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martedì, 30 settembre 2003
ma sopraTtutto commentaTORI:
CECI N'EST PAS UNE CHAT!!!
C'EST UN BLOG!!!
zZz
lunedì, 29 settembre 2003

In attesa della pagina con tutti i lavori pervenuti durante e dopo il RADIOBLOG di giovedì, e in attesa degli mp3 con la lettura degli attori...
pubblico il [delizioso] contributo iconografico di http://serendip.splinder.it, che diventa da questo momento l'cona rapprentativa dell'esperimento di dialogo.
Segnalo infine che gli echi di questi giochi di improvvisazione e di integrazione con la radio sono giunti sino negli Stati Uniti... (grazie a william nessuno)
qui o per esteso qui
zzZZzz
giovedì, 25 settembre 2003
La trasmissione è finita ... ma i giochi sono aperti e continuano!!!!
GRAZIE della partecipazione OTTIMA e ABBONDANTE... La prossima settimana, con calma, saranno pubblicate tutte le continuazioni che sono arrivate e che arriveranno...
zzZZzz
QUARTO CONTRIBUTO
di GIUSEPPE CALICETI
gatto: Bisognerebbe smetterla con questo gioco...
volpe: .....
gatto: ehi, ci sei? hai sentito cosa ho detto?
volpe: ....
gatto: non dirmi che ti sei addormentato.... ehi, dico a te.... volpe? VOLPE????!!!
volpe:......
gatto: sì è addormentato......
volpe: buion giornooooooo
gatto: figurarsi.... è notte fonda.....
volpe: buon.... buona notte.....
QUALCHE FUORI PROGRAMMA SULLA FIDUCIA... non ho il tempo di leggerli tutti al volo in diretta... VI INVITO A CURIOSARE NEI COMMENTI... ci sono delle cose preziose! per ezzZZzempio...
volpe: allora? Abbiamo aspettato abbastanza!
gatto: beh, bisogna banalmente bearsi... baffo, baffo, bricconcello!
volpe: con cosa? che cena ci combiniamo? capiterà Chico?
gatto: domani? divina, devo dire! dei datteri, doppio dado, daini danesi...
volpe: eh????? ed eseguirà? (etcì!)
gatto: fattela! financo frettolosamente: frattanto fumo.
volpe: Groucho, guarda! Gummo gioca gioioso gustando gamberi, già...
gatto: hoplà, Harpo! honk, honk!! (hi hi hi!!!!)
volpe: insomma! intendevo inveire inghiottendo... inutile!
gatto: lucidalabbra, lagnoso? leggi, leggi!!!
volpe: Meglio mangiare, mannaggia! mah... mica male!
gatto: Nettare, non nego!
volpe: occorre obbligatoriamente olio, ogniqualvolta ottempero.
gatto: provo poco piacere, penso proseguirò poscia!
volpe: Quando, quaquaraquà?
gatto: resisto... resisto... rinuncio.
volpe: sì? sentiamo: sei sazio?
gatto: tanto, troppo, totale! temo terminerò.
volpe: uhhh! un ultimo uzzolo?
gatto: vediamo... verdura?
volpe: Zucchine, Zeppo? ZOT!
.mau. http://xmau.com/notiziole/ alle 22:43 del 25 settembre, 2003
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volpe - andiamo, ho un'idea mica da poco... gatto - ma così ci allontaniamo dai gamberi e zucchini... volpe - si, ma ci avviciniamo agli zecchini! vedi, laggiù c'è il campo dei miracoli... gatto - non vedo! volpe - ma sì, ti porto io, dammi la zampa, che riempiremo la panza... gatto - qui non si annusa nessuna pietanza! volpe - porta pazienza, lo sai com'è, la gatta frettolosa... hemm... cosa stavo dicendo? gatto - del campo dei miracoli. volpe - appunto, siamo quasi arrivati, resta meco. gatto - resto micio? volpe - meco e basta, insomma tasta, senti l'erba? gatto (a tentoni) - sento, sento... OUCH! Cos'è questa? volpe - oh poverino, una trappola! una tagliola! vado immantinente a cercare aiuto. gatto - ahi, ahi, ahi... fai presto, che male... ma, che succede? cos'è questo sacco? MMGHHH... MPHHH... volpe (al contadino, accorso al suo segnale, che ha insaccato il gatto) - allora carissimo, son quattro zecchini per il felino! come da accordo l'ho qui condotto. contadino (afferrando la volpe per la coda e infilando anch'essa nel sacco) il felino sarà buono in padella, ma con la tua pelliccia tarmata ci farò uno scendiletto. volpe (ormai insaccata col gatto)- vatti a fidare dei bifolchi! caro gatto, avevo provato a liberarti ma hanno messo anche me nel sacco. gatto - è bello avere amici come te...
ctrl-alt-canc (http://www.ctrl-alt-canc.blogspot.com/) alle 22:52 del 25 settembre, 2003
il regista: stoooop!!! bene, buona la prima!! Gatto: (levandosi la maschera di scena e cercando nelle tasche) uff, è finita, anche stavolta è finita. Vuoi una sigaretta? Volpe: ma sì, sì. (ne prende una) Oggi dieci ore di ripresa. (si siede sopra un ceppo, parte della scenografia) Non mi hanno neanche fatto fumare una sigaretta. Gatto: Forse perché l’ultima volta hai incendiato mezzo studio: la barba del Geppetto non era un ottimo posacenere. (passeggia sfiorando con una mano un pannello) Lo sai cosa pensavo? Volpe: (si stacca i baffi finti) Cosa? No, non parlarmi ancora della truccatrice – è sposata da cinquant’ anni. E soprattutto, è mia madre. Gatto: no, no…pensavo… (fantastica con lo sguardo perso nel vuoto - si scontra con una luce di scena) Pensavo alla battuta degli zecchini: zecchini…zucchini… Volpe: (sorride, alza le spalle) beh, l’ho scritta io. Mi ci sono voluti tre mesi. Lo sceneggiatore era orgoglioso di me, mentre vomitava. Gatto: In effetti, (si volta di scatto, gli punta un dito) io la cambierei con un’assonanza del tipo: soldi / saldi. Volpe: soldi…saldi…uau, continua. Gatto: immagina – anzi, no improvviserò. ( si infila sotto l’occhio di bue – tossisce)(voce impostata). “Anch’io non ci vedo più dalla fame.” (pausa – espressione scurissima in volto) “Passami quei soldi. “ e quindi tu fai : “siamo diventati vegetariani adesso. Ma quali saldi?” Volpe: (lisciandosi la coda finta) Uhm…può andare. La mia battuta la interpreto con più carisma, però. Gatto: lasciami finire. A questo punto io mi fermo e dico: “Hai detto SALDI?” (estrae un cartellone da dietro la scenografia) Magazzini Guzzoni – Magazzini Guzzoni, Saldi del 40, 50, 60% delle migliori marche! E ai primi 80, una calzina marron in omaggio!! (sorriso finto e pollice alzato) (poi, senza muovere la bocca) Cosa ti sembra? Volpe: (stupito)cosa? magazzini guzzoni? Gatto: (imbarazzato) sì…è…è un mio amico. (nasconde piano piano il cartello dietro di se) Mi ha detto che se lo facevo comparire in un film, mi avrebbe congelato i debiti per vent’anni. Volpe: TZE'! Bella volpe, che sei.
*Marco Rosella*
MarcoRos (http://gr0ucho3.splinder.it) alle 22:56 del 25 settembre, 2003

TERZO CONTRIBUTO di William Nessuno
GATTO: A proposito di zecchini, però... Quando facevo il militare...
VOLPE: Militareeeee? Una roba che non rende...
GATTO (come per giustificarsi) Ero di leva...
VOLPE: (fa il verso) Levaaa? E sollevavi il mondo?
GATTO: (spazientito) Volevo dire che avevo un commilitone... (quasi intenerito al ricordo) Si chiamava Zecchin... Era veneto... Era tanto buoooono... Una specie di gigante dalla saggezza contadina...
VOLPE: (disgustata) E pooooiiiii??? (sarcastica) L'hai seppellito sotto l'albero con un piffero? Sai, giusto per avere uno Zecchin sonante da moltiplicare... (sghignazza)
GATTO: (risentito) Ma lo sai che sei poco poetica?
VOLPE: Sì, ma in fatto di giochi di parole non mi frega nessuno... Puoi capire... La battutina è una roba che rende, magari ci vai in TV o pubblichi un libro... La poesia... Fa schifo!
GATTO: (dubbioso) Come diceva un tizio chiamato Totò... "A me, piace"...
VOLPE: Ma non rende niente! (insospettita) Io ho il timore che tu ti stia corrompendo... Non è che ti vedi di nascosto con quella sciacquetta turchina?
GATTO: (esasperato, si arrende) Ebbene sì! Confesso! Mi vedo con lei e sono perfino amico di Geppetto! Giochiamo a crocket insieme! E le mazze le ha costruite lui!
VOLPE: (delusa e sconsolata) Anche tu... Si stanno perdendo i veri vallori della vita... (enfatica) I-veri-valori!... (elenca) Buone Azioni... Fondi di investimento, Bot, assegnini... Adesso finisce che ti fai crescere la barba e che tradisci LUI...
GATTO: (irritatissimo) LUI mi ha stufato! L'ho seguito, l'ho assecondato, e adesso cosa mi ritrovo? Sono ancora qui a scavare buche e a occuparmi di ZECCHINI D'ORO!
VOLPE: (sarcastica) E tu sei estremameeeente stonato.... Specialmente quando canti "Popoff"... Vestito da Zurlì, poi... brrrrrr!
GATTO: (ancora irritato) LUI cosa ci ha portato, a parte la fuoriserie, che non possiamo nemmeno correre se no ci levano i punti della patente? E LUI cosa ha fatto per questa cosa dei punti? Niente...
VOLPE: (spazientita) LUI, IL MARKETING, si occupa dei punti solo in campo borsistico, lo capisci?
GATTO: (disilluso) E noi qui, dopo più di un secolo, a pensare ancora cosa mettere sotto i denti e a cercare di fregare col trucco degli zecchini che non abbiamo quel tale col nasone...
VOLPE: Già, l'elefante... (imbronciata) E' che tu non mi vuoi sposare... Lo sai che ti ho sempre amato... Pensavo che noi due fossimo come Bonnie and Clyde...
GATTO: (vendiicativo) Ah sì? Io invece pensavo che tu amassi solo gli Zecchini... E poi guarda, io sarò anche guercio ma ... La velina tuchina è molto più carina di te, Parblè!
[Nota per Roberta e Riccardo... in questa seconda versione NON è stato riscritto anche l'incipit]
 SECONDO CONTRIBUTO L'ALTRA FACCIA DELLO SPECCHIO di Eloisa [La Pizia] Di Rocco
gambero - Ehi zucchino basta tovniamo indietvo, sono stanco di covveve, non sono più il gambevo di un tempo...
zucchino - Ah ti senti stanco? Se non era per me saremmo finiti nelle fauci di quei due loschi figuri te ne rendi conto?
gambero - Adesso non esagevave. Sì ci covvevano dietvo uvlando...ma non sembvavano pevicolosi..
zucchino - Non sembravano pericolosi? quello alto col ciuffo e il panciotto gridava di volermi seppellire vivo!
gambero - Sì ma zoppicava!
zucchino - E l'altro allora? non hai visto con quali occhi mi guardava l'altro?
gambero - Eva ovbo zucchino...sbatteva contvo un albevo ogni due...
zucchino - Gridava di volerti fare rosso!
gambero - Non ci avrebbe mai vaggiunto vallentato com'eva dal tivavsi appvesso l'amico. Chi va con lo zoppo d'altvonde...
zucchino - Eh lo dici tu, lo dici tu che non ci avrebbero mai raggiunti, ingenuo d'un gambero! Non conosci la forza della disperazione di chi muore di fame.
[Nota per Roberta e Riccardo... in questa prima versione è stato riscritto anche l'incipit]
PRIMO CONTRIBUTO: Zucchini e Zecchini / Schèi e suchéti di giulio mozzi
volpe - Ti ga sentìo?
gato - Ostia, sì! Védarghe non ghe vedo, ma le recie zé bone. Pareva un scoreson!
volpe - Ma qualo scoreson... Gera el me stòmego! So drio morir de fame... Serchemo de ciapar chei sinque schei!
gato - No ghe vedo gnanca mi, ma par la fame. Dame sti suchéti.
volpe - Semo doventài vegetariani, dèsso... Ma quali suchéti?
gato - Quei de... Come sé che el se ciama? Queo co a pèle dura cofà el legnoe el naso che se slonga.
volpe - Sì... el bòcia lionfante!
gato - I lionfanti se ciàpa coa furbisia! Femo na ciaparòla... na busa!
volpe - E ghe scondemo drento i suchéti, cusì i nasse... squasi squasi, te me fe pensar na roba.
gato - Senti che spussa de pesse, par de là! Andémo!
volpe - Spèta, spèta, indove còrito? No te stago drio, te o sè che so sòto! E po se no te tegno mi te ve sbàtare... Spèta!
gato - Cossa véditu? Serca, serca ben, la zé spussa de ragosta.
volpe - Ti ga razòn! Drio man là... El Gambaro Rosso!
gato - Te o gavévo dito! Se magna, ostia!
volpe - Ne servirìa i schei, però.
gato - Gambari e suchéti... Che assortimento!
volpe - Fermo là! Qua, sensa pagar, no se magna.
gato - Ninporta. Prima magnémo.
volpe - E po'?
gato - E po' scampémo.
volpe - Ti te scampi?
gato - Me piaze tanto, i scampi!
volpe - Ma te sì orbo!
gato - No me interessa védarli! Mi me piaze magnarli!
volpe - Ma no gavémo i schèi!
gato - Te te i magni ti, i to schèi. Mi me piaze i gambari, i scampi e i suchéti.
volpe - Bisogna che ghe ciavemo i schèi al lionfante, e co i schèi se magnemo i suchéti, i scampi e i gambari.
gato - E le ragoste!
volpe - Anca e ragoste!
gato - Scolta: ndemo drento magnare, che femo prima.
volpe - E se po i ciama la poissìa?
gato - Magnarà anca i poissiòti!
volpe - Ma no, mona, i ne porta ai Piombi.
gato - El piombo no me piaze.
volpe - Oh, eco, e capissi calcossa.
gato - El piombo zé pesante. Me piaze meio i suchéti.
volpe - E ora, scòltime: prima el lionfante, dal lionfante ciapémo i schèi, co i schei compremo i sucheti, e cussì semo a posto.
gato - Ti te parli, te parli... E mi go fame!
volpe - Scolta!...
gato - Zé el me stòmego...
volpe - Sitto!
gato - Eh, sitto, sitto. Dighe ti che el staga sitto.
volpe - (pian pianèo) Zé drio rivàr el lionfante.
gato - Eco, tì magna el lionfante, mi vago vanti co i suchéti.
volpe - (pian pianèo) Sitto! Scolta: sito bon de domandar carità? Mi me scondo.
gato - (sigàndo) Caritàà! Caritàà! Gavémo fame! Iutène! Un suchéto, un suchéto, par carità!
volpe - (p.p.) Ma no, mona! I schèi, no i suchéti!
gato - (sigàndo) Caritàà! Caritàà! Un gambaro, par carità!
volpe - (p.p.) Bestia! I schèi! I schèi!
gato - (s.) Caritàà! Caritàà! Fòra i schèi, par carità!
volpe - (p.p.) Eco... L'è qua... Desso ghe salto dosso!
gato - (s.) Caritàà! Caritàà! Lionfante, fame sta carità!
volpe - O go ciapà! o go ciapà!
gato - Me o magno! Me o magno!
volpe - Mona, cossa fatu!
gato - Ahiahiahiahiahiahiahi!
volpe - Ebete! Semo! Bestia! El zé scampà!
gato - I me denti! I me denti! I zé tuti roti!
volpe - Colpa tua! Te dovevi tignerlo, no te dovevi morsegarlo! Cussì no gavemo ciapà i schei!
gato - Ti e i to schei! Mi gavevo fame! Voevo magnarlo!
volpe - Semo!
gato - Mona!
volpe - Fio de to mare!
gato - Sempre meio dea toa!
...
volpe - Hai sentito? gatto - Certo che ho sentito non ci vedo granché ma per sentirci ci sento benissimo. Sembrava un barrito! volpe - Ma quale barrito... era il mio stomaco! Sto morendo di fame... Cerchiamo di prendere quei cinque zecchini! gatto - Anche io non ci vedo dalla fame. Passami questi zucchini... volpe - Siamo diventati vegetariani adesso... ma quali zucchini? gatto - Quelli di... come si chiama? Quello con la pelle dura come il legno e con il naso che si allunga. volpe - Sì... il giovane elefante! gatto - Gli elefanti si catturano con l'astuzia! Costruiamo una trappola... scaviamo una buca! volpe - E ci seppelliamo gli zucchini, così nasce la pianta... quasi quasi, mi stai facendo venire un'idea. gatto - Sento odore di pesce, da qella parte, corriamo! volpe - Aspetta dove corri? Non ti sto dietro, lo sai che zoppico! E poi senza di me rischi di sbattere contro qualcosa... aspetta! gatto - Vedi niente? Cerca bene, sento un forte odore di aragosta. volpe - Hai ragione. Laggiù... il Gambero Rosso! gatto - L'avevo detto! Possiamo mangiare finalmente! volpe - Ci servirebbero gli zecchini però. gatto - Gamberi e zucchini... mi sembra un gran menu!
[...]

Questo è l'incipit che hanno accettato di sviluppare (in ordine casuale):
Eloisa [La Pizia] Di Rocco http://www.lapizia.net/
William Nessuno http://williamnessuno.splinder.it/
Giuseppe Caliceti http://www.emilianet.it
Giulio Mozzi http://giuliomozzi.clarence.com
Ma il gioco è aperto a tutti! Cimentatevi - e divertitevi - in un finale in cui il gatto e la volpe non si rivelino come tali! Rovesciate e stravolgete! Max 15/20 battute di una riga a personaggio da lasciatere nei commenti...
Alle 22.50 partirà la trasmissione radiofonica con le declamazioni e le improvvisazioni musicali previste dal programma. Inizia la notte dei grafomani!
E NON SI VINCE NIENTE!
zzZZzz
mercoledì, 24 settembre 2003
RADIOBLOG [improvvisazioni di scrittura e di lettura]
appuntamento giovedì 25 settembre 2003 dalle ore 22.50 alle 23.30
in diretta audio su RADIO 3 SUITE e in diretta blog su http://zop.splinder.it

Gli ospiti partecipanti chiamati a sviluppare in diretta l'incipit di Antonio Zoppetti [zop]
sono
Le voci declamanti sono degli attori:
Roberta Caronia e Riccardo Diana
La colonna sonora sarà improvvisata dalla fisarmonica di
Massimo Fedeli
Il programma è stato pensato da:
Guido Barbieri conduttore radiofonico
Alice Santovetti regia e redazione
Antonio Zoppetti incipit e blog
Come funziona
Alle 22.00 su questo blog apparirà un dialogo. Gli ospiti invitati avranno circa mezz'ora di tempo per continuarlo, ognuno a modo suo, sviluppandolo in senso metaforico. Alle 22.50 partirà la trasmissione radiofonica, e comincerà la lettura dell'incipit. Poi, a turno, saranno pubblicate e declamate le continuazioni mano a mano che perverranno.
Come partecipare
Come nella precedente puntata [http://zop.splinder.it/1063310019#595041] una volta pubblicato l'incipit siete tutti invitati a giocare e a postare la vostra continuazione nei commenti! Se i tempi radiofonici lo consentiranno qualcuno potrebbe essere letto in trasmissione! In ogni caso tutti saranno poi inseriti in un archivio in preparazione.
Qualche anticipazione...
Nella scorsa puntata si è improvvisato sulla riscrittura di un brano, il party di Elisa, raccontato ogni volta attraverso un punto di vista sensoriale differente. In questa puntata si partirà invece da uno dialogo, e il gioco consisterà nell'inventare una continuazione che ne stravolga il senso originario...
appuntamento a domani sera!
di seguito le frequenze di RAI RADIO 3 città per città
Bolzano 94.5 - Reggio Calabria 92.2 - Napoli 98.1 93.3 - Bologna 93.9 - Modena 93.9 98.5 - Reggio Emilia 98.5 - Pordenone 98.5 - Trieste 95.8 - Roma 93.7 98.4 - Genova 95.1 99.9 - Bergamo 99.9 - Milano 99.4 - Ancona 92.3 - Bari 97.7 - Cagliari 96.3 99.6 - Palermo 98.9 - Catania 98.7 - Firenze 98.4 - Pisa 92.9 - Siena 96.2 - Trento 92.7 - Perugia 99.7 - Venezia 89.9 per maggiori dettagli: http://www.radio.rai.it/radio3/progra/frequenze.cfm
lunedì, 22 settembre 2003
BLOG E SCRITTURA Segnalo un incontro a cui sono stato invitato, insieme a Marco (http://gr0ucho3.splinder.it/), a proposito di scrittura e di blog. Si svolgerà nell'ambito della settimana letteraria di Torino, a cura dell'Osservatorio Scrittura Mutante.
VIVERE DI VIRTUALE Scrittura in digitale
Intervengono PIERDOMENICO BACCALARIO VITO CIOCE OTTAVIO DI CHIO LUCA IACCARINO MARCO ROSELLA ANTONIO ZOPPETTI Coordina GIULIO LUGHI.
dalle ore 19.00 alle ore 21.00 Pastis in Piazza Emanuele Filiberto 3, Torino
Di seguito qualche informazione sull'evento
GIOVANI PAROLE SETTIMANA LETTERARIA 2003
ARCOBALENI DI PAROLE
La Settimana Letteraria è festa della parola scritta, letta e raccontata dai giovani, protagonisti di un palcoscenico che propone al pubblico una rappresentazione letteraria densa di forme, colori e sfumature. I protagonisti sono giovani che scrivono, leggono, raccontano, sperimentano e creano nuovi spazi di socializzazione e aggregazione. Gli attori coinvolti su questo palcoscenico sono diversi: dal Politecnico all’Università, dalla Scuola inferiore a quella superiore, dalla Fiera del Libro di Torino ai premi Calvino e Grinzane Cavour, dalle Biblioteche civiche torinesi all’Osservatorio scritture mutanti di Settimo Torinese, dal Centro Studi Holden alle associazioni culturali giovanili, a gruppi formali e informali di giovani. Infine, gli esercizi pubblici e commerciali che ospitano gli incontri letterari e le pubblicazioni degli scrittori in vetrina per l’iniziativa “Vetrine d’Autore”.
La Settimana Letteraria 2003 scorre sul filo di Arcobaleni di parole, il tema che ha unificato tutte le attività di Giovani Parole. Il programma annuale dell’Osservatorio letterario giovanile del Settore Gioventù si conclude con questa manifestazione cittadina a cui sono invitati ospiti eccellenti del mondo della scrittura. Arcobaleni di Parole, infatti, ha ispirato i giovani nei laboratori di scrittura, nei concorsi letterari, nelle creazioni artistico – poetiche, nei progetti di scrittura collettiva nel web. Ha ispirato gli studenti architetti della II Facoltà di Architettura nella creazione dell’immagine coordinata che caratterizza questa edizione della settimana letteraria. Infine, fa da filo conduttore agli incontri con gli ospiti invitati a parlare delle diverse forme e dei diversi colori legati ai mestieri della scrittura.
Il programma si concentra nelle prime tre giornate del 26, 27 e 28 settembre e si svolge nel centro storico cittadino. Nei restanti giorni della settimana, 29 e 30 settembre, 1 e 2 ottobre, la manifestazione prosegue nelle biblioteche decentrate, nelle sedi scolastiche e negli spazi circoscrizionali della città, con la presentazione delle “prove di scritture” realizzate dagli studenti della Scuola inferiore e superiore, nell’ambito del progetto Giovani Parole a Scuola.
Per saperne di più: http://www.comune.torino.it/infogio/giovaniparole/welcome.htm
Il programma: http://www.comune.torino.it/infogio/giovaniparole/gp/setlet/2003prog.htm
Gli autori che partecipano: http://www.alice.it/news/primo/arcobalenidiparole03_prog.htm
venerdì, 19 settembre 2003
18 anni fa scompariva Italo Calvino. Lo voglio ricordare così.
ITALO CALVINO e il WEB
Il titolo suona come una provocazione, ma lo è solo in parte. Certo Italo Calvino, nato nel 1923 e morto esattamente diciotto anni fa, la notte tra il 18 e il 19 settembre del 1985, non ha potuto conoscere il web. Eppure lo ha anticipato, e in alcuni tratti, forse non troppo secondari, della sua opera si trova una lucida teorizzazione e un’affascinante sperimentazione di questa modalità espressiva, ipertestuale, labirintica, combinatoria che attraverso il web e i nuovi media digitali troverebbe uno strumento di espressione forse più adatto della carta.
In questo momento non so se Calvino abbia mai utilizzato un computer per scrivere. Forse non è così importante, visto che è ormai risaputo e dimostrato che la logica degli ipertesti è in realtà un’esigenza pre-elettronica, come ho già sostenuto altrove. E’ possibile che negli ultimi anni della sua vita Calvino abbia utilizzato un pc come strumento di scrittura, visto che il primo personal computer della Apple apparve nel 1975, seguito nel 1981 da quello IBM. Ma va tenuto presente che il computer in quegli anni era molto diverso da come lo conosciamo oggi e offriva differenti prospettive in ambito letterario. Allora si parlava ancora di calcolatore, e lo strumento era stato utilizzato a fini letterari soprattutto per l’analisi linguistica. Non era ancora medium, un terreno di scrittura e di lettura. Sicuramente Calvino conosceva bene le possibilità di analisi letteraria che si possono effettuare al computer. Nel capitolo ottavo di Se una notte d’inverno un viaggiatore, queste possibilità sono descritte in modo esemplare. La “lettura elettronica” è in grado di analizzare automaticamente un testo letterario, smontandolo e ricomponendolo in elenchi di parole ordinate secondo altri criteri come la frequenza o le occorrenze corrispondono proprio ai primi studi di questo tipo che, anche in Italia si stavano compiendo in quegli anni (si veda per es. gli studi di R. Busa, Thomae Aquinatis Opera omnia, o della Divina Commedia, Testo, concordanze, lessici, rimario, indici, di cui ho riferito in Blog. PerQueneau? La scrittura cambia con internet, Luca Sossella Editore, 2003).
Calvino già dal 1968 aveva avuto qualche rapporto con i membri dell’OULIPO, Ouvroir de littérature potentielle, fondato da Raymond Queneau, emanazione del collegio di Patafisica di Alfred Jarry. E non è un caso che proprio gli epigoni dell’OULIPO si serviranno in seguito del computer proprio per sperimentare il progetto di una letteratura potenziale basata sulla creazione di strutture narrative da completare in modo quasi meccanico.
(Si veda per es. il resoconto della mostra del 1983 Jarry e la patafisica tenuta a Milano, Palazzo Reale: http://people.etnoteam.it/maiocchi/teano/works/pataphys.htm).
Calvino si era trasferito a Parigi con la famiglia nel luglio del 1967. Anche se non ebbe moltissime frequentazioni e fu sempre piuttosto riservato, sappiamo di sicuro che conosceva e frequentava Queneau e proprio in quegli anni stava traducendo I fiori blu . Queneau lo presentò ai membri dell’OULIPO, tra questi Georges Perec (autore de La vita istruzioni per l’uso) e François Le Lionnais (matematico co-fondatore dell’opificio) ma anche altri. E quegli incontri non furono insignificanti. Più tardi, nel 1972, Calvino parteciperà per la prima volta a un déjeuner dell’OULIPO di cui diventerà membro straniero nel febbraio del 1973.
Passando dalle vicende biografiche a quelle letterarie, va segnalato che nel 1969 Calvino aveva pubblicato Il Castello dei destini incrociati, in cui, partendo dai tarocchi, pensò bene di utilizzare le loro figure per produrre dei racconti invece che per predire il futuro. Ma forse, senza saperlo, stava facendo entrambe le cose, visto la concezione di un’iper-letteratura che si ritrova in nuce e che in seguito avrebbe lucidamente concepito. I tarocchi fungevano in quel caso da “macchina per produrre letteratura” in modo simile a quanto si sperimentava all’interno dell’OULIPO. La differenza è che nel libro di Calvino il funzionamento della narrazione avveniva non in modo meccanico o attraverso un computer, ma attraverso la fantasia. Ma non c’è poi tanta differenza se non nei risultati, se è vero che “la fantasia è una specie di macchina elettronica che tiene conto di tutte le combinazioni possibili e sceglie quelle che rispondono a un fine, o che semplicemente sono le più interessanti, piacevoli, divertenti” come scriverà anni dopo nella quarta delle lezioni americane. “L’idea di adoperare i tarocchi come una macchina narrativa combinatoria mi è venuta da Paolo Fabbri” scriveva nella presentazione, segno che il suo successivo incontro con l’OULIPO fu il risultato di idee e poetiche preesistenti che convergevano. Nella descrizione della genesi del suo libro Calvino parla di “cruciverba fatto di figure anziché di lettere”, di un “gioco [che] aveva senso solo se impostato secondo certe ferree regole”. E nello stesso testo avvertiva anche “la vertigine dei grandi numeri che si sprigiona da tutte le operazioni combinatorie”. E’ bene tenere presente queste riflessioni anche di fronte a testi successivi, come quello che scriverà nel 1981, a carattere combinatorio, con funzione di cornice, per l’incompiuto di Singspiel di Mozart Zaide.
Ma oltre alla letteratura combinatoria e alla conoscenza del computer, la modernità di Calvino e l’anticipazione della scrittura reticolare del nuovo millennio, emerge soprattutto in Se una notte d’inverno un viaggiatore, vero e proprio romanzo ipertestuale. Dal punto di vista teorico invece, la questione viene affrontata in modo più che consapevole nella quinta delle celebri lezioni americane.
Se una notte d’inverno un viaggiatore si apre in modo insolito. Il protagonista è il lettore che ha comprato un libro di Calvino. Il romanzo si apre rivolgendosi con il “tu” al lettore. Il libro racconta la storia del lettore che sta leggendo il libro che legge. Ma il lettore non riuscirà mai a finire quel libro, e sarà suo malgrado costretto a interromperlo. Ogni tentativo di proseguire quella lettura sarà destinato a portare invece a un nuovo incipit di una nuova storia, in una matrioska di libri e di vicende che non si concludono mai. Sembra quasi una metafora per descrivere la lettura ipertestuale del web, fatta di salti, di link, di attraversamenti di testi in modo non sequenziale. Una lettura discreta, necessariamente incompiuta e senza un finale. “Il romanzo che più vorrei leggere in questo momento - scrive Calvino in Se una notte d’inverno un viaggiatore - dovrebbe avere come forza motrice solo la voglia di raccontare, d’accumulare storie su storie, senza pretendere d’importi una visione del mondo, ma solo di farti assistere alla propria crescita, come una pianta, un aggrovigliarsi di rami e di foglie... E ancora, “vorrei scrivere un libro che fosse solo un incipit, che mantenesse per tutta la sua durata la potenzialità dell’inizio, l’attesa ancora senza oggetto. Ma come potrebb’essere costruito, in libro simile? S’interromperebbe dopo il primo capoverso? Prolungherebbe indefinitamente i preliminari? Incastrerebbe un inizio di narrazione nell’altro, come le Mille e una notte?”
Le risposte a queste domande forse le dovremmo fornire noi, che abbiamo a disposizione macchine per ipertesti molto sofisticate. Questi passi contengono una nuova concezione della letteratura, a mio avviso, un modo a cui noi, figli del pc, abbiamo il dovere morale rispondere in qualche modo. “L’incapacità di concludere” tra citazioni di Proust, di Queneau e di altri scrittori enciclopedici ritorna con forza nelle Lezioni americane. E’ la concezione della letteratura reticolare che si ritrova anche in Roland Barthes e in molti altri autori pre-elettronici che sembrano proprio anticipare il concetto di rete e di web.
Ma Calvino va oltre l’idea della letteratura combinatoria ed enuncia la teoria dell’ipertesto. Nel frattempo il computer era diventato anche una macchina per scrivere, oltre che una macchina per combinare e per analizzare. Calvino questa volta si rifà a Gadda, alla sua concezione del mondo come un garbuglio, come una “rete di connessioni”, come un sistema dei sistemi di inestricabile complessità. “In ogni episodio dei romanzi di Gadda, ogni minimo oggetto è visto come il centro d’una rete di relazioni che lo scrittore non sa trattenersi dal seguire, moltiplicando i dettagli in modo che le sue descrizioni e divagazioni diventano infinite. Da qualsiasi punto di partenza il discorso s’allarga a comprendere orizzonti sempre più vasti, e se potesse continuare a svilupparsi in ogni direzione arriverebbe ad abbracciare l’intero universo” (Lezioni americane). Osservazioni molto interessanti, queste, soprattutto con il senno di poi. Calvino cita poi un altro caposaldo degli Oulipisti: Alfred Jarry padre della patafisica, che ne L’amore assoluto, scrive un testo che può essere letto come tre storie completamente diverse: “1) l’attesa di un condannato a morte nella sua cella la notte prima dell’esecuzione 2) il monologo d’un uomo che soffre d’insonnia e che nel dormiveglia sogna d’essere condannato a morte, la storia di Cristo”. Da qui nasce poi, lucido e anticipatore, il concetto di iper-romanzo.
“Queste considerazioni sono alla base della mia proposta di quello che chiamo <iper-romanzo> e di cui ho cercato di dare un esempio con Se una notte d’inverno un viaggiatore”. Ma anche ne Il castello dei destini incrociati, “che vuol essere una specie di macchina per moltiplicare le narrazioni... ”. E ancora “Un altro esempio di ciò che chiamo <iper-romanzo> è La vie mode d’emploi di George Perec, romanzo molto lungo ma costruito da molte storie che si intersecano (non per niente il suo sottotitolo è Romans al plurale), facendo rivivere il piacere dei grandi cicli alla Balzac. Credo che questo libro ... sia l’ultimo vero avvenimento nella storia del romanzo”. Il puzzle dà al romanzo il tema dell’intreccio e il modello formale.
Viene a questo punto da chiedersi in che modo continuare oggi questa poetica, questa rivoluzione del romanzo. Ai tempi in cui Calvino era vivo il computer era diventato al massimo una macchina per scrivere molto sofisticata, ma non era ancora un mezzo di distribuzione delle informazioni. Lo sarebbe diventato nei decenni successivi con la nascita dell’editoria elettronica off-line (floppy, cd-rom...) e on-line. E allora qual è oggi il terreno per scrivere iper-romanzi? La carta? O il web? Non è giunto il momento di rimboccarsi le maniche e di provare a scrivere per i nuovi media? Non è arrivato il momento di smetterla con gli esperimenti e i prototipi e passare alla fase della produzione di romanzi per la rete? Non c’è ormai un pubblico, anche se neonato, in grado di recepirli? Non ci sono dei software sempre più semplici da utilizzare che permettono di realizzarli in modo molto più potente? E non c’è soprattutto una ricca tradizione letteraria a cui ispirarsi?
Forse Calvino l’avrebbe fatto, se non fosse stato imprigionato nel novecento. Nel finale di Se una notte d’inverno un viaggiatore lo si percepisce. La prima riga del capitolo XI, la conclusione del libro, contiene un riferimento che oggi suona come profetico e anticipatore. Emerge la metafora della navigazione che ben conosciamo. “Lettore, è tempo che la tua sballottata navigazione trovi un approdo”. E poco più avanti appare anche la visione dell’iper-letteraura: “Se un libro mi interessa veramente, non riesco a seguirlo per più di poche righe senza che la mia mente, captato un pensiero che il testo propone, o un sentimento, o un interrogativo, o un’immagine, non parta per la tangente e rimbalzi di pensiero in pensiero, d’immagine in immagine, in un itinerario di ragionamenti e fantasie che sento il bisogno di percorrere fino in fondo, allontanandomi dal libro fino a perderlo di vista (...). La lettura è un’operazione discontinua e frammentaria”. L’attenzione del lettore dunque, attraversa i testi spostandosi attraverso dei nodi concettuali, Calvino li chiama “grumi di significato” e aggiunge: “E’ attraverso questi spiragli che , per lampi appena percettibili, si manifesta la verità che il libro può portare. (...) Ogni volta che m’imbatto in uno di questi grumi di significato devo continuare ... Per questo la mia lettura non ha mai fine: leggo e rileggo ogni volta cercando la verifica d’una nuova scoperta tra le pieghe delle frasi”
Quei grumi oggi li chiamiamo link, e li possiamo vedere sottolineati e non solo intuiti, li possiamo cliccare e ci portano direttamente al punto.
Non ci resta che dichiararci calvinisti, allora, in questa nuova concezione non religiosa. Vogliamo provare a continuare queste esigenze poetiche con i nuovi mezzi di questo nuovo secolo?
[by zop dal Manifesto per una nuova letteratura ipermediale, in preparazione. (C) Zopper di Antonio Zoppetti]
ESERCIZI DI STILE BLOG: 269
STILE SOFFOCARE di CHUCK PALAHNIUK
Una dipendenza è una dipendenza: un modo per fuggire da qualcosa, per distrarsi, impedirsi di pensare ad altro. Non importa se si tratta di droga, alcool, sesso o blog, la funzione è la stessa. Io ho conosciuto così Ale, il mio migliore amico: eravamo ad un incontro di blog-dipendenti, gente che posta tutto il giorno o che scrive commenti sui blog altrui.
Hai presente la leggenda metropolitana di quello che aveva 6 blog con 6 identità e stili diversi? Beh, io lo conosco, è un impiegato della Vodafone senza capelli e con una pancetta notevole.
Conosci la Mucca Muccona? Quella bestia di peluche che va in giro a scrivere vaccate sui blog altrui? Beh, anche lei esiste davvero e deve girare col pannolone perché si caga addosso.
Hai sentito di quello che ha lasciato il lavoro per dedicarsi completamente al blog ed è stato mollato dalla moglie? Esiste, lo incontro tutte le settimane alle riunioni dei blog-dipendenti del mercoledì sera. Io sono qui perché non posso fare a meno di scrivere cazzate nei commenti dei blog. La fase 4 del programma di disintossicazione prevede l’inventario di tutti i momenti più squallidi della propria vita da blog-dipendente. “Confessioni” non è la parola esatta ma è la prima che mi viene in mente. Vedi anche: condivisione. Vedi anche: outing.
Un mercoledì pomeriggio la connessione è lentissima, il bisogno di commentare si fa così forte che mi sento soffocare. Finalmente arrivo su un blog azzurro e confuso e mi sfogo. Gli scrivo un po’ di sane cazzate, l’equivalente di farsi una sega e fine, torno alla mia vita.
Ale è un blogger seriale, uno professionista, che usa il suo lavoro da impiegato solo come copertura e poi vaga per il web tutto il giorno. Ma nel quaderno della sua fase 4 scopriamo che Ale è anche un commentatore ossessivo compulsivo come me, quindi uno che prima si incazza se non gli piacciono i commmenti che gli fai e poi va su altri siti e fa gli stessi commenti del cazzo. “Incoerenza” non è la parola esatta ma è la prima che mi viene in mente. Vedi anche: stato confusionale. Vedi anche: sdoppiamento della personalità.
[by Mònnalisa: http://monnalisa.splinder.it. Su Soffocare si veda, tra i tanti link: http://www.stradanove.net/news/testi/libri-03a/labsc1401030.html]
giovedì, 18 settembre 2003
ESERCIZI DI STILE BLOG: 268
STILE ARCAICIZZANTE SENZA A
È con sdegno che conobbi le vicende che sto per riferire. Sui fogli delle sue note un giovine ingiuriò un uomo che nel mezzo di quei brevi scritti ebbe deposto un suo pensiero, un semplice consiglio per l’occhio inesperto nel discernimento dei bei toni dell’iride di uno spirito nel fiore del crescere, con insolite propensioni per un blu non proprio scuro, con confusi riflessi ondosi. Forse per un curioso moto del suo essere, il suddetto giovincello si recò poi nello studio d’un poco celebre, seppur meritevole d’encomi, compositore ed interprete di melodie. Non gli consigliò di correggere, di costruire in diverso modo gli elementi dei suoi motivi? Il musico, com’è prevedibile, s’irritò non poco. E quel monello che fece? Fuggì, il vile!
[by Daneel http://daneel.splinder.it/]
mercoledì, 17 settembre 2003
ESERCIZI DI STILE BLOG: 267
STILE SUBACQUEO
Un mercoledì pomeriggio di un assolato e torrido agosto, in un momento in cui l’affluenza al diving era surreale e delirante, stavo curiosando tra i sommozzatori di ritorno dall’immersione alla Secca di Fuori, quando ne notai uno con la muta azzurra e l’aria un po’ confusa. Faceva parte di un gruppo di sub esperti - assidui frequentatori degli abissi, persone interessanti, avvezze al mare – ma lui, a giudicare dalle baggianate che andava blaterando, doveva essere un neofita, povero d’anni e d’esperienza. A un tratto, sentii qualcuno che gli diceva: - “Ehi! Hai ancora lo sguardo smarrito: si vede che non sei abituato a ritrovarti quattro o cinque atmosfere più del dovuto sulla testa! Strana sensazione, l’ebbrezza da profondità: una cosa tipo ho bevuto un martini di troppo oppure oggi mi sento come Alice nel paese delle meraviglie…A proposito, hai visto per caso, all’altezza del canyon, anche quello Stregatto che si aggirava con fare sospetto fra le cernie e le murene?!”. Nel sentire quelle parole, il giovane subacqueo lo trafisse con un’occhiata carica di livore. - “Non so davvero di cosa tu stia parlando” lo apostrofò in tono secco e alterato. “Io in bambola non ci sono mai andato, e tanto meno oggi, alla Secca di Fuori. Del resto, non condivido affatto questo mal costume di rivolgere commenti gratuiti e inopportuni ai sommozzatori sconosciuti”. Così dicendo, gli volse le spalle e si allontanò dimenticando, per l’irritazione, di togliersi la muta.
…
Due ore più tardi, rincontrai lo stesso subacqueo in un altro diving dove proiettavano un video su un poco noto ma affascinante volatile che ancora nidifica su radi tratti delle nostre coste. Il documentario commentava l’abitudine delle berte di riunirsi, poco prima del tramonto, sulla superficie del mare per una chiacchierata tra amici prima di riguadagnare il nido. Mentre calano le prime ombre della sera, nell’aria echeggia il loro richiamo, simile al vagito di un neonato – geniale sonorità escogitata dal creatore come colonna sonora dell’isola in cui ci trovavamo. Mentre scorrevano le immagini che riferivano della vita degli insoliti volatili marini, il giovane subacqueo aveva attaccato un bottone inarrestabile a un divemaster del luogo, intontendolo di buoni consigli e inutili suggerimenti. “Dovreste aggiungere un interruttore della luce all’uscita, lì, vicino alla carta dell’isola” stava borbottando in tono lamentoso. “Ieri sera era buio e ho inciampato sull’ultimo scalino. Ho sbattuto la testa e stamattina mi sentivo vagamente tramortito. Mi sentivo, beh… mi sentivo come… Alice nel paese delle meraviglie!”.
[by il principe e la rana]
martedì, 16 settembre 2003
ESERCIZI DI STILE BLOG: 266
STILE GIOVANNINO PERDIGIORNO
Giovannino Perdigiorno viaggiando a metà settimana nel traffico arrancando trovò una cosa strana Un blog color del cielo - sebbene un po' annebbiato - d'un giovane confuso che s'era un po' arrabbiato a causa del commento d'un acido lettore a cui aveva risposto con inaspettato ardore Passato un po' di tempo il nostro Giovannino reincontrò il giovin blogger in un sito canterino che dava indicazioni su un bottone, sull'uscita E disse Giovannino - che strana questa vita!
[by: Mia_Wallace http://mia78.splinder.it. Liberamente ispirato ai viaggi di Giovannino Perdigiorno, di Gianni Rodari]
lunedì, 15 settembre 2003
ESERCIZI DI STILE BLOG: 265
STILE PIOGGIA
“Ehilà, che ci fai in giro con quest'acquazzone?” “Fortuna che tu hai un ombrello...” “Dai, vieni sotto, che ti accompagno fino a casa. Sai cos'è successo prima?” “No, dimmi.” “Passavo di fronte alla finestra della camera di quello scapestrato d'un quindicenne...” “Quello che alla domenica mattina tiene sveglio tutto il quartiere con la sua motoretta?” “Proprio lui.” “Be'? Racconta, racconta.” “Niente, passo di lì e non lo sento strillare come un dannato? Sai, teneva la sua finestra aperta. Così, c'era una voce d'uomo che gli diceva di ridipingere il telaio delle sue imposte, con la pioggia era venuta via tutta la vernice ed era rimasto un azzurrino pallido sotto.” “E lui?” “Lui prende a dirgli brutte parole, a mandarlo in questo o quel posto...” “Ma non dirmi...” “Eh, caro mio, proprio così. Che mondo, che mondo!” “Certe cose proprio non le capisco...” “Sì, ma non è finita. Ho visto quel ragazzino uscire di corsa, con tutta l'acqua che veniva giù, e andare a tirar sassi contro le finestre d'un musicista lì vicino. Lui, il musicista dico, dopo un po' è venuto fuori, e quello sfacciato che gli dice? Gli consiglia di montare una grondaia!” “Davvero?” “Sì, sì. Ma che succede? Dal punto che aveva indicato al brav'uomo viene giù una tinozza d'acqua che lo inzuppa più di quanto la pioggia sia riuscita a fare!” “Ben gli sta. Ah, sono arrivato.” “Oh, ci si vede.”
[by Daneel http://daneel.splinder.it/]
ESERCIZI DI STILE BLOG: 264
STILE QUATTRO LETTERE
Era pien di tipi sul WEB qui a metà week, dopo le 12. Ero là tra i vari blog, e ne vidi uno blu ciel: avea un po' di caos, vero, ma con più e più link di un tipo very ok. Beh, ci vedo una nota a un suo post, un po' da scem: però il tipo del blog ci andò in tilt, e urlò per 'sta roba: "Non si fa così! Tu non sai chi sono io, mica puoi dire quel che vuoi!"
...
Due ore dopo ero sul sito di un tale che sona live, poco noto ma figo; e vidi quel tipo del blog... anzi, una sua mail per chi fece quel sito, e che dice: "Ci va un link in più sul main menu". Gli dice dove deve star (là dove c'è l'icon exit) e come mai ci va.
[by .mau. http://xmau.com/notiziole/ L'esercizio è stato realizzato solo con parole al massimo di quattro lettere alla maniera di questo gioco: http://nosaltres.vilaweb.com/jvilaweb/GetHTTP?p=765&f=1&pa=p_idcmp&va=689013&pa=p_idioma&va=4]
venerdì, 12 settembre 2003
ieri sera s'è fatta bisboccia qui... è la seconda volta che si tiene una festa qui... i vicini si sono lamentati... ora devo riordionare tutto, avete lasciato in giro un casino... come al solito... e mai nessuno che centri la tazza del water...
gli esercizi di stile riprendono lunedì...
zzZZzz
PZ: Se volete vedere tutto dall'inizio: meglio che lo facciate cliccando qui http://zop.splinder.it/1062367200
di seguito alcune delle cose che ho trovato sotto il divano e che mi dispiaceva buttare via...
- Profumo di fiori, in questa festa. Fiori carnosi, dall'odore quasi sintetico. Mi avvicino alla finestra e mi arriva il profumo di un gelsomino, di pascoliana memoria. Torno nella sala. Profumi di donne, dolci, floreali anch'essi. Profumi di uomini, sportivi e banali. Se chiudo gli occhi e non tocco nulla e non mangio ne' bevo, che cosa puo' emozionarmi? Torno alla finestra e mi fermo a contemplare, ad occhi chiusi e narici protese, il gelsomino. anonimo (http://) alle 22:55 del 11 settembre, 2003
- L'attesa avra' un suo profumo? A una festa anche l'OLFATTO avra' una sua importanza? Gustato il gustabile, guardato il guardabile, toccato il toccabile, ascoltato anche oltre l'ascoltabile, non mi resta che affidarmi alle amate nari. Retro odore di cucina di bassa lega, da catering. Arroganti profumi di donne, prepotenti profumi di uomini, delicate colonie d'un tempo. I fiori di plastica non hanno odore. Le candele ci affligono con finte essenze di fiori. Elisa, invece, ha ancora il suo odore. Odore di pelle alla fine della giornata, di mani che hanno mangiato, di vestiti non piu' freschi. Eppure, tra tutte le cose che sento, questi sono gli unici odori che mi fanno sentire ancora vivo, ancora a una festa. anonimo (http://) alle 23:12 del 11 settembre, 2003
- GO AHEAD / VISTA Non vedo quasi qui niente nell'antibagno... vedo solo una borwsetta femminile appoggiata al lavabo, come dimenticata. E' com glli strass, mi pare... sta luccicando... Non vedo altro. Non vedo altro. Mio dio, perchè non vedo altro? williamnessuno (http://williamnessuno.splinder.it) alle 22:51 del 11 settembre, 2003
- Respirava ogni sorta di sapori prima di avvicinarli alla bocca, respirò anche il profumo di Elisa, e di Alice e fu quello che gli piacque di più. Ma non era sicuro, d'improvviso il gentile odore di origano s'impossessò di lui. Aveva in mano una pizzetta. Se ne accorse tardi quando un tanfo di alcol proveniente dal vicino lo distolse dal suo delizioso universo e guardò ancora verso Alice. Non c'era più era sparita andata via, partita lontano portata da quel morbido vento che aveva tolto sotto il suo naso il profumo d'origano. Cercò Elisa ma non riuscì a vederla era andata via gli dissero con una pizzetta in mano e una birra nell'altra. Gli dissero che era ubriaca. E allora sentì di amarla. anonimo (http://) alle 22:58 del 11 settembre, 2003
- Si confonde sempre di più la mia vista... ma perchè... perchè... Vedo questo sciamare come in un fotogramma sovraesposto, tutti sovraesposti, flashes di lamè, di sorrisi smaglianti, senza vedere niente delle storie private di chi mi circonda, lo so, qualcuno sta pensando si non avere accanto NESSUNO invece sono io... sono io, cavolo perchè non mi vedi? Adesso mi pare che tutto abbia anche un filtro blur, sovraesposto e blur... come è possibiole che tutti sembrino così assorti? williamnessuno (http://williamnessuno.splinder.it) alle 23:03 del 11 settembre, 2003
- Mi sa che che qui si torna indietro come gamberi, per perdersi e impelagarsi in incontri ed allusioni che più che profumo portano con sè l'ardire del desiderio. La nostra capacità di guardarci intorno e di cogliere il gusto delle cose, che a volte ci sfiora, ci appare, ci tenta, ci lambisce, ma mai ci appaga abbastanza... Ed è quello che vogliamo, stordirci in un'elegia di desiderio sfrenato che nessuna tartina può sufficientemente appagare, che nessuno sguardo può intercettare, che nessun saluto può ripagare, che una svista può tradire, mai quanto la visione finora mai troppo chiara come ora delle gambe di Alice. Ma quelle di Elisa però... diogene (http://diogene.ilcannocchiale.it) alle 23:07 del 11 settembre, 2003
- Uscì urtando con la spalla contro il battente chiuso del portone. Inciampò e si rese conto di non essere in grado neppure di scendere gli scalini. Si fermò, per ritrovare il senso dell'orientamento. Guardò, forse senza vedere, la piazza semivuota atraversata da qualche isolato e frettoloso passante. La tramontana batteva forte e fredda. Se ne accorse anche lui. Quell'aria gelida e invadente gli entrò nelle narici e scese nel suo corpo fin ai polmoni. Iniziò anche ad avvertite sapori: dolciastri, amari, salati grassi e odori: fumo, cibi, incensi, l'odore della donna prima della amore e dopo l'amore. Iniziò anche a distinguere ciò che entrava nel suo campo visivo, anche l'autobus giallo che sparì dietro la curva che porta al mare. Scese lentamente, barcollando, appoggiandosi alla ringhiera e guadagnò il marciapiede. Iniziò a camminare, casa sua non era vicina, in maniera incerta prima. Poi, passo dopo passo, il suo incedere si fece più più spedito. "Buongiorno signora Paoli", disse a una passante, "buongiorno dottore" lei gli rispose, non sospettanto neppure minimamente che soltanto pochi minuti prima quell'uomo era quasi ubriaco. kheschifo (http://kheschifo.splinder.it) alle 23:31 del 11 settembre, 2003
- olfatto. respirava ogni sorta di sapori prima di avvicinarli alla bocca, respirò anche il profumo di Elisa, e di Alice e fu quello che gli piacque di più. Ma non era sicuro, d'improvviso il gentile odore di origano s'impossessò di lui. Aveva in mano una pizzetta. Se ne accorse tardi quando un tanfo di alcol proveniente dal vicino lo distolse dal suo delizioso universo e guardò ancora verso Alice. Non c'era più, era sparita, andata via, partita lontano ,portata da quel morbido vento che aveva tolto sotto il suo naso il profumo d'origano. Cercò Elisa ma non riuscì a vederla, era andata via gli dissero con una pizzetta in mano e una birra nell'altra. Gli dissero che era ubriaca. E allora sentì di amarla anonimo (ivanhoe)alle 23:21 del 11 settembre, 2003
- Che festa. Quando Elisa mi ha invitato sapevo che sarebbe stata entusiasmante. Un sacco di gente che conosco, così tanta che penso non giungerò mai al buffet, avvolto nella spirale di baci, abbracci e retoriche domande, convenevoli, come stai, chi sei, da quanto tempo, racconta questo quello quell'altro. Sbircio Alice con la punta dell'occhio. Il suo viso serissimo, le mani ferme che afferrano il cibo e lo portano alla bocca. Sta sgranocchiando patatine, la bocca violenta che si chiude e lascia cadere piccole briciole nella coppetta delle olive. La invidio. Quelle tartine ai gamberetti mi fanno gola, ma troppa gente, ancora, da salutare. Ed ecco che giunge Elisa. La mia donna. Un bacio sulle labbra e il suo braccio che mi cinge un fianco. Si allontana il buffet, mentre un cameriere mi porta una kaipiroska. Non l'apprezzo, ma la butto giù, tutta d'un sorso. Elisa è al centro dell'attenzione. La dea, la padrona, la matrona, che ora sale, lì sul palco, e chiede l'attenzione. E' tempo di spostarsi, dice, l'orchestrina ci aspetta. Prendo ancora da bere. Il buffet è da dimenticare. CONTRO-SENSO (l'inverso di) anonimo (http://www.pproserpina.net) alle 23:29 del 11 settembre, 2
- Le tracce di quel che ha toccato rimangono fra le linee del palmo, piccole orme fra le righe dei polpastrelli. si tocca le mani, le preme, le passa sul viso. una barba mal rasata punge la pelle che si è fatta sensibile in tanto toccare. Strisciano le dita sopra le ciglia, chiudono gli occhi: dopo una notte intera passata a strisciare lungo le pareti di una stanza la luce del giorno è dura da sopportare. MinaMurray (http://minamurray.splinder.it) alle 23:04 del 11 settembre, 2003
- Mi presento, sono in rappresentanza del gruppo di ascolto costituito da fans del Nonsenseblog. Ci troviamo ad Ardenza Mare, piccola frazione di Livorno. Soltanto noi, nel palazzetto dello sport, saremo minimo tremila. Ad Ardenza Terra di sicuro qualcosa in più. Si, stasera siamo un pò pochini. In ogni modo, voi non lo potete vedere, stiamo facendo la Ola del Pacifico (è pù alta e ondeggiante, e anche un pò più lenta di quella che fanno di solito negli stadi) kheschifo (http://kheschifo.splinder.it) alle 23:03 del 11 settembre, 20
- Arrivò al suo albergo... le sue dita ancora impregnate di sapori, le mani vogliose ed invidiose della sua bocca della sua lingua, del gusto!... le dita unte da un sottile strato impercettibile ma che lo inguainavano, lo isolavano dal mondo esterno... intrappolando le sensazioni... riminiscenza di quella serata... karnilla (http://karnilla.splinder.it) alle 23:16 del 11 settembre, 2003
giovedì, 11 settembre 2003
finisce qui, per stasera, questo esperimento multimediale un grazie a tutti i numeosissimi partecipanti! non ho potuto ovviamente leggere e rispondere a tutti in diretta... ma spero che il gioco possa continuare...
grazzZZzzie!
quinta parte: l'olfatto
Poi esco, è tutto un profumo. Cosa sono questi due buchi centrali, messi lì come a caso, come non so, attraverso cui trascorre un invisibile mondo che c'è? Seni paranasali che corrono lungo il setto, si inerpicano, si incuneano, accreditano una parte del mondo che non si vede e incanalano esalazioni, miasmi, fibrillazioni delle cellule olfattive, su su, attraverso il frassino del teschio, su su, verso l'area deputata, verso la gran matassa cerebrale, fatta di melma e nervetti e fili lunghissimi, assoni e assoni tutti protesi a intercettare? Non so prima di usmare che si chiama Paola, che è piccolina, che fa la danzoterapeuta, che è uno scricciolo che erode il groviglio all'ammasso del mondo. Epperò è una festa a cui non poteva mancare, no', Paola. E infatti eccone il sentore, direttissimo attraverso mucose, di agrumi e crema di donna, di agrifoglio e gardenia disfatta, di nonna e bimba, di pietà e sentenza inespressa, di sasso, di felce, di bagnoschiuma, di sudore e sesso, di sangue e cioccolata bianca, di lino fresco e di estate, di lago ed erba ed estratto ed eucalipto e cera e legno di rosa e intermittenze nervose e amore soffocato e pelle esposta a salsedini e vento da diversi fronti e scoglio e radici e libri moltissimi e polverosi e preghiera scintoista e lametta per unghie e ninnolo dei Cinquanta e batuffolo di cotone. Chè nel profumo di Paola c'è la festa, si satura tutto di Paola, aspetto il mattino che sa di pane fresco con lei addormentata nella lana consumata.
[by Giuseppe Genna http://www.clarence.com/contents/cultura-spettacolo/societamenti/]
... continua?????
PROBLEMI DI RAFFREDDORE?
qui l'olfatto non arriva... :)
un fuori programma di proserpina intanto che aspettiamo l'olfatto:
IL SESTO SENSO
Impazzirò in mezzo a tutta questa gente.
Quando sono passato attraverso la massa di corpi che si accalcava in gruppetti davanti alla piscina ne ho percepito oltre il vociare confuso anche un'inquietudine atemporale. Mangiare non mi è servito, anche le patatine mi hanno catapultato in un'altra dimensione. Ho ricordato di forza la mia infanzia e quel buco nero, di sensazioni assurde, un'infazia intera nella biblioteca di mio padre, scura e dall'odore di polvere. Maledetta. Sono finito qui per lei. Lei, Elisa. Quella donna così misteriosa che mi è piombata in casa "quel" giorno con in mano "quel" libro. Elisa nasconde qualcosa. Che io forse non canoscerò mai. Elisa è un salto nel passato, un mistico equilibrio di gelo e caldo, come quella vodka ghiacciata che ho ingurgitato d'un sorso e quella pizzetta alle acciughe. I sapori dell'alcool si mischiano alle percezioni energetiche della folla. Qualcosa non va. Elisa ancora non sorride. Io attendo, qui, in un cesso di periferia, e non so quando agire. Forse, se chiudo gli occhi il mio SESTO SENSO mi dirà cosa fare.
[by proserpina http://www.pproserpina.net/]
Ciao Guido scusa se mi intrometto, le spiegazioni dell'eone sono arrivati quasi subito nel post della seconda parte... potenza e rapidità dell'intelligenza collettiva!
:) zzZZzz
- quarta parte: il tatto
Sapere cosa fare per prima cosa a una festa, non facile, l’imbarazzo ha una consistenza precisa, l’imbarazzo si può toccare nell’aria compiendo piroette con le dita. Appoggiato a una parete dell’elegante marmoreo salone ne percepì con la schiena la ruvida e raffinata consistenza e decise di infilare la mano in un contenitore di porcellana freddo come i quadri e come certi sorrisi. Decise di arraffare l’untuoso contenuto per confortare le papille tattili dei polpastrelli con qualcosa di tangibile e non solo con ossessioni riportate e ingrandite , ossessioni di cose mai sparite, di sensazioni e carezze, tiepide come brezze di settembre. Continuò come un ladro fra tende vellutate e bugnati bernoccoluti molto raffinati esposti con vischiosa sapienza, sul palmo tracce di sale senza sapere cosa aveva mangiato, si guardò intorno e sentì finalmente addosso qualcosa di peloso, un gatto solitario come lui e poi un cuscino, di seta leggera che gli ricordò sottovesti impalpabili presto strappate come un amore rimasto chissà dove. Quell’amore nel ricordo ancora da toccare nelle parti umide che aveva accarezzato per settimane e mesi e anni portandone ancora le tracce e gli umori in un angolo della sua memoria orgasmica e perversa, quell’amore ancora vivo, consistente e inesistente, quell’ossessione avvolgente, che poteva prendere per mano lo portò al buffet dove non riuscì a resistere alla tentazione e infilò il dito nella montagna di maionese che reggeva un gambero solitario. Il dito divenne unto e giallo e lo succhiò e lo guardò e pensò ad altre cose unte e gialle che riguardavano quell’amore e non tutta la confusione di quella festa dove non sapeva cosa fare se non strisciare ammaccato fra discorsi freddi e vestiti troppo lisci e perfetti per essere indossati da donne vere. Prese in mano il gambero, ne tastò la corteccia di cheratina a difesa del roseo sgusciante contenuto. Lo mangiò pulendo un ultimo residuo di maionese su un drappo rovente dove aveva appoggiato il culo perfetto la padrona di casa inguainata in pantaloni che non lasciavano nulla di immaginato. Ma solo di toccato. E pensò di toccarlo davvero ma si accontentò di quel calore. Passarono le ore. Ritotnò quell’amore giocando con grani di pepe , grani piccoli, uniformi e perfetti, ne usavano a etti per insaporire drink e antipasti. Un vuoto totale, come riempirlo era uguale. A tasti e tastoni arrivò presso i salmoni, fessure rosee e scivolose, accanto delle rose di velluto e senza profumo, accanto nessuno , solo le lamiere taglienti del suo amore e quel culo che disegnò sul muro senza farsi notare e la mano svelta si fece male. Poi la vide entrare mentre passava l’avambraccio su un tovagliolo per sapere se era finta seta , ma gli parve come bernoccoluto, tracce in rilievo , iniziali, segnali, ma era lui che aveva bevuto. Lei gli sorrise e proseguì senza bisogno di strisciare, solo per farsi guardare,era soffice, e pareva tiepida, lei sola. Lui si accorse che il formaggio caldo e filante,vischioso, gli aveva macchiato la camicia. Lei era sparita, ma lui sapeva che quell’amore, era nella mente ancora vivo, lei era come le immagini che ancora carezzava, lei era carnosa uguale. Succhiò il formaggio della tartina e se ne andò che era mattina.
[by Francesca Mazzucato http://www.nonsenseblog.splinder.it]
...continua...
- terza parte: l'udito
Mi chiudo nel cesso e trovo una chiave sotto una pianta: la provo, va bene. Qui dentro non entrerà nessuno. Spengo la luce, mi siedo sul water. Non voglio vederlo. Non voglio vedere. L’ultimo dei Massive Attack non mi sembra una gran scelta per tenere su di giri la gente a questa festa, ma i gusti dei padroni di casa sono quelli che sono. Da fuori viene il rumore del traffico. Una sirena in lontananza. Non voglio vederlo, e nemmeno Elisa e Alice. Sento il battito del cuore dappertutto, nella gola, nelle tempie, e dove le cosce schiacciano l’asse del water. Sento molte cose presenti, molte passate. Vorrei dire che sento cose del cielo e dell’inferno, ma non credo in niente, niente di queste stronzate. Sento la sua voce, sì. La tua voce. Ma non sei fuori da questa porta, fra le mani e le gambe che si strusciano. E’ la voce che mi ha detto cose spaventose e innocue meraviglie, per tre anni, e che ieri mi ha detto che era finita. Non dovevo venire. Un rumore diverso, un saluto, forse il tuo nome nella bocca di una donna mi diranno che sei arrivato. Per adesso, ascolto altro.
[by Raul Montanari http://www.nazioneindiana.com/]
...continua...
- seconda parte: la vista
La mia vista era sfocata, accidenti, e non avevo nemmeno ancora bevuto. il Mojito non contava, poi ci vedevo dentro delle foglioline verdi che non erano esattamente l'erbetta giusta, era semplice menta nostrana, era evidente. Nonostante la vista sfocata. Ecco, ecco, verso di me si muove Elisa, futurdinamismo di una chioma femminile... Vedevo un leone, invece era lei con una nuova pettinatura stile selvaggio. Accidenti aveva esagerato col trucco, una icona dei colori accesi quel viso regolare. Vabbè, metteva in evidenza gli occhi verdissimi di un colore davvero scintillante. Non capivo però chi fosse quel tizio che stavo notando con la coda dell'occhio mentre faceva lo sguardo da pesce lesso ad Alice. Boh, però mi pareva una fisionomia nota, familiare, amichevole. Un tipo simpatico. La pizzetta che si stava ingollando aveva però un aspetto orrendo, mi pareva vecchia di un eone.
[by williamnessuno http://williamnessuno.splinder.it/]
...continua...
c'è qualche problema con il sito della radio RAI ma per fortuna ci siamo noi! ecco le frequenze:
Bolzano 94.5 Reggio Calabria 92.2 Napoli 98.1 93.3 Bologna 93.9 Modena 93.9 98.5 Reggio Emilia 98.5 Pordenone 98.5 Trieste 95.8 Roma 93.7 98.4 Genova 95.1 99.9 Bergamo 99.9 Milano 99.4 Ancona 92.3 Bari 97.7 Cagliari 96.3 99.6 Palermo 98.9 Catania 98.7 Firenze 98.4 Pisa 92.9 Siena 96.2 Trento 92.7 Perugia 99.7 Venezia 89.9
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- prima parte: il gusto

Per prima cosa sgranocchiò una manciata di patatine croccanti. Alle feste non bisognerebbe buttarsi al buffet prima di salutare, pensava assaggiando noccioline tostate. Salate. Ma non conosceva nessuno. Conosceva invece il sapore di salamoia di quell’oliva verde carnosa che lo chiamava dal vassoio. Addentò una tartina di pane al latte, morbido e dolciastro. Con la lingua incontrò un gambero su un lettino di maionese, tra i denti scoprì una foglia di rucola amara, salutò una fetta sottile di pomodoro maturo accompagnata dalle tracce di un uovo sodo. Sarebbe arrivato col morso successivo mentre, fuori dai denti, incocciava in Elisa che sorseggiava bloody mary. La baciò sulla guancia e si trovò sulle labbra il dolciastro del trucco. Assaggiò il suo drink. Sulla cannuccia trovò il gusto di burro di cacao di rossetto. Lo annegò nel succo di pomodoro condito, mischiato alla vodka. Sul palato il pizzicore del pepe, sulla lingua il limone. Seguì il limone in una tartina al salmone. Sciacquò la bocca in una kaipiròska. Tra il ghiaccio tritato l’aspro del lime aggrediva lo zucchero grezzo. La vodka scese ghiacciata scaldando l’esofago. Alice gli sorrise. Ingoiò la pizzetta, sentì l’origano, ricambiò il sorriso. Guardò la ragazza e si accorse che c’era anche l’acciuga. Nella pizzetta. Salutò e ripiegò sulla torta salata. Tiepido, sotto la sfoglia friabile, si sprigionava un ripieno di carciofi e di dolci formaggi.
[by zop per RADIOBLOG Radio3 Suite]
... continua ...
Bibliografia dei sensi...
Tanto per stare in tema, stavo ripensando a qualche lettura basata sui sensi. Butto lì timidamente qualche cosa, nella speranza che venga raccolto l'invito ad aggiungere e segnalare libri o brani incentrati sulle descrizioni sensoriali. Potrebbe venirne fuori una buona bibliografia...
Il primo pensiero va a Condillac, Trattato delle sensazioni, 1754. Contiene la celebre ipotesi della statua a cui vengono dati i sensi uno per volta, cominciando dall'olfatto. La statua dotata di sensi, si anima e comincia a pensare. La tesi filosofica del sensismo presuppone un pensiero che si sviluppa a partire dalle sensazioni. Questo esempio è stato ripreso più volte da molti illuministi del settecento. Si ritrova anche nell'Encyclopedie, nella Lettera sui ciechi di Diderot...
Il secondo pensiero va a Calvino, Sotto il sole Giaguaro, Oscar Mondadori. Tre racconti basati su tre differenti sensi, olfatto, vista, gusto. Libro uscito postumo nel 1986.
Poi ricordo alcune pagine e descrizioni di Huysmans, A rebours, 1844, tradotto in italiano anche con il titolo di Controcorrente. L'autore è anticipatore e capostipite di un estetismo decadente che esalta le sensazioni, che si ritrova poi anche in Oscar Wilde, Il Ritratto Di Dorian Gray, o da D'Annunzio, Il piacere.
Ripenso anche a Patrick Suskind, Il profumo, Longanesi 1985, con un incipit strepitoso tutto giocato sugli odori, o meglio le puzze, che in antichità pervadevano le città in un modo che per noi sarebbe insopportabile...
...
interrompiamo momentaneamente gli esercizi di stile per lanciare
RADIOBLOG
l'appuntamento è per questa sera alle 22.30 su http://zop.splinder.it e contemporaneamente su radio 3 suite
RADIOBLOG è un coraggioso tentativo di interazione tra radio e blog che prevede la costruzione improvvisata di un racconto incentrato sui cinque sensi

l'incipit [by zop] - incentrato sui SAPORI - apparirà su questo blog e verrà poi continuato a turno da: Giuseppe Genna (http://www.clarence.com/contents/cultura-spettacolo/societamenti/), Francesca Mazzuccato (http://www.nonsenseblog.splinder.it), William Nessuno (http://williamnessuno.splinder.it/), Raul Montanari (http://www.nazioneindiana.com)
ognuno proseguirà la storia privilegiando uno degli altri sensi. Il radiodramma che ne uscirà sarà letto e commentato in radio durante la trasmissione condotta da Guido Barbieri, dall'attrice Antonella Attili; il musicista Pino Forastiere improvviserà alla chitarra un commento musicale
ATTENZIONE! una volta pubblicato il quinto racconto, sarà la volta del pubblico, del web e della radio sarete voi a continuare la storia se ne uscirà qualcosa di buono potrebbero nascere altre puntate, e conoscendo i blogger...
...esprimetevi con OGNI MEZZO! aspettiamo le vostre continuazioni via mail o semplicemente postate nei commenti!
qualcuno ha già cominciato:
le icone del radioblog sono state gentilmente disegnate e offerte da
Six ( http://six.splinder.it/ e http://aelice.splinder.it/)
vi aspettiamo!
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ESERCIZI DI STILE BLOG: 263
STILE zzZZzz
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Un guazzabuglio di navigazioni inzaccherava la web-zone, dopo pranzo. Razzolavo tra i blogz e impazzivo per quell’e-zine con una zona a zig zag che ti attizza d’azzurrro, zeppa di lenze deliziose che se le azioni come lazzi ti iniziano innanzi. Il ragazzo del blog azzurro, che azzarderei un po’ pulzello, da quel che zabettava, si azzuffava con un tizio che con movenze da zotico inzozzava il suo spazio pur senza intenzione. Il ragazzetto, incazzato, lo azzannava altezzoso, per quel pezzo senza zelo. Lo strizzava con disprezzo e accarezzava punizioni. Mezza dozzina di mezzore dopo, zampettando tra le canzoni di quel canzoniere d’eccezione ma senza risonanza, e sollazzandomi tra le sezioni, ho cozzato in quel ragazzino rozzo d’innanzi, che per mezzo di una sua informazione menzionava all’azionista del sitazzo che una sezione zoppicava. E sentenziava dinnanzi alla zona della posizione dello zero.
[by zop]
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mercoledì, 10 settembre 2003
ESERCIZI DI STILE BLOG: 262
STILE IL NOME DELLA ROSA
Terzo giorno
Vespro Dove Adso assiste ad una disputa tra giovani e inesperti miniaturisti sulla scelta di una pergamena azzurrina.
Nello scriptorium i monaci sfruttavano le ultime ore di luce per leggere o miniare prima di recarsi nel refettorio. Chiesi licenza al bibliotecario, Malachia, ed iniziai a sfogliare il catalogo dei libri presenti nella biblioteca , luogo labirintico e mare periglioso ed ameno ad un tempo. Un giovane confratello, noto nel convento per le sue idee non dissimili da quelle degli spirituali, si accostò al tavolo di Berengario che era intento a inserire miniature interessanti a margine del testo che egli stesso aveva copiato. Perché hai scelto una pergamena così preziosa, che pare lisciata non con pietra pomice ma con polvere di lapislazzulo? Chiese il giovane spirituale. La parola divina, aggiunse, è nobile in sè , non abbisogna di un sì nobile vello. Inoltre l'inchiostro aureo sul fondo azzurrino appare confuso. Berengario divenne rubicondo per l'ira. Nulla è abbastanza prezioso per trascrivere il Verbo. Vedendo la preziosità della materia l'incolto avrà un riflesso della grandezza divina. Ma gli incolti, ribatté l'altro, non accederanno all'evangelario che stai miniando, che invece andrà ad inorgoglire il ricco e il vanitoso potrà mostrarlo agli ospiti come simbolo del suo potere e della sua ricchezza. Malachia si avvicinò esortando i due a rimettersi all'opera prima che il sole calasse, anzicché disputarsi capziosamente come i teologi parigini. Berengario tornò al lavoro, borbottando che non sopportava quelli che passavano per i tavoli altrui lasciando commenti superficiali e consigli non richiesti.
Terzo giorno
Compieta Dove Adso entra nell'edificio insieme al suo maestro e legge nel libro di Berengario una glossa continua in volgare in cui si suggerisce di aggiungere delle miniature ricche a testi profani.
La cena fu mesta e silenziosa. Dopo ci incamminammo attraverso il cimitero, verso la chiesa, per la funzione. il mio maestro mi indicò la navata laterale dove, ai piedi dell'altare, erano scolpiti i teschi che celavano il meccanismo che apriva il passaggio segreto verso l'edificio. Attraversammo l'ossario, giungemmo alle cucine e da queste allo scriptorium. Mi accostai al tavolo di Berengario curioso di sapere cosa stesse ricopiando. Sullo stesso tavolo giaceva, un po' in disparte e nascosto da altri testi, un libro di Canti profani di un autore geniale ma sconosciuto. Berengario aveva inserito una glossa interlineare continuia in volgare al testo. Suggeriva, usando un componimento poetico recentemente inventato da un siciliano, il sonetto, di aggiungere una miniatura che raffigurasse la scena finale della canzone.
[by Malacarne http://porno.splinder.it/]
martedì, 09 settembre 2003
ESERCIZI DI STILE BLOG: 261
STILE STEREOTIPI DEL GIORNALISMO
I blogger si minacciano con armi virtuali
RISSA NEL WEB
Raccapricciante incidente sulle autostrade telematiche mercoledì nell'ora di punta: è scoppiata una rissa tra blogger, per cause ancora al vaglio degli inquirenti. Un giovane hacker minorenne, di circa sedici anni, quindi molto giovane e per questo inesperto, lo si evince dal template del suo blog, ha minacciato un avventore. Causa del contendere, un commento gratuito che avrebbe scatenato la furiosa reazione del giovane ragazzo. Tragiche le conseguenze dell'increscioso gesto. La vittima, gravemente e visibilmente scossa, è stata colta da malore ed è stata trasportata al più vicino nosocomio, dove è tuttora ricoverata in prognosi riservata in stato di shock. Due ore dopo, in seguito a un movimentato inseguimento, il giovane è stato ritrovato in un altro blog, dove servendosi impropriamente di una mail come arma d'attacco, cercava di costringere l'autore a inserire un bottone nella homepage. Potrebbe essersi trattato di un regolamento di conti, aggravato da futili motivi, ma non si esclude l'ipotesi dello scherzo di pessimo gusto. Complice la colonnina di mercurio al di sopra della media stagionale, che costringe i vacanzieri all'esodo dalle città e porta i nervi a fior di pelle. Intanto proseguono le indagini, ma le forze dell'ordine brancolano nel buio. Rabbia e sgomento sono state espresse dai frequentatori della rete. Secondo le prime indiscrezioni, sarebbe coinvolto nei fatti anche un noto cantautore italiano.
[by Serendip, appunti di scrittura, http://serendip.splinder.it]
lunedì, 08 settembre 2003
ESERCIZI DI STILE BLOG: 260
STILE PRIMATOLOGICO
Si riportano qui i risultati di una serie di osservazioni compiute tra gli scimpanzé (Pan troglodytes schweinfurthii) della comunità di Kasakela (Gombe National Park, Tanzania). Scopo delle osservazioni era la determinazione di differenze tra i pattern comportamentali dei diversi gruppi di scimpanzé in materia di approccio sociale.
La ricostruzione dell’etogramma si basa sull’analisi di due sequenze di registrazioni video, entrambe filmate nella giornata di mercoledì 2 luglio 2003, per una durata totale di 4 ore.
La prima sequenza, ripresa tra le ore 14.00 e le 15.30, mostra un gruppo di 8 individui (denominato nel precedente rapporto gruppo M): un maschio, tre femmine adulte, una femmina giovane, un maschio preadolescente e due infanti ancora a stretto contatto con le madri. Il maschio, finora sconosciuto alla nostra equipe, e indicato di qui in avanti con la sigla M1, appare giovane ma pienamente sviluppato. Il gruppo appare impegnato in attività di foraggiamento, in una radura dominata da piante di basso fusto dai fiori azzurri. Improvvisamente, un secondo maschio adulto si avvicina al gruppo: fronteggia il soggetto dominante presentando atteggiamenti di sottomissione amichevole, ma risveglia in tal modo una reazione inaspettata. L’individuo M1 si produce in un violento charging display, mettendo in fuga l’intruso.
La seconda sequenza, filmata tra le 16.30 e le 19.00 dello stesso giorno, riprende un secondo gruppo di individui (che chiameremo gruppo Q), impegnato in attività di socializzazione: un maschio anziano, da identificare come soggetto dominante del gruppo, due maschi giovani, due femmine adulte, una delle quali con un infante dipendente, e quattro adolescenti. I dettagli degli schemi di grooming sono illustrati nel rapporto seguente. Il gruppo staziona al centro di una radura, nella quale appare disseminato un grande numero di pietre; gli individui giovani indulgono nell’attività di percuotere i fusti degli alberi con pietre e rami, producendo suoni grossolanamente ritmici: sembra che l’area sia adibita principalmente a tale attività Improvvisamente, il giovane maschio M1, che assumeva il ruolo di leader nel gruppo precedentemente osservato, compare nel campo di osservazione. Si osserva il suo cauto avvicinamento al maschio alfa, in evidente schema di sottomissione. Gli altri soggetti appaiono incuriositi, la femmina Q4 accenna una risposta aggressiva, che in seguito rientra spontaneamente. Il maschio alfa, faccia a faccia con il nuovo venuto, ostenta un comportamento rituale minaccioso, per poi accettare i gesti di sottomissione. L’individuo M1, infine, arretra; prima di allontanarsi, tocca ripetutamente una pietra che si trova ai margini della radura. Mentre l’estraneo si ritira, il maschio alfa afferra quella pietra, e la lancia in mezzo alle altre. Le interpretazioni di tale pattern di comunicazione saranno esposte in un successivo articolo.
[by Lisa http://www.paniscus.net/]
ESERCIZI DI STILE BLOG: 259
STILE EMOTICON ASIATICI
In un'ora di grande traffico e di molteplici affluenze sul WEB >__< (--> fastidio per connessione lenta), un pomeriggio di un mercoledì qualsiasi, stavo curiosando tra i bloggers quando mi sono imbattuto in un blog che aveva un template azzurro, un po' confuso... @__@ (--> confusione) ma ricco di link interessanti... *__* (--> occhi che brillano per la piacevolezza). Il blogger in questione doveva essere piuttosto giovane, almeno stando a quello che scriveva. Ad un tratto ho notato un commento a un suo post, un po' banale... __ ( --> banalità) commento a cui il proprietario del blog aveva a sua volta risposto in modo molto secco e alterato è__é (--> aggressività, occhi torvi), inveendo contro questo mal costume di lasciare in giro commenti gratuiti e inopportuni sui blog degli sconosciuti.
Due ore più tardi, mentre navigavo su un sito dedicato a un poco noto ma geniale cantautore italiano O__o (--> occhi strabuzzati di fronte alla genialità del poco noto cantautore italiano) ho rincontrato quello stesso blogger, o meglio una sua mail, che diceva al webmaster del sito in questione: "Dovresti far mettere un bottone in più al menu principale". Gli fa vedere dove (vicino all'icona dell'uscita) e gli dice perché T__T (--> occhi a fessura con lacrima che scende, tristessa e riprovazione).
[by =^.^= cat http://catviewpoint.clarence.com/
LEGENDA CRITICA Breve excursus di =^.^= sugli emoticon asiatici
Questi emoticon sono nati alla fine degli anni '90 nell'ambito di siti cino-giapponesi. Si ispirano al disegno manga e hanno la particolare caratteristica di essere orizzontali. Possono fornire una vasta gamma di stati d'animo che visualizzano. Una singola emoticon, a seconda del contesto, può avere interpretazioni e sfumature differenti. Una volta imparate le basi è possibile usare la propria creatività per inventare faccine nuove e personalizzate. Di seguito alcuni dei segni convenzionali più utilizzati. Le definizioni sono aperte. Non esiste un vocabolario completo, universale e codificato. Tutto si basa sul modo natrale di percepire le emozioni dalle espressioni facciali.
T_T --> occhi a fessura con lacrima che scende (che tristessa! riprovazione) ç_ç --> occhi spalancati con lacrima che scende (tristezza vera) ;_; --> occhi piccolini con lacrima che scende (commozione) ^_^ --> occhietti allegri per espressione di benevolenza e cordialità ^_^' --> benevolenza con gocciolina di sudore che indica lieve imbarazzo (+ imbarazzo + goccioline) ^_^y --> sorriso con la V di vittoria (la y fa da manina) ^^ --> benevolenza più accentuata (paragonabile a :D solo che così è più femminile) ^^' --> hehe imbarazzato *^^* --> blush! Ovvero stò arrossendo X_X --> so distrutta!!!! =_= --> sono stanca e ho pure le occhiaie -_- --> della serie facciamo finta di nulla (emoticon che mostra riprovazione) -_-' --> riprovazione con imbarazzo >__< --> fastidio e irritazione è__é --> emoticon aggressivo (sguardo torvo) é__è --> emoticon implorante (tipre tipre tipre!) @_@ --> sono confusa ?_? --> non capisco! O_O --> eh?? O__________O --> eeeeehhhhhhh?????????? O_o --> mi si strabuzzano gli occhi! __ --> non ho parole (riprovazione accentuata) *_* --> occhio che brilla (Ammazza che figataaa!) *o* --> occhio che brilla con bocca aperta dalla sorpresa ^_- --> sorriso con occhiolino! ]
venerdì, 05 settembre 2003
ESERCIZI DI STILE BLOG: 258
STILE IL BLOG SENZA QUALITA'
Influsso di un blog senza qualità su un blog con qualità
Quel mercoledì, Ulrich, era sommerso da una moltitudine di idee. Curiosando fra i progetti dei blog-allestitori, si imbatté in un insolito blog-progetto con risvolti azzurri, un po' confuso e poco in ordine. Notò, comunque, parecchi collegamenti a quella che Ulrich amava definire "Azione Parallela". L'ideatore del progetto azzurro sembrava non fosse un individuo adulto, ciò si intuiva dal fraseggio e dal modo di esporre i concetti. Una nota fra le tante, in calce al progetto, catturò l'attenzione di Ulrich. La nota conteneva banalità, Ulrich lesse la risposta a quella nota, che diede Arnheim, molto secca e decisa. Era una risposta inveente contro tutti quei commentatori maleducati e inopportuni che inseriscono i loro stupidi commenti in progetti, essendo loro non alla altezza.
Più tardi, due ore dopo, Ulrich tornò a scartabellare fra i documenti. Si soffermò su quello di un compositore con talento, ma conosciuto solo a pochi; ritrovò una missiva dello stesso "commentatore inopportuno". In questa lettera questo individuo, si affidava impunemente, a Sua Signoria-web, alla magnaminità del rettore dell'Azione Parallela per mettere strutture, che a suo dire, magnificavano il progetto, spiegandogli dove e perchè...
...Diotima… non si era ancora vista.
[by ___________tre-febbraio http://domusaurea.splinder.it
NdA: L'esercizio si ispira a L'UOMO SENZA QUALITA' di MUSIL. Protagonista del romanzo è Ulrich, uomo senza qualità proprio in quanto proteso verso tutte le possibilità intellettuali, vanamente impegnato a costruire il senso della propria esistenza. Ulrich è un colto ex ufficiale, versato nella matematica, eletto segretario di un comitato di aristocratici messo in piedi per celebrare il giubileo di Francesco Giuseppe nel 1913 [azione parallela]. La cosa si trascina per le lunghe e finirà per risolversi in un clamoroso fiasco. In questo filone principale sono inserite varie storie individuali, come il racconto della crisi familiare di Walter e Clarissa, che finirà per impazzire (prima parte), e il complesso legame che unisce Ulrich alla sorella Agathe, unica persona capace di influenzare il paralizzante relativismo e possibilismo del fratello (terza parte), o il caso del condannato a morte Moosbrugger, o la descrizione della decadenza dell'impero asburgico chiamato ironicamente Kakania, e la stessa società borghese (seconda parte).
Di seguito qualche link di approfondimento nella speranza che chi non l'ha letto ne sia incuriosito e invogliato.
http://www.inclasse.it/lettura_schedalibro.php?ID=805 http://www.psychomedia.it/pm/modther/probpsiter/musil.htm http://www.italosvevo.it/Svevo/Capitoli/Robert%20Musil.htm]
giovedì, 04 settembre 2003
ANNUNCIO
L'11 settembre alle ore 22.30
Siete tutti invitati a partecipare a
RADIOBLOG!
esperimento di scrittura di un audiodramma collettivo che si svolgerà in diretta su
RADIO 3 SUITE & [zopBLOG]
che cos’è:
Un innovativo happening multimediale tra radio e blog per superare le barriere tra oralità e scrittura
come si svolge:
Durante la trasmissione, il conduttore Guido Barbieri spiegherà le regole e darà inizio ai giochi. Un incipit apparirà sulle pagine di questo blog e verrà letto in radio dall’attrice Antonella Attili mentre il musicista Pino Forastiere improvviserà alla chitarra una colonna sonora. A turno, quattro blog/scrittori continueranno la storia ognuno con il proprio contributo improvvisato che potrà essere letto su questo sito e ascoltato in trasmissione.
il tema di questa prima puntata è:
I CINQUE SENSI
chi partecipa:
L’incipit di Antonio Zoppetti sarà continuato da:
Giuseppe Genna http://www.clarence.com/contents/cultura-spettacolo/societamenti/
Francesca Mazzuccato http://www.nonsenseblog.splinder.it
William Nessuno http://williamnessuno.splinder.it/
Raul Montanari http://www.nazioneindiana.com
la coda internet:
Il popolo della rete e della radio è invitato a partecipare in modo attivo. Al termine dell’happening, quando il quinto e ultimo racconto sarà stato letto e pubblicato, gli ascoltatori potranno inviare le proprie continuazioni. Le più significative, a nostro insindacabile giudizio, saranno utilizzate nelle successive trasmissioni.
le frequenze della trasmissione, zona per zona, le trovate qui: http://www.radio.rai.it/radio3/progra/frequenze.cfm
i testi dell’audiodrama saranno ospitati su: http://zop.splinder.it
RICORDATE: 11 settembre, ore 22.30 vi aspettiamo numerosi
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ESERCIZI DI STILE BLOG: 257
STILE MATEMATICO
Problema 1:
Sia data la funzione parametrica F(v,a) data dalle due componenti v(t) indicante la velocità di connessione nel WEB, e a(t) indicante l'affluenza istantanea. Si studino le piccole oscillazioni di F, e si dimostri che la componente v(t) ammette un minimo locale nel pomeriggio del mercoledì.
Si prenda quindi lo spazio vettoriale B dei blog, e si considerino i seguenti sottospazi:
· Bazz, composto dagli elementi di B aventi un template azzurro;
· Bconf, composto dagli elementi di B confusi.
Si dimostri che l'intersezione di Bazz e Bconf è un sottospazio vettoriale,
e al suo interno si ricavi l'elemento B che massimizza l'operatore L relativo all'interesse dei link ivi contenuti.
Dato infine un omoide O in relazione di iniezione rispetto a B, e un secondo omoide O' cui è associato un operatore o' da B in sé stesso, si mostri come il valore aspettato E[O] dell'età di O sia limitato superiormente; inoltre si verifichi che quando o è un operatore banale, la relazione indotta di O rispetto a B perde di continuità.
Problema 2:
Scelto t'=t+2 ore, si scelga C nell'insieme Cita dei cantautori italiani
in modo da minimizzare il rapporto n(C)/g(C) tra le funzioni notorietà n(C) e genialità g(C), e si scrivano le equazioni d'onda relative alla melodia di uno dei suoi brani, confrontandole con il valore W ricavabile dal sito relativo. Preso inoltre il grafo G i cui vertici sono definiti dai bottoni di collegamento tra le singole pagine, si dica se è possibile trovare un cammino hamiltoniano al suo interno. Si dimostri inoltre che esiste una soluzione ottimale, nel caso si aggiunga un vertice direttamente collegato a quello di uscita.
Infine, considerato l'operatore o" relativo all'aggiunta di cui sopra, si dimostri che l'omoide O" implicitamente definito da o" è omeomorfo all'omoide O definito nel problema precedente.
[by .mau. http://xmau.com/notiziole/]
mercoledì, 03 settembre 2003
ESERCIZI DI STILE BLOG: 256
STILE BUKOWSKI
“Senti baby è mercoledì, e non c’è niente da fare, tranne ubriacarsi. Il cinema non mi piace. Lo zoo è roba da tati. Non possiamo scopare tutto il giorno, che si fa?” “hai mai visto i blog?” “Che rob’è?” “Siti internet a forma di diario. ognuno ci scrive i suoi pensieri. alcuni sono buoni. Bukowski tu sei uno scrittore non puoi non conoscerli... C’è un modo di scrivere nuovo lì dentro!”
Madge lanciò la connessione dal suo pc. ”C’è un sacco di gente a quanto pare” dissi. “Sempre così a quest’ora” “Dove sta il divertimento?” “Si va su un blog, si legge e si commenta”
Ci imbattemmo in un blog azzurro, confuso per i troppi link. C’era scritto di tutto, alla rinfusa, come veniva. Non mi sembrava un granché come roba letteraria. Come stile mi ricordava quella rivista underground dove ci scrivevano tutti quei ragazzini. Open pussy. E anche il blogger in questione doveva essere piuttosto giovane, da quello che scriveva. I commenti erano pieni di frescacce. “Se sei femminile come il tuo blog mi piacerebbe vedere le tue tette!” “Sono un uomo. E tu sei uno stronzo!” “Se sei un uomo allora sei un frocio”.
“ma che cazzo mi stai facendo vedere Madge?” “non ti piace? “No” ”A me non dispiace. non sapevo che fosse frocio questo. è pieno di froci qui. Tu ci sei mai andato con un uomo Bukowski?” ”Io non sono frocio. non ho niente contro i froci, ma non mi interessa. Una volta ho inculato uno a dire il vero... ma ero completamente ubriaco e credevo fosse la sorella...” Madge andò in cucina e aprì un’altra bottiglia di vino. Poi si sedette al computer. Io le stavo davanti, in piedi. ”Ciucci?” ”Certo!” Allungai altri cinque dollari sul vassoio e mi fece il servizio.
Due ore più tardi ci eravamo scolati un’altra bottiglia e avevamo fatto fuori anche un paio di birre. Madge era ancora davanti a quel computer. diceva che voleva mettere della musica. ci faceva tutto con quel computer. ci scopava pure, diceva. “Guarda! Su questo sito c’è un messaggio del blogger di prima. Dice che bisognerebbe mettere un bottone in più al menu principale. Gli fa vedere dove e gli dice perché.” “Certo che i froci ci sanno fare quando devono dare consigli di moda o di design... Però adesso devo proprio andare Madge! Il web non fa per me. Non ho niente contro i blogger, ma non mi interessa...”
Uscii da quell’appartamento e mentre me ne tornavo a casa mi fermai per un whiskey in un bar che era di strada.
[by zop. Realizzato attraverso la manipolazione di frasi tratte da Charles Bukowski, Storie di ordinaria follia. Erezioni Eiaculazioni Esibizioni. Feltrinelli, Milano, 1978. Link: http://www.pulpweb.it/libri_al_rogo/_ Storie_di_ordinaria_follia_Charles_Bukowski.php]
ESERCIZI DI STILE BLOG: 255
STILE POKEMON
Nome: Bloggherello Specie: 999 - Blog Tipo: Psico - Lotta Stato attuale: Confuso Livello attuale: 12 (giovane) Punti Vita: 69/69ps Punti Esperienza: 11370
- Descrizione: Si dice che questo pokémon abbia il potere di mettere le persone l'una contro l'altra, per poi riappacificarle con la musica, evolvendosi.
- Aspetto: Azzurro, pieno di link interessanti Potere pokémon: Ogni volta che questo pokémon tiene in mano l'oggetto CommentoBanale, diventa il doppio più aggressivo
- Attacchi che impara: CommentoAtroce (liv. 32) SpedisciEmail (liv. 40) AttaccaBottone (liv. 46)
- Evoluzioni: Al livello 43 si evolve in SitoSconosciuto
- Stato d'Animo: Perennemente arrabbiato a causa di un bottone mancante
- Locazione: Sulla rete, si trova il mercoledì pomeriggio, nella città di Lentonia.
[by GUS http://www.jelot.net/blog/. NdA: Questo esercizio è un esempio di come potrebbe apparire - un po' adattato alle esigenze... perQueneau? - un ipotetico pokémon di tipo BLOG nella mia squadra del gioco Pokémon per GameBoy.
NdZ: Per chi non conoscesse la storia dei pokemon: http://www.noemalab.com/sections/ specials/tetcm/pokemon/pokemon.html uno tra i tantissimi link.
Bibliografia consigliata: Loredana Lipperini - Generazione Pokémon - Castelvecchi, 2000.
martedì, 02 settembre 2003
ESERCIZI DI STILE BLOG: 254
STILE IL LERCIO (di Irvine Welsh)
 Merda! Mi stavo grattando i coglioni, quando quello spasticato del capo mi dice che devo assolutamente vedere una roba su Internet. Cazzo, fanculo te e tutti i coglioni che ti corrono dietro, fottuto bastardo d’un polìs. Un’ora dopo non c’ho un cazzo da fare, ho finito le parole crociate e così vado a vedere il blog del cazzo che forse può dirci qualcosa sul caso del mangiabanane ammazzato l’altra notte. Fottutissima connessione del cazzo! Sto mercoledì non funziona un fottutissimo niente anche in rete. Passa facciadalesbo e mi schiaffa in faccia qualcosa che parrebbe un sorriso. S’è impazzita. No, poi capisco: vede che sono su questo robo azzurro dello spasticato fanatico del cazzo… si vede che sono amichette le due facce di merda. Da quell’Alessia lì non me lo farei nemmeno guardare in fotografia l’uccello: è un maschio, uno schifoso fottutissimo maschio del cazzo, non può fregare Robbo, gli altri coglioni ci cascano come mosche ma Robbo no, non lo fotti piccolina del cazzo.
La stronzetta è tutta incazzata perché uno le ha scritto qualcosa che non le piace, un “commento inopportuno”… Pigliatelo nel culo bella, è quello che vuoi, no?! Basta con questa merda! Ne ho già abbastanza nelle budelle e al cesso è finita la cartaculo, quindi sono proprio nella merda se non alzo le chiappe. Vado a casa, cazzo, avevo lasciato il computerdelcazzo acceso, stamattina avevo ancora la coca nel cervello. Che è sta roba? Il sito di un fottutissimo musicista bingobongo?! Certo, ora ricordo, c’entra qualcosa col caso, suonava in quel locale, il Vinny Head di merda, quel culo lì. Guardo un attimo prima di spegnere. Principessina Alessia dei miei coglioni ha tirato fuori le palle: è lì che dice al suonatore di tamburi del cazzo come deve rattoppare il suo sito di merda, aggiungendo un bottone vicino ad “exit”. Se non fossi un maschio ti farei vedere io dove devi ficcarlo il tuo fottutissimo bottone del cazzo…
[by Monnalisa http://monnalisa.splinder.it]
ESERCIZI DI STILE BLOG: 253
STILE AEROPORTUALE
- Torre, qui I-BloggerConTemplateAzzurrino per prova radio, passo. * I-BCTA, qui Torre. Vi sentiamo 2, le comunicazioni sono così confuse... Ecco, riesco a vedervi... Che diamine, sul radar la vostra traccia è di uno strano azzurro, non riesco a leggere più niente... C'è qualcosa che non va con il vostro transponder? Passo. - Torre, qui I-BCTA. Siete pregati di rompere l'anima a qualcun altro, se vi è possibile. Passo. * I-BCTA, qui Torre. Ci sono dei problemi, occorrerà effettuare delle verifiche. Stavo solo preoccupandomi per il vostro transponder... - Torre, qui I-BCTA. Andate a farvi f******.
Passando di fronte alle vetrate della torre di controllo, il giovane pilota fa un gesto osceno sporgendo la mano fuori dal finestrino del suo Cessna. Successivamente si dirige verso uno scalo in disuso, sebbene ancora in perfetto ordine.
- Torre, qui I-BCTA. C182 in volo VFR, stimiamo di entrare nella ATZ di CantautorePocoNoto tra 2 minuti. Chiediamo istruzioni, passo. * I-TA, Torre. Ricevuto. Continuate l'avvicinamento al campo. (sghignazzata) E lasciate perdere le formalità, qui non viene quasi nessuno. Durante il sottovento contattateci, ci faremo quattro risate insieme. - Torre, I-TA. Roger, continuiamo l'avvicinamento. Ehi, amico, che ne diresti di aggiungere un hangar, laggiù, vicino a quelle cisterne? * Dove dici, ragazzo? - Al lato della pista, tra l'antenna e i due edifici bassi.
[by Daneel http://daneel.splinder.it]
lunedì, 01 settembre 2003
Si ricomincia... :)
Al momento sono in arretrato di un mese di mail e di ESERCIZI!!
Abbiate pazienza non ho potuto rispondere a tutti... nei prossimi giorni cercherò di farlo... ma ci impiegherò un po' di tempo ... temo!
zop
ESERCIZI DI STILE BLOG: 252
STILE MI E' SEMBLATO DI VEDELE UN BLOG!
ovvero: incipit in versione Tweety

In un'ola di glande tlaffico e di molteplici affluenze sul WEB, un pomeliggio di un melcoledì qualsiasi, stavo culiosando tla i bloggels quando... MI E' SEMBLATO DI VEDELE UN BLOG!!!
Ela un blog che aveva un template azzullo, un po' confuso... ma licco di link intelessanti... Il bloggel in questione doveva essele piuttosto giovane, almeno stando a quello che scliveva. Ad un tlatto ho notato un commento a un suo post, un po' banale... commento a cui il ploplietalio del blog aveva a sua volta lisposto in modo molto secco e altelato, inveendo contlo questo mal costume di lasciale in gilo commenti glatuiti e inoppoltuni sui blog degli sconosciuti. AVEVA LAGIONE!!!
...
Due ole più taldi, mentle navigavo su un sito dedicato a un poco noto ma geniale cantautole italiano, MI E' SEMBLATO DI VEDELE LO STESSO BLOGGEL DI PLIMA!!! Solo che adesso si ela tolto gli occhiali, si ela alzato dal suo compiutel, e...
AIUTO AIUTO AIUTO
AAHAAHAHAAA!!
SBAM! SBAM! SBAM!
Arriva la nonna dei cartoni animati e sbatte in testa la scopa al blogger, che non era nient'altro che Gatto Silvestro travestito da blogger. Gatto Silvestro scappa, dimenticandosi della storia del bottone vicino all'uscita!
[by Gianluca Brian: http://www.trippapergatti.it/ ]
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