può oggi leggere e
ascoltare qui
ESERCIZI DI STILE BLOG:
° Cos'è: Il rifacimento internettiano e
collettivo del capolavoro di R. Queneau con centinaia di esercizi
giunti dal popolo della rete.
Se vuoi partecipare con il tuo contributo: tutto
inziò qui
ed è archiviato qui
Manifesto
PATAmediale per una nuova narrativa digitale:
° Cos'è: E' il
tentativo di individuare e raccogliere dei precedenti letterari
pre-elettronici che possano servire oggi da guida per inventare una
nuova forma di narrazione che utilizzi il web come suo terreno
espressivo. Se vuoi ampliare, segnalare o recensire autori,
avanguardie, poetiche o esperimenti che si potrebbero oggi sviluppare
in modo nuovo, mandaci il tuo contributo!
INDICE:
§ - Calvino e
il web
§ - Scrittura
collaborativa
§ - Letteratura
interATTIVA
§ - Generatori
automatici di parole
§ - Jarry e la
Patafisica
§ - Avanguardie,
Futuristi, Cinetici
§ - UNA
TESI DI LAUREA CHE PARLA DI NOI!
§ -
Roberto Busa pioniere dell'ipertesto
§ -
Gulliver di Swift
§ - Carroll
e Alice (che meraviglia...)
PataRecensioni
e
Fantasmi Letterari:
°
Cos'è: Una
raccolta di recensioni di libri, mostre, autori del passato... con un
taglio spiritoso e divertente ma senza rinunciare al rigore! Racconti
in prima persona, fantasmi che appaiono e raccontano la propria
vita...
INDICE:
§ - Blog,
post e ante litteram
§ - Enrico Baj
§ - Libri
d'artista
§ - Alberto
Manzi
§ - PseudoCalvino:
un'inedita Cosmicomica
§ - L'invasione
degli ultracorpi interattivi
§ - Rayuela
di Cortàzar
§ - La
storia della QWERTY
§ - Animalcolisti
spermatici anonimi
§ - Lo zio
Fester e Majakowski
§ - Raymond
ROUSSEL
§ - Boris
Vian
§ - Viaggio
d'inverno/Viaggio d'inferno
§ - Intervista impossibile a
Giorgio Manganelli
§
- La sfida di Max Aub
I
fantasmi letterari e il dietro le quinte di Laura Immaginaria
°
Cos'è:
La storia ironica e metaforica di come ho
scritto un libro. Dai fantasmi letterari (o i riferimenti culturali?) a
cui mi sono ispirato e che me l'hanno in qualche modo dettato, alle
peripezie per trovare un editore che lo pubblicasse...
INDICE:
- Parti 1, 2
e 3
- 4°
Parte
- 5°
Parte
- 6°
Parte
- 7°
Parte
- 8°
Parte
- 9°
Parte
- 10°
Parte
- 11°
Parte
- 12°
Parte
- 13°
Parte
- 14°
Parte
COSA
ASPETTI? PARTECIPA! MANDACI I TUOI CONTRIBUTI!
ENTRA A FAR PARTE DELL'OPIFICIO!
citofon@mi
zzZZzz
ZAPOTEK
intervista ZOP
un
emmepitré da scaricare
RINGRAZIO TUTTI QUANTI HANNO PARTECIPATO A
QUESTO BLOG, E IN PARTICOLARE:
Esercizi di Stile:
(in ordine di apparizione)
1) Personalità
confusa
(4,13,41,54)
2) Antonella
mamma felice (7)
3) UnSentireEnorme (9,18,22)
4) MG (15,62)
5) Zu (21,293)
6) Analize (23,33)
7) Zoeee (25,29,171)
8) Swe (26,35,43)
9) Dona (28)
10) Leonard0
(30)
11) Frammento
(31,45,70,111,173,182)
12) Mim*mina (32)
13) Giornale di cantiere (34)
14) TocWebLog
(37)
15) Crl_Alt_Canc (38)
16) Trilly (39)
17) Zizzi
(40,83,135)
18) Mu
(42,57,85,143)
19) La
Pizia (44)
20) Palomar
(46)
21) Uiallallà!
(47,68,86,248)
22) Michele (48,55,81,
104,141,145,148)
23) Butterfly
(56)
24) Skip
intro (60,74)
25) Spiritum
(53,64)
26) EnzØ:
POLAROID (67)
27) :Deliuz (75)
28) Janex
(78,149)
29) Blogging Sil (79,87)
30) Rafael:subtle
(89)
31) il
Griso (90)
32) Gus
(94,101,110,120,131,
134,140.154,169, 193,206,213,
240,249,255)
33) Billie
Joe (102,124,142,174,207,
240)
34) MacUbu (103)
35) Uzi:
Scopriamo l’acqua calda
(106)
36) Miki (107)
37) Lo scopriremo solo vivendo
(109)
38) Polena
(113)
39) Patch (116, 129)
40) e-pistole (118, 123)
41) Satine (122)
42) Clutcher (125)
43) Gokachu (126)
44) dora okojie & thesubtler (127)
45) Lella con la stampella (128)
46) John
Sebastian Moran, jr. (133)
47) Convesso
(136)
48) Viewpoint of cat =^.^= (137, 259)
49) Pattinando (138)
50) .mau. (139,144,147,166,
177,211,217,220,233,234,
257,264)
51) elfob (150)
52) delio (151, 156)
53) Horselover_Fat (153)
54) +Lucretia+
(155)
55) marcorosè
gr0ucho3
(157,170,176)
56) Nicola (158)
57) Massimo De
Sanctis (159)
58) damiano
(160,163,201)
59) franc'O'brain" patti (161)
60) mucio (162,168)
61) Tutore (164)
62) amnesia (165)
63) Nando da
Forlì (172,191,279)
64) Marta (175)
65) DemonAngel
(178)
66) Brevi3pidari (179)
67) Massimilano (180)
67) Davide (184)
68) Follia e delirio (185)
69) MoNiZiA (186)
70) Enrico
la talpa (187,188,
198,203,230)
71) Chiaraaa (189)
72) AdRiX (192)
73) NiEnTe (194,196,199)
74) Piergiuliano
Pusceddu (195)
75) Prosperpina
(197,236)
76) Koa (202)
77) Aske (204)
78) Ackab (205)
79) October
(208)
80) Aleph_ (209)
81) Blaue
(210)
82) Si fossi foco (212)
83)
Akaglenn (214,219,221,
223,224)
84) Alexander (215)
85) Klingsor (216)
86) Aelice
(218)
87) Emma (222)
88) Severine
2 (225)
89) La Trota (226)
90) Adeletta
(227)
91) Alincielo (228)
92) Strani pensieri (229,235,243)
93) Kiara Blog (231)
94) Estatevizitti (232)
95) Zagaraulente
(237)
96) emmeline (238,245,251,270)
97) Laura 756 (241)
98) Mukka
Mukkona (242, 277,281)
99) Mònnalisa
(244,254,269,
271,282)
100) Lisa
(246,260,283,300,301)
101) Gianluca Brian (247,252,276,298)
102) Malacarne (250, 262.274,288)
103) Daneel (253,265,268,280,284)
104) 3-feb. (258)
105) Serendip
(261)
106) Mia_Wallace (266)
107) La Rana e il
Principe (267)
108) Rillo
(272)
109) Tristano (273)
110) Bacodaseta (275)
111) Claudio Emme (278)
112) Ironico (285)
113) Thiswas (286)
114) Redsun (287)
115) Jacoposki
(289,291)
116) drdam (290)
117) anonimo (292)
118) C-blog
(294)
119) bordellobordeaux (295,296)
120) prof.
Ulrico (299)
121) MarZa [giunelpoZZo] (302)
122) Manginobrioches
(303)
123) Paolo Miano (304)
124) Invernomuto
(305)
125) Giancarlo
(306)
126) Margherita
Underbreath (307)
127) Newlilith
(308)
128) G-Host
(309)
129) Stefano
bellezza (310)
130) alwaysinprogress
(311)
... Zop (che ha scritto gli altri)
RadioBlog:
prima
puntata 11/09/03
1
-
Giuseppe Genna
2 - Francesca
Mazzucato
3 - Raul
Montanari
4 - William
Nessuno
e gli improvvisatori della
rete:
5 - Pproserpina
6 - kheschifo
7 - karnilla
8 - diogene
9 - MinaMurray
seconda puntata 25/09/03
1 - Giuseppe
Caliceti
2 - Eloisa
[La Pizia] Di Rocco
3 - Giulio
Mozzi
4 - William
Nessuno
e gli
improvvisatori della rete:
5 - .mau.
6 - Mike
del Pallone di Achille
7 - ctrl-alt-canc
8 -
Francesca Mazzucato
9 - Pproserpina
10 - Marco
Rosella
11 - Adayinthelife
12 - Gostein
13 - Elwood


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venerdì, 25 giugno 2004
RACCONTO OMAGGIO A ROUSSEL... NUMERO 5
"Esca quando ci sentiamo!" Si raccomandava l'ingegner Guerini. Aspettava una telefonata importante. Una telefonata privata molto riservata. Spiegava alla segretaria. Cose di lavoro. Affari. E intanto che le dettava una lettera aveva molto insistito su questa necessità. Un po' troppo, probabilmente. Non appena la telefonata sarebbe arrivata, Lana avrebbe dovuto uscire immediatamente dall'ufficio. Presto il telefono squillò. Lana uscì. Ma origliò alla porta, naturalmente. Quelle eccessive raccomandazioni l'avevano resa curiosa e sospettosa. Non sembrava affatto una telefonata di lavoro. Sembrava qualcosa di losco. Il capo stava colloquiando con una donna. Doveva essere la sua amante. Avevano combinato qualcosa. Ed era andato tutto come avevano previsto. La donna aveva portato a compimento un piano machiavellico. Aveva recitato una parte facendo per così dire da specchietto per allodole per abbindolare l'amministratore delegato della filiale. Tutti sapevano della sua debolezza per le giovani donne avvenenti. Così lei ne aveva approfittato. Si era appostata sulla strada dove la sua Mercedes sarebbe passata. Aveva finto di trovarsi in panne. Era di sicuro vestita in modo scollato e provocante. Quando il capo dei capi era passato, lei aveva fatto l'autostop e lui si era immediatamente fermato. Le aveva offerto un passaggio. Lei aveva accettato. Era salita. E aveva accettato anche le sue avances, che erano arrivate quasi immediatamente, come previsto. Ma intanto che si abbracciavano in quell'automobile accostata in una stradina fuori mano a ridosso della provinciale, lei aveva potuto sfilargli la chiave della cassaforte che teneva appesa alla catena d'oro che portava sul petto, sotto la camicia. Ne aveva fatto un calco al volo, senza farsi scorgere, e l'aveva rimessa al suo posto. Il giorno dopo l'aveva duplicata e consegnata all'ingegner Guerini, secondo il piano che lei stessa doveva aver architettato nei minimi dettagli. L'ingegner Guerini le stava appunto confermando che tutto stava andando come previsto. Aveva appena sottratto tutto l'incasso dei fondi neri e l'aveva nascosto nella sua ventiquattrore. Erano un sacco di soldi. Un gruzzolo di quelli che li avrebbe sistemati per il resto della vita, diceva. Inoltre nessuno avrebbe fatto denunce, perché quei soldi erano il frutto di una colossale evasione fiscale. Soldi che non risultavano ufficialmente, nella contabilità. Soldi che non esistevano. Per farla franca, i due amanti avevano deciso di incolpare la segretaria. Lana sentì dalle labbra del suo capo che i due avrebbero scaricato i sospetti proprio su di lei! L'ingegner Guerini diceva che aveva infilato il duplicato della chiave nella borsetta di Lana. Insieme a una mazzetta di banconote segnate che l'avrebbero incastrata senza ombra di dubbio. Il boss e i suoi scagnozzi se la sarebbero presa con lei. Diceva che di sicuro l'avrebbero fatta fuori per quello sgarro. Lana trasalì. Staccò l'orecchio dalla porta di quell'ufficio e corse a frugare nella sua borsetta. Ci trovò la chiave in questione per l'appunto. E anche il mazzetto di banconote da 500 euro segnate. Senza indugio la donna prese quella chiave e la mise nella tasca della giacca dell'ingegner Guerini, che era appesa in anticamera. Poi prese dall'armadietto la ventiquattrore del capo e la aprì senza esitazione. Sapeva a memoria tutte le combinazioni delle serrature del suo capo. Le aveva scoperte da tempo, grazie alla sua buona abitudine di origliare. E quella valigetta era davvero piena di denaro. In contanti. Lana scambiò i contenuti della sua borsa con quelli della valigetta del suo capo. Intascò il gruzzolo e gli restituì in cambio le prove del furto che avrebbero incastrato lui. Il vero colpevole. Poi tornò alla porta dell'ufficio di Guerini che non la smetteva più di blaterare. Appoggiò nuovamente l'orecchio per ascoltare. Sentì che lui si stava ancora compiacendo di quel piano. Si compiaceva della sua amante. Le diceva che era stata un'esca perfetta. Le sussurrava che era la sua "amata esca". E la ringraziava per essere sempre così presente nei momenti più importanti della sua vita. Le sue ultime parole furono: "Esca... quanto ci sei! ti amo!"
[by zop]
PS il racconto potrebbe continuare qui: http://zop.splinder.it/1086945552#2305500, anche se in realtà si tratta di un antefatto post-scritto. Questo blog andrà qualche giorno in vacanza... ma se per caso nel frattempo qualcuno vuole giocare con qualche racconto rousseliano... non fate complimenti!
zzZZzz
giovedì, 24 giugno 2004
RACCONTO OMAGGIO A ROUSSEL... NUMERO 4
scritto da dr. Dam
"Chiedici la luna". Era il motto di questa agenzia, che si vantava di saper esaudire ogni richiesta. Nulla, proprio nulla, era per loro impossibile: dall'anima gemella, sino all'oggetto più strano e misterioso, loro assicuravano di saper trovare. Fino a quel triste venerdì, nemmeno un cliente era tornato per porre lamentela: solo "grazie" e "mi avete salvato", si udivano nella sala d'accoglienza. Sì, sino a quel giorno, quel triste venerdì, nemmeno l'ombra di un problema per Luìs, il proprietario dell'agenzia, che si rivolse - ignaro della sorte - con il solito sorriso, verso un bambino accompagnato da una mamma impaziente. "Dimmi, piccolino, cosa desideri?" Il bambino lo guardò dubbioso, esitante, poi, rivolto lo sguardo alla mamma, e ricevutone un segno d'incoraggiamento con il capo, pose a Luìs la sua richiesta raggelante: "La Luna?". Luìs riuscì a malapena a pronunciare le seguenti parole, prima di cadere svenuto, preda dei fantasmi della sua rovina imminente: "Che dici, la luna?"
mercoledì, 23 giugno 2004
A proposito di macchine per la scrittura combinatoria e automatica, di cui ogni tanto si va parlando in questo luogo, volevo citare e riportare una gustosa scenetta, scritta intorno al 1720, tratta dai Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift. Il protagonista visita la Grande Accademia di Lagado, e tra le infinite stranezze che ha la fortuna di poter ammirare, descrive una macchina per scrivere libri in modo automatico, grazie alla forza muscolare invece che allo sforzo intellettivo. "Il primo dei professori che vidi stava in un’aula amplissima circondato da quaranta scolari. Dopo i convenevoli, egli, visto che ero tutto intento a guardare una macchina, la quale occupava in lungo quasi tutta l’aula, mi disse: «Ella, forse, si stupisce di vedermi lavorare all’impresa di far progredire le scienze speculative con mezzi pratici e meccanici; eppure il mondo non tarderà ad accorgersi della utilità delle mie ricerche, ed io mi lusingo che pensiero più nobile mai zampillò dal cervello di un uomo». Il marchingegno è presentato come una sorta di grande telaio in cui ogni parola, può venire combinata con tutte le altre: “La superficie risultava di vari pezzetti di legno, grossi press’a poco come dadi, alcuni di maggiore dimensione degli altri. Erano tutti congiunti da esili fili di ferro. Incollata sopra le quattro facce dei pezzetti di legno era della carta, e su questa si trovavano scritte tutte le parole della loro lingua, coniugate nei diversi modi e tempi e declinate nei vari casi, ma senza ordine veruno”.
Per mettere in moto questa macchina quaranta studenti impugnavano ognuno un manico di ferro e come dei rematori facevano girare il congegno che cambiava la disposizione delle parole.
Il professore mi invitò a prestare attenzione, chè appunto s'accingeva a mettere in moto la macchina. Ciascun discepolo prese, al cenno del maestro, un manico di ferro (ce n’erano quaranta fissati intorno agli orli della macchina) e d’un tratto lo fece girare. Naturalmente la disposizione delle parole cambiò in tutto e per tutto. Il maestro ordinò allora a trentasei scolari di leggere pian pianino i vari righi così come apparivano sulla macchina; e quando quelli trovavano tre o quattro parole unite insieme che potevano far parte d’una sentenza, le dettavano ai quattro rimanenti discepoli che fungevano da scrivani. Questo lavoro fu ripetuto tre o quattro volte, e a ogni girata di manico, per il congegno speciale della macchina, le parole cambiavano posto in seguito al rovesciarsi dei quadratini di legno. (...) Gli studenti, tutti i giorni per sei ore, erano occupati in questo lavoro, e il maestro mi mostrò una collezione di grossi volumi in folio, contenenti monche sentenze, che egli si proponeva di legare assieme per dare al mondo, in base a tanto ricco materiale, un organamento completo di tutte le arti e di tutte le scienze”.
Passi tratti da: Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver, Edizione L’Unità, trad. Carlo Formichi, 1993, II voll.
Forse una siffatta macchina non riuscirebbe a scrivere davvero dei buoni libri... ma di sicuro è utile per scrivere qualche post! Soprattutto nei periodi di semivacanza...
zzZZzz
lunedì, 14 giugno 2004
RACCONTO OMAGGIO A ROUSSEL... NUMERO 3
di Blaue [erbe cattive]
E' morta Della! Mentre percorreva senza affrettarsi il corridoio che portava dritto nel suo ufficio, Perry Mason canticchiava un'arietta. Arrivato sul ballatoio vide, sulla soglia della porta spalancata, Paul Drake e il vicesceriffo Blane che, sentendolo arrivare, girarono la testa verso di lui. - Della Street è morta - gli disse Paul senza preamboli - Ha avuto un incidente d'auto ed è morta. - Continuate - lo esortò Perry Mason vedendolo esitare. - E' tutto qui - intervenne il vicesceriffo - una disgrazia. Sono riuscito a rintracciare Paul a metà mattina. Vi abbiamo cercato dappertutto e abbiamo dovuto procedere senza di voi. - Sapevamo che sareste tornato per pranzo - riattaccò Paul con un gesto della mano - E' venuto il ragazzo con i sandwiches. Si interruppe. Dopo un attimo riprese - Mi sto occupando io di tutto. Detto questo l'investigatore e il vicesceriffo se ne andarono. Perry Mason entrò nel suo studio e si accomodò sulla poltrona. Allungò il braccio e da destra prese automaticamente il sacchetto col suo pranzo, lo aprì ed estrasse il primo sandwich. Al primo morso socchiuse gli occhi e si disse - Ah, è mortadella... E' mortadella!
(con un grazie a Erle Stanley Gardner per i personggi)
venerdì, 11 giugno 2004
RACCONTO OMAGGIO A ROUSSEL... NUMERO 2
Il capo di lana è steso al Sole. Davanti a quel maglione sgocciolante scoteva il capo affranta e mortificata. Non era molto ferrata in economia domestica. Si sentiva anzi una pessima casalinga. Forse avrebbe dovuto lavarlo in lavatrice. Pensava. La mamma glielo aveva ripetuto più volte che la cosa migliore per le macchie è portare tutto in tintoria, pagare e far lavare a secco. Ma questa volta non poteva! Se la doveva cavare da sola! Perciò, non sapendo a chi chiedere consiglio, si era connessa a internet, lì dall'ufficio dove si trovava non aveva altre risorse, e aveva cercato con google. Era in questo modo finita su un sito femminile dedicato a ogni genere di consigli di questo tipo. Come non fare lacrimare gli occhi quando si tagliano le cipolle... Come verificare se il pesce è veramente fresco... Come lavare il forno... Come togliere le macchie dai capi delicati... Aveva fatto tutto come c'era scritto lì. Prima aveva selezionato il tipo di tessuto. Poi il tipo di macchia. A quel punto il database le aveva fornito la risposta. Non sapeva se avrebbe funzionato per davvero. Ma non le restava altro da fare se non almeno provarci, per non buttar via quell'indumento a cui era tanto affezionata. Per prima cosa aveva sciacquato il maglione sotto il rubinetto in acqua rigorosamente fredda e abbondante. Temeva che si sarebbe un po' infeltrito, in un primo momento, ma non era successo. Poi aveva a lungo strofinato un cubetto di ghiaccio sul residuo della macchia, che si era ulteriormente attenuata. Infine aveva usato l'acqua ossigenata. Mentre la spruzzava su quel tessuto, entrando in contatto con la macchia, faceva una specie di reazione. Si vedeva crescere una specie di schiumetta effervescente, con le bollicine. Di colore rosso scuro, praticamente marrone. E il capo si smacchiava sempre più. Però era rimasto un alone. Si vedeva ancora. Del resto quel maglione si era intriso e imbevuto in modo esagerato. All'inizio, quando si era guardata, le era preso un colpo. Quel maglioncino di cashmere, color panna, così sporchevole, che le era costato un occhio della testa. Sembrava irrimediabilmente rovinato! Ma forse non tutto era perduto. Aveva pensato Lana. Agendo immediatamente forse sarebbe riuscita a rimediare... Intanto il suo capoufficio, poco più in là, sembrava fissarla immobile. Con l'occhio sbarrato. Indifferente alle sue pene e alle sue laboriose operazioni. Indifferente persino al fatto che si era ritrovata a torso nudo, soltanto in reggiseno, mentre controllava il colore del suo pullover steso al davanzale della finestra, al Sole, perché si asciugasse un poco. E anche se non c'era nessun altro in quell'ufficio, non era certo un abbigliamento consono. Lana sciacquò per l'ultima volta la maglia sotto l'acqua fredda. Per togliere i residui dell'acqua ossigenata che può rovinare il tessuto, scolorirlo o addirittura consumarlo, stando a quel sito internet. E questa volta la macchia sembrava proprio scomparsa! Lana sorrise felice e ammirò in controluce il suo indumento. Si era forse un po' infeltrito nel punto dove era stato lavato a freddo e strofinato. Ma anche per questo c'era di sicuro il giusto consiglio, sul web. Lasciare il capo a mollo in acqua e succo di limone... no questo no... non va bene per la lana... Lasciare in freezer il capo per almeno un'ora e poi stirarlo a caldo... anche questo non era adatto al cashmere... Eccolo il consiglio che faceva per lei: In caso di infeltrimento è di solito impossibile rimediare e far tornare tutto come prima, ma un tentativo consiste nel rilavare il capo infeltrito con acqua e un cucchiaio di shampoo o di balsamo per i capelli. Anche se non si possono fare miracoli. Di sicuro con il trucco dello shampoo sarebbe andato a posto. Pensò. In fondo non era un capo totalmente infeltrito, soltanto un poco sul davanti e sul fianco destro, si era macchiato con tutti quegli schizzi. E il rosso vivo, su un indumento così delicato color panna, è molto difficile da togliere. Però questa volta le era andata bene! Era venuto via! Lana decise di seguire quel consiglio e di correre a casa a rilavare il capo con il balsamo per i capelli in modo da ammorbidirlo. Si rimise il maglione che era ancora umido. Prima di uscire dall'ufficio guardò per l'ultima volta l'ingegner Guerini, che fino a poco prima era stato il suo responsabile. Era sempre lì, non si era mosso di una virgola, ovviamente. Con l'occhio strabuzzato. Sdraiato per terra in una pozza di sangue. Con le mani strette intorno alla gola nel punto dove lei gli aveva conficcato il tagliacarte che lo aveva fatto finalmente tacere. Lana non si sarebbe mai immaginata quanto sangue potesse schizzar fuori da una giugulare recisa. E come potesse zampillare lontano! Tutte le pareti erano rimaste imbrattate. Uscendo da quell'ufficio pensò che quell'esperienza le sarebbe servita. La prossima volta avrebbe usato un laccio e avrebbe agito strangolando, invece che accoltellando. O per lo meno avrebbe indossato degli abiti più consoni e più facilmente lavabili. Pensò uscendo di lì. Il capo di Lana è steso al suolo.
[by zop]
RIASSUNTO:
- chi era Raymond Roussel? E qual era il suo metodo di scrittura?
- vuoi scrivere un racconto rousseliano e non sai trovare la coppia di frasi di partenza?
giovedì, 10 giugno 2004
il metodo di Roussel per scrivere racconti automatici...
sono molto contento che il racconto del fantasma di Raymond Roussel abbia suscitato entusiasmi e abbia generato cotanti giochetti linguistici... li estirpo dai commenti e dalle mail che mi avete mandato e li ripropongo in un post.
La divulgazione fantasmatica dei grandi personaggi (ingiustamente) sconosciuti del passato mi sta prendendo la mano da qualche tempo... riassumendo:
1) Roussel individua le seguenti frasi: Les lettres du blanc sur les bandes du vieux billard (= le lettere disegnate dal gesso [blanc] sulle sponde del vecchio biliardo) e Les lettres du blanc sur les bandes du vieux pillard (= le lettere spedite dall’uomo bianco sulle bande del vecchio predone [pillard]). Poi scrive un racconto che parte dalla prima frase e si conclude con l'ultima (ne nasce Les impressions d'Afrique) utilizzando un misterioso metodo combinatorio...
2) Il post che spiega e divulga il tutto comincia con: Che folla! D'istinto evito la gente e si conclude con: Che folle! Distinto evita l'agente
3) In un commento lancio qualche altra boutade: bè? nessuno è capace di trovare queste coppie di frasi simili ma diverse???? eppure ce n'è tante... alcune anche già fatte e antiche... per esempio lei suona il piano e lui la tromba che ha evidentemente due significati anche se il "suono" è identico! (?) oppure che dire de: i vitelli dei romani sono belli? come è noto in latino significa: va! o Vitellio! al suono del dio romano della guerra!...
e infine: il capo di lana è steso al Sole e il capo di Lana è steso al suolo chi riesce a trarne un racconto???
4) Frammento sta già lavorando a qualche racconto rousseliano che parte da alcune frasi da lei individuate: - sabbia e vento nel deserto, un cocktail micidiale - s'abbia evento: non diserto un cocktail micidiale
- da Nuova Delhi ti scrissi - di nuovi delitti scrissi
- veggente, frugava posti e menti - leggente, fregava post dementi
5) Deliam (http://pergiocarelascrittura.splinder.it) riprende il gioco linguistico su italiano e latino: CANE NERO MAGNA BELLA PERSICA che, con sollievo della bella persica, vuol dire Canta, o Nerone, la grande guerra persiana
6) Improvvisa Aitan: A fine festa fa una fuga. Dove, se lo spettacolo è andato bene, l’organista suona un bis di Bach; se è andato male, scappa via per evitare il linciaggio. E aggiunge un classico giochetto spagnolo che suona più o meno così: Madrid comincia con M e termina... con t. Poi ri-aggiunge il motto della ditta tedesca che produce Nero (l’arcinoto software di masterizzazione). Accanto all'immagine del Colosseo in fiamme, si legge la scritta: Nero burning Rom che tradotta letteralmente suona come Nerone brucia Roma, ma che ad una più attenta lettura ci dice anche che Nero (il loro programma) masterizza (in tedesco brennen vuol dire tanto masterizzare quanto bruciare) i cd-Rom.
7) interviene anche mr Effe (herzog):
- mi parve Nero (o mio piccolo Nerone, in latino) - C'è un dolce suono / C'è un dolce; suono? (davanti a pasticceria con porta chiusa) - Le pere sono delicate / le opere sono dedicate
In sintesi: di materiale ce n'è, direi. chi vuole cimentarsi nel scrivere qualche raccontino? sarebbe interessante confrontare come da una stessa coppia di frasi possano originarsi molti racconti differenti tra loro...
PS e intanto... stavo pensando che per fare una blog parodia di Come ho scritto alcuni dei miei libri (R. Roussel) potrei giocare di anticipo e trasformare questo blog in Come scriverò alcuni dei miei libri... in cui anticipo i temi e i metodi di tutti i libri che scriverò in futuro (se mai ne scriverò)... a partire dal mio romanzo combinatorio...
zzzZZZzzz
lunedì, 07 giugno 2004
[CHE FOLLA! D’ISTINTO EVITO LA GENTE...
Mi infilo in Feltrinelli. Nemmeno il tempo di scendere l’ultimo gradino che conduce alla sala dei libri... e sono investito da un fantasma impazzito che non sta fermo un momento. Saltella continuamente a una velocità da capogiro.
Ritrovo l’equilibrio. Provo a ignorarlo. Di sicuro è un nuovo fantasma letterario.
C’è un sacco di gente che si muove tra le pigne dei libri. Li sfoglia e curiosa le copertine sotto lo sguardo delle gigantografie di Calvino e degli altri... i grandi autori del passato che te li senti addosso, che sembra che ti giudichino mentre scegli di sfogliare un libro invece di un altro. E infatti sto sempre molto attento a non fare figuracce... Soprattutto sto alla larga dai best seller...
C’è un sacco di gente. Perché se la prende con me l’ectoplasma impazzito? Sono anche di fretta! Questa volta che se la prenda... con qualcun altro. Non gli darò retta!
Mi dirigo a salutare le due copie del mio libro e a rimboccare loro le coperte...
quand’ecco che...
pazzesco...
Ne è rimasta solo una!
Ci rimango un po’ male... mi mancherà quell’altra!
E se comprassero anche l’ultima? Potrebbe succedere, in teoria... Come farei poi?
Rimarrei senza...
- Per favore! Me lo fai un favore?
Una voce alle mie spalle. E’ sicuramente il fantasma che cammuffa la sua voce da fantasma e si finge un cliente... Ne sono certo.
Mi giro ed è lui. Saltella come un cartone animato.
- Chi sei?
- Tanto non mi conosci. Ma me lo fai questo favore?
- Sentiamo.
- Chiedi alla signorina se hanno delle opere di Roussel?
- Chi?
- Raymond Roussel! Lo sapevo che non mi conoscevi. Sai... sono stato un grande scrittore... ma per addetti ai lavori! E solo da una parte di questi tollerato! Assolutamente sconosciuto al grande pubblico. Figuriamoci a te! Ma sappi che ho infervorato surrealisti come André Breton... e su di me ha scritto una monografia Michel Foucault!
- Va bene, va bene... Cosa cerchi?
- Prova con Impressioni d’Africa, mi pare che sia stato tradotto da Rizzoli... se no Locus Solus, Einaudi... Ma quel che più mi preme è vedere se han tradotto Come ho scritto alcuni dei miei libri
- Ma ci stai un po’ fermo però? Mi agiti...
- Senti, sono nato a Parigi nel 1877. Il mio equilibrio psichico è stato rovinato dalla mia prima opera, che era meravigliosa ma fu un grande insuccesso. Ho cercato disperatamente la mia giusta fama letteraria... ma niente! Prima dovevo andare fino in fondo. Ho pensato. E infatti quando mi son lasciato convincere da Edmond Rostand a mettere in scena Le impressioni d’Africa in una versione teatrale.... Era troppo presto! Fu più di un insuccesso. Fu un coro di proteste. Mi si trattava da folle. Si faceva il verso agli attori. Si gettavano monetine sul palcoscenico e lettere di proteste venivano inviate al direttore...
Ma io ho continuato ugualmente fino a che ho terminato il mio progetto letterario. Dopo molti anni, quando ho finito il penultimo mio libro, avevo finito! Il progetto era terminato! Non mi restava che scrivere l’ultimo libro con la chiave. Il libro con cui spiegavo, in parte, Come ho scritto alcuni dei miei libri. Così ho fatto anche questo. Poi ho dato disposizioni all’editore che uscisse postumo, e mi son ucciso al Grand Hotel di Palermo nel 1933. Senza pagare il conto. Da gran signore! Poi non ricordo più nulla... ma cito a ricostruzione di Sciascia: "Il giorno dopo, verso le ore dieci il facchino Antonio Kreuz dell'Hotel des Palmes, recatosi nella camera n. 224 occupata dal suddito francese Raymond Roussel, nato a Parigi il 20/1/1877, constatava che il predetto giaceva cavadere supino coricato su un materasso collocato a terra" (Leonardo Sciascia, Atti relativi alla morte di Raymond Roussel).
E tutto questo me lo spiega saltellando.
Mi avvicino al banco delle informazioni dove mi sta scrutando una signorina che devo avere già precedentemente tempestato di richieste bibliografiche assurde. Ci avviciniamo tutti e due e lei alza gli occhi al cielo. Tenuto conto che non dovrebbe vedere il fantasma, è probabile che ce l’abbia con me.
- Buongiorno! Scusi... avete qualcosa di Raymond Roussel? In particolare mi interessava sapere se è stato tradotto Come ho scritto alcuni dei miei libri. Altrimenti Impressioni d’Africa, Rizzoli... o Locus Solus, Ein...
- Controllo...
E si piazza davanti al pc, mentre ripensa di sicuro all’altra volta che le ho fatto cercare i libri di Elia Spallanzani... Dopo qualche istante di perplessità mi risponde con tono molto professionale:
- Il primo non è mai stato tradotto. Non risulta. Gli altri due sono esauriti. Provi in biblioteca!
Il fantasmino va su tutte le furie! Io ringrazio gentile e mi allontano trascinandolo via con me. Si lamenta e ulula perché non traducono il suo libro più importante!
- La chiave per capire quegli altri che han già tradotto! - Aggiunge - Ma senza la chiave non li possono capire e per questo poi si rivelano un fiasco... Che circolo vizioso! Che circolo vizioso!
E’ molto alterato e confuso. E impreca contro Foucault che non ha compreso nulla della sua tecnica di scrittura. Poi si calma. Ma senza smettere di saltellare. Mi spiega che tutti i suoi libri che a nessuno erano piaciuti... e che nessuno aveva mai capito... erano stati scritti con un metodo particolare, e diciamo così automatico. Il trucco era questo:
- Io sceglievo due frasi che fossero il più possibile simili tra loro come suono, ma il più possibile diverse come significato.
E mi fa un esempio in francese, che per fortuna mi traduce:
- Les lettres du blanc sur les bandes du vieux billard (= le lettere disegnate dal gesso [blanc] sulle sponde del vecchio biliardo) e Les lettres du blanc sur les bandes du vieux pillard (= le lettere spedite dall’uomo bianco sulle bande del vecchio predone [pillard]). In francese son quasi uguali, a parte un’inversione di “b” e “p”... che a pensarci sono poi lo stesso segno... soltanto ruotato... se ci fai caso...
Mi guarda per vedere se lo seguo. Lo guardo con interesse e con peplessità. Capisce che in un modo o nell’altro lo sto seguendo. E continua:
- Poi non restava che scrivere un racconto che partisse dalla prima frase e terminasse con l’ultima! E così è nato Impressioni d’Africa per esempio.
E ride sguaiatamente!
- Santo cielo! Un altro scrittore combinatorio!
- Già! L’hai detto! Perché c’erano delle regole precise per scrivere il racconto! Mica andavo a braccio! Ho solo applicato le mie regole e i libri venivano fuori da sé! Tutte quelle minuziose descrizioni... il diamante in cui nuota la danzatrice dai capelli musicali... i cadaveri conservati nella resurrectina che recitano la scena chiave della loro vita in una sorta di acquario... Tutte queste trovate che piacevano tanto ai surrealisti... Non erano invenzioni di fantasia! No! Matematica! Puri meccanismi formali da me inventati! E quando ho finito il mio libro... o meglio tutti i libri che derivavano dalla mia formula segreta... ho distrutto la formula e l’ho fatta finita anche con me! Dopo aver spiegato, ma solo in parte, come avevo scritto tutti quei libri che nessuno ha mai saputo apprezzare. E che nessuno ha mai capito! Nemmeno Foucault! Ma niente! Tanto non lo traducono il libro più importante... Traducono il saggio di Foucault! Buono quello!
E intanto mi saltella in giro sempre più vorticosamente.
Mi gira sempre più la testa... non so se è per il suo oscillare o per la scoperta di un altro genio incompreso...
- Se vuoi ti faccio da agente! Anche io ho scritto un romanzo combinatorio sai? Vuoi sapere come funziona?
Provo a dirgli...
E solo allora, per un attimo, finalmente si ferma!
Poi mi guarda. Ride. E svanisce.
CHE FOLLE! DISTINTO EVITA L’AGENTE...]
[by zop]
PS
(se sei capace) posta nei commenti una coppia di frasi simili nel significante ma diverse nel significato... e magari provo ad applicare “certe regole” per vedere se ne viene fuori davvero un racconto... (o lo volevi fare tu?)
venerdì, 04 giugno 2004
alle 09:09 del 04 giugno, 2004... un commento di Aske [http://birreria.splinder.it] al post precedente sulla storia degli ipertesti e sui precursori, apre una parentesi interessante sulla storia delle macchine e sui programmi per tradurre e decifrare messaggi in codice in tempo di guerra. Lo riporto per intero, ringraziando,e aggiungo un piccolo spunto sulla traduzione automatica:
Tra le macchine, hai dimenticato Colossus, realizzato ben prima di ENIAC (e di EDVAC, in qualche modo "fratello" di ENIAC). Colossus era britannico, funzionava ovviamente a valvole, ed era "fatto girare" da quantità di esperti, tra i quali proprio Turing. Colossus discendeva dalle "BOMBE" progettate in Polonia prima della II Guerra; infatti i tedeschi avevano già Enigma, e per decrittare i messaggi occorreva molto tempo, a meno che non si usasse un metodo meccanico. Le bombe erano proprio macchine che provavano in parallelo le diverse combinazioni per scoprire il codice. I polacchi avevano già capito le intenzioni di Hitler, ma non avevano i soldi per costruire tutte le bombe necessarie (infatti anche Enigma si stava facendo più complesso, aumentavano i dischi e quindi le possibili combinazioni - e per arrivare a un risultato in tempo utile occorrevano quindi tante bombe), e proposero ai francesi di comprare il progetto. I francesi risposero che tanto avevano già battuto i tedeschi da poco (I Guerra) e non vedevano nessun pericolo. Ma gli inglesi presero i progetti e li svilupparono a Bletchey Park, dove raccolsero filosofi, linguisti, matematici, fisici...insomma i personaggi più illustri della cultura mondiale. Da qui nasce Colossus.
Colossus riusciva a decrittare i messaggi di Enigma ultima versione (il più complesso); se qualcuno ha visto quel film con Bon Jovi dove un sommergibile americano cattura una macchina Enigma, beh, sapete che sono fandonie: prima di tutto, come ho detto, gli inglesi sapevano già leggere i codici tedeschi. Poi non furono gli americani a prendere la macchina Enigma, ma proprio gli inglesi. C'era persino un piano di Ian Fleming (sì, il papà di James Bond) per tendere una trappola.
Attentamente seguace,
Aske [http://birreria.splinder.it]
In effetti la storia della scrittura automatica - anche prima dell'invenzione del computer - è molto interessante. Anche se il concetto di ipertesto è più ampio. Ed è anche molto interessante provare a ricostruire l'intreccio tra questa storia e gli intenti bellici, grande motore di sperimentazione in questo senso, per motivi pratici. Da questi assemblamenti di cervelloni mobilitati dalle diverse patrie, sono nati infatti dei programmi di ricerca ben finanziati e molto interessanti. La "traduzione automatica" per esempio aveva suscitato un grande interesse soprattutto intorno agli anni ’50, quando negli USA erano stati fatti dei notevoli investimenti per programmi di ricerca che potessero permettere la traduzione automatica dal russo all’inglese, in tempi di guerra fredda. All’università di Milano Silvio Ceccato diresse il Centro di Cibernetica e di Attività Linguistiche dal 1957 sino alla seconda metà degli anni ’60, quando gli investimenti per la traduzione automatica vennero tagliati e il centro fu chiuso, e soltanto in tempi recenti questi programmi sono stati ripresi.
Chi vuol dire la sua...
[zop]
martedì, 01 giugno 2004
STORIA E CONTROSTORIA: ROBERTO BUSA PRECURSORE DELL'IPERTESTO
Secondo una tradizione storica molto consolidata che si tramanda da tempo in quasi tutti i manuali, il termine ipertesto (hypertext) è stato coniato da Ted Nelson nel 1965, per ipotizzare un sistema software in grado di memorizzare i percorsi, i dati e le note compiuti da un lettore. Per sua ammissione queste idee nascevano direttamente da speculazioni che risalivano a prima dell'invenzione del computer. Nelson, infatti, si rifà esplicitamente a un articolo di Vannevar Bush, che nel secondo dopoguerra ricopriva l’incarico di direttore dell’Office of Scientific Research and Development degli Stati Uniti. Questo celebre articolo − riportato ogni volta che si traccia la storia dell'ipertesto che ci è stata tramandata da Nelson − fu pubblicato nel luglio del 1945 su The Atlantic Monthly, e si intitolava “As We May Think”. Qui si teorizzava il memex, una macchina concepita come una scrivania con schermi translucidi e leve, con la quale fosse possibile consultare rapidamente una serie di informazioni conservate su microfilm. Il sistema − concepito solo teoricamente non in modo pratico − prevedeva che uno studioso potesse archiviare tutti i suoi libri con la possibilità di integrarli con note personali e richiami di percorsi trasversali. Insomma una sorta di computer ante litteram, sembrerebbe, col senno di poi delle considerazioni di Nelson. Peccato che il memex non aveva nulla di digitale, era una macchina ipotizzata per l'archiviazione dei documenti letterari, immaginata dunque al di fuori da ogni logica dei precursori del computer. Il computer nasce infatti da ben altre premesse. Alla base c'è la logica binaria di George Boole, una logica costruita nell'800 sul minor numero possibile di segni (lo 0 e lo 1), una logica binaria nata per pure esigenze speculative che solo successivamente trovò la sua applicazione pratica. E poi la “macchina di Turing” con cui si definiva in modo logico il concetto e le possibilità di una macchina elaboratrice. E senza entrare nei dettagli, molto noti e diffusi, si può arrivare al punto. Nel 1946 vide la luce il primo computer: l’ENIAC (Electronic Numerical Integrator And Calculator) ideato da W. Mauchly e J. P. Eckert. Si trattava di un gigantesco congegno lungo oltre 30 metri e alto 3, fornito di ben 18.000 valvole, in grado di svolgere poche centinaia di addizioni al secondo, una cosa ridicola per i nostri tempi, ma enorme per l’epoca. Va sottolineato che i primi computer erano costruiti semplicemente per l'automazione del calcolo. Calcolatore, si traduceva in italiano a quei tempi. Solo successivamente, a partire dagli anni '80, si è cominciato a parlare di elaboratore: l'elaborazione delle informazioni include un concetto più ampio del puro calcolo numerico. Dunque le speculazioni di Vannevar Bush erano completamente estranee al concetto di computer, sia come funzionamento sia come scopo. Fare di Bush il precursore dell'ipertesto è qualcosa che ha senso nella ricostruzione della genesi delle idee di Nelson, più che nella storia dell'ipertesto vero e proprio.
E allora, accanto a questa storia molto nota, ma a mio avviso mitizzata, molto privata e poco significativa (pochi a parte Nelson conoscevano quell'articolo di Bush e ne erano stati influenzati o colpiti) vale la pena di raccontarne un'altra molto meno nota. Ma molto più interessante. Già. Perché quel che i manuali americani non dicono è che nel 1946, mentre l'ENIAC veniva attivato, solo un anno dopo le riflessioni teoriche di Bush tanto decantate, c'era un uomo che senza troppe elucubrazioni teoriche, gli ipertesti li stava costruendo, invece che pensarli. E questo fatto è ben documentabile e documentata. E ormai qualcuno lo comincia a riconoscere.
Quest'uomo è un italiano. Si tratta di un gesuita, Roberto Busa, filosofo e studioso di Tommaso d’Aquino. E il suo lavoro costituisce il primo esempio documentabile nella storia dell'uomo di utilizzo di un computer per l'analisi linguistica. Già nel 1946, contemporaneamente all'invenzione dell'ENIAC (!), aveva pensato a come utilizzare una macchina nella catalogazione del corpus tomistico per la creazione di indici sistematici. In pochi anni riuscì a coinvolgere e convincere IBM a finanziare la ricerca, si recò a New York e a partire dal 1949 ha cominciato a lavorare sulle prime macchine a schede perforate per inserire in un mainframe tutte le opere di S. Tommaso, in latino, codificando ogni parola e registrandone tutte le flessioni. Il primo volume di questa impresa titanica uscì nel 1951. L’enorme lavoro, durato decenni, all’epoca veniva svolto manualmente e in questo modo ha permesso di catalogare tutte le parole contenute nei 118 libri di S. Tommaso − e altri 61 di autori a lui contemporanei − spingendo l’archiviazione sino al riconoscimento dei termini omografi, quei termini cioè, che si scrivono nello stesso modo ma derivano da lemmi differenti e possiedono perciò differenti significati. Cercando la parola facies, per fare un esempio piuttosto banale ma comprensibile − che può significare sia faccia o viso, sia una forma flessa dal verbo facio (fare) −, il sistema avverte che esistono due significati possibili e richiede in quale senso si desideri rintracciare. Un sistema esperto, potremmo dire oggi, in grado di superare tutti i limiti dell'information retrieval automatico.
Nel 1992 il risultato di questo enorme lavoro, che prima era conservato e archiviato su due computer, con l'avvento del cd-rom venne riversato su dischetto. Il computer in quegli anni si era trasformato da macchina per elaborare in nuovo medium, sia pure attraverso una prima forma di editoria off-line più che on-line.
Pubblicato da Editoria Elettronica EDITEL di Milano, una delle prime società in Italia a sperimentare l'editoria elettronica su cd-rom.
A quell'edizione ho avuto la fortuna di partecipare e di contribuire.
E questa storia un po' diversa da quelle tradizionali, la volevo raccontare.
[zop]
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