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ZOP BLOG
NON SOLO ESERCIZI DI
STILE!
Gli esperimenti di un extraterrestre finito non si sa come sulla Terra...
INDICE RAGIONATO & INTERATTIVO
ISTRUZIONI:
Leggi
qui di seguito (lungo la striscia gialla) per ripercorrere la nostra
storia e scoprire i nostri giochi e le regole per partecipare
CHI
SIAMO:
BLOG/OPIFICIO DI SPERIMENTAZIONE
LETTERARIA CHE HA SCELTO IL WEB COME SUO TERRENO DI ESPRESSIONE!
Nato nel 2002, questo è stato il primo BLOG dedicato ai giochi
narrativi e alle scritture collettive. Oggi vanta innumerevoli tentativi
di imitazione ma non diffidatene! Il nostro obiettivo era quello di dar
vita a un GENERE!
CONTATTI:
zoppaz @ yahoo.it
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COMMENTI RECENTI
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I
LIBRI SCATURITI
DA QUESTO BLOG:
2006

2003
E
nel 2004
un libro che qui si può continuare
Clicca per saperne di più e per SCARICARE
GRATUITAMENTE UN CAPITOLO!
PREMI:
Questo blog è arrivato secondo al concorso
SCRITTURA MUTANTE
2003

www.trovarsinrete.org
SALONE DEL LIBRO DI TORINO
16 maggio 2003
COSA ABBIAMO
PRODOTTO
IN QUESTI ANNI:
IL
MANIFESTO DADISTA di avanguardia letteraria digitale
Componimenti e racconti
dadisti:
- Melina e
Alfredo: un racconto da giocare a dadi (di zop e vipensiero)
- Quattro
e tre sette (di zop)
-
Un
dado di due (CioccolatoAmaro)
- Il
gioco dell'oca (CioccolatoAmaro)
- Vita
da dado (Senzaqualità)
- L'incanto
di pag. 49 (Letturalenta)
- La
dadomante (Certepiccolemanie)
- Tirando
il dado (Triana)
- POESIE IN
MOVIMENTO 1
- POESIE
IN MOVIMENTO 2
- Parafrasando
Tristan Tzara (Blogelis)
- La
cintura di Fibbionacci (di Matteo)
RACCONTI BREVI
° Cos'è:
Racconti molto brevi pensati per
una lettura a monitor.
- Come sono
diventato un blog
- I
fratelli Lumierikòs da Siracusa (zop)
- (...)bcdefghilmenopqrstuvz
(zop)
- Quattromenounquarto
(zop)
- Piccole
bugie (zop)
- Esistono
gli extraterrestri? (zop)
- L'ultimo
ricordo (Mucio)
- L'uomo
è misura di tutte le cose (zop)
- Il cane di
Pavlov e il Tacchino di Russell (zop)
-
Strano ma vero ( zop)
-
Le avventure dell'uomo inscrivibile (zop)
- Dentro o
fuori? (zop)
-
Ho perso il sonno 1
(di
Francesca Mazzucato)
- Ho perso il sonno 2
(di zop)
- Giò
e Leo (zop)
- Il grande
ciliegio ( di Flounder)
-
La botte piena e la moglie ubriaca (zop)
-
Pimpinella
corre corre (zop)
- Cosa
mangia un blogger (zop)
- Smaltimento
malocchi (zop)
- Le
voci della città (di zop)
- Il
foglio bianco (di zop)
- Estetica
statistica (di zop)
- Il
fischio (di zop)
- Discorsi
da bar (di zop)
- La
moneta che amava Rogerio (di Francesca Petilli)
- L'origine delle cose (Fracesca Petilli)
- Sto
da
cane (zop)
- 14
luglio 1789 (di zop)
- Ultima
pagina (Francesco de Girolamo)
- Settimo
piano (zop)
- Traumi
infantili (zop)
RACCONTI & MUSICA (ispirati
a canzoni o intrecciati con la musica)
- Sei
fuori Jack (di emanreiv)
- Samarcanda
(di zop)
- L'Armando,
l'arma e l'amante (di zop)
- Il
piano cocktail (da Boris Vian:La schiuma
dei giorni)
RACCONTI ROUSSELIANI
° Cos'è: Una
raccolta di piccoli racconti ispirati al metodo quasicombinatorio di un
autore d'avanguardia semisconosciuto: Raymond Roussel. Se vuoi
cimentarti anche tu... LEGGI, SCRIVI e MANDA!
INDICE:
1 - Chi era
Raymond ROUSSEL
(Il
metodo di Raymond
ROUSSEL)
2- Il capo
di lana è steso al sole (Zop)
3- E' morta
Della! (Blaue)
4 - Chiedici
la luna (Dr. Dam)
5 - Esca
quando ci sentiamo (Zop)
6 - Piego la
sposa (Ironico)
RACCONTI
CIRCOLARI
° Cos'è: Esperimenti
di narrazione polivalente e circolare.
1) Dimmi
il tuo incipit e ti dirò chi sei (zop)
2) La
nascita dell'uomo collettivo (zop)
3) La battaglia navale:
racconto da giocare! (zop)
4) Sogni (zop)
5) Il
sogno ricorrente (zop)
6) UN
FUMETTO COMBINATORIO (zop)
7) Racconto
MUTANTE
8) Le teste
( di Elena del Fabbro e Zop)
9) Saturazioni
(di zop)
10)
La storia (di zop)
11) Vita
da moka (fumetto by zop)
12) Spirali
(zop)
MINIGIALLI
& MICROGIALLI
° Cos'è: Nato
da una proposta di Nando di Forlì, è una raccolta
di gialli scritti nel
modo più sintetico possibile (senza rinunciare tuttavia a
colpevole,
vittima, arma e movente). E' possibile partecipare con un racconto di
una pagina oppure con una versione "atomica" che possa essere inviata
con un sms.
INDICE MINIGIALLI:
- La
bocca della verità (Nando)
-
Separati in casa (Nando)
- L'ultimo
scaffale (Nando)
- Il professionista (Nando)
-
L'uomo di parola (zop)
- Il
racconto killer (zop)
- L'assassino
è il maggiordomo (zop)
- Metagiallio
(e metà no) (zop)
- Il rosso e il noir: chi è l'assassino? (zop)
-
Tira le tende (Bleusouris)
- Fantagiallo
(zop)
- La
pagina 125 (F. Arrasich)
- Giallo
filosofico (zop)
- A Natale
tutti più buoni (Nando)
- Forza di
gravità (F. Arrasich)
- Non fare
mai agli altri (zop)
- Non
guardare mai altri... (Pois)
-
Golden (Manginobrioches)
- Gelo (Farolit)
- Delicatessen
(zop)
- Identificazione
e suggestione (zop)
- Il
serial killer editoriale (zop)
- Omicidio
brutale (zop)
- L'assassino
in erba (zop)
- Ultimo
minuto (Nando)
- Negazioni
(Certepiccolemanie)
-
Le indagini del detective Maupertuis e del suo fido cane (zop)
-
Appuntamento col serial killer (zop)
- Giallo
poetico (di Gianluca)
- Il
serial killer del CICAP (zop)
MICROGIALLI da
SMS:
- Senza
titolo (di Herzog)
- Senza
titolo di (Penzogi)
- Senza
titolo (di Sphera)
-
Senza titolo (di A. G. Pinketts)
- Senza titolo (di Salto del canale)
-
Senza titolo (di Matisse)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di zop)
- Senza titolo (di Diario di bordo)
-
Senza titolo (di Disintegrato)
- Senza titolo (di Fradiavolo)
- Senza titolo (di Ghana)
- Senza titolo (di Ttulipani)
-
Senza titolo (di Giulio Mozzi)
- Senza titolo (di Zu)
- Senza titolo (di zop)
- Senza titolo (di Herzog)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di Disentgrato)
- Senza titolo (di Mucio)
- Senza titolo (di Piazzagreco)
- L'omicidio
più antico (Aitan e zop)
- Reo
confesso (di Aitan)
- Giallini
de il Gobb
-
Giallini diabolici
- Senza
titolo (di zop)
- Giallino
metaomicida (Luca Confusione)
- Senza
titolo (di zop)
- Sconfessioni
(di Luca Confusione)
- Libero
mercato (di Luca Confusione)
-
Senza
titolo (di UnaStranStrega)
UBU
BLOG di Alfred Jarry
° Cos'è:
Un inedito di Alfred Jarry, padre della PATAFISICA, che mi è apparso in sogno e mi ha dettato
l'ultima parte della saga di UBU RE!
Dramma
in 4 post
° Scena prima [Ubu apre un blog e diventa una
blogstar]
° Scena
seconda [Ubu lancia un virusprogramma che cambia le parole
dei blog delle blogstar]
° Scena
terza [Ubu al gran blograduno]
° Scena
quarta [Ubu in fuga]
LA DONNA SUB:
°
Cos'è: Esperimento di un NUOVO format
per racconti
labirintici e collettivi ispirato a Italo Calvino. Per leggerlo o continuarlo (è lo
stesso) è archiviato qui.

RADIOBLOG:
°
Cos'è: Improvvisazioni di
scrittura e di lettura tra radio e
blog, in collaborazione con
RAI radio3. Andato in onda in due puntate nel
settembre 2003 tutto si può oggi leggere e
ascoltare qui
ESERCIZI DI STILE BLOG:
° Cos'è: Il rifacimento internettiano e
collettivo del capolavoro di R. Queneau con centinaia di esercizi
giunti dal popolo della rete.
Se vuoi partecipare con il tuo contributo: tutto
inziò qui
ed è archiviato qui
Manifesto
PATAmediale per una nuova narrativa digitale:
° Cos'è: E' il
tentativo di individuare e raccogliere dei precedenti letterari
pre-elettronici che possano servire oggi da guida per inventare una
nuova forma di narrazione che utilizzi il web come suo terreno
espressivo. Se vuoi ampliare, segnalare o recensire autori,
avanguardie, poetiche o esperimenti che si potrebbero oggi sviluppare
in modo nuovo, mandaci il tuo contributo!
INDICE:
§ - Calvino e
il web
§ - Scrittura
collaborativa
§ - Letteratura
interATTIVA
§ - Generatori
automatici di parole
§ - Jarry e la
Patafisica
§ - Avanguardie,
Futuristi, Cinetici
§ - UNA
TESI DI LAUREA CHE PARLA DI NOI!
§ -
Roberto Busa pioniere dell'ipertesto
§ -
Gulliver di Swift
§ - Carroll
e Alice (che meraviglia...)
PataRecensioni
e
Fantasmi Letterari:
°
Cos'è: Una
raccolta di recensioni di libri, mostre, autori del passato... con un
taglio spiritoso e divertente ma senza rinunciare al rigore! Racconti
in prima persona, fantasmi che appaiono e raccontano la propria
vita...
INDICE:
§ - Blog,
post e ante litteram
§ - Enrico Baj
§ - Libri
d'artista
§ - Alberto
Manzi
§ - PseudoCalvino:
un'inedita Cosmicomica
§ - L'invasione
degli ultracorpi interattivi
§ - Rayuela
di Cortàzar
§ - La
storia della QWERTY
§ - Animalcolisti
spermatici anonimi
§ - Lo zio
Fester e Majakowski
§ - Raymond
ROUSSEL
§ - Boris
Vian
§ - Viaggio
d'inverno/Viaggio d'inferno
§ - Intervista impossibile a
Giorgio Manganelli
§
- La sfida di Max Aub
I
fantasmi letterari e il dietro le quinte di Laura Immaginaria
°
Cos'è:
La storia ironica e metaforica di come ho
scritto un libro. Dai fantasmi letterari (o i riferimenti culturali?) a
cui mi sono ispirato e che me l'hanno in qualche modo dettato, alle
peripezie per trovare un editore che lo pubblicasse...
INDICE:
- Parti 1, 2
e 3
- 4°
Parte
- 5°
Parte
- 6°
Parte
- 7°
Parte
- 8°
Parte
- 9°
Parte
- 10°
Parte
- 11°
Parte
- 12°
Parte
- 13°
Parte
- 14°
Parte
COSA
ASPETTI? PARTECIPA! MANDACI I TUOI CONTRIBUTI!
ENTRA A FAR PARTE DELL'OPIFICIO!
citofon@mi
zzZZzz
ZAPOTEK
intervista ZOP
un
emmepitré da scaricare
RINGRAZIO TUTTI QUANTI HANNO PARTECIPATO A
QUESTO BLOG, E IN PARTICOLARE:
Esercizi di Stile:
(in ordine di apparizione)
1) Personalità
confusa
(4,13,41,54)
2) Antonella
mamma felice (7)
3) UnSentireEnorme (9,18,22)
4) MG (15,62)
5) Zu (21,293)
6) Analize (23,33)
7) Zoeee (25,29,171)
8) Swe (26,35,43)
9) Dona (28)
10) Leonard0
(30)
11) Frammento
(31,45,70,111,173,182)
12) Mim*mina (32)
13) Giornale di cantiere (34)
14) TocWebLog
(37)
15) Crl_Alt_Canc (38)
16) Trilly (39)
17) Zizzi
(40,83,135)
18) Mu
(42,57,85,143)
19) La
Pizia (44)
20) Palomar
(46)
21) Uiallallà!
(47,68,86,248)
22) Michele (48,55,81,
104,141,145,148)
23) Butterfly
(56)
24) Skip
intro (60,74)
25) Spiritum
(53,64)
26) EnzØ:
POLAROID (67)
27) :Deliuz (75)
28) Janex
(78,149)
29) Blogging Sil (79,87)
30) Rafael:subtle
(89)
31) il
Griso (90)
32) Gus
(94,101,110,120,131,
134,140.154,169, 193,206,213,
240,249,255)
33) Billie
Joe (102,124,142,174,207,
240)
34) MacUbu (103)
35) Uzi:
Scopriamo l’acqua calda
(106)
36) Miki (107)
37) Lo scopriremo solo vivendo
(109)
38) Polena
(113)
39) Patch (116, 129)
40) e-pistole (118, 123)
41) Satine (122)
42) Clutcher (125)
43) Gokachu (126)
44) dora okojie & thesubtler (127)
45) Lella con la stampella (128)
46) John
Sebastian Moran, jr. (133)
47) Convesso
(136)
48) Viewpoint of cat =^.^= (137, 259)
49) Pattinando (138)
50) .mau. (139,144,147,166,
177,211,217,220,233,234,
257,264)
51) elfob (150)
52) delio (151, 156)
53) Horselover_Fat (153)
54) +Lucretia+
(155)
55) marcorosè
gr0ucho3
(157,170,176)
56) Nicola (158)
57) Massimo De
Sanctis (159)
58) damiano
(160,163,201)
59) franc'O'brain" patti (161)
60) mucio (162,168)
61) Tutore (164)
62) amnesia (165)
63) Nando da
Forlì (172,191,279)
64) Marta (175)
65) DemonAngel
(178)
66) Brevi3pidari (179)
67) Massimilano (180)
67) Davide (184)
68) Follia e delirio (185)
69) MoNiZiA (186)
70) Enrico
la talpa (187,188,
198,203,230)
71) Chiaraaa (189)
72) AdRiX (192)
73) NiEnTe (194,196,199)
74) Piergiuliano
Pusceddu (195)
75) Prosperpina
(197,236)
76) Koa (202)
77) Aske (204)
78) Ackab (205)
79) October
(208)
80) Aleph_ (209)
81) Blaue
(210)
82) Si fossi foco (212)
83)
Akaglenn (214,219,221,
223,224)
84) Alexander (215)
85) Klingsor (216)
86) Aelice
(218)
87) Emma (222)
88) Severine
2 (225)
89) La Trota (226)
90) Adeletta
(227)
91) Alincielo (228)
92) Strani pensieri (229,235,243)
93) Kiara Blog (231)
94) Estatevizitti (232)
95) Zagaraulente
(237)
96) emmeline (238,245,251,270)
97) Laura 756 (241)
98) Mukka
Mukkona (242, 277,281)
99) Mònnalisa
(244,254,269,
271,282)
100) Lisa
(246,260,283,300,301)
101) Gianluca Brian (247,252,276,298)
102) Malacarne (250, 262.274,288)
103) Daneel (253,265,268,280,284)
104) 3-feb. (258)
105) Serendip
(261)
106) Mia_Wallace (266)
107) La Rana e il
Principe (267)
108) Rillo
(272)
109) Tristano (273)
110) Bacodaseta (275)
111) Claudio Emme (278)
112) Ironico (285)
113) Thiswas (286)
114) Redsun (287)
115) Jacoposki
(289,291)
116) drdam (290)
117) anonimo (292)
118) C-blog
(294)
119) bordellobordeaux (295,296)
120) prof.
Ulrico (299)
121) MarZa [giunelpoZZo] (302)
122) Manginobrioches
(303)
123) Paolo Miano (304)
124) Invernomuto
(305)
125) Giancarlo
(306)
126) Margherita
Underbreath (307)
127) Newlilith
(308)
128) G-Host
(309)
129) Stefano
bellezza (310)
130) alwaysinprogress
(311)
... Zop (che ha scritto gli altri)
RadioBlog:
prima
puntata 11/09/03
1
-
Giuseppe Genna
2 - Francesca
Mazzucato
3 - Raul
Montanari
4 - William
Nessuno
e gli improvvisatori della
rete:
5 - Pproserpina
6 - kheschifo
7 - karnilla
8 - diogene
9 - MinaMurray
seconda puntata 25/09/03
1 - Giuseppe
Caliceti
2 - Eloisa
[La Pizia] Di Rocco
3 - Giulio
Mozzi
4 - William
Nessuno
e gli
improvvisatori della rete:
5 - .mau.
6 - Mike
del Pallone di Achille
7 - ctrl-alt-canc
8 -
Francesca Mazzucato
9 - Pproserpina
10 - Marco
Rosella
11 - Adayinthelife
12 - Gostein
13 - Elwood


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giovedì, 26 febbraio 2004
Il premio Alberto Manzi (1924-1997)
Alberto Manzi non è un nome molto noto, chissà perché… anche se quasi tutti, in realtà, anche senza saperlo lo conoscono! “Alberto Manzi… Alberto Manzi… l’ho già sentito…”. Davanti allo stupore di un volto che non ricorda chi sia basta aggiungere: “...il famoso maestro delle elementari che negli anni ’60 teneva le lezioni d’italiano per adulti... l’autore del programma Non è mai troppo tardi (ripreso in tempi recenti e in chiave ironica da Gianni Ippoliti), quello che contribuì a unificare la lingua italiana in un’epoca in cui l’analfabetismo e i l’uso dei dialetti erano ancora molto diffusi...”
Allora, ai più scatta il ricordo, netto e preciso. “Ma certo... Alberto Manzi... non mi ricordavo come si chiamava... ma certo che lo conosco!”
Ho un ricordo molto netto di un ciclo di trasmissioni andate in onda negli anni ’80 su RAI 3, in cui Manzi insegnava a dei bambini molto piccoli. Allora ero uno studente e guardavo quella trasmissione di primo pomeriggio, tornato da scuola. Mi colpiva il modo di fare di quell’uomo alle prese con i bambini. Perché non insegnava loro nulla di preciso e di concreto. No. Alle loro domande e curiosità non forniva delle risposte positive e nozionistiche. Semplicemente si limitava a far ragionare i bambini che, collettivamente, confrontandosi, facendo uso della ragione, della comparazione, della fantasia... piano piano, trovavano da soli la risposta. La “costruivano” assieme, guidati da quel maestro che si limitava a indirizzarli, a mettere a fuoco gli errori intesi come contraddizioni, come ipotesi da scartare... fino a che la classe non trovava la sua risposta.
Ero affascinato da quel metodo di insegnamento.
All’epoca non sapevo chi fosse Alberto Manzi. Non sapevo che si chiamasse così. Non sapevo che quel signore fosse lo stesso che negli anni ’60 faceva Non è mai troppo tardi.
Lo seguivo perché quel suo modo di fare mi suscitava ammirazione. Perché era tanto diverso dagli insegnanti e dai maestri che avevo sempre incontrato sul mio cammino.
Negli anni successivi, durante l’università – a filosofia c’erano molti esami di psicologia e di pedagogia - l’impressione che mi aveva suscitato Manzi, nella sua originalità, si stratificò nella mia testa insieme alle teorie di Piaget, alle teorie costruttivistiche dell’apprendimento. Anni dopo a questi studi si aggiunsero anche gli approcci didattici basati sull’informatica e sul computer. Da Seymour Papert che faceva giocare/imparare con il LEGO-LOGO alle implicazioni didattiche più moderne, che mi trovavo a sperimentare agli inizi degli anni ’90, quando realizzavo alcuni dei primi lavori su cd-rom pubblicati in Italia.
Nel frattempo avevo scoperto chi era Alberto Manzi. L’umile maestro che aveva tre lauree. Un personaggio internazionale, uno dei pochi in grado di uscire dal panorama italiano. Un uomo impegnato in prima persona anche sul piano della libertà, della solidarietà, della lotta alla violenza e al razzismo. Un personaggio che nel 1981, per protesta, si fece punire dalle sanzioni disciplinari con sospensione dello stipendio, per essersi rifiutato di compilare i giudizi sulle schede di valutazione a scuola. Perché lottava per una riforma radicale della scuola e del metodo di insegnamento. E il cui impegno di solidarietà e di insegnamento era rivolto ai deboli, non solo ai bambini, anche gli adulti, agli extracomunitari...
Quando realizzai i miei primi lavori con i bambini avevo in mente proprio il modello di quelle trasmissioni di Manzi che avevo visto da ragazzo. Avevo capito che quel metodo non solo è efficacie per l’insegnamento, perché una nozione costruita con la propria testa vale più di mille nozioni che vengono inculcate dall’esterno. Volevo evidenziare proprio l’importanza di sapere ascoltare i bambini. Per questo motivo ho cercato di creare delle opere fatte dai bambini ad uso degli adulti. L’umaniverso dei bambini (1996) è un dizionario in cui ogni bambino spiega e definisce per iscritto le parole più comuni della lingua italiana, dal suo punto di vista. E poi le rappresenta con un disegno. E infine le racconta, con la sua mimica e la sua voce, davanti a una telecamera. Un approccio che replicato alla Triennale di Milano durante il CWT Festival 2001, con risultati interessanti anche sui termini dei new media (il WEBcabolario).
Per tutti questi motivi ho iscritto il sito www.linguaggioglobale.it (tra l’altro ben collegato a questo blog) al premio Alberto Manzi, istituito dal Centro Studi Alberto Manzi dell'Università di Bologna, dalla RAI e dalla Regione Emilia-Romagna. L’ho iscritto perché sentivo che un pezzettino di quel maestro ce lo avevo dentro e sentivo che quell’uomo conosciuto attraverso uno schermo televisivo mi aveva lasciato qualcosa.
Senza retorica, sono particolarmente felice (anche se questa è una parola che tendo a non utilizzare di solito) che il mio progetto abbia vinto il primo premio per la categoria progetti editoriali e multimediali.
[by zop]
Per saperne di più su Manzi: http://www.centrostudialbertomanzi.it/
Per chi volesse venire alla premiazione: Venerdì 27 febbraio 2004 Palacongressi di Bellaria-Igea Marina (provincia di Rimini)
ore 21. Ingresso libero.
Per vedere il programma della manifestazione: http://www.zaffiria.it/Medi@tando/Medi@tando%202004/programma.htm
martedì, 24 febbraio 2004
BOOKS - LIBRI D'ARTISTA Spazio ERASMUS Brera - Milano [RecenZione soggettiva]
Venerdì scorso, l'accompagnAttrice che a suo tempo accompagnò Alfred, Raymond e me alla mostra di Enrico Baj è passata di qui e ci ha invitati a una mostra sul libro d'artista. Jarry e Queneau si guardavano stupiti... "Libri d'artista??? e perqeuneau?" rispose subito Jarry indossando il pastrano. "Però dopo ci si prende un assenzio da qualche parte, vero?" aggiunse incurante del fatto che l'assenzio è vietato dalla legge. E così ci incamminammo tutti e quattro verso Brera. La ragazzina, io, e i due fantasmi che vedo solo io. A loro piace molto la metropolitana... "Certo non è come quella di parigi..." bofonchiava tra sè Raymond che pensava continuamente a Zazie...
Veniamo risputati dalle viscere della terra alla fermata di Lanza, dove Jarry danza... davanti al piccolo teatro. In men che non si dica eccoci nelle vie di Brera a cercare la via Marco Formentini, che ci teniamo tutti a precisare e a controllare che non si tratta di una via dedicata all'ex sindaco leghista di Milano... grazie al cielo! Trattasi di omonimia!!!
Eccoci a cercare lo spazio Erasmus... che non si capisce bene dov'è... finiamo in un cortile interno di un palazzo d'epoca... molto carino e fioreggiato... ma non porta da nessuna parte... un cul de sac. Decidiamo dunque che la galleria deve essere chiusa. Stiamo già per dirottare sul Giamaica o qualche altro localino... quando Raymond ha un'intuizione: "perché non proviamo a citofonare?" suggerisce leggendo sul citofono "SPAZIO ERASMUS". Eseguo, fingendo che sia una mia idea. La ragazzina mi guarda stupita con gli occhi stupiti. Ho una sensazione di deja vu. Intanto una voce risponde. Ha il tono lievemente scocciato di qualcuno che viene disturbato in casa sua. Sta già per dirci che non compra niente... poi, sente con stupore che chiediamo della mostra. La voce si fa rassicurante e ci invita a salire al primo piano. E così facciamo. NB: Chi volesse andare a vedere la galleria, citofoni dunque!
Entriamo e la prima cosa che vediamo, a parte un gruppo di signore, è un leggìo molto alto, che regge un libro aperto, molto grande, con fotografie di colonne e di ombre che danno sul grigioazzurro. A terra una scalettina di due gradini, che serve per raggiungerne la giusta altezza e sfogliarne le pagine, come al supermercato per raggiungere gli scaffali più alti, quello che le vecchiette non ci arrivano. Jarry e Queneau si guardano perplessi. Nemmeno il tempo di capire che succede e la ragazzina si è già arrampicata sul gradino e sta sfogliando quel libro fatto a mano, quel libro d'artista preziosissimo, in copia unica. La signora che ha l'aria di essere la proprietaria lancia un urlo, si dispera si precipita per fermarci, ci dice che non si potrebbe toccare, poi che le pagine tanto sono tutti uguali e non serve, poi implora di fare molta attenzione, che è già venduto oltretutto. Prova anche a strapparsi i capelli, cerca di aggrapparsi ai vestiti della lettrice arrampicata e di tirarla giù... ma niente da fare... "La ragazzina è in preda alla sidrome di Stendhal..." esclama Queneau! Nulla la potrebbe staccare da quel libro che sfoglia avidamente. E non sente assolutamente nulla di tutto quello che le succede attorno! Jarry si arrampica sul leggio e saltella tra le pagine del libro che le dita dell'accompagnatirce sfogliano. Queneau diventa sempre più grande... alla fine mi guarda dall'alto come si guarda una formica... e allora capisco che non è lui grande, sono io che sono rimpicciolito! L'accompagnatrice culturale si è vendicata per una volta... di solito è lei che rimpicciolisce e si nasconde sotto la sedia fingendo di non conoscermi quando ai dibattiti e ai convegni intervengo e interrempo con domande irriverenti, con provocazioni e contestazioni... ma lo faccio solo per vedere le reazioni dei partecipanti... solo per animare un po' i dibattiti... altrimenti che gusto c'è, andare ai dibattiti...
Assisto impotente al ribaltamento dei ruoli. Capita.
Dopo essere riuscita a estirpare l'accompagantora da quel libro, facendo leva con un spranga di ferro... la signora della galleria decide di seguirci anche nell'altra stanza e di tenerci d'occhio, con la scusa di spiegarci la mostra. Ma non ci spiega proprio niente. Si limita a seguirci e controllarci.
Intanto rimaniamo tutti estasiati dinnanzi alla bellezza di una bacheca trasperente con all'interno un libro aperto in cui tutte le parole sono state coperte a mano con un pennarellone nero che le nega, che impedisce di leggerle... sono come evidenziate con un evidenziatore nero che le copre. Solo gli spazi tra le parole sono lasciati bianchi. L'effetto da lontano era quasi di libro scritto, ma poi avvicinandoti vedevi che ogni parola era una riga nera e si intravede solo la "forma" della pagina, i bordi, la lunghezza delle parole cancellate... alcune corte e brevi che dovevano essere articoli e preposizioni, altre più lunghe. E poi risalta la forma i paragrafi, ognuno diviso dal suo "a capo". Sulla parete c'è una firma a matita... una scritta fatta direttamente sul muro come nei cessi della scuola o sulle parti del metrò. (Il metrò che sarebbe piaciuto tanto a Zazie sottolinea ancora una volta Raymond). c'è scritto Emilio Isgrò. Bellissimo! Chiedo con aria seria quanto costa. Nonostante la serietà il mio look non merita altra risposta se non un "già venduto".
Poi veniamo colpiti da una colonna quadrata che si erge in mezzo alla sala. Qualcuno ha segato un libro in due metà e lo ha incollato sul bordo spigoloso un pezzo di qua e uno di là, dando in questo modo l'impressione che il libro attraversi il muro... come se fosse stato un chiodo martellato a forza, come se quel muro avesse un piercing fatto con un libro che lo aveva penetrato... come se il muro fosse un qualcosa di metafisico che per questo piaceva tanto ai miei fantasmi! Jarry, approfitta subito della sua immaterialità per trafiggersi la testa con un libro per imitare la scultura. Si tratta dell'opera dell'artista spagnola Alicia Martin: "il libro diventa oggetto, scultura. La materia solida crea una metafora oggettiva, concettualizzando la narrazione. Alicia Martin porziona i libri, e le librerie, per conformarli allo spazio esterno". L'opera si chiama Anhelo de vivir, ma mica c'è scritto... l'ho letto nel depliant più tardi.
Queneau intanto è incantato davanti all'opera di Balestrini. Nanni Balestrini, sì. Proprio lui! Quello che compose una poesia realizzata con un calcolatore IBM, intitolata Tape Mark I e pubblicata nell’Almanacco Bompiani del 1961... di cui ho accennato nel mio libro... Quello che ha pubblicato anche lui dei libri con lucasossella, quello che lavora in RAI e gestisce zoom che a suo tempo segnalò questo blog e che c'è un esercizio di stile dedicato a lui. E' presente con un'opera a forma di libro, nel quale gioca, come sempre nella sua poesia, a scomporre e ricomporre parole e frasi...
Gli artisti di questa collettiva sono nove. Ma non dirò di tutti. Solo di quelli che ci hanno impressionato maggiormente... al punto da ricordare tutto anche qualche giorno dopo. E' un metodo come un altro... Per questo motivo non dirò di Meri Gorni e del suo grande libro rettangolare sul quale incide solamente la parola "parto" (nel senso del partorire, non del partire), circondato di tanti libricini uguali ma piccolini... né di Gigi Rigamonti con il suo libro di macchie di colori, né dell'artista belga Jan Van Oost con il suo libro stampato, in tiratura limitata, di disegni erotici, né del duo di artisti italiani Vedovamazzei con una serie di quaderni delle elementari ritagliati e buttati per terra... andateli a vedere voi...
Aggiungerò solo di Maria Lai con i suoi libri di stoffa ricamati e intrisi di colore... e che dopo la visita alla galleria, consiglio di fare un giro per i locali di Brera e di Garibaldi... l'assenzio non si trova, come ha potuto constatare anche Jarry... ma ci sono intrugli altrettanto buoni e velenosi...e perfettamente legali.
Books, Spazio Erasmus, via Formentini 10, Milano martedì-sabato 11.30/13.00 16.00/19.30
fino al 27 marzo entrata libera
[zop]
mercoledì, 18 febbraio 2004
ESERCIZI DI STILE BLOG: 300
STILE TAUTOGRAMMA IN "M"
Mercoledì, mezzogiorno morente, meriggio: momento molto movimentato. Maneggiando mouse, macinai malinconie mortifere, mormorando madonne, maledicendo modem mediocre. Monitor mi materializzò mappa multimediale, mostrante matrice monocromatica mollemente marina, magari malarrangiata ma migliorabile, magnificata mediante molta miscellanea meritevole; master manifestava maturità minima, magari minorenne. Malauguratamente, malcauto mansueto mandò missiva, menzionando mista minuteria; manutentore, massimamente maleducato, maltrattò malcapitato: “Microcefalo, mugugna meno messaggi!”
...
Masticai molti minuti. Mentre macchinavo, meditando meandri mediatici, mi mulinò mainframe musicale, memorante maestro melodico misconosciuto, ma magico. Mi meravigliai, mirando medesimo motteggiatore mentovare, marcando moderatore: “Meglio mettere marcatore mancante!”
[by Lisa http://www.paniscus.net/]
NB: esercizio di stile numero 300... !! :-)
venerdì, 13 febbraio 2004
ESERCIZI DI STILE BLOG: 299
STILE à la RABELAIS
Nell’epoca quaternaria del secolo ternario dell’anno secondario del mese primario, Pantagruele, di ritorno dalle gloriose gesta guerresche contro l’esercito di Pantridè, avendo appena consumato un veloce pranzo servitogli in appena due giorni da settemiladuecentoquarantuno sudditi del regno che già fu dell’avo Grangola, decise di schiacciare un pisolino per favorire la sedimentazione degli ultimi trentasette agnelli spiluccati qua e là che, nonostante i sedici galloni di nettare di Borgogna, non parevano facilmente digeribili. Si distese quindi tra le grotte di Scavacava e le cascate di Precipidro. Ma il luogo era tutt’altro che Pacifico, dato il gran traffico di mezzadri di rientro dai campi del regno. Per non prestare attenzione al viavai, Pantagruele si distraeva soffiando via nidi dagli alberi. Tra questi, ve ne era uno dalla forma intricata e poco armonica che pur vantava rami talmente lunghi da collegare le sue fronde a quelle degli alberi circostanti. Nell’osservarlo, il nostro s’avvide di due uccellini che facevano un gran baccano litigando a causa dell’invasione da parte di uno del nido altrui. Il riposo era sì turbato da tali schiamazzi che il figlio del nobile Gargantua altro non potè fare che starnutire in direzione delle due creature, mandandole a litigare a settecentosessantasei leghe più in là e comunque ben lontani dalle proprie orecchie.
Risvegliatosi dodici settimane più tardi, con il lieve languore del dopo-sonno, Pantagruele volle che gli si portasse una frittata di centotrentacinque dozzine d’uova di pescecane e qualche tonnellata di mirtilli, ma a patto che la sua merenda fosse allietata dalla musica di qualche menestrello del luogo. I servitori si diedero cura immediatamente, chiamando uno dei migliori cantastorie della regione il quale si presentò con la sua orchestra: quarantasette membri in tutto, tra musicisti e carrettieri.
Tra questi Pantegruele scorse l’uccellino scacciatore d’invasori di nidi che aveva dovuto zittire per poter chiudere gli occhi. L’uccellino stava spiegando al mastro liutaio come avrebbe dovuto sistemare le corde degli strumenti affinché questi risuonassero con maggior vigore.
[by Professor Ulrico Brücke - Maestro Precipitatore e Deragliatore di Poligoni: http://tesipatafisiche.ilcannocchiale.it]
lunedì, 09 febbraio 2004
venerdì, 06 febbraio 2004
ESERCIZI DI STILE BLOG: 298
STILE GENERATORE AUTOMATICO DI ESERCIZI DI STILE
clicca qui per generare automaticamente uno stile!
Avvertenze e Posologia:
IL GENERATORE AUTOMATICO DI ESERCIZI DI STILE BLOG consente ben CENTO MILIARDI DI DIFFERENTI COMBINAZIONI POSSIBILI. Si ispira ai Cento Mila Miliardi di Poemi di Raymond Queuneau (qui o qui, e di cui si riferisce qui): e trae il suo motore dai generatori automatici di www.trippapergatti.it.
Poiché, dopo quasi 300 esercizi di stile effettuati, i contributi si sono ultimamente affievoliti... nel caso questo dovesse essere l'ultimo esercizio di stile... permetterà a ognuno di voi di proseguire automaticamente e senza alcuno sforzo. In realtà ho detto molte e molte volte "giuro che questo è l'ultimo esercizio di stile che faccio"... e ogni volta ho ricominciato...
ATTENZIONE: il generatore automatico di esercizi di stile, può dare assuefazione, nuoce gravemente alla salute mentale, è sconsigliabile per le donne incinte, dopo un uso protratto oltre i tre giorni consultare il medico.
clicca qui per generare automaticamente uno stile!
[E' una co-produzione Gianluca "Brian" Capuzzo & zop.]
lunedì, 02 febbraio 2004
ENRICO BAJ - Opere 1951-2003 Spazio Oberdan Milano [RecenZione soggettiva]
Da un po’ di tempo avevo promesso a Jarry e Queneau, i due fantasmi che abitano nella mia fantasia, di andare tutti assieme a vedere questa mostra antologica che si tiene allo spazio Oberdan di Milano, dedicata a Enrico Baj (1924-2003).
Così, giovedì, è giunto il dì.
Oltre ai due accompagnatori inconsistenti c’era un’accompagnatrice in carne ed ossa, una delle poche persone, tra le interpellate, che avesse manifestato un cenno di entusiasmo per la proposta, illusa e solleticata dalla sballata idea che la compagnia avrebbe potuto esserle di qualche aiuto nella comprensione della manifestazione... visto che non aveva mai visto opere di Baj! - "E lo credo, le replicavo, a parte qualche sporadica e marginale mostricciatola, è dagli anni ’70 che Milano non dedica una mostra antologica a Enrico Baj".
- “Sempre così... ringhiò Jarry a queste parole... bisogna essere morti perché qualcuno ti dia spazio...” Jarry ci marcava stretti e ascoltava ogni cosa, su questo tema del postumo è sempre stato piuttosto sensibile...
- “Niente affatto!” precisò Queneau leggendo l’opuscolo firmato dall’assessore alla cultura! E sardonico continuò a leggere con il suo accento francese che non si trattava di retoriche celebrazioni: “niente sarebbe più lontano allo spirito “patafisico” di Baj, così come la mostra non è un omaggio “dovuto” in quanto postumo.
Enrico Baj purtroppo, ci ha lasciato sei mesi or sono, ma l’esposizione era stata ideata e voluta quando lui era ancora in vita e, attivissimo fino all’ultimo, ha disegnato proprio per questa occasione uno specifico portale Ubu e realizzato gli ultimi punching general che connotano questa antologica e che... sono stati scelti come immagine della mostra”.
- “Balle!" tagliò corto Jarry irriverente... Queneau in tutta risposta rideva e faceva boccacce.
Davanti a quella scena non riuscivo a trattenermi dal ridere... Ma siccome Jarry e Queneau li vedo solo io... la ragazza che mi accompagnava non capiva perché.
All’entrata chiedo con la dovuta serietà di avere una cartella stampa e così veniamo indirizzati alla reception dove ci accoglie un’enorme guardia giurata in divisa, armata fino ai denti. In un primo tempo pretende il tesserino da giornalista... - “Capirà mica possiamo dare la cartella stampa a chiunque...”. - “E’ molto preziosa?” gli domando mentre Quenau si sbellica e Jarry è già salito al primo piano e ci aspetta... Dopo una prolungata discussione, il generale a capo delle guardie giurate, si accontenta di un miserrimo biglietto da visita-accredito da scribacchino internettiano, il peggiore tra tutti gli accrediti! Compilo il modulo con i miei dati. Scopro che non prevede affatto la necessità di alcun tesserino...
Ottenuta la cartella stampa scopro anche, come sospettavo, che motivo del contendere era una preziosissima cartellina con-tenente qualche fotocopia pagata con l’iscrizione a vita a chissà quali mailing list! - “E’ lui! è lui il punchingeneral, colpiscilo!” mi urla Queneau indicando la guardia armata! - “Colpisci! Colpisci la guardia indivisa... e dividila in due metà!” Gli fa eco Jarry!
Il vero punching general (2003), tuttavia, è al piano di sopra ed è la prima cosa che ci viene incontro. E’ il simbolo della mostra, quello della figura qui in alto! Un generale pieno di medaglie, una scultura in plastica che dà l’idea di qualcosa di gonfiabile, come appunto un punch ball. E' chiaramente uno dei generali ispirati a Ubu. Jarry non sta più nella pelle, strepita e squadripita per entrare!
Entriamo.
Le prime opere sono quelle degli inizi anni ’50. Appartengono al periodo nucleare. Nucleare è un movimento artistico fondato da Baj. Sono quadri misti realizzati con smalti e olii su tela. Sono macchie. Se le guardi bene emergono vaghe impressioni antropomorfiche che appaiono all’improvviso come quando si guardano i contorno delle nuvole o i test di Rorschach... (se si scrive così...)
Jarry è perplesso. Procede innanzi e si imbatte nei primi personaggi: c’è Trallallì-Trallallà, i fidanzati con la suocera, una dama... Sono ritratti caricaturali, dipinti e incollati su sfondi di tessuto con ricami da tappezzeria. Sulle tele oggetti e ornamenti appiccicati: corde che diventano trecce e capelli, lustrini, medaglie, nasi tridimensionali incollati che sporgono dalle cornici... un classico è il bullone o bottone che costituisce gli occhi, come nei pupazzi di neve. Altre volte sono sostituiti da quadranti di vecchi orologi a cipolla.
Più in là ci sono dei quadri con delle macchie che la mia accompagnatrice riconosce subito essere montagne... Perplesso guardo Jarry e Queneau... nessuno di noi tre lo aveva capito... in un primo momento... - “Abbiamo fatto bene a portarci la ragazzina!” osserva Raymond. - “Per ora sembra lei quella che ci aiuta a capire qualcosa...” aggiunge Alfred.
All’improvviso... ecco che Jarry comincia ad esultare. Finalmente abbiamo trovato la collezione di dame e di generali. E’ qui che emerge la caricatura della società che piace tanto a Jarry, la parte ispirata all’Ubu Re. Quella più patafisica. Il pensiero libertario e anarchico di Baj - lo stesso che gli fece dipingere i funerali dell’anarchico Pinelli (1972), esposto però a Brera - la critica politica al potere... Tutto si manifesta nelle sue divertenti e feroci caricature antimiltariste. Su quegli sfondi di tessuto da materassi, da poltrona, da tappezzeria... sfilano tanti generali brutti e tozzi come dei babau disegnati dai bambini. Con grandi bocche dentate... fanno mostra dei loro vizi, sepolti sotto il peso del luccicore kitsch delle medaglie-patacche. Generali esagerati come tanti Ubu Re. Generali accompagnati da altrettanto buffe e orribili dame sberluccicanti, ridicole, schernite e derise come la società di cui fanno parte. In quell’istante suona il cellulare! Fa brutto rispondere al cellulare a una mostra... mentre tutti i generali ti guardano e ridono... ma è una telefonata troppo importante e attesa!
Mi distraggo un momento e Jarry scappa... salta da un quadro all’altro, vuole toccare le tette sporgentincollate di una dama, vuole toccare quelle medaglie posticce che vien voglia di strapparle...
Queneau ride.

Girato l’angolo finiamo in una minuscola saletta dove all’improvviso tutto è cambiato... e per un istante siamo colpiti da dipinti realistici e scene naturalistiche contaminate da mostri e oggetti volanti astratti... accostamento forte e ripugnante. Sono quadri fine anni ’50.
- “Sembrano locandine dei B movies di fantascienza...” esclamo precedendo la didascalia e impressionando in questo modo l’accompagnatrice. E infatti m’è andata bene! Si tratta proprio di esseri provenienti da altri pianeti che molestano le nostre donne e cose del genere... Queneau e Jarry mi canzonano.
Continuano a ripetere che sono un extraterrestre.
Fingo di non sentirli.
La stanza dopo, è tutto un gioco di specchi.
Baj è stato il primo artista a utilizzare gli specchi dice la spiegaz! Il risultato è interessante... Specchi rotti, levigati, trasformati, incollati gli uni sugli altri, creano forme quasiantropomorfe e strani giochiriflessi... Bellissimi. Mi ci specchio.
Queneau fa le boccacce davanti allo specchio.
Jarry lo imita.
Ad un tratto guardo lo specchio della mia accompagnAttrice e vedo che la sua opera d’arte riflette un volto - il suo - più bello di quello che ho davanti io - il mio! Allora mi sposto... ma niente... ogni opera che guardo continua a specchiare sempre e solo me stesso.
- “Ognuna di queste opere d’arte riflette sempre qualcosa di diverso. L’opera d’arte si integra con lo spettatore. Il momento artistico si risolve in una fusione tra artista e spettatore, è l’annulamento e la sintesi di soggetto e oggetto...” Esclama Jarry - che sento solo io - con tono declamatorio-surreale! Caspita... buona questa! Provo a ripeterla ma con tono serio all’accompagnatora e lei ne rimane colpita tanto che mi guarda stupita con gli occhi stupiti!
Intanto, dalla stanza successiva, sento le urla di Jarry: “Ubu Ubu!”. E’ la stanza dei mobili, tra le poche cose non antropomorfe di Baj - dice la cartella stampa... e deve essere così, perché mica la danno a tutti la cartella stampa... -. Eppure c’è un mobile che si chiama Ubu (1961)!
- “E’ un Ubu travestito da mobile!” precisa Jarry. - “E’ un mobile a forma di Ubu!” Afferma Queneau. I due spiritelli si inseguono e si rincorrono per tutte le stanze!
Il seguito è un tripudio di personaggi più o meno patafisici, tra cui spiccano le sculture realizzate con il meccano, monumenti idraulici dedicati a uomini di scienza, totem, maschere tribali... Jarry danza intorno al meccano, Queneau riconosce il ritratto di Proust. La ragazza si lancia in acute ma timide osservazioni sui totem... argomento verso il quale nutre dei tabu...
Uscendo siamo costretti a passare nuovamente davanti al punching general che ci aveva accolto.
Solo in quel momento noto che gli occhi di quel generale sembrano dei bottoni. E non so perché... mentre varco la soglia dell’uscita... ho la sensazione che manchi un bottone vicino a quell’uscita...
[by zop]
ENRICO BAJ - Opere 1951-2003 Spazio Oberdan Milano viale Vittorio Veneto 2 17 dicembre 2003 - 15 febbraio 2004 Aperto tutti i giorni 10.00-19.30 martediì e giovedì 10.00-22.00 lunedì chiuso.
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