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ZOP BLOG
NON SOLO ESERCIZI DI
STILE!
Gli esperimenti di un extraterrestre finito non si sa come sulla Terra...
INDICE RAGIONATO & INTERATTIVO
ISTRUZIONI:
Leggi
qui di seguito (lungo la striscia gialla) per ripercorrere la nostra
storia e scoprire i nostri giochi e le regole per partecipare
CHI
SIAMO:
BLOG/OPIFICIO DI SPERIMENTAZIONE
LETTERARIA CHE HA SCELTO IL WEB COME SUO TERRENO DI ESPRESSIONE!
Nato nel 2002, questo è stato il primo BLOG dedicato ai giochi
narrativi e alle scritture collettive. Oggi vanta innumerevoli tentativi
di imitazione ma non diffidatene! Il nostro obiettivo era quello di dar
vita a un GENERE!
CONTATTI:
zoppaz @ yahoo.it
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COMMENTI RECENTI
wonderwomen in Ti odiamerò f... Hadad in Chrogon contro Chrog... Bagheraa in Ti odiamerò f... ivyphoenix in Chrogon contro Chrog... ausrufezeichen in Chrogon contro Chrog... utente anonimo in Chrogon contro Chrog... Simonedejenet in Chrogon contro Chrog... DiabolicaZen in Chrogon contro Chrog... kappa_pera in Chrogon contro Chrog... DimensioneX in Chrogon contro Chrog...
I
LIBRI SCATURITI
DA QUESTO BLOG:
2006

2003
E
nel 2004
un libro che qui si può continuare
Clicca per saperne di più e per SCARICARE
GRATUITAMENTE UN CAPITOLO!
PREMI:
Questo blog è arrivato secondo al concorso
SCRITTURA MUTANTE
2003

www.trovarsinrete.org
SALONE DEL LIBRO DI TORINO
16 maggio 2003
COSA ABBIAMO
PRODOTTO
IN QUESTI ANNI:
IL
MANIFESTO DADISTA di avanguardia letteraria digitale
Componimenti e racconti
dadisti:
- Melina e
Alfredo: un racconto da giocare a dadi (di zop e vipensiero)
- Quattro
e tre sette (di zop)
-
Un
dado di due (CioccolatoAmaro)
- Il
gioco dell'oca (CioccolatoAmaro)
- Vita
da dado (Senzaqualità)
- L'incanto
di pag. 49 (Letturalenta)
- La
dadomante (Certepiccolemanie)
- Tirando
il dado (Triana)
- POESIE IN
MOVIMENTO 1
- POESIE
IN MOVIMENTO 2
- Parafrasando
Tristan Tzara (Blogelis)
- La
cintura di Fibbionacci (di Matteo)
RACCONTI BREVI
° Cos'è:
Racconti molto brevi pensati per
una lettura a monitor.
- Come sono
diventato un blog
- I
fratelli Lumierikòs da Siracusa (zop)
- (...)bcdefghilmenopqrstuvz
(zop)
- Quattromenounquarto
(zop)
- Piccole
bugie (zop)
- Esistono
gli extraterrestri? (zop)
- L'ultimo
ricordo (Mucio)
- L'uomo
è misura di tutte le cose (zop)
- Il cane di
Pavlov e il Tacchino di Russell (zop)
-
Strano ma vero ( zop)
-
Le avventure dell'uomo inscrivibile (zop)
- Dentro o
fuori? (zop)
-
Ho perso il sonno 1
(di
Francesca Mazzucato)
- Ho perso il sonno 2
(di zop)
- Giò
e Leo (zop)
- Il grande
ciliegio ( di Flounder)
-
La botte piena e la moglie ubriaca (zop)
-
Pimpinella
corre corre (zop)
- Cosa
mangia un blogger (zop)
- Smaltimento
malocchi (zop)
- Le
voci della città (di zop)
- Il
foglio bianco (di zop)
- Estetica
statistica (di zop)
- Il
fischio (di zop)
- Discorsi
da bar (di zop)
- La
moneta che amava Rogerio (di Francesca Petilli)
- L'origine delle cose (Fracesca Petilli)
- Sto
da
cane (zop)
- 14
luglio 1789 (di zop)
- Ultima
pagina (Francesco de Girolamo)
- Settimo
piano (zop)
- Traumi
infantili (zop)
RACCONTI & MUSICA (ispirati
a canzoni o intrecciati con la musica)
- Sei
fuori Jack (di emanreiv)
- Samarcanda
(di zop)
- L'Armando,
l'arma e l'amante (di zop)
- Il
piano cocktail (da Boris Vian:La schiuma
dei giorni)
RACCONTI ROUSSELIANI
° Cos'è: Una
raccolta di piccoli racconti ispirati al metodo quasicombinatorio di un
autore d'avanguardia semisconosciuto: Raymond Roussel. Se vuoi
cimentarti anche tu... LEGGI, SCRIVI e MANDA!
INDICE:
1 - Chi era
Raymond ROUSSEL
(Il
metodo di Raymond
ROUSSEL)
2- Il capo
di lana è steso al sole (Zop)
3- E' morta
Della! (Blaue)
4 - Chiedici
la luna (Dr. Dam)
5 - Esca
quando ci sentiamo (Zop)
6 - Piego la
sposa (Ironico)
RACCONTI
CIRCOLARI
° Cos'è: Esperimenti
di narrazione polivalente e circolare.
1) Dimmi
il tuo incipit e ti dirò chi sei (zop)
2) La
nascita dell'uomo collettivo (zop)
3) La battaglia navale:
racconto da giocare! (zop)
4) Sogni (zop)
5) Il
sogno ricorrente (zop)
6) UN
FUMETTO COMBINATORIO (zop)
7) Racconto
MUTANTE
8) Le teste
( di Elena del Fabbro e Zop)
9) Saturazioni
(di zop)
10)
La storia (di zop)
11) Vita
da moka (fumetto by zop)
12) Spirali
(zop)
MINIGIALLI
& MICROGIALLI
° Cos'è: Nato
da una proposta di Nando di Forlì, è una raccolta
di gialli scritti nel
modo più sintetico possibile (senza rinunciare tuttavia a
colpevole,
vittima, arma e movente). E' possibile partecipare con un racconto di
una pagina oppure con una versione "atomica" che possa essere inviata
con un sms.
INDICE MINIGIALLI:
- La
bocca della verità (Nando)
-
Separati in casa (Nando)
- L'ultimo
scaffale (Nando)
- Il professionista (Nando)
-
L'uomo di parola (zop)
- Il
racconto killer (zop)
- L'assassino
è il maggiordomo (zop)
- Metagiallio
(e metà no) (zop)
- Il rosso e il noir: chi è l'assassino? (zop)
-
Tira le tende (Bleusouris)
- Fantagiallo
(zop)
- La
pagina 125 (F. Arrasich)
- Giallo
filosofico (zop)
- A Natale
tutti più buoni (Nando)
- Forza di
gravità (F. Arrasich)
- Non fare
mai agli altri (zop)
- Non
guardare mai altri... (Pois)
-
Golden (Manginobrioches)
- Gelo (Farolit)
- Delicatessen
(zop)
- Identificazione
e suggestione (zop)
- Il
serial killer editoriale (zop)
- Omicidio
brutale (zop)
- L'assassino
in erba (zop)
- Ultimo
minuto (Nando)
- Negazioni
(Certepiccolemanie)
-
Le indagini del detective Maupertuis e del suo fido cane (zop)
-
Appuntamento col serial killer (zop)
- Giallo
poetico (di Gianluca)
- Il
serial killer del CICAP (zop)
MICROGIALLI da
SMS:
- Senza
titolo (di Herzog)
- Senza
titolo di (Penzogi)
- Senza
titolo (di Sphera)
-
Senza titolo (di A. G. Pinketts)
- Senza titolo (di Salto del canale)
-
Senza titolo (di Matisse)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di zop)
- Senza titolo (di Diario di bordo)
-
Senza titolo (di Disintegrato)
- Senza titolo (di Fradiavolo)
- Senza titolo (di Ghana)
- Senza titolo (di Ttulipani)
-
Senza titolo (di Giulio Mozzi)
- Senza titolo (di Zu)
- Senza titolo (di zop)
- Senza titolo (di Herzog)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di Disentgrato)
- Senza titolo (di Mucio)
- Senza titolo (di Piazzagreco)
- L'omicidio
più antico (Aitan e zop)
- Reo
confesso (di Aitan)
- Giallini
de il Gobb
-
Giallini diabolici
- Senza
titolo (di zop)
- Giallino
metaomicida (Luca Confusione)
- Senza
titolo (di zop)
- Sconfessioni
(di Luca Confusione)
- Libero
mercato (di Luca Confusione)
-
Senza
titolo (di UnaStranStrega)
UBU
BLOG di Alfred Jarry
° Cos'è:
Un inedito di Alfred Jarry, padre della PATAFISICA, che mi è apparso in sogno e mi ha dettato
l'ultima parte della saga di UBU RE!
Dramma
in 4 post
° Scena prima [Ubu apre un blog e diventa una
blogstar]
° Scena
seconda [Ubu lancia un virusprogramma che cambia le parole
dei blog delle blogstar]
° Scena
terza [Ubu al gran blograduno]
° Scena
quarta [Ubu in fuga]
LA DONNA SUB:
°
Cos'è: Esperimento di un NUOVO format
per racconti
labirintici e collettivi ispirato a Italo Calvino. Per leggerlo o continuarlo (è lo
stesso) è archiviato qui.

RADIOBLOG:
°
Cos'è: Improvvisazioni di
scrittura e di lettura tra radio e
blog, in collaborazione con
RAI radio3. Andato in onda in due puntate nel
settembre 2003 tutto si può oggi leggere e
ascoltare qui
ESERCIZI DI STILE BLOG:
° Cos'è: Il rifacimento internettiano e
collettivo del capolavoro di R. Queneau con centinaia di esercizi
giunti dal popolo della rete.
Se vuoi partecipare con il tuo contributo: tutto
inziò qui
ed è archiviato qui
Manifesto
PATAmediale per una nuova narrativa digitale:
° Cos'è: E' il
tentativo di individuare e raccogliere dei precedenti letterari
pre-elettronici che possano servire oggi da guida per inventare una
nuova forma di narrazione che utilizzi il web come suo terreno
espressivo. Se vuoi ampliare, segnalare o recensire autori,
avanguardie, poetiche o esperimenti che si potrebbero oggi sviluppare
in modo nuovo, mandaci il tuo contributo!
INDICE:
§ - Calvino e
il web
§ - Scrittura
collaborativa
§ - Letteratura
interATTIVA
§ - Generatori
automatici di parole
§ - Jarry e la
Patafisica
§ - Avanguardie,
Futuristi, Cinetici
§ - UNA
TESI DI LAUREA CHE PARLA DI NOI!
§ -
Roberto Busa pioniere dell'ipertesto
§ -
Gulliver di Swift
§ - Carroll
e Alice (che meraviglia...)
PataRecensioni
e
Fantasmi Letterari:
°
Cos'è: Una
raccolta di recensioni di libri, mostre, autori del passato... con un
taglio spiritoso e divertente ma senza rinunciare al rigore! Racconti
in prima persona, fantasmi che appaiono e raccontano la propria
vita...
INDICE:
§ - Blog,
post e ante litteram
§ - Enrico Baj
§ - Libri
d'artista
§ - Alberto
Manzi
§ - PseudoCalvino:
un'inedita Cosmicomica
§ - L'invasione
degli ultracorpi interattivi
§ - Rayuela
di Cortàzar
§ - La
storia della QWERTY
§ - Animalcolisti
spermatici anonimi
§ - Lo zio
Fester e Majakowski
§ - Raymond
ROUSSEL
§ - Boris
Vian
§ - Viaggio
d'inverno/Viaggio d'inferno
§ - Intervista impossibile a
Giorgio Manganelli
§
- La sfida di Max Aub
I
fantasmi letterari e il dietro le quinte di Laura Immaginaria
°
Cos'è:
La storia ironica e metaforica di come ho
scritto un libro. Dai fantasmi letterari (o i riferimenti culturali?) a
cui mi sono ispirato e che me l'hanno in qualche modo dettato, alle
peripezie per trovare un editore che lo pubblicasse...
INDICE:
- Parti 1, 2
e 3
- 4°
Parte
- 5°
Parte
- 6°
Parte
- 7°
Parte
- 8°
Parte
- 9°
Parte
- 10°
Parte
- 11°
Parte
- 12°
Parte
- 13°
Parte
- 14°
Parte
COSA
ASPETTI? PARTECIPA! MANDACI I TUOI CONTRIBUTI!
ENTRA A FAR PARTE DELL'OPIFICIO!
citofon@mi
zzZZzz
ZAPOTEK
intervista ZOP
un
emmepitré da scaricare
RINGRAZIO TUTTI QUANTI HANNO PARTECIPATO A
QUESTO BLOG, E IN PARTICOLARE:
Esercizi di Stile:
(in ordine di apparizione)
1) Personalità
confusa
(4,13,41,54)
2) Antonella
mamma felice (7)
3) UnSentireEnorme (9,18,22)
4) MG (15,62)
5) Zu (21,293)
6) Analize (23,33)
7) Zoeee (25,29,171)
8) Swe (26,35,43)
9) Dona (28)
10) Leonard0
(30)
11) Frammento
(31,45,70,111,173,182)
12) Mim*mina (32)
13) Giornale di cantiere (34)
14) TocWebLog
(37)
15) Crl_Alt_Canc (38)
16) Trilly (39)
17) Zizzi
(40,83,135)
18) Mu
(42,57,85,143)
19) La
Pizia (44)
20) Palomar
(46)
21) Uiallallà!
(47,68,86,248)
22) Michele (48,55,81,
104,141,145,148)
23) Butterfly
(56)
24) Skip
intro (60,74)
25) Spiritum
(53,64)
26) EnzØ:
POLAROID (67)
27) :Deliuz (75)
28) Janex
(78,149)
29) Blogging Sil (79,87)
30) Rafael:subtle
(89)
31) il
Griso (90)
32) Gus
(94,101,110,120,131,
134,140.154,169, 193,206,213,
240,249,255)
33) Billie
Joe (102,124,142,174,207,
240)
34) MacUbu (103)
35) Uzi:
Scopriamo l’acqua calda
(106)
36) Miki (107)
37) Lo scopriremo solo vivendo
(109)
38) Polena
(113)
39) Patch (116, 129)
40) e-pistole (118, 123)
41) Satine (122)
42) Clutcher (125)
43) Gokachu (126)
44) dora okojie & thesubtler (127)
45) Lella con la stampella (128)
46) John
Sebastian Moran, jr. (133)
47) Convesso
(136)
48) Viewpoint of cat =^.^= (137, 259)
49) Pattinando (138)
50) .mau. (139,144,147,166,
177,211,217,220,233,234,
257,264)
51) elfob (150)
52) delio (151, 156)
53) Horselover_Fat (153)
54) +Lucretia+
(155)
55) marcorosè
gr0ucho3
(157,170,176)
56) Nicola (158)
57) Massimo De
Sanctis (159)
58) damiano
(160,163,201)
59) franc'O'brain" patti (161)
60) mucio (162,168)
61) Tutore (164)
62) amnesia (165)
63) Nando da
Forlì (172,191,279)
64) Marta (175)
65) DemonAngel
(178)
66) Brevi3pidari (179)
67) Massimilano (180)
67) Davide (184)
68) Follia e delirio (185)
69) MoNiZiA (186)
70) Enrico
la talpa (187,188,
198,203,230)
71) Chiaraaa (189)
72) AdRiX (192)
73) NiEnTe (194,196,199)
74) Piergiuliano
Pusceddu (195)
75) Prosperpina
(197,236)
76) Koa (202)
77) Aske (204)
78) Ackab (205)
79) October
(208)
80) Aleph_ (209)
81) Blaue
(210)
82) Si fossi foco (212)
83)
Akaglenn (214,219,221,
223,224)
84) Alexander (215)
85) Klingsor (216)
86) Aelice
(218)
87) Emma (222)
88) Severine
2 (225)
89) La Trota (226)
90) Adeletta
(227)
91) Alincielo (228)
92) Strani pensieri (229,235,243)
93) Kiara Blog (231)
94) Estatevizitti (232)
95) Zagaraulente
(237)
96) emmeline (238,245,251,270)
97) Laura 756 (241)
98) Mukka
Mukkona (242, 277,281)
99) Mònnalisa
(244,254,269,
271,282)
100) Lisa
(246,260,283,300,301)
101) Gianluca Brian (247,252,276,298)
102) Malacarne (250, 262.274,288)
103) Daneel (253,265,268,280,284)
104) 3-feb. (258)
105) Serendip
(261)
106) Mia_Wallace (266)
107) La Rana e il
Principe (267)
108) Rillo
(272)
109) Tristano (273)
110) Bacodaseta (275)
111) Claudio Emme (278)
112) Ironico (285)
113) Thiswas (286)
114) Redsun (287)
115) Jacoposki
(289,291)
116) drdam (290)
117) anonimo (292)
118) C-blog
(294)
119) bordellobordeaux (295,296)
120) prof.
Ulrico (299)
121) MarZa [giunelpoZZo] (302)
122) Manginobrioches
(303)
123) Paolo Miano (304)
124) Invernomuto
(305)
125) Giancarlo
(306)
126) Margherita
Underbreath (307)
127) Newlilith
(308)
128) G-Host
(309)
129) Stefano
bellezza (310)
130) alwaysinprogress
(311)
... Zop (che ha scritto gli altri)
RadioBlog:
prima
puntata 11/09/03
1
-
Giuseppe Genna
2 - Francesca
Mazzucato
3 - Raul
Montanari
4 - William
Nessuno
e gli improvvisatori della
rete:
5 - Pproserpina
6 - kheschifo
7 - karnilla
8 - diogene
9 - MinaMurray
seconda puntata 25/09/03
1 - Giuseppe
Caliceti
2 - Eloisa
[La Pizia] Di Rocco
3 - Giulio
Mozzi
4 - William
Nessuno
e gli
improvvisatori della rete:
5 - .mau.
6 - Mike
del Pallone di Achille
7 - ctrl-alt-canc
8 -
Francesca Mazzucato
9 - Pproserpina
10 - Marco
Rosella
11 - Adayinthelife
12 - Gostein
13 - Elwood


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mercoledì, 31 marzo 2004
SeGnalaZiOne
Oggi pomeriggio alle ore 17,45 circa, su RAI Radio 3, durante la trasmissione Fahrenheit, Marino Sinibaldi intervista zop a proposito del libro: Blog. PerQueneau? La scrittura cambia con internet, Luca Sossella Ediitore.
Le frequenze qui:
lunedì, 29 marzo 2004
INTERVISTA A NESSUNO
William Nessuno è un misterioso personaggio dietro al quale si celerà pure qualcosa o qualcuno. Probabilmente. E quel qualcosa o qualcuno che io ho intervistato, si è inventato l'antientropia...
Zop - Secondo le leggi della termodinamica l'energia non può né crearsi né distruggersi, ma solo trasformarsi. Nella trasformazione dell'energia una parte di essa si libera nell'ambiente, e l'entropia è la quantità di energia liberata che genera un aumento di disordine, per così dire. Complessivamente, in un sistema isolato, l'entropia, cioè il disordine, non può mai diminuire. Ciò premesso... so che sul concetto di entropia sono stati formulati anche dei discorsi comunicativi, ma davanti alla tua mostra di sei lavori antientropici... ti chiedo: che cos'è l'anti-entropia? e che significato ha al di fuori di un contesto termodinamico?
William - Innanzitutto antientropia si scrive tutto attaccato! (dato che l'ho inventata si presume che io sappia come si scrive...). Anche se per me l'idea è arrivata attraverso altre fonti fa proprio base sulla fisica. Ma il riferimento non è solo o tanto all'aspetto "disordine" contenuto nella parola "entropia" ma specialmente a quello che efficacemente ha spiegato Carlo Pelanda:"Il calore decade verso il freddo, l'universo ha come destino la morte termica: l'entropia" [vedi il link]. Detto in poche parole l'antientropia nella mia accezione artistica è lo stravolgimento di elementi tratti dalla comunicazione di massa a fine artistico. L'esempio della mia tecnica è questo: lavorare con una fotocamera analogica a dei fotogrammi tratti da pubblicità o altri elementi televisivi (videoclip, per esempio) ripresi direttamente dallo schermo, pasticciando con i comandi "colore" e "luminosità". Scopo: stravolgerli, alterarli, e trovare dentro di questi frames delle forme, dei colori, dei fantasmi che nessuno avrebbe visto a velocità play e a pieno schermo... insomma senza intervento antientropico.
Zop - Affascinante... il concetto di recupero della ridondanza dell'informazione e dei fantasmi che scorrono subliminalmente mi ricorda le avanguardie che negli anni '60 utilizzavano le pattumiere come materiale per oggetti artistici riciclati e ripresentati con un'altra funzione rispetto a quella per cui erano stati concepiti... mi ricorda anche i testi e i messaggi del televideo che vivono mescolato e nascosti con le immagini televisive che vengono trasmesse, e se hai un decodificatore le separi e le visualizzi, altrimenti no... rimangono invisbili all'occhio dello spettatore che guarda un programma e non sa che tra quelle immagini ci sono anche dei messaggi testuali nascosti. Come ti è venuta un'idea simile?
William - Ad un certo punto della mia vita mi sono chiesto (pensa che originale!) dove stesse andando la comunicazione di massa: erano i tardi anni 80, i momenti in cui la TV stava proliferando. Si parlava in diversi contesti di entropia, della formazione di un enorme blob (come in fisica un buco nero). Questa massa oscura risultava così densa e pesante che rischiava di non lasciare più emergere i messaggi (come in fisica un buco nero superdenso, imploso, non fa più fuoriuscire segnali luminosi né altro... e anzi tira dentro di sé tutto e ne fa la stessa informe, uniforme poltiglia).
Zop - Sono molto attratto dalla commistione tra scienza e arte. Credo che considerare arte e scienza, cultura e tecnica, come mondi separati e opposti sia un luogo comune da smitizzare. Le moderne teorie epistemologiche, da Popper in poi, hanno messo in evidenza il ruolo della creatività nella formulazione di una teoria scientifica, di una dimostrazione logica o di un'invenzione tecnologica. Filosofi della scienza come Khun o Feyerabend, hanno posto l'accento sulle analogie tra il procedere della scienza e quello dell'arte. Oppure Italo Calvino, con Le Cosmicomiche e Ti con zero, costruiva dei fantastici racconti proprio partendo dalle più recenti teorie scientifiche. Senza entrare nel discorso delle arti visive... che conosco meno... e senza accennare alla patafisica che mi sta particolarmente a cuore... Dunque, nel concreto come concili arte ed antientropia?
William - Non so... In realtà è probabile che esistano delle teorie preesistenti sul tema: io l'idea l'ho presa da un testo di Jean Baudrillard, che parlava semplicemente di "masse", scrivendo quello che è diventato l'incipit del manifesto antientropico. "La massa non è un luogo né di negatività né di esplosione, è un luogo di assorbimento e di implosione" (da: Jean Baudrillard, A l'ombre des majorites silencieuses). Il che faceva pensare subito all'entropia come descritta in fisica (a parte la cosa della "negatività", che a me, da ignorante in materia di fisica pare non coincidere). Pensando alla comunicazione (di massa), l'idea era quella di creare delle cose che rallentassero questo processo "entropico": e cosa? Mah, abbiamo pensato che forse mettere improvvisamente in luce dei particolari da questa stessa massa in modo creativo potesse rallentare il processo, causare una piccola e inaspettata inversione di tendenza. Ma oggettivamente non abbiamo "pensato" troppo, ci sembrò semplicemente un'intuizione da mettere alla prova. Comunque c'erano dei precedenti inarrivabili, come alcuni dada, i lavori di Warhol e soprattutto di Mimmo Rotella. Ecco, diciamo che "quando abbiamo scoperto Rotella abbiamo scoperto che non avevamo scoperto quasi niente"...
Zop - E se a qualcuno venisse voglia di essere antientropico? Come potrei fare qualcosa di antientropico? magari su web... o su un blog...?
William - Francamente non lo so, ero uno slancio di più di 15 anni fa... Certamente ognuno aveva un suo modo di esserlo, io lavoravo appunto su immagini televisive, Offstudio su pubblicità della carta stampata... Personalmente ho creato anche recentemente dei piccoli video (storie) riciclando e stravolgendo immagini tratte da pubblicità e altre cose registrate dalla tv... Video che sono serviti in spettacoli teatrali (--> www.klesidra.org)... Per essere antientropici, direi, bisogna sentire quanto è opprimente questa massa colossale di informazioni visive che ci bombarda permanentemente fino a renderci quasi ciechi, e cercare un modo il più possibile estetico e creativo di catturarne delle particelle che vengano trasformate in piccole "esplosioni", che sfuggano all'implosione generalizzata. E' un po' come organizzare un'evasione di giustizia e diversiva, tipo Steve McQueen ne La Grande Fuga. Non so, riuscire a rendere artistico qualcosa di "distillato" (riciclato) dal Grande Fratello... Ma la vedo dura. Fatemi sapere.
Zop - Ci penso... pensiamoci... Va bene! Le faremo sapere...
intanto... i lavori antientropici di William Nessuno li potete andare a vedere:
27 marzo - 24 aprile CINQUE MODI PER SCRIVERE CON GLI OCCHI (cinque artisti in mostra)
Studio S, via della Penna, Roma (a 50 m da Piazza del Popolo)
Orario: lun e mer dalle 16 alle 20 / mar-gio-sab 11-13 e 16-20
venerdì, 26 marzo 2004
ESERCIZI DI STILE BLOG: 303
STILE MONTALBANO DI CAMILLERI
– “Ma chi minchia è, questo picciotto?” – “Quale picciotto, dottore?” ci spiò l’ispettore Fazio, con la taliata ammammaloccuta del primo pomeriggio di mercoledì, che il mercoledì la sua signora si produceva nel “brusciuluni”, rollé con l’uovo sodo, il salame e i pezzetti di pecorino che faceva lacrimare pure agli angeli del Paradiso, ma continuava a ‘nchianari e scinniri per lo stomaco come il traffico sul corso di Vigàta. “Arrisbigliati, Fazio – fece il commissario Salvo Montalbano, che non aveva mangiato brusciuluni ma era d’umore nìvuro, come il libeccio che se lo sfotteva da sotto le finestre – Chi è il picciotto che manda questi messaggi?”. Il commissario aveva davanti un foglio azzurro, un poco cassariato, con una grafia che pareva d’un picciliddro, e che diceva più o meno che chi manda messaggi anonimi, e sconcica macari un altro che si fa le cose sue, è un figlio di buttana, fatto e finito. Fazio si strinse nelle spalle e riprincipiò a sentire l’ondata del brusciuluni.
– “Commissario, commissario!” due ore dopo Fazio era un poco più sveglio, che il rollè aveva finito di nuotare dintra al suo stomaco e gli aveva schiarito insino l’occhio. – “Commissario, ne ho trovato un altro”, e sventolava un foglio azzurro preciso sputato al primo, con la stessa grafia di picciliddro, un poco sghemba. “E che dice, stavolta?” fece Montalbano, con la voce di chi è pigliato da un urto di nervi. “Con rispetto parlando, commissario – disse Fazio, che non si capacitava come un poco di libeccio ci poteva fare tanto danno, al commissario – dice: ci hai tante corna che dovresti far allungare la porta. Così dice”.
[by manginobrioches http://blog.virgilio.it/manginobrioches]
lunedì, 22 marzo 2004
ESERCIZI DI STILE BLOG: 302
STILE PFROSSEORE DI CMABRIDIGE
Permssea eslpiactiva
Secnodo un pfrosseore dlel'unviesrità di Cmabrdige, non imorpta in che oridne apapaino le letetre in una paolra, l'uinca csoa imnorptate è che la pimra e la ulimta letetra sinao nel ptoso gituso. Il riustlato può serbmare mloto cnofsuo e noonstatne ttuto si può legerge sezna mloti prleobmi. Qesuto si dvee al ftato che la mtene uanma non lgege ongi ltetera una ad una, ma la paolra nel suo isineme.
Cuorsio, no?
MaZra/GinùeLopzzo
Esecrizio di sitle
In un'ora di gradne triffaco e di mloptelici aluffezne sul WEB, un pmoeggirio di un mrceleodì qalusaisi, stvao cruiosnado tra i bolggres qanduo mi snoo imbttauto in un bolg che aevva un temaplte arzurzo, un po' cnfosuo... ma rccio di lnik intreeassnti... Il boggler in qusteinoe devova eresse ptitostuo givaone, alnemo santdo a qluelo che scrivvea. Ad un tartto ho noatto un comenmto a un suo psot, un po' balane... comenmto a cui il prprioeatrio del bolg avvea a sua vtloa ripotsso in mdoo mtolo scceo e atlearto, inveedno cotnro qusteo mal cotsume di laicasre in grio comenmti grtuatii e inpopourtni sui bolg dgeli scnooscitui.
...
Due ore più trdai, metnre navavigo su un stio decadito a un pcoo noto ma geanile catnutaore italaino, ho rintrconato qluelo stseso boggler, o mglieo una sua mial, che dicvea al webstemar del stio in qustienoe: "Dorevsti far mettree un bttonoe in più al mneu prcipinale". Gli fa vredee dvoe (vcniio all'icnoa dell'utscia) e gli dcie perhcé.
[by MarZa GiùneLpozzo: http://www.giunelpozzo.splinder.it]
giovedì, 18 marzo 2004
SEGNALA...ZONE !
RADIO3 - TUTTO IN UNA NOTTE
a tutti i superstiti e i partecipanti del RADIOBLOG [ ve lo ricordate? ] segnalo una maratona di lettura che si svolgerà tra la notte di sabato 20 e domenica 21, mentre fuori nasce ufficialmente la primavera... in diretta su Radio 3, 20 scrittori leggono i loro racconti... La qualità dell’aria. Scrittori di questo tempo, edito da Minimum Fax, in libreira dal 20 marzo.
GLI AUTORI: Ernesto Aloia, Paolo Cognetti, Mauro Covacich, Riccardo Falcinelli e Marta Poggi, Nicola Lagioia, Giordano Meacci, Serafino Murri, Francesco Pacifico, Valeria Parrella, Antonio Pascale, Gabriele Pedullà, Leonardo Pica Ciamarra, Tommaso Pincio, Andrea Piva, Laura Pugno, Christian Raimo, Elena Stancanelli, Giordano Tedoldi, Emanuele Trevi.
Nella festosa atmosfera notturna dello studio, oltre alle voci degli autori, risuoneranno le musiche da loro scelte per ambientare i loro racconti.
Per saperne di più... http://www.radio.rai.it/radio3/archivio_2004/eventi/2004_03_20_notte/
[by zop]
martedì, 16 marzo 2004

ESERCIZI DI STILE E CONTAMINAZIONI
Gli Esercizi di stile di Queneau sono stati contaminati in molti contesti, prima di questa nostra versione internettiana collettiva che è sfociata poi curiosamente in un libro ritornando in questo modo ribaltato all'editoria tradizionale...
Già dagli anni '70, per esempio, a Parigi sono nati dei rifacimenti a teatro giocati sull'improvvisazione.
 Tra le contaminazioni più divertenti ricordiamo quella a fumetti di Disegni e Caviglia (Comix-Mondadori, 1994). Curiosamente proprio la versione a fumetti di Disegni e Caviglia, alla fine degli anni '90 fu portata a teatro, con la regia di Cesare Gallarini con Daniela Morozzi e Francesco Burroni. L'esibizione, che io vidi al Teatro Olmetto di Milano, culminava in un'improvvisazione in cui il pubblico richiedeva un determinato stile che veniva prontamente eseguito in diretta dagli attori.
 Sul WEB, oltre al nostro sito, a proposito di contaminazioni, fumetti e rete, segnalo (grazie Clutcher) questo sito americano che sta riproponendo una versione fumettistica internettiana: http://www.exercisesinstyle.com/ by Matt Maden: (versione in italiano su fumetti.org: http://www.fumetti.org/esercizi/) Matt Madden è un cartoonist, illustratore, e scrittore che vive a Mexico City. I suoi fumetti appaiono in antologie come Top Shelf, Dirty Stories, e Coober Skeber, e le sue recensioni e articoli sono apparsi su The Comics Journal, Indy, e la rivista internet francese Du9.
[by zop]
venerdì, 12 marzo 2004
LA LEZIONE DI AVANGUARDIE ARTISTICHE, FUTURISTI e CINETICI
Il tentativo di oltrepassare e di scardinare le restrizioni dei codici espressivi è un'antica esigenza dell'umanità che si può rintracciare in numerose correnti artistiche d’avanguardia. Se vogliamo spingerci oltre, possiamo scorgere prese di posizione ancora più radicali in alcune correnti filosofiche irrazionaliste. Se il linguaggio è un'espressione del nostro modo di pensare, c'è chi ha sottolineato come la forma razionale con cui esprimiamo il nostro stesso pensiero è inadeguata a comprendere e descrivere la complessità del mondo e dell'esperienza. Per questo alcuni filosofi hanno tentato di fondare un nuovo linguaggio per comunicare il loro pensiero e su cui fondare la propria filosofia. E così Nietzsche riscopriva un linguaggio di aforismi, metafore e miti per esprimere il suo pensiero vitalista. Husserl, nella Crisi delle scienze avvertiva i limiti del pensiero e del linguaggio razionale e scientifico occidentale e tentava di fondare un nuovo metodo filosofico - la fenomenologia - in grado di recuperare la frattura con il "mondo della vita". Wittgenstein inseguiva il sogno di costruire un linguaggio universale in grado di esprimere la "forma logica", e cioè il vero modo di pensare dell'uomo, così diverso da quello che emerge attraverso il linguaggio naturale. E mentre Freud aveva svelato i meccanismi inconsci, simbolici e affettivi del pensiero e del linguaggio umano, in ambito artistico alcune correnti di poeti, pittori e musicisti proclamavano nuove, più libere e rivoluzionarie poetiche che superassero i limiti dei codici espressivi a cui erano incatenate. Al di là dei diversi problemi e delle diverse soluzioni, tutte queste correnti hanno in comune il fatto di risentire di tutti i limiti delle regole e dei codici espressivi utilizzati e di tentare di ampliarli e sorpassarli. La contraddizione di partenza è che da un lato ci sono la complessità e le infinite sfaccettature del mondo della vita, dall'altro l'inadeguatezza dei codici espressivi monomediali. La ricchezza della vita, della comunicazione orale fatta contemporaneamente di parole, intonazioni, atteggiamenti, gestualità, sguardi è perciò intraducibile attraverso i linguaggi tradizionali, tutti parziali e limitati.
Attraverso il computer non abbiamo a disposizione un nuovo modo di comunicare in grado di rispondere in modo più efficace a tutte queste esigenze?
Già l'invenzione del cinematografo ha segnato la nascita di un nuovo potente linguaggio espressivo in cui molti codici sono confluiti e si sono fusi insieme. Ma attraverso il computer abbiamo a disposizione un supporto ancora più potente. Siamo di fronte a un'innovazione tecnologica che ci permette di recuperare anche la parola scritta - amplificata in modo ipertestuale - e di fonderla insieme agli altri media in un linguaggio globale. Per ora questa strada è soltanto potenziale, questo nuovo linguaggio è soltanto un sogno che possiamo intravedere, un'ipotesi che siamo ancora lontani da aver realizzato. I primi goffi e banali tentativi a cui stiamo assistendo sono probabilmente destinati a farci sorridere nel giro di pochi anni, esattamente come ci può far sorridere l'ingenuità delle prime pellicole realizzate ormai oltre un secolo fa.
IL FUTURISMO E LIMITI DELLA PAROLA SCRITTA
In un numero della rivista futurista Zang Tumb Tumb del 1914, Marinetti descriveva una scena di guerra usando le parole in modo che rappresentassero graficamente quello che stava accadendo. Per questo, sopra l'espressione "villaggi turchi incendiati" si sollevavano verticalmente alcune parole come "fiamme giganti" e "colonne di fumo": in modo da disegnare la scena attraverso una corrispondenza visiva tra testo e avvenimenti. L'esigenza di Marinetti era quella di superare i limiti del linguaggio e delle regole grammaticali nei quali la letteratura era intrappolata. Allo stesso modo, nei Manifesti del Futurismo, proponeva una rivoluzione tipografica "diretta contro la bestiale e nauseante concezione del libro" tradizionale: "noi useremo in una medesima pagina tre o quattro colori diversi di inchiostro, e anche 20 caratteri tipografici diversi", con lo scopo di aumentare la forza espressiva delle parole. C'è da chiedersi se Marinetti, o altre avanguardie artistiche di quel periodo, avessero avuto a disposizione uno strumento espressivo "totale" come il computer in quale modo avrebbero pensato di utilizzarlo. Tra i concetti più caratteristici del manifesto futurista c’era infatti la nota polemica, non priva di virulenza, contro la cultura del passato (distruzione di musei e biblioteche...) unita all’esaltazione del progresso, del mito, della distruzione della sintassi per dare risalto invece all’emotività... Dunque che cosa ci può essere di meglio in questa polemica con il passato di impadronirsi di un nuovo medium? di un nuovo modo di espressione e comunicazione? E ancora l’immaginazione senza fili tanto decantata dai futuristi (l’analogia non è altro che l’amore profondo che collega le cose distanti) non potrebbe oggi essere ridefinita, attuata e sperimentata per esempio attraverso l’uso del link, attuazione concreta dell’analogia, secondo la definizione classica di "ipertesto" che si fa discendere dalle teorizzazioni pre-elettroniche di Vannevar Bush.
[L’articolo a cui si fa riferimento è apparso nel 1945 su The Atlantic Monthly e si intitolava “As We May Think”. In italiano: V. Bush, “Come possiamo pensare”, in Theodor Holm Nelson, Litterary Machines 90.1. Il progetto Xanadu, Franco Muzzio Editore, 1992, pagg. 1\50-51].
E ancora... l’esaltazione della macchina, del progresso (vissuto in modo eccessivamente positivistico) della velocità, del movimento, tutte cose che nel computer troverebbero un supporto molto più adatto della carta. Certo la poetica futurista era unita anche a un gusto per la violenza e al mito della guerra! Politicamente si è intrecciata con la storia del fascismo. Ma questi aspetti non sono connaturati nel movimento in modo necessario, sono un accidente ideologico che si è manifestato storicamente in Italia. Non è un caso per esempio che il futurismo russo abbia preso ben altre direzioni. Majakovskij, il più illustre rappresentante di questo movimento che è riuscito ad andare ben oltre, per profondità, all’estrosità descrittiva di Marinetti, è immune da questo risvolto. Majakovskij, impegnato in un’innovazione strutturale e profonda del discorso poetico, della parola e del lessico, politicamente era un antimilitarista convinto! Ha preso una netta posizione contro la guerra e gli interventismi del primo novecento. Il suo futurismo e la sua rivolta contro il passato hanno trovato un sbocco nella rivoluzione di ottobre, in modo molto differente da quanto è accaduto al movimento italiano. Anche se in seguito Majakovskij, politicamente deluso, si trovò sempre più isolato.
BOCCIONI E LA POETICA DEL MOVIMENTO (contributo scritto e inviato da Blaue)
I primi due decenni del XX secolo furono caratterizzati dal fatto che artisti, scrittori e musicisti vivessero tra loro in uno stretto contatto, come in pochi altri momenti storici accadde, scambiandosi idee e sensazioni in un'atmosfera di febbrile collaborazione e di impulsive rotture. Ciò che accomunava personaggi così diversi, fino ad allora esiliati ognuno nella propria forma d'arte, era la ricerca di nuovi linguaggi e di nuove sintassi che fossero capaci di rispondere all'urto violento della civiltà industriale. Il futurismo si trova a formulare una nuova estetica del tempo e dell’esistenza intesa come movimento, ponendosi il problema di come rappresentare tutte queste novità. L’imperativo è la creazione di un linguaggio che renda visibile il passaggio da un mondo naturale a un mondo fatto di macchine che, come per magia, possono riprodurre oggetti all’infinito; un linguaggio con cui sia possibile raccontare il nuovo paesaggio industriale, i suoi nuovi ritmi di vita collettiva e la sua geometrica bellezza. L’Italia si sta velocemente industrializzando e alfabetizzando; le città diventano il cuore pulsante del rinnovamento sociale e culturale. Il pensiero freudiano comincia a circolare in quegli anni e nella poetica delle avanguardie c’è un costante riferimento allo stadio infantile della coscienza come momento di ribaltamento e di rivoluzione. Bisogna distruggere tutto ciò che è passato per poter realizzare un futuro sorgivo, appena nato. E allora via i musei, via le biblioteche, via la cultura imperante, via i maestri. Nel corso di pochi anni, però, questa virulenta polemica con la tradizione si carica di un'estetica della guerra, genera una confusione ideologica di significati e favorisce, prima l’interventismo italiano alla prima guerra mondiale, e in seguito l’adesione di molti futuristi alle politiche culturali del regime.
Boccioni morirà prima che tutto questo accada, nel 1916, a trentaquattro anni, cadendo banalmente da cavallo dopo avere partecipato alla guerra con un entusiasmo sempre più flebile e frustrato, il cui segno rimane nel diario di guerra, nei suoi taccuini futuristi e nelle sue lettere di quel periodo.
[Alcuni dei quali consultabili a questo indirizzo, basta un clic su Boccioni].
La sua arte sarà dedicata, nel periodo più fervido ed esuberante, all’elaborazione del dinamismo, a quella che lui stesso chiamerà “riproduzione schematica e successiva della statica e del motore”. Come, cioè, riprodurre il movimento su una tela e farlo sentire allo spettatore. Boccioni indaga le sensazioni immediate messe in gioco dalla fruizione dell’opera d’arte e arriva ad una sintesi attraverso degli accorgimenti tecnici e formali come la sequenza ripetuta della scena e la moltiplicazione dei corpi ripetuti nella stessa scena. Vuole scardinare così la sintassi pittorica imperante e creare un linguaggio nativo che vada a investire, attraverso l’emozione, tutti e cinque i sensi e anche di più. Nello stesso tempo, anche l’opera d’arte si deve espandere e deve diventare tutt’uno con chi la guarda: l'immaginazione, nella Pittura Futurista, riesce a inventare fantasiose opere dalle mille forme, fatte di gas colorati, di rumori, di tattilità. E anche di memoria. Boccioni, nelle sue ricerche, non è tanto interessato ai principi ottici delle immagini che si formano nella retina, nella lettura dell’opera, ma alla persistenza nella memoria di quelle stesse immagini. Il principio della durata teorizzato da Bergson, che contrappone materia e vita, è oltrepassato da Boccioni che ricongiunge il concetto di materia a quello di energia. Nei suoi quadri racconta la materia in continuo movimento, i colori condizionati dalle luci artificiali, ci mostra che aprendo una finestra il mondo ci entra in casa… Boccioni però, ben diversamente da Marinetti, elabora una teoria del movimento alla quale è estraneo il culto della macchina, della velocità, dei toni enfatici. Piuttosto, per la sua sensibilità, è il cavallo la migliore rappresentazione del dinamismo: una figura di energia naturale associabile all’esplosione vitalistica del mondo urbano, come è ben chiaro in Elasticità. E assieme al cavallo, Boccioni ha la passione per il corpo umano, da scomporre e ricomporre, così da renderlo completamente permeabile al mondo circostante che ne attraversa la materialità. Materia è un altro quadro che nasce da queste teorizzazioni di Boccioni: la madre-materia è rappresentata da tre punti di vista, come se girasse la testa e contemporaneamente come se fosse attraversata dal mondo che entra dalla finestra alle sue spalle.
Immagino che Boccioni, con a disposizione qualche tecnologia per elaborare le immagini, si sarebbe appassionato parecchio a far ruotare le sue sculture, a far galoppare cavalli, a fermare gesti mutevoli, a far vibrare le atmosfere. Così come credo si sarebbe appassionato Balla a creare bellissime serie di caleidoscopi multicolori con sottofondi musicali, o Marinetti a divertirsi con (iper)testi di tutte le forme e di tutti le dimensioni in un rimando infinito di associazioni di parole, e suoni, e voci, e rumori. Boccioni e Martinetti, tuttavia, pur strettamente legati dalla solidarietà dell’azione per la causa del futurismo, sono in contrasto teorico: Boccioni sviluppa la sua complessità poetica in direzione quasi espressionista, emotiva, lontana dalla giocosità e dai toni euforici e idealisti di Marinetti, che, d’altra parte, si rende conto che la centralità attiva e geniale di Boccioni mette in ombra gli altri futuristi, infastidendoli. Per questi motivi dal 1915 Boccioni si distacca da Marinetti e diventa un isolato all’interno del movimento futurista che, dopo la sua morte, entrerà in una fase diversa, segnata indubbiamente dagli eventi storici: il secondo futurismo.
[by Blaue]
LE RIFLESSIONI DI MAJAKOVSKIJ SU UN NUOVO MEDIUM: IL CINEMATOGRAFO
E’ interessante vedere come Majakovskij si affacciò alla grande rivoluzione comunicativa del secolo scorso, l’avvento del cinematografo, perché ci dà in qualche modo la misura di come un futurista avrebbe salutato la rivoluzione comunicativa dei new media con altrettanto - o maggior - coinvolgimento e partecipazione. Nel 1912 Majakovskij, con un piccolo gruppo di scrittori, pubblica Schiaffo al gusto del pubblico che segna la nascita del futurismo russo. Majakovskij è un poeta ma anche un grafico che ha disegnato oltre 4.000 cartelloni per l’Agenzia Telegrafica Russa dal 1919 al 1922. Il che gli dava un bel vantaggio nello sperimentalismo grafico utilizzato anche da Marinetti, nello sforzo di usare parola e segno grafico in modo nuovo e totale. Ma il superamento della parola scritta supera anche l’ambito grafico. A questa prospettiva si unisce subito un interesse manifesto ed esplicito per il cinema e per il movimento, in termini moderni si potrebbe azzardare a dire per il multimedia. Nel 1913 Majakovskij interpreta una parte in uno spettacolo futurista e pubblica i primi articoli in cui però nega che il cinematografo possa diventare un’arte autonoma e una forma d’arte! Le sue speculazioni nascono da un confronto tra pittura e fotografia e tra teatro e cinema. Sono delle riflessioni molto moderne, che contengono molte delle argomentazioni che con il tempo si sono sentite replicare a proposito della tv, della morte del libro, e ora dell’ascesa dei new media. La fotografia ha distrutto la pittura? No, però l’ha modificata, e a sua volta ne è stata modificata, scrive Majakovskij in Il cinematografo distrugge il teatro. “Fenomeni quali il cinematografo, il grammofono, la fotografia debbono essere considerati come un’applicazione della macchina nel campo dell’arte, in sostituzione del poco produttivo lavoro a mano”. Questa è la premessa del 1913.
Se fosse esistito il computer anche questa innovazione sarebbe stata inserita, presa in considerazione, citata insieme alle altre. Ma in questa prima fase, le innovazioni meccaniche e tecnologiche, non sono considerate arte. “Può il cinematografo diventare un’arte autonoma? No, s’intende”. La risposta negativa dipende dal fatto che questi strumenti sono solo sistemi di riproduzione di immagini. In altre parole il cinema è visto nel suo aspetto tecnico e mediatico, come riproduttore e distributore di immagini più che come un linguaggio.
Queste posizioni sono destinare presto a cambiare e ad approfondirsi. Nel 1918 escono 3 film con la sceneggiatura di Majakovskij, per la casa cinematografica Neptun. Nel 1922 pubblica l’articolo Cinema cinema: “il cinema è portatore di movimento...” in cui si fa polemico il tono contro il capitalismo e la produzione di film dolciastri. Nel 1923 elogia con una poesia Charlie Chaplin. Successivamente scrive numerose sceneggiature che però non vedranno mai la realizzazione a parte una pellicola per bambini. Diretta comunque da registi minori. Tra le sceneggiature si intravedono i temi del suicidio, una fanciulla si uccide con un colpo di pistola alla tempia... ma emergono anche la volontà di rompere la distinzione tra pubblico e attori, tra cinema e vita reale... per cui gli attori escono dallo schermo e vanno incontro agli spettatori, come ne La rosa purpurea del Cairo di Woody Allen. Nel 1927 è la volta del saggio Aiuto! il saggio cinematografico che raggiunge il punto più maturo. Majakovskij elogia gli effetti speciali di Charlie Chaplin, per esempio la memorabile trasformazione in pollo ne: La febbre dell’oro. Nel 1930 la crisi artistica, la solitudine, la delusione politica, i problemi sentimentali... è la volta del suicidio... mentre la rivoluzione è ormai un ricordo e tutto storicamente è cambiato...
CINETICI
Verso la fine degli anni ’50 molti dei temi di futuristi, costruttivisti, dadaisti e surrealisti, sono stati ripresi da vari autori che diedero vita a un movimento internazionale, i cinetici, tra cui in Italia spiccò Bruno Munari e il gruppo T di Milano, un gruppo di artisti che svolgeva sperimentazioni in modo collettivo. L’intento era appunto di lavorare sul movimento, reale o virtuale che fosse... attraverso segni grafici e colori, ma anche attraverso l’elettricità. Ricordo una mostra a Palazzo Reale di Milano, negli anni ’80, ai tempi in cui andavo al liceo... dove tra le tante cose, mi rimase impressa una scultura da prendere a calci che consisteva in un paletto, sormontato su una pedana, a cui era fissato con una lunga corda un mattone in gomma piuma. Lo spettatore era invitato a prendere a calci il suddetto mattone che sarebbe schizzato in un punto imprevedibile della pedana... Ogni interazione con il pubblico avrebbe in questo modo dato vita a una posizione del mattone sempre nuova e irripetibile. E poi ricordo bacheche riempite di limatura di ferro, che si muoveva continuamente per il roteare sottostante di una elettrocalamita, palloncini sospesi nel vuoto in equilibrio su getti d’aria calda stile phon... e ricordo soprattutto una schiera di custodi della mostra in crisi esistenziale, perché tutta la loro vita impiegata nel far valere l’antico precetto del NON TOCCARE andava in frantumi davanti alla poetica cinetica e all’interattività della mostra...
Da queste premesse e da queste avanguardie nasce poi l’arte digitale degli anni ’60...
E allora la domanda è: Oggi non è venuto il momento di riprendere queste cose con i nuovi strumenti che abbiamo a disposizione? Il WEB si è affermato come un nuovo terreno della comunicazione digitale. Ma accanto alla nuove teorie comunicative, alle definizioni di ipertesto, al ricorso alla multimedialità e all'interattività... perché non cercare di conciliare consapevolmente queste nuove "poetiche" con le lezioni che ci arrivano dal passato dalle avanguardie, dai futuristi, dai cinetici (oltre naturalmente a Queneau, Perec, Calvino, Patafisi, oulipisti...)
Questo è un blog che tenta di andare in questa direzione... CERCASI CONTRIBUITI per individuare affinità con autori e correnti del passato e per sperimentare nuove strutture narrative...
[zop con un GRAZIE a BLAUE!]
domenica, 07 marzo 2004
UN'INEDITA COSMICOMICA
Antefatto
Settimana scorsa sono passato alla Feltrinelli di corso Buenos Aires, a Milano. Già che ero lì ho controllato che ci fossero ancora le copie del mio libro, chissà mai che qualcuno ne avesse comprata una. Ho sentito dire che può succedere. Naturalmente c'erano, tutte e due! Ho controllato che fossero visibili e che non venissero coperte o nascoste da qualche altro libro in primo piano. A volte succede. Le ho rimboccate e le ho salutate. Poi, prima di uscire, ho fatto un giro tra gli scaffali, tra i libri divisi in ordine alfabetico, per autore. Certe volte ci incontri gli autori dei libri, mescolati tra la folla. Sono andato a salutare Jarry e Queneau ma erano usciti. Spesso se ne stanno appollaiati sullo scaffale e aspettano che qualcuno compri un loro libro. A volte per settimane. Poi quando all'improvviso succede, seguono l'acquirente fino a casa. Per vedere chi è. Per vedere se lo legge davvero quel libro, o se lo posa semplicemente su uno scaffale. O se lo regala. E, nel caso lo legga, cercano di capire e carpire se e cosa gli piaccia. E' così che li ho conosciuti, Jarry e Queneau. O forse dovrei dire li ho "presi" come fossero un virus. Perché spesso questi fantasmi non se ne vanno più e ti rimangono a lungo appiccicati. Continuo a gironzolare e, ad un tratto, forse per via della troneggiante fotografia-colonna che lo raffigura nella sala principale, noto il fantasma di Calvino seduto su una pigna di Cosmicomiche. Sonnolento. Con il mento appoggiato al pugno che scarica a sua volta il suo peso inesistente di spirito puro sui gomiti, che fanno a loro volta perno sulle gambe icrociate. Accenno un saluto di cortesia, come faccio in questi casi. Per fargli capire che lo vedo. Cerca di convincermi ad acquistare il suo libro. Gli dico che le Cosmicomiche le ho già lette un paio di volte da ragazzo, anche se non le possiedo più. Mi risponde che nell'edizione su cui è seduto ci sono TUTTE le cosmicomiche, anche altre che sono state pubblicate postume rispetto all'edizione che ho letto da ragazzo. E per di più c'è anche Ti con zero. Gli replico che anche quello l'ho letto e che ne ho già una copia a casa. Dice che non ci crede, che controllerà... alla fine mi convince. Prendo quel libro e noto che lo spirito mi segue fino alla cassa, forse per controllare che lo compri veramente. Prima di pagare agguanto anche l'Aleph di Borges. Esco dal negozio e me li trovo tutti e due alle calcagna, Calvino e Borges, che mi seguono chiacchierando tra loro come se si conoscessero da sempre. Da quello che riesco a origliare Calvino passa spesso lì per via della sua gigantografia, come avevo sospettato. Borges, invece, dice che la Feltrinelli di corso Buenos Aires gli ricordava l'Argentina. Arrivato a casa me li ritrovo dentro il salotto che mi mettono a soqquadro la libreria. Calvino nota con piacere che non avevo mentito a proposto dei libri che avevo, ed è contento di trovarne così tanti dei suoi. Borges ci rimane male perché di suo, a parte l'Aleph appena comprato, ho solo Finzioni. Cerco di giustificarmi ma non mi prestano alcuna attenzione. Sono infervorati da disquisizioni sul senso del racconto come struttura narrativa, e sui pregi e i limiti rispetto al romanzo. Cerco di intromettermi ma non mi danno retta. Stanno discutendo in modo acceso attorno a un libro di Odifreddi, C'era una volta un paradosso. Si riferiscono a un'ipotesi fisico-matematematica secondo la quale le particelle subatomiche possono anche andare a ritroso nel tempo. Calvino ne vorrebbe scrivere una nuova Cosmicomica lì su due piedi. Borges gli dice che è una buona idea. Io nel frattempo sto mettendo su due spaghi e chiedo loro se vogliono favorire. Davanti all'argomento "spago" i due fantasmi mollano il libro e le discussioni e si siedono a tavola. - Butta! Butta anche per noi! - Tutta! Falla tutta! Se avanza, domani è buona anche saltata! E cominciano a improvvisare una storia, tra un bicchiere di vino e un pezzo di formaggio di antipasto. E' Borges il primo che si lancia. Calvino ascolta. Approva divertito e all'iprovviso interrompe e continua l'incipit di Borges imprimendo alla storia nuovi risvolti. - Ma non c'è un altro po' di pane? - Passami un'altra fetta di salame! Tra il sugo che va e il pane che affetto, cerco anche di scrivere quello che posso su uno scottex, prima di dimenticarmelo. Alla fine, tra la cena e tutto il resto, se ne sono andati che era tradissimo, e mi hanno lasciato la casa che è un disastro. Quando gli ho chiesto se potevo pubblicare la loro inedita Cosmicomica, in un primo momento mi hanno detto che non se ne parlava. Poi quando ho detto loro che mi avrebbe fatto comodo per fare colpo su di una ragazza... dopo avermi schernito a lungo, me l'hanno regalata. E mi hanno detto che potevo anche firmarla con il mio nome se volevo, e che era il minimo che potessero fare per ringraziarmi della bella serata.
Trascrivo dallo scottex:
Accadrà ieri
Einstein ha mostrato che lo spazio e il tempo sono relativi. Secondo la teoria della relatività il tempo è relativo perché trascorre in funzione della velocità. In altre parole, se potessimo far viaggiare un astronauta alla velocità della luce, quello che per lui sarebbe un viaggio di pochi secondi, per chi rimane sulla Terra durerebbe moltissimi anni... Nella meccanica quantistica e nel mondo delle particelle subatomiche il concetto di tempo è molto diverso da quello macroscopico. Non dobbiamo stupirci se le particelle di materia possono spostarsi nel tempo. Richard Feynman, insignito del premio nobel nel 1965, nel 1949 ha ipotizzato matematicamente che gli elettroni si muovano nel tempo e ha interpretato l'antimateria come materia che viaggia a ritroso nel tempo. Secondo la sua teoria, i fotoni, che viaggiano alla velocità della luce, sono fermi nel tempo...
La questione dello spazio e del tempo è molto complessa e rischia di generare paradossi! Esclamò Qfwfq. E' qualcosa che ti imbriglia la mente e ti confonde, qualcosa di anti-intuitivo che non si riesce ad immaginare. Qfwfq viaggiava alla velocità della luce e proprio non c'era verso di fargli comprendere la teoria della relatività e la questione paradossale dello spazio. Non riusciva a immaginare un mondo dove il tempo scorre, non capiva nemmeno cosa volesse dire. Sono solo ipotesi matematiche strampalate. Si ripeteva sfrecciando alla velocità della luce con gli altri fotoni per l'universo. E' bello la domenica mattina rimanere a pigroneggiare nel letto sotto il piumone al caldo, mentre fuori fa freddo, e rimanerci qualche altro trilione di chilometri. Però non si può rimanere lì per troppo spazio! Con tutto quel che c'è da fare a un certo metro ti devi pur alzare! Come dice il proverbio. Nel mondo di Qfwfq funziona che non se non fai nulla, se non ti muovi, il tempo rimane immobile. E' lo spazio a scorrere inesorabilente e a trasportarti in ogni luogo dell'universo. Non puoi alzarti e muoverti da dove sei, non puoi camminare e andare da un'altra parte. Lo spazio ti viene incontro continuamente e inevitabilmente e non lo puoi fermare. Puoi solo guardarlo scorrere verso di te. Ogni luogo dura un istante. Poi passa. E non torna più. Però puoi spostarti nel tempo! Se vedi che ti arriva incontro un ostacolo, per esempio, diciamo un'automobile, ma anche se stai per finire contro a un muro, per evitarlo non devi spostarti a destra o a sinistra, no! Basta che vai avanti nel tempo di un pochino. Vai a quando l'automobile è già passata. Oppure ti sposti al giorno prima, quando l'automobile dovrà ancora passare. E' una cosa naturale che si impara subito nei primi chilometri di vita, in modo isitintivo.
Qfwfq si alzò dal letto, si stiracchiò e sbadigliando guardò il contachilometri. Che sarebbe come l'orologio. Era già molto lontano. Gli piaceva, la domenica, svegliarsi da solo senza dover puntare la sveglia. Odiava quel trillo artificiale che sul più bello, a un determinato chilometro a cui l'avevi puntata, ti strappa dal sonno con un sussulto. Massaggiandosi la pancia avvertì un certo pungente languorino e si precipitò a fare colazione. In quelle condizioni spazio/temporali, quando hai fame, basta che ti sposti nel tempo scegliendo un pranzo qualsiasi, tra quelli che una volta hai fatto o che un giorno o l'altro farai. Qfwfq prese un caffè bollente, lo stesso che prendeva quasi ogni mattina, ma poiché gli andava più dolce del solito, tornò per ben due volte al momento in cui aveva messo lo zucchero, e per altre due volte mescolò fino a farlo sciogliere completamente sotto al cucchiaino. Poi saltò avanti nel futuro e si divorò due biscotti al cioccolato che un determinato giorno sapeva gli avrebbe sfornato la sua futura compagna. Una ragazza splendida che ancora doveva conoscere. E di cui era innamorato. Gli piacevano tanto quei biscotti. Se ne mise un terzo in tasca per conservarlo per un altro luogo. Quindi tornò indietro di duecento anni e lo intinse in un vasetto di marmellata di limone che lei gli aveva regalato proprio in quel momento, quando si erano da poco conosciuti. Intanto pensava a come impiegare i chilometri di quella domenica. Decise di andare al mare. Come faceva sempre. Per andare al mare, naturalmente, in quell'eterna e irrefrenabile corsa fotonica nello spazio, è sufficiente spostarsi nel tempo a quando ti trovasti, o ti troverai, al mare. Prima o poi succede! Di solito. Oppure puoi rimanere nel posto dove sei e aspettare che il mare arrivi a te. Di solito è solo questione di spazio! Qfwfq in quel momento si trovava vicino a Pavia. Decise di rimanere lì e di tornare indietro di 350.000 anni, a quando la pianura padana non si era ancora formata, a quando lì era tutta una distesa di acqua e di pesci, e di altri meravigliosi animali che poi si sarebbero estinti. Per non parlare dei sapori delle alghe che a quel tempo erano ancora veraci. Ma doveva prendere un treno. Non poteva certo andarci a piedi, così lontano. Finì su uno scomodo e affollato "intersecolare" che si fermava quasi ad ogni millennio e non arrivava mai. Inoltre ci mise molti più chilometri di quanto previsto dal metrario. Che sarebbe come dire che arrivò in ritardo rispetto all'orario previsto, in termini spazio/temporali invertiti. Dunque, senza muoversi di un centimetro, si ritrovò su una spiaggia affollata. Davvero un sacco di gente! Sembrava che tutti i suoi vicini si fossero dati appuntamento lì nella stessa epoca. Tutti i fine settimana la stessa musica. Mamme e bambini che schiamazzano, ragazzi che ti insabbiano correndo e che ti tirano per sbaglio le pallonate, ciccioni che ti schizzano con i loro tuffi mentre te ne stai sul bagnasciuga. Qfwfq non aveva voglia di incontrare i suoi vicini. Doveva trovare un tempicino tranquillo! Quando viaggi nel tempo e sei fermo nello spazio, per incontrare gli altri devi spostarti nello stesso momento dove c'è qualcun altro. I tuoi potenziali vicini sono tutti quelli che prima o poi son passati o passeranno in un certo luogo dove sei passato o passerai tu, non importa quando. Dunque Qfwfq si spostò di qualche altro millennio più in là. Per starsene da solo, poter stendere bene l'asciugamano e stendersi nudo senza che nessuno lo vedesse. C'è tutto il tempo che vuoi, io non capisco perché si debbano ammassare sempre tutti nello stesso istante. Solo per la pigrizia di non spostarsi di qualche millennio più in là. La gente è strana. Pensava Qfwfq guardando impaziente il contachilometri con l'aria nervosa di chi stesse aspettando qualcuno. E fu allora che comparve Vlrnrlv. Uscì dall'acqua bella come non mai, sgocciolando i suoi lunghi capelli neri. I due si amavano in modo disperato, ma la loro storia era clandestina e tormentata. Lei era sposata, per dirla tutta. E così si vedevano come potevano, di nascosto, ogni volta con sotterfugi. Muovendosi nel tempo, ai due amanti non restava che vivere sempre negli stessi istanti. Erano pochissimi i momenti che avevano vissuto assieme. Però erano intensissimi. E quello era stato il più bello. Quando si erano amati per la prima volta. Nel mare della preistoria. Da soli. Qfwfq e Vlrnrlv, di sottecchi, sempre più innamorati, non facevano che incontrarsi continuamente in quello stesso istante. E se ne stavano lì molto a lungo. Più che potevano. Certe volte anche per trilioni e trilioni di chilometri!!! E quando giungeva il momento di lasciarsi, tornavano indietro nel tempo un altro po' e ricominciavano da capo.
[by (in rigoroso ordine alfabetico): Borges, Calvino & zop]
mercoledì, 03 marzo 2004
ESERCIZI DI STILE BLOG: 301
STILE LEGGENDA METROPOLITANA
Mi ha detto mio cuggino che l’altro giorno, mercoledì, se ne andava in giro per il web, quando improvvisamente si è ritrovato in un blog tutto azzurro, pieno di notizie interessanti, ma talmente confuse che alla lunga non ci si capiva più niente. C’era tutta una raccolta di link dove si poteva andare a cliccare per aiutare una bambina malata di cancro, perché a ogni collegamento che gli arriva mettono da parte dieci centesimi per farle fare un’operazione, poi quello dei siti dove bisogna stare attenti perché se ci vai ti mettono subito un virus potentissimo che non si elimina più e bisogna riformattare tutto il computer, e alla fine c’era anche un articolo su quei bastardi che mettono nelle bottiglie di vetro i gattini appena nati per fargli prendere la forma a bonsai, che ne ha parlato anche Licia Colò nella sua trasmissione. Un signore era intervenuto sul blog dicendo che era un falso allarme, e che la storia dei gatti nelle bottiglie è solo uno scherzo. Allora il blogger si era inferocito e gli aveva risposto malissimo: - “Ma che cazzo vuoi? Non ti vergogni? Difendi quei criminali? Ti ci metterei a te, in bottiglia a fare il bonsai, ti ci metterei!” Poi mio cuggino si è ricollegato dopo un po’, e si è trovato sul sito che parla di un certo cantante, non mi ricordo come si chiama, quello che dicono che è morto da giovane e lo hanno sostituito con un sosia. Ha ritrovato lì lo stesso blogger di prima, che insisteva a dire al webmaster: - “Guarda che ti aspetto, che devi venire a riprenderti quel bottone che hai perso ieri quando siamo andati in chat insieme…”. Il giorno dopo è tornato a cercare se c’erano altre notizie di quella cosa così curiosa, ma il blog azzurro non c’era più. Sparito, cancellato, “impossibile visualizzare la pagina”. Allora è andato a chiedere informazioni su quell’altro sito. E lo sai che cosa gli hanno risposto? - “Ma come, prendi in giro? Stai trollando? Non lo sai che il ragazzo che faceva il blog azzurro è morto sei mesi fa?”. - “Morto?” ha replicato lui incredulo. - “Ma se il blog c’era! Ma se lui mandava messaggi fino a ieri! L’ho visto io!”. - “No, no, ti sbagli, purtroppo è proprio morto. Una disgrazia terribile. Ha avuto un incidente con il motorino, è stato sbalzato giù ma si è alzato da solo e sembrava che non si fosse fatto niente, ma poi quando si è tolto il casco la testa gli si è spaccata in due!” - “E allora cosa ho visto, io?” ha chiesto spaventatissimo. “Un fantasma?” Ma a quel punto la connessione gli è andata giù, e mio cuggino si è ritrovato con una pagina bianca dove c’era scritto: "Benvenuto nel mondo di IDLM!"
[by Lisa http://www.paniscus.net/: dedicato a tutti gli amici e cuggini del newsgroup it.discussioni.leggende.metropolitane: http://www.mailgate.org/it/it.discussioni.leggende.metropolitane
NdZ: Sulle leggende metropolitane e affini segnalo anche: CEntro per la RAccolta delle VOci e delle Leggende Contemporanee - sito in italiano che raccoglie le leggende metropolitane e le ripropone divise per temi (URL http://leggende.clab.it/) STRANESTORIE.COM - una raccolta di fatti e notizie assurdi, curiosi, divertenti, incredibili ma realmente accaduti. (URL http://www.stranestorie.com)]
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